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L'Europa dopo Vienna (autunno 1814, giugno 1815)

Riportare sul trono europeo i sovrani riconosciuti tali per diritto divino, che erano stati spazzati via dalle conquiste napoleoniche; costruire un sistema di relazioni internazionali all'interno del quale nessuna potenza sarebbe stata in grado di imporsi sulle altre.

Protagoniste

  • Russia: Finlandia, Bessarabia, Polonia.
  • GB: consolida punti strategici, Malta, Gibilterra.
  • Impero asburgico (Metternich): Lombardia e Veneto.
  • Santa Alleanza: Russia, Prussia, Austria.
  • Quadruplice alleanza: Austria, Russia, Prussia, GB. Diplomazia come unico mezzo per la risoluzione delle contese tra stati.

Parte dei territori Prussiani e Austriaci vennero uniti a formare la Confederazione germanica formata da 39 stati di lingua tedesca. Nella penisola italiana tornano Ferdinando III (granducato di Toscana), Borboni (regno delle due Sicilie), Savoia (Sardegna). La Francia ammessa al congresso di Vienna riuscì a garantirsi i confini originali; salì al trono Luigi XVIII e concesse la costituzione.

Le rivoluzioni del 1848

Moti del 1848-49 l'Europa fu attraversata da imponenti moti che segnarono la crisi definitiva dell'assetto politico-istituzionale definito dal congresso di Vienna. In Francia alimentò contrasti di classe e fu animata da ideali democratici. In Austria e Italia prevalsero lotte per l'indipendenza, unità nazionale e l'istituzione di regimi liberali e costituzionali. "La primavera dei popoli" non attecchì in Russia, e GB (già sulla strada del costituzionalismo).

Crisi economica iniziata nel 1846, insurrezione nel 1848 contro il monarca Luigi Filippo d'Orléans. Governo provvisorio e seconda Repubblica (la prima nel 1792). Scontro socialisti (Louis Blanc) vs moderati, che vincono. Costituzione, suffragio universale maschile ma titolarità del governo al presidente (eletto dal cittadino) Luigi Napoleone Bonaparte (Napoleone III).

Eco dei fatti parigini a Vienna, Berlino, Budapest, Praga. Spinte indipendentistiche contro l'impero austriaco da parte di Italia, Ungheria, Polonia, Boemi. Fallimento dei moti per dissidi interetnici e sociali di Ungheria e Polonia; Austria aiutata dall'appoggio militare Russo.

Confederazione Germanica costretta a concedere ordinamenti liberali; Assemblea costituente di Francoforte: "grandi tedeschi" e "piccolo tedesco".

1848 insurrezione a Palermo: Ferdinando II di Borbone concede la costituzione, lo seguirono quasi tutti gli stati della penisola, anche Pio IX. I possedimenti austriaci teatro di violente rivolte: nascita della Repubblica di Venezia (Menin, Tommaseo); "Cinque giornate" di Milano (democratici, Cattaneo). Carlo Alberto, Re di Sardegna dichiara guerra all'Austria, ma sconfitto abdicò per il figlio Vittorio Emanuele II. Vittoria degli Austriaci su tutta la penisola, ultima a resistere fu la Repubblica romana composta da Mazzini, Saffi e Armellini e guidati dai volontari di Garibaldi.

Fine dei moti nella prima metà del 1849, unico lascito sono le Costituzioni che i sovrani decisero di concedere ai propri territori. Vittorio Emanuele di Savoia lasciò in vigore lo Statuto Albertino.

Stato e società: le ideologie diventano partiti

Gran Bretagna fu il primo paese a mostrare vizi e virtù del neonato sistema capitalista. Poor Law e workhouse del 1834; abolizione delle Corn Laws del 1846 e "mano invisibile" di Adam Smith. Industrializzazione e urbanizzazione di Stati uniti, Svizzera, Prussia, Francia, Olanda, Belgio e in minor parte Italia e Giappone. Tra gli anni 50 e 70 l'economia moderna industriale è fondata sul ferro e carbone. Crisi del 1873 fino agli anni 90. Fenomeni di sovrapproduzione e ritorno al protezionismo. Nascita del proletariato industriale. Nascita delle trade union (sindacati) in GB.

Reazionarismo: si fonda sull'elemento religioso e divino richiamando i valori dell'Ancien Regime. Mutamento nell'800: nazionalismo e imperialismo.

Conservatorismo: trasformazioni graduali che non indebolissero troppo le strutture sociopolitiche tradizionali (gerarchia sociale, famiglia, religione, proprietà privata). Nella metà dell'800 ottica rivolta al paternalismo e conservatorismo sociale. 1891 enciclica Rerum Novarum Papa Leone XIII. Fine secolo divennero artefici principali di una politica nazionalista e colonialista.

