Concetti Chiave
- I ROS, o specie reattive dell'ossigeno, sono altamente reattivi a causa della presenza di elettroni spaiati, il che li rende capaci di partecipare a reazioni chimiche dannose.
- I radicali dell'azoto, come il Monossido di Azoto e l'Anione perossinitrito, sono importanti per la dilatazione dei vasi sanguigni e possono causare danni cellulari simili ai ROS.
- I ROS possono essere generati da fattori esogeni come radiazioni e sostanze chimiche, oltre che da processi fisiologici come la B-ossidazione e la catena di trasporto degli elettroni nei mitocondri.
- Queste specie reattive possono danneggiare lipidi, proteine e DNA, portando a modifiche strutturali che influenzano la loro funzione e possono causare malattie.
- Le cellule si difendono dai ROS mediante enzimi come la Superossido Dismutasi e la Catalasi, che neutralizzano i radicali e degradano l'acqua ossigenata per prevenire danni.
I ROS sono specie reattive dell’ossigeno, che hanno elettroni spaiati che li rendono molto reattivi. Grazie a questa conformazione, l’ossigeno può acquistare un elettrone alla volta (riduzioni monovalenti).
Formazione e reazioni dei radicali
Anione Superossido (O2): L'ossigeno acquista il 1° elettrone. Perossido di Idrogeno (H2O2): Aggiungendo un 2° elettrone (e due protoni H+), si forma l'acqua ossigenata. Anche se non è un radicale, è pericolosa perché può guadagnare un altro elettrone. Radicale Idrossilico (OH•): Si forma quando il perossido di idrogeno acquista un 3° elettrone. È affamatissimo di un altro elettrone, per cui reagisce molto facilmente. Il radicale OH• si può formare mediante la reazione di Fenton, dove il ferro ferroso (Fe2+) cede un elettrone all’H2O2 e diventa OH•. Si può anche formare con la reazione di Heber-Weiss, dove reagisce H2O2 + O2•- per formare OH•.
Radicali dell'azoto
Anche l’azoto può dare radicali:
- Monossido di Azoto (NO•): è un radicale gassoso fisiologico (serve per dilatare i vasi sanguigni).
- Anione perossinitrito (ONOO-): se NO• incontra il superossido (O2•-), reagisce istantaneamente formando il Perossinitrito, il quale è un ossidante potentissimo che causa danni simili o superiori ai ROS. Anche lo ione nitrito (NO2) può reagire con H2O2 e formare ONOO-. Le specie meno pericolose sono H2O2 e HClO (Acido ipocloroso) usato dai macrofagi.
Produzione di ROS
I ROS possono essere prodotti da:
- fattori esogeni come radiazioni o sostanze chimiche.
- fattori fisiologici come nei perossisomi durante la B-ossidazione oppure nei mitocondri durante la catena di trasporto degli elettroni. Infatti a livello del complesso III della catena, quando c’è il passaggio di elettroni dall’ubichinolo a citocromo c (ciclo di Q), alcuni elettroni possono sfuggire e formare radicali.
L’ipossia può favorire la produzione di ROS, perché nei mitocondri, l’ossigeno è l’accettore finale di elettroni. Successivamente la N-idrossiarginina si scinde in citrullina + NO. Esistono diverse isoforme della NOS: una forma costitutiva (come quella endoteliale), che produce piccole quantità di NO con funzione fisiologica per i vasi, e una forma inducibile, espressa durante l'infiammazione. Produce enormi quantità di NO per lungo tempo per uccidere i patogeni.
Ruolo dei ROS nelle cellule
I ROS, in concentrazioni moderate, sono utili perché partecipano ai processi di segnalazione cellulare o come strumento di difesa. I ROS agiscono anche come secondi messaggeri. Il radicale idrossilico (•OH) è molto reattivo e subito reagisce. Le reazioni che può fare sono:
• Sottrazione di idrogeno a una molecola, creando un nuovo radicale (R•). In questo modo inizia una reazione a catena.
• Addizone, cioè utilizza doppi legami per reagire. • Trasferimento elettronico ad una molecola, rendendola instabile. Gli acidi grassi della membrana sono polinsaturi, per cui possono essere attaccati facilmente dal radicale •OH. In pratica, il radiale strappa un H al lipide e lo trasforma in un radicale. In questo modo si genera una reazione a catena che può terminare quando due radicali si incontrano o quando interviene un antiossidante.
