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Storia del pensiero sociologico II - Izzomarxismo, filosofia della vita, sociologia formale

Il contesto storico e culturale

L’industrializzazione ha portato alla reificazione dei rapporti. La fiducia nei confronti del progresso è tramontata come l’utilità della scienza per una trasformazione razionale della società. È un periodo durante il quale si colgono solo gli aspetti negativi dell’industrializzazione.

La “filosofia della vita” afferma l’impossibilità di conoscere la realtà umana razionalmente. La scienza è soggettiva, l’uomo non crede più di poter trasformare la realtà adattandola alle proprie esigenze e renderla più razionale.

Lukàcs (anni '50 del '900): l’industrializzazione capitalistica in Germania arriva in ritardo ma si espande in modo rapido senza modificare il sistema antidemocratico. La Germania, insieme agli Stati Uniti, è diventata il paese più sviluppato al mondo per ciò che concerne il sistema capitalistico. La sua struttura politica rimane, però, democraticamente arretrata: la conquista della Germania unita non si è verificata attraverso rivoluzioni o conquiste popolari.

→ Contraddizione in Germania: rapido sviluppo economico che convive con l’arretratezza politica. Nasce un’ideologia che vede lo sviluppo economico del paese come un inesorabile destino, non controllabile, irrazionale. Queste ideologie nascono a causa di sconfitte democratiche e rivoluzionarie.

Tonnies: comunità e società

Nella sua opera più nota “Comunità e società” rompe con gli schemi del positivismo. Il metodo scientifico: i concetti che spiegano la realtà devono provenire dalla ragione, la scienza deve procedere attraverso la produzione di casi fittizi, ideali. Precorre Weber per quanto riguarda il “tipo ideale”. Comunità e società sono due categorie, sono due costruzioni ideali che non si riscontrano nella realtà ma che servono per la sua analisi.

Comunità: “È la perfetta unità delle volontà umane come stato originario”. È la fusione perfetta delle volontà degli individui che ne fanno parte. È una realtà naturale alla quale si partecipa immedesimandosi completamente, emotivamente e in modo istintivo. È un insieme di sentimenti comuni sulla base dei quali i suoi membri rimangono uniti. All’origine della comunità vi è l’unità di sangue. Il rapporto più completo è quello tra padre e figlio: legame → affettivo + principio di autorità fondato sull’esigenza di educazione. Tonnies simpatizzava per il patriarcalismo. Lo scambio, nelle comunità, avviene sulla base della tradizione e della concordia. Si scambiano beni d’uso, a fine della reciproca utilità (non a fine di profitto individuale). La sociologia di Tonnies si occupa dei rapporti pacifici, di unione tra uomini, in generale, delle forme di associazione e di quanto le costituisce.

Società: Gli individui sono uniti per via contrattuale. In essa vige l’individualismo e l’egoismo. Le attività comuni dipendono dalla possibilità dei singoli di ricavarne utilità. Gli individui stanno gli uni contro gli altri e sono in concorrenza. Il rapporto economico è fondato sul profitto che si può ricevere dallo scambio. Il valore di scambio è misurato in base a un criterio oggettivo condivisibile da tutti. Il criterio è costituito dal tempo medio di lavoro necessario per produrre un bene. Il denaro diventa un valore astratto e fittizio. L’attività economica tende a determinare i sistemi giuridici, la morale e il potere statale.

Nella società borghese, i commercianti e gli usurai guadagnano senza produrre: i commercianti scambiano merci già esistenti, gli usurai vendono denaro per ricavarne di più attraverso gli interessi. I proprietari dei mezzi di produzione costringono coloro che detengono la forza lavoro a venderla per ottenere denaro che non può dare profitto perché viene immediatamente utilizzato per l’acquisto di beni di consumo necessari. Alle due forme di associazione (comunità e società), sottostanno due forme di volontà.

La volontà essenziale è la forza vitale, la volontà di vita da cui la stessa vita dipende. Il pensiero è un attributo di questo tipo di volontà. È istinto, è la vita organica come forza che si sviluppa.