Liberalismo: individualismo e diritti dei singoli. Libertà economica e liberoscambismo. Nazionalismo che si traduce in "libertà positiva". Diritti politici ma suffragio ristretto ma solo fino al XX sec.

Radicalismo: liberalismo ma più democratico. Istituzioni rappresentative del popolo; suffragio universale, procedure elettorali, retribuzione deputati.

Socialismo: perseguimento del benessere del corpo sociale. Eguale distribuzione del potere politico, economico e fondato sulla solidarietà reciproca tra tutti i membri della collettività. Ideologia socialista molto influente fu quella tedesca nata a Gotha nel 1875. 1864 Prima Internazionale Socialista.

Revisionisti: Bernstein. Interazione con la classe borghese al potere, rinuncia della conflittualità inevitabile, azione graduale per il conseguimento delle riforme.

Costituzionalismo Moderno in GB: corso del XVIII sec. Sovrano vincolato e assoggettato alla legge. (King in Parliament) Costituzionalismo parlamentare: metà del XVIII sec. Parlamento non solo più come organo di limitazione per il Re ma anche come luogo in cui le decisioni politiche vengono discusse da diverse fazioni politiche. (government by discussion). Politicizzazione della società ed entrata in crisi dello Stato Liberale.

Le trasformazioni dell’Europa: l’Inghilterra vittoriana e la trasformazione del sistema politico negli anni di Gladstone e Disraeli

Lungi dall’essere un sistema compiutamente democratico, quello inglese della prima metà dell’Ottocento si fondava su un’estensione limitata del suffragio e la camera elettiva era solo delle classi medio-alte.

  • 1832 first reform act, votava 1 maschio adulto su 5.
  • 1867 secondo reform act, varato dal governo conservatore di Disraeli, vota anche chi paga un affitto nel centro urbano.

1837-1901 regina Vittoria, re-inventa una monarchia in senso più moderno e conforme agli sviluppi del sistema parlamentare. Nella sua epoca l’Inghilterra era il centro commerciale e finanziario più importante del pianeta. Morale borghese. Morte del moderato Palmerston, ripresa del conflitto politico. Elezioni del 1868, con suffragio allargato e vittoria del liberale Gladstone in carica fino al 1874. Abolizione del voto palese; Education act; reclutamento attraverso concorsi nelle AP; no alla compravendita dei gradi. Eliminazione dei privilegi della Chiesa Anglicana in Irlanda (cattolici): Irish Land Act 1870.

1874 elezioni e vittoria dei conservatori di Disraeli che continuano con le riforme dei liberali e un proseguimento della politica imperialista consolidando i possedimenti in India. Dopo lo scontro russo-turco, nonostante la neutralità la GB ottiene l’isola di Cipro. J. Chamberlain dinamico leader radicale. L’ala moderata di Gladstone per non scontrarsi con i radicali, si oppone alla politica estera filoturca di Disraeli, accusandola di essere arrogante e avventata. 1880 i liberali vincono le elezioni, Gladstone non inverte la campagna imperialistica e nel 1882 occupa l’Egitto. 1884 Third reform act estensione ai lavoratori agricoli. 1886 l’Home rule, istituzione di un parlamento autonoma a Dublino, spezza l'unità con i liberali inglesi: contrapposizione tra i radicali di Chamberlain e liberali. Minoranza di governo e dimissioni di Gladstone. 1886 i conservatori guidati da Lord Salisbury proseguono la campagna di Disraeli: riformismo sociale, nazionalismo e politica imperialista.

La Francia dal secondo impero alla terza repubblica

1851 plebiscito in favore di Luigi Napoleone. Accentramento del potere con la creazione di un Senato di nomina presidenziale e tolta l'iniziativa legislativa alla Camera. Secondo impero di Napoleone III. Bonapartismo: suffragio universale diretto e centralismo decisionale. Politica estera aggressiva: guerra di Crimea (GB,FR vs RUS) umiliante sconfitta russa, l'impero Asburgico non rispetta i patti. Conferenza di pace di Parigi.

Alleanza con il Regno di Sardegna, accordi di Plombieres tra presidente del Consiglio del Regno sabaudo (Cavour) e Napoleone III. Nel caso di conflitto con Vienna cessione di Nizza e la Savoia (Italia centrale) in cambio di protezione. Guerra Franco-Piemontese con l'Austria, legittimava l'unificazione della penisola. Nonostante le pesanti sconfitte che l'impero austriaco accusava, la Francia si ritira siglando l'armistizio di Villafranca nel 1859. Due motivi: guerra troppo onerosa; l'unificazione italiana metteva in discussione i disegni espansionistici della Francia.

