Concetti Chiave
- Nel Medioevo, l'artigianato si evolve in manifattura, con più artigiani che lavorano insieme, aumentando la produzione grazie a macchine semplici.
- La nascita della fabbrica in Inghilterra nel XVIII secolo segna l'inizio di un nuovo modello produttivo, con l'uso di macchinari alimentati da fonti energetiche come acqua e vapore.
- La Rivoluzione industriale inglese inizia con l'industria tessile, dove il sistema del putting-out-system viene sostituito da macchine che accelerano la produzione.
- Innovazioni come la spoletta volante e il filatoio meccanico aumentano significativamente la produzione tessile, mentre il motore a vapore rivoluziona anche il settore dei trasporti.
- L'industria siderurgica emerge grazie all'uso del carbon coke e alla produzione di ghisa, supportando la crescente domanda di materiali per locomotive e binari.
Evoluzione del lavoro artigianale
Nel corso dei secoli, i modi di lavorare e di produrre sono cambiati.
• Nell’antichità e nel Medioevo esisteva soltanto l’artigianato: l’artigiano lavorava con le proprie mani, senza alcun macchinario, e produceva un pezzo alla volta. In qualche caso, si faceva aiutare operai, chiamati garzoni.
• Verso la fine del Medioevo e durante il Rinascimento, l’artigiano fu sostituito dalla manifattura: più artigiani od operai, concentrati in un unico laboratorio, lavoravano insieme e producevano più merce. L’operaio faceva uso di macchine semplici, il cui funzionamento richiedeva la presenza dell’acqua o la forza delle braccia.
Nascita della fabbrica
• In Inghilterra, nel XVIII secolo, sorse la fabbrica: l’operaio utilizzava appositi macchinari, concentrati negli stessi locali, che come fonte di energia richiedevano la presenza dell’acqua, del vento o la forza delle braccia. Successivamente, come fonte di energia subentrò il motore a vapore che permetteva di produrre una certa quantità di merce in tempi piuttosto brevi. Negli anni 1830-1840, partita dall’Inghilterra, in tutta l’Europa si ebbe, così, la Rivoluzione industriale.
Rivoluzione industriale inglese
Inizialmente, la Rivoluzione industriale inglese partì dall’industria tessile.
La materia prima, come il cotone od altre fibre, proveniva dalle colonie (Georgia, una delle 13 colonie americane, dalle Antille o dal Bengala) dove poteva essere acquistata ad un prezzo molto basso.
Arrivata in Gran Bretagna, essa veniva lavorata con il sistema del putting-out-system, cioè praticata a domicilio da parte delle famiglie di contadini che in questo modo arrivavano ad arrotondare i guadagna ricavati dalla coltivazione della terra. La lavorazione consisteva in due fasi: la filatura e la tessitura.
Ad un certo punto da domanda di tessuti cominciò ad aumentare per cui il sistema dell’industria a domicilio non bastava più per far fronte alle richieste: occorreva un lavoro più rapido che producesse tanti articoli in poco tempo. Fu per questo motivo che il lavoro a domicilio delle famiglie dei contadini fu sostituito da apposite macchine.
Innovazioni nel settore tessile
Le prime macchine tessili furono inventati da artigiani inglesi.
Nel 1733, John Kay inventò la spoletta volante che trasportava in modo automatico il filo da un bordo all’altro del telaio. Questa invenzione permise di quadruplicare la produzione di tessuti
Nel 1764, James Hargraves progettò il filatoio meccanico intermittente. Esso permise di ridurre la manodopera necessaria per la produzione di filati poiché un solo operaio era capace di gestire fino ad otto fusi.
