Concetti Chiave
- Schopenhauer propone tre strumenti per liberarsi dalla volontà di vivere: contemplazione artistica, compassione e decisione di non riprodursi.
- Il "trifarmaco" di Schopenhauer è un atto di disobbedienza alla volontà, dove ogni strumento rappresenta una forma di resistenza alla naturale spinta alla riproduzione.
- Il suicidio è visto come un atto di obbedienza alla volontà, non un rimedio, poiché elimina gli individui considerati deboli.
- La dissoluzione del velo di Maya è fondamentale per applicare consapevolmente i rimedi, permettendo di superare le illusioni del mondo e riconoscere la vera natura della volontà.
- Questi strumenti, se applicati consapevolmente, possono portare a una liberazione temporanea o definitiva dalla volontà di vivere.
Strumenti di libertà dalla volontà
A parere di Schopenhauer esistono alcuni strumenti che l'essere umano può adoperare per rendersi temporaneamente oppure definitivamente libero dalla volontà di vivere. Tali strumenti possono avere un'origine consapevole oppure inconsapevole, ma soltanto quando la loro applicazione è consapevole raggiungono davvero il risultato sperato; punto questi strumenti sono:
- la contemplazione artistica
- la compassione
- la decisione di non riprodursi.
Il trifarmaco di Schopenhauer
Si tratta del cosiddetto "trifarmaco" che funziona in quanto ciascuna di queste attività è un atto di disobbedienza nei confronti della potenza della volontà che ordina all'uomo di vivere per riprodursi: infatti la contemplazione artistica perché ci emerge immerge in un mondo (ovvero in una rappresentazione) nella quale la volontà non è presente (fa eccezione la musica, la quale consiste nella oggettivazione della volontà); la compassione perché ci spinge ad investire una parte delle nostre risorse a vantaggio di qualcun altro (e questa azione è contraria a ciò che la volontà comanda); infine c'è la decisione di non riprodursi che è la forma più evidente, violenta ed efficace di disobbedienza possibile.
Il suicidio e la volontà?
Il suicidio non è accettato tra i rimedi possibili all'invadenza della volontà perché viene inteso da Schopenhauer come l'obbedienza ai comandi di quella forza naturale che elimina gli individui deboli e inadatti alla riproduzione in altre parole è una sorta di estremo "obbedisco!" che l'essere umano pronuncia davanti alla volontà.
Dissoluzione del velo di Maya
Poiché sia possibile l'applicazione consapevole di questi 3 rimedi individuati da Schopenhauer, occorre comunque un'azione preliminare che consisterebbe nella dissoluzione del velo di Maya, un'espressione con la quale Schopenhauer indica l'atto di andare al di là delle illusioni rappresentate dal mondo e dietro le quali si nasconde la volontà di vivere. Ed è proprio questo il compito compiuto dall'uomo di genio e dalla filosofia.
Domande da interrogazione
- Quali sono gli strumenti proposti da Schopenhauer per liberarsi dalla volontà di vivere?
- Perché il suicidio non è considerato un rimedio efficace contro la volontà secondo Schopenhauer?
- Cosa implica la dissoluzione del velo di Maya nel pensiero di Schopenhauer?
Schopenhauer identifica tre strumenti per liberarsi dalla volontà di vivere: la contemplazione artistica, la compassione e la decisione di non riprodursi. Questi strumenti, se applicati consapevolmente, possono portare a una vera liberazione dalla volontà (Strumenti di libertà dalla volontà).
Schopenhauer considera il suicidio come un atto di obbedienza alla volontà, poiché rappresenta una risposta alla forza naturale che elimina gli individui deboli. Pertanto, non è visto come un vero rimedio, ma piuttosto come un'estrema sottomissione alla volontà (Il suicidio e la volontà).
La dissoluzione del velo di Maya è un'azione preliminare necessaria per applicare consapevolmente i rimedi proposti da Schopenhauer. Essa consiste nel superare le illusioni del mondo per scoprire la vera natura della volontà di vivere, un compito che spetta all'uomo di genio e alla filosofia (Dissoluzione del velo di Maya).