Impero liberale: riforme istituzionali volte alla riaffermazione di legittimità, responsabilità ministeriale al Parlamento. 1868 decade la casa spagnola dei Borboni. Si candida Hohenzollern, stessa casata dei Re di Prussia. Francia chiede il ritiro (verrebbe accerchiata) ma la Prussia non accetta. 1870 guerra alla Prussia ma la loro superiorità, guidata dal cancelliere Bismarck, diventò presto rovinosa con la sconfitta definitiva a Sedan. Assedio di Parigi, Repubblica e governo provvisorio. Pace di Francoforte 1871: indennità economica e perdita dell'Alsazia e Lorena.

Crisi interna, vittoria elettorale dei conservatori Thiers. Quando furono rese note le condizioni della pace con la Germania il popolo parigino insorse costituendo una guardia nazionale a difesa autonomo della città. Al rifiuto di deporre le armi costituzione della Comune di Parigi nel 1871. Terza Repubblica: precaria legittimazione, revanchismo. Tentativo di restaurazione monarchica di Mac Mahon. Impedimento definitivo della possibilità di scioglimento della camera. Riaffermazione della Repubblica Parlamentare. Crisi di consenso repubblicano (opportunisti) e ascesa di Boulanger. Ministro della guerra, riforme delle armi in vista di uno scontro con la Germania sostenuto da forze nazionalista di destra antirepubblicana e frange di estrema sinistra. Mobilitazione delle forze repubblicane e movimenti anti-bulangeristi. Ineleggibilità per attentato alla sicurezza della Repubblica. 1889 vince le elezioni lo schieramento repubblicano.

La Germania: la costruzione dell'impero e le sue fasi

1818 unione doganale. Tentativo di Federico Guglielmo IV re di Prussia di unificare gli stati tedeschi. Dichiarazione di Olmutz siglato da Austria, Russia e Prussia.

1861 sale sul trono Guglielmo I e nel 1862 chiama come primo ministro Bismarck per far fronte al problema della spesa per gli armamenti senza consultazione del parlamento.

  • 1864 – 1871 tre grandi campagne militari:
  • 1864 guerra con la Danimarca, ducati di Schleswig e Holstein.
  • 1866 alleanza con l'Italia, neutralità di Russia e Francia, guerra all'Austria che perde e cede il Veneto. Stati del sud mantengono l'indipendenza; Confederazione Tedesca del Nord sotto controllo della Prussia.
  • Francia sconfitta a Sedan. Perdita dell'Alsazia e Lorena, riparazioni di guerra cerimonia di incoronazione di Guglielmo I imperatore di Germania. Nascita del Reich tedesco.

Contrasto tra il Blocco Bismarckiano e il Zentrum cattolico. Nascita del partito socialdemocratico tedesco nel 1891 (SPD). Leggi antisocialiste e legislazione sociale di Bismarck.

1873, patto dei tre imperatori: Austria, Russia, Prussia, difesa reciproca. 1877 Russia conquista territori dell'impero Ottomano in difesa dei Balcani (popolo slavo), pace di Santo Stefano. 1878 conferenza di Berlino con ridimensionamento della Russia, temporanea amministrazione della Bosnia-Erzegovina all'Austria; Cipro GB; conquista coloniale in Tunisia della Francia. Triplice alleanza: Ostilità tra Austria e Russia per i Balcani. Alleanza segreta di Bismarck con Italia e Austria. 1887 patto di contrassicurazione con la Russia: non intervento in caso di guerra Franco – Tedesca e non intervento in caso di guerra Austro – Russa. Isolamento francese e non accerchiamento della Germania da parte di Russia e Francia. 1888 Guglielmo II nuovo imperatore, più ambizioso e aggressivo; fallimento delle leggi antisocialiste di Bismarck; successo elettorale dell'SPD nel 1890; il cancelliere di ferro si dimette.

Impero asburgico

Instabilità dell'Impero asburgico a causa di spinte autonomistiche dei diversi gruppi nazionali (magiara) e malcontento dell'aristocrazia terriera con l'abolizione della servitù della gleba. Nuovo pilastro furono i contadini e la Santa Sede con il concordato del 1855. La sconfitta contro i prussiani, la perdita dei ducati danesi, del Veneto (pace di Praga) portarono Francesco Giuseppe al compromesso del 1867: concessione della Costituzione che dava vita alla duplice monarchia con gli ungheresi. Necessità di spostare l'influenza austro – ungherese verso est. Malcontento della minoranza slava che non ricevono la stessa autonomia ottenuta dagli Ungheresi. Queste tensioni porteranno negli anni successivi la crisi dell'impero.

