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Cap. 1 Illuminismo e pensiero sociologico – Rivoluzione francese 1789, XVIII sec.

01 Illuminismo

Sostituzione del soprannaturale con il naturale. Esaltazione della ragione. Fede nella perfettibilità dell’uomo. Considerazione umana maggiore per i diritti umani.

02 Vico e la storicità

3 fasi di sviluppo della storia del mondo umano:

  • Degli Dei.
  • Degli Eroi.
  • Degli uomini.

Società non riconducibile a natura. Scienza degli uomini è la scienza della società. La ragione si elabora storicamente.

03 Il contesto dell’Illuminismo

Per gli illuministi francesi ragione universale ed uguale per tutti. Clero, nobiltà e 3° stato francese e gli (artigiani etc.). Monarchia assoluta: lusso e sprechi. Borghesia in ascesa, voleva libero sviluppo mercato.

04 Montesquieu e la scienza sociale

Compie molti viaggi. Critico nei confronti della corruzione. In “Lo spirito delle leggi”, contrario alla corruzione dei costumi e dell’organizzazione politica in Francia. Sottolinea l’esigenza di adeguare le norme positive al carattere generale della società, anche il clima, la fertilità etc. Principio relativistico. Non rinuncia però ad un carattere esplicativo che possa essere applicato a tutte le società.

Tipologia delle forme di Governo: Governo Repubblicano – Governo Monarchico. Democrazia e aristocrazia, monarchia e dispotismo.

  • Democrazia e Aristocrazia: principio della virtù, sentimento sociale.
  • Monarchia: principio dell’onore personale, egoistico.
  • Dispotismo: principio del terrore.

05 Ragione e necessità del progresso

Diderot critica Montesquieu – Raynal – Turgot – Helvetius e Holbach, realtà come la si presenta. Helvetius: origine sociale delle idee. Condorcet: rivoluzione americana ha anticipato quella francese però quest’ultima ha rivoluzionato completamente l’ordine vecchio.

06 Rousseau dalla società iniqua al contratto sociale

Origine delle ingiustizie la proprietà privata. La società è causa della corruzione dell’uomo. Eterodirezione. Tutto si risolve con il contratto sociale dove gli uomini riacquistano la libertà ad un livello più alto di quello di natura.

08 I moralisti scozzesi: industrializzazione, economia, politica, ranghi sociali

Ferguson: fondamentale è l’osservazione empirica dei fatti sociali. Gli uomini inciampano nelle istituzioni. Analizza divisione del lavoro sottolineando anche aspetti sociologicamente rilevanti, è contro la parcellizzazione del lavoro e su questo ricorda Marx.

Smith: legato al problema della produttività, molte sue idee hanno influenzato Marx. Concetto di altro generalizzato e spettatore imparziale, simpatia che poi viene sostituita dal principio utilitaristico – Teoria del liberalismo economico. Progresso come continuo aumento della divisione del lavoro.

Millar: la ricchezza diventerà criterio stabile per la differenziazione dei ranghi della società.

09 L’illuminismo in Germania: Herder e il problema del linguaggio

In Germania non c’era ancora sviluppo industriale. Importanza del clima e aspetti fisici per la comprensione di una società come Montesquieu. Si riporta a Kant. Dà grande importanza al linguaggio. Il pensiero è possibile solo attraverso il linguaggio che lo media. Però, a differenza di Kant, per Herder vi sono più linguaggi.

Cap. 2 – Il pensiero sociologico nell’era della Restaurazione

01 Il contesto storico

Volontà di rivalutare la tradizione, emotività e affettività, e bisogno di autorità per dominare tale emotività. Si ritorna alla monarchia, però monarchia costituzionale. Vi sono due tendenze in contrapposizione: la tradizione e il progresso scientifico.

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02 Il precedente di Burke

Irlandese e contrario alla rivoluzione francese, già durante il periodo della rivoluzione. Difende la tradizione, inclusi i privilegi e la disuguaglianza; contrappone la società tradizionalistica inglese alla Francia rivoluzionaria. La libertà per lui è fondata sulla disciplina e sull’ordine gerarchico costituito.

03 Il pensiero reazionario De Maistre

Contrario alla rivoluzione fa riferimento alla tradizione cristiana perché l’ordine sociale è un ordine divino. Disprezza i selvaggi perché a suo parere non hanno ricevuto la rivelazione divina.

