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Concetti Chiave

  • L'ascesi è vista come la terapia suprema, collegata a compassione e amore, ma intrisa di dolore e legata alla volontà di vivere.
  • La via della noluntas propone una liberazione totale dalla volontà impulsiva, senza giungere al suicidio, ma smettendo di vivere in senso metaforico.
  • Si sviluppa un orrore per la volontà di vivere, spingendo a rinnegare il corpo come manifestazione di tale volontà.
  • L'ascesi mira a un nulla liberatore, ottenuto tramite la negazione della volontà auto-affermativa, trovando calma interiore nonostante il terrore del nulla.
  • Nella prospettiva schopenhaueriana, l'ascesi consente di superare il dolore annullando la vita e la volontà, portando a una consapevolezza del nulla.

L'ascesi come terapia

La terapia per eccellenza, l’ascesi. Il momento più alto, perché compassione, amore e volontà. Tutto ciò che caratterizza la vita etica, restano ancora appunto legati alla vita, alla volontà di vivere, quindi intrisi di dolore.

La via della noluntas

Non si riesce con la terapia morale ad eliminare totalmente l’istanza auto-affermativa della volontà. Allora occorre abbracciare un’ulteriore via, quella della noluntas per la totale liberazione dalla volontà nella sua dimensione impulsiva. Pervenire alla non-vita, smettere di vivere, che non significa però suicidarsi.

L'orrore per la volontà di vivere

Sorge in se stessi orrore per ciò che si è, per la volontà di vivere, essenza di quel mondo del dolore. Non basta più amare gli altri con se stessi, ma arrivare all’orrore per l’essere di ciò che si è espressione, rinnegando il corpo come manifestazione della volontà.

L'ascesi e il nulla liberatore

In questa idea confluiscono elementi orientali e cristiani, l’ascesi è praticabile solo a condizione di conoscere il più profondo, è possibile liberarsi della vita solo negandola. Essa ha come obiettivo un nulla liberatore, che proviene da una libera negazione della volontà auto-affermativa che sopprime anche i suoi fenomeni. Quindi non può restare che il nulla. Ma a ribellarsi a tutto ciò è quel voler vivere che siamo noi e il nostro universo. Il nostro orrore del nulla non è altro che diversa espressione del fatto che siamo volontà di vivere. E si trova un oceano di quiete nella profonda calma dell’animo. Il nulla congiunto alla Volontà.

La prospettiva terapeutica schopenhaueriana

L’ascesi è il punto massimo della prospettiva terapeutica schopenhaueriana. Si può annullare il dolore solo superando la vita e la volontà auto-affermativa in moto totale. L’asceta è colui che ha saputo non temere il nulla, e è giunto alla consapevolezza che in realtà è il nostro mondo con tutte le sue vicende e sventure a essere propriamente il nulla.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dell'ascesi nella terapia secondo il testo?
  2. L'ascesi è considerata la terapia per eccellenza, poiché rappresenta un momento di compassione, amore e volontà, ma è anche un percorso verso la liberazione dalla volontà di vivere, intrisa di dolore.

  3. Cosa si intende per "noluntas" e quale importanza ha nel processo di liberazione?
  4. La noluntas è una via che mira alla totale liberazione dalla volontà impulsiva, permettendo di giungere a una non-vita, che non equivale al suicidio, ma a una negazione della volontà di vivere.

  5. Come si collega l'ascesi alla prospettiva terapeutica schopenhaueriana?
  6. L'ascesi rappresenta il culmine della prospettiva terapeutica schopenhaueriana, poiché consente di annullare il dolore superando la vita e la volontà auto-affermativa, portando alla consapevolezza che il nostro mondo è, in realtà, il nulla.

Domande e risposte

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