Queste due macchine erano azionate a mano e ben presto furono sostituite da altre che sfruttavano l’energia prodotta dal vapore. Infatti tra il 1769 e il 1788, l’ingegnere James Watt perfezionò la macchina a vapore, applicandola ad un motore. Inizialmente essa serviva per togliere l’acqua dalle miniere, successivamente ci si rese conto che l’energia della macchina a vapore poteva essere applicata anche in altri settori, come in quello tessile o nei trasporti. Fu così che Edmond Cartwright inventò il primo telaio meccanico azionato a vapore. Questa meccanizzazione dell’industria tessile arrivò a far funzionare fino a 100 fusi contemporaneamente mentre prima un operaio ne poteva azionare solo uno. Di conseguenza la produzione di tessuti aumentò notevolmente ed anche la qualità del prodotto finito risultava migliore. La macchina a vapore fu applicata anche ai trasporti (battello a vapore e locomotiva
Macchina a vapore e trasporti
Nel 1807, Robert Fulton inventò il primo battello a vapore che per la prima volta navigò sulle acque del fiume Hudson
Nel 1814, George Stephenson inventò la prima locomotiva a vapore e ne realizzò una in grado di trasportare in superficie il carbone delle miniere, compito fino ad allora poteva essere affidato soltanto ai cavalli.
Più tardi, la locomotiva a vapore fu applicata anche al trasporto dei passeggeri. In Gran Bretagna la prima linea ferroviaria entrò in azione nel 1829: univa Liverpool a Manchester ed era lunga 63 chilometri. In Italia, le prime linee furono Napoli-Portici (1839), Milano-Monza (1840) e Pisa-Livorno (1844).
L’invenzione della macchina a vapore comportò una vera rivoluzione dei trasporti e non solo nell’industria.
Sviluppo dell'industria siderurgica
L’applicazione del motore a vapore alla ferrovia permise al trasporto ferroviario di svilupparsi ed offrì anche la possibilità di estrarre maggiore quantità di carbone e di ferro dalle miniere. Quando viene estratto, il ferro è mescolato ad altri elementi e per ottenerlo puro e per lavoralo occorre passarlo negli alti forni la cui temperatura è molto elevata. Nacque così l’industria siderurgica.
Nel 1753, alcuni ingegneri inglesi scoprirono anche il procedimento per trasformare il carbone in carbon coke, ottenuto facendo bruciare il carbone fossile negli altiforni. Il carbon coke brucia meglio della legna o del carbone normale e, sprigionando più energia, dà più resa. Bruciando insieme al ferro, il carbone sprigiona il carbonio che serve a produrre la ghisa (lega di ferro + carbonio). In Inghilterra, nella seconda metà del XIX secolo e quindi molto più tardi, dalla ghisa si imparò ad ottenere l’acciaio, ma già nel 1830, gli Inglesi avevano cominciato ad utilizzare la ghisa per fabbricare le locomotive, i binari o i macchinari che servivano per l’industria tessile.
Tutto questo dimostra come la Rivoluzione industriale inglese fosse molto legata ad una rivoluzione tecnologica.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la principale evoluzione del lavoro artigianale nel corso dei secoli?
- Come ha influenzato la Rivoluzione industriale l'industria tessile?
- Quali innovazioni tecnologiche hanno rivoluzionato il settore dei trasporti durante la Rivoluzione industriale?
- In che modo l'industria siderurgica è emersa durante la Rivoluzione industriale?
- Qual è il legame tra la Rivoluzione industriale e la rivoluzione tecnologica?
L'artigianato, caratterizzato dal lavoro manuale e dalla produzione di pezzi unici, è stato sostituito dalla manifattura e successivamente dalla fabbrica, dove più operai utilizzavano macchinari per produrre in serie (testo).
La Rivoluzione industriale ha trasformato l'industria tessile, passando dal lavoro a domicilio al lavoro in fabbrica, dove macchine come la spoletta volante e il filatoio meccanico hanno aumentato notevolmente la produzione (testo).
L'invenzione della macchina a vapore ha rivoluzionato i trasporti, con il primo battello a vapore di Robert Fulton e la locomotiva a vapore di George Stephenson, che hanno reso possibile il trasporto di merci e passeggeri su larga scala (testo).
L'industria siderurgica è emersa grazie all'applicazione del motore a vapore, che ha permesso di estrarre maggiori quantità di carbone e ferro, e all'innovazione del carbon coke, che ha migliorato la produzione di ghisa e acciaio (testo).
La Rivoluzione industriale inglese è strettamente legata a una rivoluzione tecnologica, poiché l'introduzione di macchinari e nuove tecniche di produzione ha trasformato radicalmente il modo di lavorare e produrre (testo).