L'Italia: l'unificazione da Cavour alla caduta di Crispi

Fallimento dei moti del 48-49, unica eccezione è il mantenimento dello Statuto Albertino nel Piemonte Sabaudo. 1852 viene nominato presidente del consiglio Cavour, un liberale assertore del parlamentarismo e della necessità di modernizzazione economico-politica del Regno di Sardegna. "Connubio": accordo parlamentare tra la maggioranza moderata e la sinistra moderata grazie al quale forze estreme, clericali ultraconservatori e democratici, venivano messi ai margini. In Germania l'esecutivo dipendeva dal Re (monarchia costituzionale); in Italia le sorti del governo dipendevano dal parlamento (monarchia costituzionale parlamentare).

1856 dalla conferenza di pace di Parigi il Piemonte esce vincitrice dalla guerra di Crimea e viene posto il problema dell'unificazione. Giuseppe Mazzini, ala democratica, pensa che l'unità d'Italia si possa ottenere solo con un moto insurrezionale repubblicano. 1857 nascita della Società Nazionale di Daniele Manin allo scopo di operare per la causa dell'unificazione nazionale in sinergia con il governo Sabaudo. Il Regno di Sardegna appariva dunque l'unico modo per unificare l'Italia dinanzi ai ripetuti fallimenti delle insurrezioni repubblicane.

1858 accordo di Plombières: cessione di Nizza e della Savoia alla Francia; divisione dell'Italia in 3 Stati: Nord con il controllo Sabaudo, Centro con il gran ducato di Toscana e lo Stato Pontificio e quello Meridionale liberato dai Borboni. 1859 manovre militari a confine con Piemonte e Lombardia (partecipa Garibaldi). Ultimatum di Vienna che Cavour respinge e quindi guerra contro l'Austria.

1859 vittorie dei franco – piemontesi a San Marino e Solferino. Armistizio di Napoleone III, l'accordo stabiliva il passaggio della Lombardia alla Francia che poi avrebbe ceduto al Piemonte. 1860 una serie di insurrezioni costringono alla fuga i vecchi sovrani. Plebisciti in Emilia, Romagna e Toscana, si pronunciano per la soluzione unitaria sotto il controllo del Piemonte.

1860 iniziativa democratica mazziniana e garibaldina antiborbonica. Spedizione dei Mille. Il governo piemontese invia truppe contro lo Stato Pontificio e vittoria a Castelfidardo. 1860 plebisciti in tutte le provincie Meridionale, Marche e Umbria. Amplissima maggioranza decretò l'annessione al Regno Sabaudo. 17 marzo 1861 il primo parlamento nazionale, eletto con la legge elettorale vigente nel Regno di Sardegna, proclamò Vittorio Emanuele II re d'Italia. Prima fase del risorgimento: iniziativa liberal-moderata di Cavour e della monarchia Sabauda; movimento popolare rappresentato dalle insurrezioni nell'Italia meridionale, centrale; spedizione garibaldina. 1861 morte di Cavour

Destra storica: liberalismo moderato, rispettoso della libertà costituzionale ma contrario alla rapida democratizzazione; liberista in economia e laico nei rapporti Stato e Chiesa. Appartenenza all'aristocrazia terriera e alta borghesia. Farini, Minghetti. Sinistra storica: sinistra Piemontese, leader Depretis, patrioti garibaldini e mazziniani come Crispi e Cairoli. Liberalismo più progressista, favorevole all'allargamento delle basi democratiche del regno, al decentramento amministrativo, completamento dell'unità nazionale mediante iniziativa popolare. Piccola, media borghesia e ceto agrario del sud.

Numerose emergenze e disequilibri, la destra storica conduce l'unificazione all'insegna dell'accentramento amministrativo e "piemontesizzazione", ovvero estensione delle leggi presenti nel regno di Sardegna su tutta la penisola. Attitudine statalista per velocizzare l'unificazione amministrativa e legislativa.

1861-1865 brigantaggio nel mezzogiorno, ex militari borbonici, contadini insorti e bande ribelli. 1863 legge Pica stato di emergenza nel mezzogiorno e invio dell'esercito. Sanguinosa repressione che dura due anni. 1868 Aspra politica fiscale e pareggio di bilancio. Introduzione tassa sul macinato. Requisizione dei beni di proprietà delle congregazioni e ordini religiosi a favore del demanio pubblico.

Altri obiettivi della destra era il completamento dell'unità. 1862 il governo ferma il tentativo autonomo di Garibaldi di sottrarre al Papa gli ultimi territori dello Stato Pontificio protetto dalla Francia. 1864 Convenzione di settembre tra Minghetti e Napoleone III: l'Italia rinuncia a Roma capitale e la Francia ritira le sue truppe dal Lazio. Trasferimento della capitale da Torino a Firenze. 1866 guerra Prussia e Impero Asburgico. Alleata della Prussia, nonostante la fallimentare azione di g... (il testo originale si interrompe qui)

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessiodellarocca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Cammarano Fulvio.
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