L'edera di Grazia Deledda
L'autrice
L'edera è un'opera di Grazia Deledda.
Grazia Maria Cosima Damiana Deledda (27 settembre 1871 – 15 agosto 1936) è stata una scrittrice italiana, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926.
- Iniziò l’attività letteraria da giovane e nel 1888 pubblicò i primi racconti.
- Nel 1890 uscì a puntate sul quotidiano di Cagliari L'avvenire della Sardegna, con lo pseudonimo Ilia de Saint Ismail, il romanzo Stella d'Oriente, e a Milano, presso l'editore Trevisini, Nell'azzurro, un libro di novelle per l'infanzia.
- Collaborò con riviste sarde e continentali: La Sardegna, Piccola rivista e Nuova Antologia.
- Scrisse anche una raccolta di poesie, Paesaggi sardi, edito da Speirani, opere teatrali e altri romanzi.
- La sua opera fu apprezzata anche all’estero.
- Il 10 dicembre 1926 le venne conferito il Premio Nobel per la letteratura, «per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano». Ad oggi è l'unica scrittrice donna italiana ad aver ricevuto tale riconoscimento.
- Fu letterariamente vicina al Verismo, al Decadentismo e ai narratori russi.
Il contesto, l'ambientazione e il periodo
L'edera di Grazia Deledda
- Uscito in Italia nel 1908 - dopo che già nel 1907 i tedeschi e i francesi lo avevano accolto con entusiasmo - il romanzo ci è stato trasmesso attraverso un autografo e quattro edizioni a stampa. "L'edera" è per certi versi il racconto di un solo personaggio, Annesa, la "figlia d'anima", la giovane serva che si innamora del proprio padroncino.
- La vita di paese e le regole della società, descritte più volte, avvicinano il romanzo alla corrente del Verismo-Realismo.
- La spiccata tendenza di Deledda a descrivere eventi fatali testimonia l'influsso di altre correnti letterarie, soprattutto di stampo estero come la letteratura del tardoromanticismo e del realismo francese o della narrativa contemporanea russa (potere quasi insuperabile del destino, dubbi esistenziali ed introspezione). Il simbolismo, che spesso ricorre nella descrizione dei suggestivi paesaggi scolpiti dal vento e da eventi meteorologici anche violenti, si stacca dalla produzione verista, alludendo a paesaggi interiori o a sviluppi in corso.
- Tempo e luogo: la vicenda del romanzo si svolge in un paese della Sardegna all'inizio del XX secolo.
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