Concetti Chiave
- Schopenhauer contrasta l'ottimismo di Hegel con un pessimismo cosmico, definendo la volontà di vivere come un impulso irrazionale e cieco alla base della realtà.
- La sua filosofia è influenzata da pensatori come Kant, Platone e Spinoza, presentando una visione antitetica a quella di Hegel, con un numero limitato di studenti.
- In "Il mondo come volontà e rappresentazione", Schopenhauer afferma che la realtà è una rappresentazione, celata dietro il velo di Maya, e che ciò che vediamo è illusorio.
- La volontà di vivere, considerata la vera essenza della realtà, è un impulso senza fine che deve essere osservato da lontano per evitare il dolore.
- L'esperienza corporale permette di conoscere il noumeno, rivelando la coincidenza tra soggetto e oggetto e la continua oscillazione tra dolore e piacere nella vita.
Schopenhauer e il pessimismo cosmico?
Schopenhauer rifiuta l’ottimismo panlogistico di Hegel (manifestazione necessaria della Ragione).
Schopenhauer risponde con un pessimismo cosmico segnato da una cieca irrazionalità: vi è un unico principio, chhe è la volontà di vivere, impulso cieco ed irrazionale (essenza).
La filosofia antitetica di Schopenhauer
Nel 1820 è docente università di Berlino. Da lezione nelle stesse ore di Hegel (il rapporto era di 200 a 4 studenti per Hegel. La sua è una filosofia antitetica a quella di Hegel.
Schopenhauer recupera vari stimoli, tra cui Kant, Platone, sapienza orientale, Spinoza e Plotino.
Il mondo come volontà e rappresentazione
Nel 1819 esce il suo capolavoro ‘Il mondo come volontà e rappresentazione’e recupera di Kant i concetti di fenomeno e noumeno. Il mondo è rappresentazione, non è il mondo in sé e per sé, è la nostra rappresentazione. Per Kant la rappresentazione fenomenica è come per Schopenhauer un consistente, ovvero effettivo. Schopenhauer dice che il mondo vero è altrove, ma che la nostra rappresentazione è illusione, miraggio, sogno. L’illusione è il volo di Maya, con cui in modo pietoso gli Dei orientali coprivano la cruda verità. Ciò che vediamo è un velo tessuto dalle forme a priori che per Schopenhauer sono: Spazio-Tempo e Causalità.
La vera essenza della realtà
Dietro il velo di Maya c’è il noumeno, celato agli uomini, che si chiama volontà di vivere, ossia la vera essenza della realtà, che può essere conosciuta squarciando il velo. La volontà ha un’unica legge: Volere. È un fiume impetuoso, senza un fine, e perciò è molto meglio guardare da lontano.
L'esperienza corporale e il noumeno
La via per conoscere il noumeno è molto semplice ed elementare tanto da costituire la nostra prima esperienza di vita: è l’esperienza del mio corpo, l’esperienza corporale è unica, siamo sia soggetto che oggetto, conosciamo noi stessi cosicchè soggetto e oggetto coincidono. La vita è una continua oscillazione tra dolore (perché volgiamo ma non abbiamo) e noia (rispondiamo alle nostre richieste così da essere soddisfatti finchè non ne sorgono altre) nel mentre c’è un breve momento di fugace piacere (momentaneo annullamento dolore). Con un’intuizione posso entrare in contatto con ciò che c’è al di là del velo.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale del pessimismo cosmico di Schopenhauer?
- Come si differenzia la filosofia di Schopenhauer da quella di Hegel?
- Qual è la vera essenza della realtà secondo Schopenhauer?
Schopenhauer sostiene che l'unico principio della realtà è la volontà di vivere, un impulso cieco e irrazionale che segna il suo pessimismo cosmico, in contrapposizione all'ottimismo di Hegel.
La filosofia di Schopenhauer è antitetica a quella di Hegel; mentre Hegel ha un vasto seguito di studenti, Schopenhauer ha solo quattro allievi, e recupera influenze da pensatori come Kant, Platone e la sapienza orientale.
La vera essenza della realtà, secondo Schopenhauer, è la volontà di vivere, che si cela dietro il velo di Maya, e può essere conosciuta attraverso l'esperienza corporale, dove soggetto e oggetto coincidono.