Concetti Chiave
- La via dell'ascesi è un cammino di sradicamento dei desideri, iniziando con la castità per liberarsi dall'impulso sessuale.
- Il nirvana, secondo Schopenhauer, è l'esperienza del nulla e rappresenta la suprema liberazione dal mondo e dai sentimenti.
- Il corpo è visto come espressione della volontà, e ridurre i desideri fisici porta alla quiete e alla noluntas.
- Schopenhauer differenzia il suo concetto di nirvana da quello orientale, vedendolo come stato di annullamento della volontà piuttosto che di non essere.
- Nonostante la ricerca della verità, Schopenhauer non applica la via dell'ascesi, rimanendo ancorato alla filosofia occidentale.
La via dell'ascesi
La via dell’ascesi, conosciuta come la terza via della liberazione, nasce nel momento in cui l'essere umano ha orrore della volontà, quindi vuole annullarla del tutto: intraprende un cammino di sradicamento di tutti i suoi desideri, dove quello più forte è il desiderio fisico. Il primo gradino dell’ascesi è la castità, cioè la liberazione dall’impulso sessuale. Successivamente l’asceta intraprende esperienze come per esempio la povertà volontaria, il digiuno e il sacrificio fino a che si giunge alla soppressione totale della propria volontà e quindi si arriva alla noluntas. Annullando la propria volontà si entra in uno stato di assoluta quiete in cui ogni volontà viene vanificata e ogni dolore estinto, rendendo così l’essere umano più libero e sereno.
Il concetto di nirvana
Per il filosofo Schopenhauer l’ascesi si conclude con il nirvana, cioè l’esperienza del nulla inteso come la suprema liberazione dal mondo, lo spegnimento di ogni sentimento, e in quanto tale non ha nulla di negativo: gli asceti cercano di non badare più ai propri impulsi, soprattutto a quelli fisici perché sono quelli più forti, e quelli più difficili da domare, per poi annullare quelli mentali.
Schopenhauer e la filosofia occidentale
Schopenhauer lavora molto sul corpo perché il corpo è espressione della volontà, il concetto è quello che quindi la mia ragione cercherà di rifiutare i desideri fisici. Quando l'asceta riuscirà a ridurre al minimo i desideri del corpo troverà la quiete. Questa ascesi si conclude per il filosofo Schopenhauer con il nirvana, che lo riprende dalle tradizioni orientali, ma il concetto non è uguale ad esso: il nirvana è lo spegnimento di ogni sentimento. Le scuole orientali lo vedono in modo negativo, in quanto è un non essere in cui mi annullo ed è quindi uno stato di quiete e di pace dell’io. Per il filosofo Schopenhauer è, invece, lo stato del nulla dove l’io raggiunge l’annullamento della volontà quindi raggiunge la noluntas, dove non c’è nulla. Ma se non c’è nulla lo stato fenomenico è allora uno stato di illusione perché annullando la propria volontà si annulla anche il fenomeno, inteso piuttosto come la realtà. Se un asceta riuscisse a fare quanto appena descritto si arriverebbe all’annullamento della volontà ma Schopenhauer non metterà in pratica questa via. Schopenhauer è un filosofo occidentale che ricerca la verità, quindi rimane ancorato alla filosofia occidentale. Anche se cerca un modo per liberarsi dalla volontà, non lo applica, rimanendo comunque in parte legato alla cultura occidentale e non quella orientale.
Domande da interrogazione
- Qual è il primo passo dell'ascesi secondo il testo?
- Come si conclude il percorso di ascesi secondo Schopenhauer?
- Qual è la differenza tra la visione del nirvana di Schopenhauer e quella delle scuole orientali?
- In che modo Schopenhauer si relaziona con la filosofia occidentale?
Il primo gradino dell’ascesi è la castità, che rappresenta la liberazione dall’impulso sessuale, fondamentale per intraprendere il cammino di sradicamento dei desideri.
Il percorso di ascesi si conclude con il nirvana, inteso come l’esperienza del nulla e la suprema liberazione dal mondo, dove ogni sentimento si spegne, portando a uno stato di assoluta quiete.
Mentre le scuole orientali vedono il nirvana come un non essere negativo, Schopenhauer lo considera uno stato di liberazione e pace dell’io, dove si raggiunge l’annullamento della volontà e quindi la noluntas.
Schopenhauer, pur cercando di liberarsi dalla volontà, rimane ancorato alla filosofia occidentale e non applica completamente la via dell’ascesi, mantenendo un legame con la cultura occidentale.