La volontà arbitraria ha origine nella volontà essenziale, è la formazione del pensiero. Agisce sulla base di un progetto pensato in precedenza e si pone in alternativa alle altre possibilità di azione che nega necessariamente.

Esistono tre forme di volontà arbitraria:

  • Deliberazione distingue i mezzi dai fini, permette di accettare i primi per poter raggiungere i secondi
  • Discrezione la scelta dello scopo alla quale è tutto sottomesso
  • Concetto dà senso alla molteplicità e alla mutabilità dell’esperienza attraverso distinzioni, schemi di riferimento e giudizi di valore che indicano al soggetto come scegliere e cosa preferire.

La lotta tra gli individui è inevitabile: ognuno vuole raggiungere un obiettivo.

→ Nella società, il denaro è il mezzo idoneo per qualsiasi fine. L’individualismo porta alla strumentalizzazione degli altri, l’individuo è avido. La volontà di potenza si può manifestare nella scienza come dominio sulla realtà. Anche lo stesso desiderio di sapere, pur elevandosi al di sopra della vanità comune, tende a pretendere il riconoscimento da parte degli altri. Tonnies ha una concezione pessimistica della società.

Volontà essenziale = comunità
Volontà arbitraria = società

Comunità e società sono due forme di vita che possono prevalere l’una sull’altra. Le forme di vita comunitarie sono le uniche forme reali. Tonnies elabora una critica nei confronti della società capitalistica, urbana, industriale dalla quale pare non esservi scampo. Le arti stesse che cercano di assicurarsi i mezzi di sussistenza vengono sfruttate capitalisticamente. Le decisioni politiche e l’opinione pubblica sono determinate dalla guida di una minoranza di dotti. Afferma, però, che la nuova massa attraverso la lotta e la coscienza di classe può distruggere la società (riferimento a Marx). A fondamento di tutte le forme di associazione, Tonnies vede la volontà di vita: una forza soggettiva, irrazionale, non controllabile (riferimento a Schopenhauer).

Simmel e la cultura metropolitana

Simmel è condizionato dai problemi del suo tempo, soprattutto dall’era dell’industrializzazione e dalla connessa urbanizzazione. È il sociologo più coinvolto nello studio della cultura metropolitana. È influenzato dal capitalismo e dall’imperialismo nel sistema politico tedesco arretrato.

Gli ideali di uguaglianza davanti alla legge sono stati raggiunti, la classe lavoratrice comincia ad ascendere e a sviluppare un pensiero politico: nasce il movimento operaio che si contrappone alla classe conservatrice. Il movimento liberale entrò in crisi: il partito si divise tra nazional-liberali (coloro che si accontentavano della costituzione bismarkiana, lottavano contro il cattolicesimo e contro la classe operaia) e partito progressista (che si oppone ai nazional-liberali).

Il capitalismo concorrenziale era destinato ad evolversi in imperialismo: il partito liberale si scisse in due anche a causa delle divisioni tra pro e contro imperialismo. Simmel era un individualista che credeva negli ideali di libertà individuale. L’avvento della prima guerra mondiale (che sperava potesse essere un’occasione per rendere la Germania una potenza imperiale) portò Simmel a scrivere in “grande tensione”. Dopo la sconfitta della Germania, tornò a scrivere sulla crisi generale della cultura e vide la guerra come un episodio particolare di tale crisi.

Simmel fu influenzato dalle idee che sostenevano il superamento della psicologia individuale in favore di una dei popoli: l’uomo va compreso come essere sociale. Farà poi riferimento al problema dello “spirito soggettivo” (ciò che lo spirito deposita nel linguaggio, nell’arte e nella tecnologia). Apprende da Steinthal che gli individui con la loro attività comune creano la realtà oggettiva delle forme culturali ma che sono anche il → prodotto di tali forme. È influenzato dall’evoluzionismo di Spencer e di Darwin l’evoluzione intesa come crescente differenziazione.

