Concetti Chiave
- L'etica promuove una visione dell'uomo come parte di una comunità, riconoscendo la solidarietà nel dolore condiviso.
- La morale si divide in giustizia, che evita il conflitto, e pietà, che sviluppa compassione verso la sofferenza altrui.
- L'ascesi implica la negazione della volontà e la mortificazione degli istinti, portando a uno stato di castità e virtù.
- Secondo Schopenhauer, l'ascesi porta al Nirvana, un annullamento della volontà che consente di raggiungere una serenità profonda.
- Il Nirvana è visto come una condizione di dissolvimento della coscienza, in contrasto con il suicidio che annulla solo l'individuo.
L'etica e la solidarietà umana
Nell’etica l’uomo cessa di considerare se stesso come un individuo contrapposto agli altri, cioè come espressione dei bisogni che lo portano necessariamente al conflitto, alla lotta per l’esistenza. L’uomo comprende infatti che è accomunato agli altri uomini dal dolore, vi è quindi una sorta di solidarietà fra gli uomini così come credeva Leopardi.
Giustizia e pietà nella morale
La morale si distingue poi in giustizia e in carità/pietà:
• giustizia: non vi è più conflitto fra gli uomini dal momento che capiscono di trovarsi nella stessa condizione, tentano quindi di non compiere azioni che possano ledere la volontà altrui;
• pietà: dal momento che anche l’altro soffre, si prova compassione, si soffre quindi con l’altro e si supera l’egoismo.
L'ascesi e il noluntas
L’ascesi consiste nella mortificazione degli istinti e dei bisogni. Si realizza attraverso il noluntas, ossia la negazione radicale della volontà. L’uomo, dal momento che presenta l’istinto di proseguire la propria generazione, deve innanzitutto raggiungere uno stato di perfetta castità e deve coltivare alcune virtù come l’umiltà, il digiuno, la povertà.
Il Nirvana secondo Schopenhauer
Questa processo però di fatto porta all’annullamente dell’uomo, perché dal momento che si priva della volontà di vivere, si priva della sua essenza. Secondo Schopenhauer così facendo si raggiunge il Nirvana, proprio della tradizione buddista, cioè il raggiungimento del nulla. Nel senso che l’individuo si annulla nel tutto. Quindi, a differenza del suicidio che annulla solamente l’individuo, in questo modo si annulla la volontà. Coloro che ci riescono raggiungono una dimensione di serenità che va oltre la ragione, perché la ragione fa parte della realtà fenomenica. In questo vi è invece un dissolvimento della stessa e se ci sembra che tale condizione sia negativa, sta a significare che siamo ancora dominati dalla volontà perché è ciò di più positivo che possa esserci. Di fatto quindi nel Nirvana si continua a vivere, ma si annulla la coscienza. Schopenahuer però non cercò di raggiungerlo.
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra etica e solidarietà umana secondo il testo?
- Come si differenziano giustizia e pietà nella morale?
- Qual è il significato del noluntas e il suo impatto sull'individuo secondo Schopenhauer?
L'etica porta l'uomo a riconoscere la propria connessione con gli altri, superando la visione individualista e conflittuale, e promuovendo una solidarietà basata sulla condivisione del dolore, come sostenuto da Leopardi.
La giustizia implica l'assenza di conflitto tra gli uomini, mentre la pietà si manifesta attraverso la compassione per la sofferenza altrui, portando a un superamento dell'egoismo.
Il noluntas rappresenta la negazione della volontà e conduce a una forma di ascesi che, sebbene porti all'annullamento dell'individuo, consente di raggiungere il Nirvana, una condizione di serenità oltre la ragione, dove si dissolve la coscienza.