Concetti Chiave
- Il Ruanda, situato nella regione dei Grandi Laghi, è ricco di risorse minerarie preziose come cobalto, rame, diamanti e oro, rendendolo un'area strategicamente importante.
- Il colonialismo tedesco ha creato divisioni etniche tra Hutu e Tutsi, utilizzando queste fazioni per un controllo più efficace del territorio, favorendo conflitti latenti.
- La transizione verso l'indipendenza nel 1962 ha visto un aumento delle violenze contro i Tutsi, con la nascita di un regime razzista sostenuto dagli Hutu.
- Il genocidio del 1994 è stato innescato da incitamenti mediatici e ha portato a massacri sistematici contro i Tutsi, durando per 101 giorni di violenze e atrocità.
- Le potenze europee, come Gran Bretagna e Francia, hanno inviato truppe per evacuare i propri cittadini invece di fermare il genocidio, contribuendo a un esodo di massa degli Hutu dopo la presa di potere del FPR.
Geografia e risorse del Ruanda
Il Ruanda è un territorio dello stato dell’Africa orientale, si sviluppa nella regione dei Grandi Laghi, è un regione densamente popolata con un gran numero di aree coltivabili, ed è considerata una delle aree più ricche al mondo per la presenza di cobalto, rame, diamanti, oro , petrolio ed altri minerali preziosi. Nel XIX sec. gli europei iniziarono una campagna militare nella regione ruandese gli obbiettivi precipui delle campagna furono il possedimento dei minerali preziosi. La regione dopo la conquista fu spartita fra Gran Bretagna (Kenya e Uganda), Belgio (Congo), e Germania (Ruanda e Burundi).
Colonialismo e divisioni etniche
Con il colonialismo tedesco nel Ruanda il popolo viene diviso in due fazioni etniche: Hutu e Tutsi, la divisione viene eseguita dai tedeschi per controllare meglio l’amministrazione del Paese. Sia Hutu che Tutsi fanno parte dello stesso ceppo etnico, ovvero quello dei Bantu. Con la distinzione etnica gli Hutu erano l’85% e i Tutsi il 14%, nonostante ciò i Tutsi ebbero l’egemonia per l’amministrazione coloniale. Nel 1993, con la presenza dei colonizzatori, si instaurò con la sua massima espressione il concetto di Razza umana, ciò avviene perché i successivi colonizzatori, i belgi, introducono nei documenti d’identità il ceppo di appartenenza. Il Belgio prenderà l’egemonia del territorio solo dopo il Tratto di Versailles della Prima Guerra Mondiale.
Indipendenza e conflitti interni
Nel 1950 il governo belga passa a sostenere gli Hutu invece che i Tutsi perciò inizierà un primo calvario di violenze contro i Tutsi, quest’ultimi intanto stavano cercando di progettare, e quindi di realizzare l’indipendenza del dominio del colonialismo.
Nel medesimo periodo nasce il Parmehutu, un partito diretto dagli Hutu, quest’ultimo nel 1962 dichiara l’indipendenza portando alla fine di decenni di colonialismo, viene abolita la monarchia e instaurata una repubblica con Gregoire Kayibanda, ovviamente si instaura un regime razzista contro i Tutsi. Inseguito alla morte del presidente gli succede Juvenal Habyarimana che continua la persecuzione contro i Tutsi. Nel 1987 nassce il FPR (il Fronte Patriottico Ruandese) dei Tutsi, con l’obbiettivo di favorire il rientro in patria dei profughi, anche attraverso la conquista militare del potere. Nell’80 si verifica una grave crisi economica. Il presidente cerca di stilare una nuova Costituzione e trovare un accordo per il declino della crisi, ma… nel 1994 l’aereo presidenziale con a bordo il presidente Habyarimana di ritorno da Dar es Sallam viene abbattuto da un missile in fase di atterraggio a Kigali.
Che cos'è il genocidio del 1994?
Il 7 aprile del 1994 a Kigali e nelle zone controllate delle forze governative (FAR), con il pretesto di una vendetta traversale fanno iniziare una serie di massacri che comportavano all’eliminazione fisica della popolazione dei Tutsi.
Il segnale dell’inizio delle ostilità fu dato dall’unica radio non sabotata, l’estremista “Radio delle mille colline” che invitava a seviziare e ad “uccidere gli scarafaggi Tutsi” … “tagliate i rami alti”.
Il genocidio durò per 101 giorni tra massacri, stupri e barbarie di ogni tipo. Per eliminare i Tutsi gli Hutu utilizzarono qualsiasi arma da quelle da fuoco fino ad arrivare a machete, asce, lance e perfino mazze chiodate.
Conseguenze e responsabilità internazionali
Il 22 giungo la Gran Bretagna, la Francia e il Belgio inviarono truppe non per far cessare il genocidio ma bensì per far ritornare in patria i propri cittadini. Nel luglio del medesimo anno il potere passò nelle mani del FPR e nei mesi successivi si verificò un esodo di massa degli Hutu, terrorizzati dalla sanguinosa vendetta operata nei loro confronti. Circa 2 milioni di profughi si rifugiarono nello Zaire, in Tanzania e nel Burundi, tra loro si nascondevano soprattutto i colpevoli dei massacri. I pubblici ministeri e i giudici del Tribunale penale internazione per il Ruanda al momento di giudicare i maggiori responsabili notarono che oltre ai feroci omicidi di massa si era sviluppata anche la violenza sulle donne; con uno studio delle Nazioni Unite si stima che furono violentate circa 250.000 mila donne.
Il massacro dei Tutsi segnò l’inizio delle lunghe barbarie che ancora oggi in questa zona si scontano…
Amani Salama scrive: “Oggi ancora i responsabili sono impuniti e i paesi europei coinvolti nella progettazione e nell’attuazione del genocidio negano le loro responsabilità, Francia e Belgio, soprattutto i secondi, non solo hanno permesso il genocidio ma lo hanno favorito creando ad hoc una polveriera”.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali risorse naturali del Ruanda e come hanno influenzato la sua storia?
- Come ha influito il colonialismo sulla divisione etnica tra Hutu e Tutsi?
- Qual è stato il ruolo del Belgio nel conflitto tra Hutu e Tutsi durante il periodo di indipendenza?
- Cosa ha scatenato il genocidio del 1994 in Ruanda?
- Quali sono state le conseguenze internazionali del genocidio ruandese?
Il Ruanda è ricco di minerali preziosi come cobalto, rame, diamanti e oro, che hanno attirato l'attenzione coloniale europea nel XIX secolo, portando a conflitti per il possesso di queste risorse.
Il colonialismo tedesco ha diviso la popolazione in Hutu e Tutsi per facilitare il controllo, nonostante entrambi appartenessero allo stesso ceppo etnico. Questa divisione ha portato a tensioni e conflitti che si sono intensificati nel tempo.
Dopo il 1950, il Belgio ha cambiato alleanza, sostenendo gli Hutu e avviando una serie di violenze contro i Tutsi, contribuendo a un regime razzista che ha portato a conflitti interni e alla fine della monarchia.
Il genocidio è iniziato il 7 aprile 1994, dopo l'abbattimento dell'aereo del presidente Habyarimana, con la radio "Radio delle mille colline" che incitava alla violenza contro i Tutsi, portando a massacri sistematici.
Le potenze europee come Gran Bretagna, Francia e Belgio hanno inviato truppe non per fermare il genocidio, ma per evacuare i propri cittadini. Inoltre, il genocidio ha portato a un esodo di massa di Hutu e a una lunga impunità per i responsabili.