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Concetti Chiave

  • L'Umanesimo del Quattrocento ha rivoluzionato l'arte introducendo nuove concezioni di rappresentazione, in particolare attraverso la scoperta della prospettiva.
  • La prospettiva ha trasformato la rappresentazione dello spazio, passando da una visione bidimensionale a una raffigurazione razionale e profonda, organizzata attorno a un preciso punto di vista.
  • I trattati di Alberti e Piero della Francesca hanno stabilito un legame fondamentale tra arte, matematica e scienza, elevando l'arte a forma di conoscenza razionale della realtà.
  • La figura dell'artista è stata rivalutata, passando da artigiano a intellettuale, con un riconoscimento del valore dell'idea e della creatività come doni innati.
  • Il passaggio dall'anonimato alla celebrazione del nome dell'artista ha contribuito a definire l'immagine moderna dell'artista come genio e individuo eccezionale.

La rivoluzione umanistica nell'arte

Per tutto il Quattrocento la nuova visione umanistica del mondo e dell’uomo dà nell’arte i suoi frutti migliori: nella pittura, nella scultura, nell’architettura. Gli artisti-intellettuali dell’Umanesimo italiano rivoluzionano i criteri della rappresentazione, elaborando una concezione nuova della prospettiva. La riflessione teorica intorno ad essa concorre a riqualificare l’immagine dell’artista-intellettuale e determina perciò una rivalutazione del lavoro artistico, liberato dall’aspetto esclusivamente manuale.

La scoperta della prospettiva

Ogni epoca ha un proprio modo di rappresentare lo spazio; quella medioevale vedeva lo spazio in chiave essenzialmente bidimensionale e gerarchica: le figure venivano disposte su un asse alto-basso in base alla loro importanza. Lo sguardo introdotto dall’Umanesimo è nuovo perché “scopre” la prospettiva e introduce la profondità. Il ricorso a leggi di tipo matematico e geometrico permette una raffigurazione razionale e unitaria che riporta lo spazio esterno, potenzialmente infinito, entro la dimensione“finita” del quadro e lo organizza sulla base di un preciso punto di vista, in relazione al quale si definiscono le proporzioni

e i rapporti fra le grandezze. Tutto è dunque ricondotto all’uomo e alla sua capacità di dominio sul reale; la rappresentazione artistica, grazie al suo carattere scientifico ed empirico a un tempo, diventa così una forma di conoscenza razionale della realtà, in grado di riprodurre la struttura nascosta del mondo e le sue manifestazioni visibili.

Il fondamento scientifico dell'arte

Attraverso le riflessioni sulla prospettiva, i maggiori artisti del tempo consolidano il fondamento scientifico dell’arte. Nel trattato De pictura (1435) Alberti teorizza per la prima volta la necessaria connessione tra matematica, geometria e scienza della percezione. Intorno al 1480 il pittore Piero della Francesca (1412-92) pubblica un decisivo trattato su La prospettiva pittorica (De prospectiva pingendi), di cui illustra il fondamento matematico e geometrico. La conoscenza dei princìpi matematici è fondamentale anche per la comprensione del Trattato della pittura di Leonardo da Vinci. Fondate su questi presupposti teorici, l’arte e la figura dell’artista acquistano dignità. La dimensione manuale del lavoro è ormai soppiantata dal riconoscimento del valore dell’idea, intesa come visione interiore che ricombina i dati della realtà dando loro una forma nuova. La creatività artistica è sentita come un dono innato e l’artista rivendica per se stesso il ruolo di alter deus (“altro dio”) per la sua capacità creativa.

L’opera d’arte viene finalmente associata al nome del suo creatore, non più confinato nell’anonimato in cui resta invece l’artigiano, e questo passaggio epocale concorre a definire l’immagine moderna dell’artista come genio e individuo eccezionale, le cui intuizioni sono affidate alla fantasia e al talento.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'impatto della nuova visione umanistica sull'arte del Quattrocento?
  2. La nuova visione umanistica rivoluziona i criteri di rappresentazione nell'arte, introducendo una concezione innovativa della prospettiva e riqualificando l'immagine dell'artista-intellettuale, liberando il lavoro artistico dall'aspetto esclusivamente manuale.

  3. Come veniva rappresentato lo spazio nell'arte medievale rispetto all'umanesimo?
  4. Nell'arte medievale, lo spazio era bidimensionale e gerarchico, mentre l'umanesimo introduce la prospettiva, permettendo una rappresentazione razionale e unitaria che organizza lo spazio in base a un preciso punto di vista.

  5. Qual è il ruolo della matematica e della geometria nell'arte rinascimentale?
  6. La matematica e la geometria sono fondamentali per la rappresentazione artistica, come evidenziato nei trattati di Alberti e Piero della Francesca, che consolidano il fondamento scientifico dell'arte e conferiscono dignità all'idea creativa dell'artista.

  7. In che modo l'immagine dell'artista è cambiata durante il Rinascimento?
  8. L'immagine dell'artista si trasforma da anonima a quella di un genio eccezionale, con l'opera d'arte finalmente associata al suo creatore, riconoscendo il valore dell'idea e della creatività come un dono innato.

Domande e risposte

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