Concetti Chiave
- Nel 1660, dopo la morte di Cromwell, Carlo II viene restaurato al trono, segnando il ritorno della monarchia per garantire la pace in Inghilterra.
- I conflitti tra Parlamento e monarca aumentano con Giacomo II, che promuove una politica antiprotestante, portando il Parlamento a invitare Guglielmo d'Orange a prendere il trono.
- La Gloriosa Rivoluzione del 1688 stabilisce una monarchia costituzionale, con Guglielmo d'Orange che sale al potere senza violenza e riconosce i diritti parlamentari.
- Guglielmo e Maria giurano sulla Dichiarazione dei diritti, limitando i poteri del re e introducendo riforme come il Toleration Act e l'Act of Settlement.
- Alla fine del '600, si verifica una rivoluzione finanziaria con la creazione della Banca d'Inghilterra, che stabilizza la moneta e svolge funzioni di tesoreria statale.
Restaurazione della monarchia inglese
La seconda rivoluzione inglese e la monarchia costituzionale: dopo la morte di Cromwell, nel 1660 venne restaurata la monarchia; la maggior parte del parlamento acconsentì alla restaurazione di Carlo II, per consentire la pace nel paese.
Conflitti religiosi e politici
Il Parlamento però, avendo capito che il re voleva tornare all’assolutismo, fece esplodere conflitti (es: poiché il re era troppo dipendente da Luigi XIV il parlamento lo obbligò ad abbandonare l’alleanza con la Francia e ad allearsi con le province unite), che si accentuarono quando il trono passò al fratello del re, Giacomo II cattolico. Egli realizzò una politica antiprotestante e in seguito alla nascita di un erede al trono il parlamento, conscio del pericolo di avere una dinastia cattolica, offrì la corona a Guglielmo d’Orange, sposo di Maria Stuart, figlia protestante di Giacomo II. Nel parlamento si delinearono due orientamenti diversi: i Whigs (filo-parlamentari, saranno chiamati liberali, sostenitori della libertà religiosa) e i Tories (difensori del re, dei Lords e della chiesa anglicana, saranno chiamati conservatori).
La gloriosa rivoluzione
Nel 1688 i whigs, con l’appoggio dei tories si rivolsero a Guglielmo d’Orange per difendere il protestantesimo inglese e provocarono la fuga di Guglielmo II. Guglielmo d’Orange salì al trono senza nessuna violenza: fu questa la seconda rivoluzione, detta gloriosa, che vide l’installarsi di una monarchia costituzionale di nomina parlamentare.
Riforme costituzionali e legislative
Guglielmo d’Orange e Maria Stuart dovettero giurare su una Dichiarazione dei diritti (Bill of Rights), riconoscendo le prerogative del parlamento e i limiti del potere monarchico. Nel 1694 fu fissata la durata triennale della Camera dei Comuni che privava il re della facoltà di scioglierla arbitrariamente; tra il 1695 e il 1697 furono aboliti i vincoli della libertà di stampa; nel 1689 viene approvato il Toleration Act (Atto di tolleranza) che garantiva l’indipendenza dei giudici e impediva una successione cattolica; nel 1701 viene emanato l’Act of Settlement, che garantiva l’indipendenza dei giudici e impediva una successione cattolica. Alla morte di Guglielmo III, nel 1702, la corona passò ad Anna, figlia di Giacomo II e ultima Stuart; nel 1707 viene creato il Regno Unito di G.B.
Rivoluzione finanziaria e Banca d'Inghilterra
Alla fine del ‘600 ci fu una rivoluzione finanziaria che portò alla creazione della Banca d’Inghilterra nel 1694, che prese la facoltà di emettere carta moneta, di svolgere funzione di tesoriera per lo Stato, di dare stabilità alla moneta.
Giusnaturalismo e contratto sociale
Le nuove concezioni politiche: l’età moderna è caratterizzata dall’emergere dell’istituzione stato come forma suprema della vita associata. Il Giusnaturalismo (dal latino ius diritto) faceva risalire l’istituzione della società della società civile a un patto stipulato tra uomini liberi per diritto di natura, e scardinò le teorie di potere per diritto divino. Il patto o contratto sociale segna il passaggio dallo stato di natura allo stato sociale e politico; l’uscita dallo stato di natura giustificata dal diritto di sopravvivenza, prevede l’istituzione di apparato normativo e di pene per i trasgressori. Il giusnaturalismo cerca il fondamento della convivenza in ciò che è naturale all’uomo, ovvero la ragione. Il giusnaturalismo moderno nacque con Huig van Groot (Grozio 1583-1645) che nel De iure belli ac pacis individuò nel diritto naturale un diritto limitante nei confronti del potere costitutivo. Esso è dettato dalla ragione e non dipende da Dio. Alla base di questa idea laica dello stato vi è una idea di una condizione originaria dell’uomo anteriore a ogni forma di organizzazione civile.
Divergenze filosofiche su stato e potere
Il pensiero dei giusnaturalisti diverge da quello del filosofo inglese Thomas Hobbes (1588-1679); nel De Cive e nel Leviatano egli concepì lo Stato assoluto come unica garanzia di pace e antidoto alla paura della morte e della miseria. Lo stato di natura per lui è una condizione di violenza (homo homini lupus) e solo con la stipulazione del patto gli uomini escono da questo stato delegando il potere al sovrano; ogni libertà e diritto deve essere messo in mano al potere regio. John Locke (filosofo inglese 1632-1704) nei Due trattati sul governo civile critica l’assolutismo e l’inviolabilità dei diritti innati: lo stato si fonda sul comune consenso e ogni forma di assolutismo è contro ragione, sancì quindi in diritto di resistenza allo stato gettando le basi per il liberalismo.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il principale motivo della restaurazione della monarchia inglese nel 1660?
- Quali conflitti si sono sviluppati durante il regno di Giacomo II?
- Cosa caratterizza la Gloriosa Rivoluzione del 1688?
- Quali riforme furono introdotte con la Dichiarazione dei diritti?
- Come ha influenzato il giusnaturalismo il pensiero politico dell'epoca?
La restaurazione della monarchia nel 1660 avvenne principalmente per consentire la pace nel paese dopo la morte di Cromwell, con la maggior parte del parlamento che acconsentì al ritorno di Carlo II.
Durante il regno di Giacomo II, si svilupparono conflitti religiosi e politici, in particolare a causa della sua politica antiprotestante e della nascita di un erede cattolico, che preoccupò il parlamento e portò all'offerta della corona a Guglielmo d'Orange.
La Gloriosa Rivoluzione del 1688 si caratterizzò per il passaggio al trono di Guglielmo d'Orange senza violenza, instaurando una monarchia costituzionale di nomina parlamentare, sostenuta da whigs e tories.
Con la Dichiarazione dei diritti, Guglielmo d'Orange e Maria Stuart riconobbero le prerogative del parlamento e i limiti del potere monarchico, introducendo riforme come la durata triennale della Camera dei Comuni e il Toleration Act.
Il giusnaturalismo ha influenzato il pensiero politico dell'epoca sostenendo che l'istituzione della società civile derivasse da un contratto sociale tra uomini liberi, scardinando le teorie del potere per diritto divino e ponendo la ragione come fondamento della convivenza.