Concetti Chiave
- L'arte è considerata una forma di conoscenza libera e disinteressata, capace di elevare l'uomo al di sopra dei suoi bisogni e della sofferenza.
- La tragedia e la musica sono riconosciute come le arti supreme, con la musica che rappresenta una rivelazione immediata della volontà e della vita.
- Pur offrendo conforto temporaneo, l'arte non elimina la sofferenza, e la vera redenzione richiede percorsi diversi.
- L'etica per Schopenhauer è un tentativo di superare l'egoismo, promuovendo la pietà e il sentimento di unità tra gli esseri.
- Le due virtù cardinali della morale sono la giustizia, che implica il "non far male", e la carità, intesa come volontà di fare del bene al prossimo.
L'arte come conoscenza libera
L’arte per il filosofo è conoscenza libera e disinteressata, che si rivolge alle idee. Quindi riferendosi alle forme pure e ai modelli eterni delle cose, è l’essenza immutabile dei fenomeni che rappresenta. Di conseguenza, poiché l’arte è la capacità di muoversi in un mondo di forme eterne, essa sottrae l’uomo alla dipendenza dai bisogni e dalle sue volizioni, attraverso un appagamento compiuto. Perciò l’uomo grazie ad essa, contempla la vita, elevandosi al di sopra della volontà, del dolore e del tempo.
La tragedia e la musica
Fra le varie arti, continua il filosofo, spicca la tragedia (auto rappresentazione del dramma della vita) e la musica, che rappresenta l’arte suprema. Essa, infatti, si pone come immediata rivelazione della volontà a se stessa e si configura come «metafisica in suoni», capace di mettere l’uomo in contatto con le radici stesse della vita e dell’essere.
L'arte come conforto temporaneo
Tuttavia, l’arte è temporanea ed effimera, per cui rappresenta un conforto per eludere la sofferenza della vita, ma non per annientarla; La via della redenzione, sostiene il filosofo, segue altri percorsi.
L'etica e il superamento dell'egoismo
Per il filosofo, l’etica è il tentativo di superare gli egoismi particolari degli uomini, additati come la maggior fonte di dolore fra gli stessi. Quindi, la morale implica un impegno nel mondo a favore del prossimo, che si esplica, secondo la sua visione, nel sentimento di pietà attraverso cui l’uomo avverte come proprie, le sofferenze degli altri. Dunque, differentemente da Kant, che valutava l’etica quale imperativo categorico, Schopenhauer, invece, indica la moralità quale risultato dell’esperienza vissuta per cui l’uomo tende a compatire il prossimo (com-patire= sentire insieme) sperimentando l’unità metafisica di tutti gli esseri[non è la conoscenza che precede la morale, ma la morale che anticipa la conoscenza = principio di intellettualismo etico].La morale si concretizza in due virtù cardinali: la giustizia e la carità:
1. Giustizia = consiste nel “non far male” in riferimento al principio “neminem laede”e nel riconoscimento degli altri similmente nostro essere;
2. Carità = (o agàpe) volontà positiva e attiva di fare del bene al prossimo, cioè il vero amore, che il filosofo riassume ne principio “omnes, quantum potes, juva”;
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'arte secondo il filosofo?
- Perché la musica è considerata l'arte suprema?
- Qual è la differenza tra l'etica di Schopenhauer e quella di Kant?
L'arte è vista come conoscenza libera e disinteressata, capace di elevare l'uomo al di sopra dei bisogni e del dolore, permettendogli di contemplare la vita attraverso forme eterne (testo).
La musica è definita come "metafisica in suoni", in quanto rivela immediatamente la volontà a se stessa e connette l'uomo alle radici della vita e dell'essere (testo).
A differenza di Kant, che vede l'etica come un imperativo categorico, Schopenhauer considera la morale come un risultato dell'esperienza vissuta, enfatizzando la pietà e l'unità metafisica tra gli esseri (testo).