Danni causati dai ROS
I lipidi ossidati sono instabili e possono formare molecole che danneggiano proteine. Un importante antiossidante è la vitamina E, che dona un elettrone al radicale e lo neutralizza. I ROS attaccano gli amminoacidi, specialmente quelli aromatici o contenenti zolfo. Si formano derivati idrossilati o legami crociati, che alterano la forma e la funzione della proteina. Il NO può reagire con residui di cisteina delle proteine (nitrosilazione) o con residui di tirosina (nitrazione), alterando la struttura e la funzione di proteine. Attaccano il DNA, alterandone la struttura o danneggiandolo. Talvolta, modifica le basi del DNA causando errori nella duplicazione.
- I ROS possono anche reagire con i carboidrati, producendo dicarbonili. Questi dicarbonili reagiscono con le proteine attraverso la reazione di Maillard (senza uso di enzimi) producendo AGE, che vanno a irrigidire i tessuti e danneggiarne i vasi.
Difese cellulari contro i ROS
La cellula possiede due tipi di difese:
1) Difese enzimatiche: proteine specializzate che accelerano le reazioni chimiche per neutralizzare i radicali. Questi enzimi prevengono il danno, ma non possono riparare molecole già ossidate.
- Superossido Dismutasi (SOD): durante la respirazione mitocondriale, parte dell’ossigeno “sfugge” e diventa superossido, un radicale molto reattivo. La SOD lo trasforma in ossigeno e acqua ossigenata. Questo processo si chiama dismutazione. La dismutazione si ha quando una stessa sostanza subisce contemporaneamente ossidazione e riduzione. In questo caso è l’ossigeno dove un ossigeno si ossida e diventa ossigeno innocuo e l’altro ossigeno si riduce ad acqua ossigenata.
- Catalasi: interviene subito dopo per degradare l’acqua ossigenata nei perossisomi.
Stress ossidativo e invecchiamento
Stress ossidativo e invecchiamento
Senza questa riparazione, le cellule invecchiano precocemente.
- Sindrome di Bloom: caratterizzata da fragilità cromosomica, nanismo e alta predisposizione a tumori e leucemie.
- Atassia Telangiectasia: legata a una perdita accelerata dei telomeri e a difetti nella riparazione del DNA. Questo rimedio è valido sono se si inizia da giovani. Il mtDNA gioca un ruolo fondamentale nell’invecchiamento. Se l’mtDNA subisce mutazioni, determina una minore produzione di ATP nei tessuti, favorendone l’invecchiamento. Le cause sono sempre il danno del mtDNA, il quale produce meno ATP, produce meno proteine e i muscoli non vengono rigenerati.
Domande da interrogazione
- Cosa sono i ROS e perché sono considerati reattivi?
- Qual è il ruolo dei ROS nelle cellule?
- Quali danni possono causare i ROS alle cellule?
- Come si difendono le cellule dai ROS?
- Qual è il legame tra stress ossidativo e invecchiamento?
I ROS, o specie reattive dell'ossigeno, sono molecole con elettroni spaiati che li rendono altamente reattivi. Questa reattività è dovuta alla loro capacità di acquisire elettroni, portando a reazioni chimiche potenzialmente dannose.
I ROS, in concentrazioni moderate, sono utili per i processi di segnalazione cellulare e come strumenti di difesa. Agiscono come secondi messaggeri e possono avviare reazioni a catena che coinvolgono lipidi e altre molecole cellulari.
I ROS possono danneggiare lipidi, proteine e DNA, alterando la loro struttura e funzione. Possono causare ossidazione degli amminoacidi e modifiche nel DNA, portando a errori nella duplicazione e a potenziali malattie.
Le cellule possiedono difese enzimatiche, come la Superossido Dismutasi (SOD) e la Catalasi, che neutralizzano i radicali e degradano l'acqua ossigenata, prevenendo danni cellulari.
Lo stress ossidativo contribuisce all'invecchiamento cellulare, poiché senza adeguate riparazioni, le cellule invecchiano precocemente, portando a condizioni come la sindrome di Bloom e l'atassia telangiectasia, che sono associate a difetti nella riparazione del DNA.