Per Simmel la scienza contiene sempre un’interpretazione e un’attribuzione di forma ai fatti secondo categorie che sono per la scienza in questione a priori. Condivide con Marx la reificazione dei rapporti nell’ambito della società capitalistico-industriale ma rifiuta la filosofia della storia e l’idea che esista uno schema d’interpretazione della realtà valido universalmente. Kant influenza Simmel per quanto riguarda il fatto che la nostra mente fornisca le categorie necessarie per rendere possibile la conoscenza (ciò è valido anche per la conoscenza storica). Ogni settore della conoscenza ha le sue specifiche caratteristiche. Schopenhauer e Nietzsche gli trasmettono la concezione vitalistica e irrazionalistica, la “filosofia della vita”.

Simmel: la differenziazione sociale

In “La Differenziazione Sociale”, Simmel afferma che la sociologia elabora i risultati già raggiunti da altre scienze. Quanto per queste scienze è il risultato dell’elaborazione della realtà studiata è per la sociologia il problema da cui muovere. La sociologia interpreta dati già interpretati. La realtà oggettiva appare come realtà interpretata. La sociologia è impossibilitata a trovare leggi uniche e generali: l’uomo è un essere complesso. La sociologia → studia le interazioni tra i soggetti e le loro scelte per questo motivo ogni spiegazione risulterà essere unilaterale e parziale. La totalità non può essere colta. Ogni effetto può essere visto come il risultato di una → molteplicità di cause e può a sua volta essere causa di una molteplicità di effetti: l’effetto singolo di una singola causa non può essere specificato. “Ogni fissazione di una forma generale non può essere che unilaterale”.

→ L’individuo è il risultato dinamico di un insieme di relazioni, come la società la realtà sociale non è una somma di individui e non è autonoma rispetto ad essi. La società intesa come interazione tra le sue parti, porta alla formazione di entità oggettive che hanno autonomia rispetto ai singoli. Il limite di un essere sociale si identifica quando l’interazione tra le persone porta a una formazione oggettiva che ha indipendenza delle singole personalità in essa coinvolte. “Le relazioni sociali hanno sviluppato forme alle quali aderisce e non può non aderire chiunque instauri un certo rapporto con altri”.

Differenziazione: ciò che differenzia un individuo da un altro.

→ Il problema della responsabilità penale in rapporto con la differenziazione: nelle società primitive vi era scarsa differenziazione e quindi il gruppo prevaleva sull’individuo per questo motivo il crimine veniva attribuito al gruppo e non all’individuo. L’aumento della differenziazione ha portato alla sempre più frequente identificazione dell’individuo come colpevole del crimine. Non sono solo gli individui a differenziarsi, si differenziano anche gli aspetti della vita di ogni individuo. L’individuo è un incrocio di interrelazioni sociali per questo, valutando un crimine, si valuteranno anche le interrelazioni nelle quali → l’individuo è inserito piuttosto che l’individualità: l’azione individuale è colta in una rete di rapporti. Il problema del condizionamento sociale si applica anche alle questioni di responsabilità.

  • Il gruppo è il colpevole del crimine
  • L'individuo è il colpevole
  • Il crimine è legato a dei condizionamenti sociali (visione sociologica)

L’espansione del gruppo, in rapporto alla differenziazione, porta all’emergere dell’individualità, più il gruppo è ampio, meno i rapporti tra i suoi membri sono consolidati. L’individualismo rende possibili i rapporti tra membri di gruppi diversi.

“Atteggiamento aristocratico”: i livelli più alti sono sempre minoritari. L’innovazione è opera di pochi, le classi maggioritarie tendono a preferire il vecchio (l’evoluzione implica il superamento di ciò che è vecchio). L’individualismo comporta incertezza, agendo indipendentemente spesso non ha mete precise (al contrario del gruppo). Il singolo è trascinato da sensazioni, impulsi e pensieri contraddittori, ha molte possibilità d’azione tra le quali non sa sempre scegliere. Il gruppo, invece, non oscilla: è sicuro dell’orientamento del suo scopo.

Nota come nella società contemporanea esista uno spirito oggettivato nei prodotti del lavoro: il lavoratore, davanti ad essi, si trova espropriato del senso della propria attività. Ispirato da Spencer per quanto riguarda la visione dell’evoluzione come passaggio dall’indifferenziato al differenziato. Nelle sue riflessioni sulla storia rifiuta i pensieri positivistici, marxisti e idealisti. Per quanto riguarda Marx, egli ritiene che sia giusto utilizzare il marxismo per comprendere le azioni dei singoli e dei gruppi in società ma non è una filosofia omnicomprensiva: ogni fenomeno storico va ridotto alla psicologia degli individui, per la comprensione storica bisogna tener conto del processo di immedesimazione con i soggetti da studiare.

“L’atto dell’intendere comporta sempre un atto di protezione con cui il soggetto conoscente avverte nella propria interiorità un certo rappresentativo o affettivo ma lo attribuisce alla vita psichica di un’altra personalità e lo qualifica come appartenente a questa”. La conoscenza storica è sempre relativa, non esistono categorie per rendere possibile la conoscenza storica, vi sono principi che orientano lo studio ma rimangono comunque ipotetici e relativi: la storiografia non è soggetta ad una conoscenza oggettiva.

Simmel: la filosofia del denaro e la vita metropolitana

In “Filosofia del Denaro” Simmel critica l’idea di Marx secondo cui il valore di un bene è dato dal tempo medio di lavoro necessario per produrlo. Per Simmel, il valore è dato dallo scambio. Solo lo scambio rende possibile che la scarsità di un bene si innalzi a momento di formazione del valore. I rapporti tra gli uomini esistono attraverso degli scambi, non necessariamente materiali o economici. Gli scambi implicano il sacrificio di beni utilizzabili. Il valore non è intrinseco agli oggetti stessi. Relativismo: ogni oggetto acquista valore solo in rapporto con altri oggetti e fa sì che noi possiamo percepirli come realtà autonome, allo stesso modo le idee → acquistano senso solo in rapporto ad idee diverse: l’idealismo trova la sua verità in rapporto con il materialismo e viceversa.

Scambio, relazione, interazione sono alla base di ogni valore e significato del mondo delle idee e del mondo degli oggetti così che possano apparirci come oggetti distinti se posti in relazione gli uni con gli altri. La relazione dà ad essi una realtà specifica.

Il denaro: è “il valore delle cose senza le cose stesse”. È l’espressione diventata autonoma del rapporto reciproco tra gli oggetti di scambio e il valore loro attribuito durante lo scambio.

Lo scambio comporta un senso di privazione perché gli oggetti sono percepiti come insostituibili. Il denaro risolve il senso di privazione: “una cosa può essere sostituita dal suo equivalente monetario senza provare un senso di privazione”. → Il denaro è la realizzazione più definitiva dell’essere in generale: le cose trovano il loro senso l’una rispetto all’altra.

La differenziazione porta all’individualità di cose e persone, essa sorge necessariamente in relazione ad altre cose o persone. Il denaro è la forma più pura dell’interazione e di rappresentazione.

L’evoluzione del denaro:

  • Scambio in natura
  • Denaro come sostanza con valore indipendentemente dalla sua forma
  • Denaro come simbolo rappresentativo, indifferente al proprio valore intrinseco: il denaro come rappresentazione simbolica corrisponde a una maggiore capacità di astrazione intellettuale

Spesso ciò che l’individuo desidera non è in possesso di colui con cui avviene la contrattazione. I fini raggiungibili con il denaro sono illimitati. Se il denaro è poco le finalità alle quali è destinato sono poche se non addirittura arrivano a coincidere con la sussistenza, quando è tanto allora le finalità raggiungibili sono veramente illimitate. Quando il denaro è tanto, l’individuo tende a cadere nel cinismo o nel blasé.

Cinismo = i valori considerati come i più alti sono riportati a quelli più bassi
Blasé = non si avvertono le differenze tra i valori, tutte le cose sono viste come una totalità.

Nel caso dell’avidità o della avarizia si rischia che il denaro non venga più considerato come mezzo ma come fine. Esistono anche casi di povertà ascetica: coloro che rifiutano il denaro nonostante d... (il testo originale finisce qui)

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gaia_1999 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Lombardi Marco.
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