04 Il pensiero reazionario: De Bonald

Sostiene la monarchia. Società come essere superiore, precorre Comte, come vero potere. Ordine gerarchico: padre – madre – figli e Dio – preti – fedeli. Sostiene anche il potere religioso cristiano.

05 Positivismo e socialismo Saint Simon

Inizialmente favorevole alla Rivoluzione francese, poi fautore della restaurazione. La società è da lui concepita come unità organica. Sostiene la fisiologia sociale che deve studiare l’uomo sulla base di fatti osservati. Ricerca un nuovo ordine fondato sull’osservazione scientifica. Alla fase critica, rivoluzione francese, deve seguire una nuova fase organica fondata su certezze non più teologiche ma basi scientifiche. Passaggio da stadio teologico feudale a scientifico industriale. Ci vuole un nuovo ordine possibile in seguito ad un mutamento economico. Via le categorie improduttive, potere politico va eliminato.

Elogi e critiche

Marx e Engels: per aver avvertito l’esigenza di bandire gli oziosi. Correlazione tra fattori morali ed economici.

Durkheim: perché ha fondato la sociologia positivista e il socialismo moderno, che traggono origine da esigenze comuni, perché ha fatto prevalere l’ordine economico su quello politico.

Marx e Engels: impossibilità di raggiungere un socialismo scientifico.

Durkheim: sociologia ha finalità conoscitive, il socialismo ha finalità pratiche. Fattore economico per Saint Simon prevalente rispetto a quello religioso.

06 Comte, la legge dei 3 stadi (1798-1857)

La conoscenza umana passa per tre stadi:

  • Teologico: per spiegare la realtà si ricorre a forze che trascendono il mondo dei fenomeni e lo dominano dall’esterno.
  • Fase feticista: ogni oggetto è animato.
  • Fase politeista: si ricorre ad una pluralità di divinità.
  • Fase monoteista: si ricorre ad un unico Dio.
  • Metafisico: stadio intermedio, ibrido, Illuminismo.
  • Stato positivo: modo definitivo di ogni scienza. Osservazione più ragione.

07 Comte, la critica allo illuminismo. Stadio metafisico

Periodo metafisico: critica questo periodo perché vuole contribuire a creare un ordine sociale che la metafisica illuminista non poteva dare. L’illuminismo faceva riferimento ad una ragione valida universalmente, ogni relativismo era lontano. Per costruire la nuova società è necessario avere certezze, l’illuminismo conduce all’eterno dubbio. Anche il cattolicesimo aveva colto che per una società c’era bisogno di certezze. Importante l’osservazione e la regolarità. La vera libertà si ha con la sottomissione alla supremazia delle leggi naturali. La scienza con la sua certezza restituirà nello stadio positivo l’ordine della società. Lo stadio positivo non si raggiunge tutti allo stesso momento, le scienze più semplici lo raggiungono prima delle altre.

08 Comte, dinamica e statica sociale

Statica e dinamica a seconda degli aspetti che mutano o meno. Dinamica: legge dei 3 stadi.

  • Famiglia: statica, fondamentale e anche il carattere gerarchico della stessa.
  • Cooperazione: comporta una gerarchia e una divisione del lavoro.
  • Superiorità della società sull’individuo e dell’uomo sulla donna.

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Nonostante queste idee conservatrici, Comte è un fautore del progresso e come Saint Simon del passaggio dalla società militare a quella industriale.

09 Comte, la religione positiva

Nella sua ultima opera giunge all’affermazione dell’esigenza di una religione positiva che abbia potere di coesione tra gli individui, anche per condividere valori comuni. La religione è intesa come consensus, unione naturale. Religione per garantire ordine e disciplina.

Analizza anche il problema del proletariato diversamente da Saint Simon:

S.S. avvertiva l’esigenza di una trasformazione economica che migliorasse le condizioni della classe più povera.

Comte pensa che il proletariato risolva i suoi problemi sentendosi parte essenziale della società e si sente legato ad essa da un rapporto affettivo, differentemente dallo schiavo.

La restaurazione e il progresso cerca di risolvere il primo con la seconda.

In Comte sono presenti due influenze:

10 Critiche a Comte

  • La principale critica a Comte e a tutto il positivismo è quella di determinismo, ossia tutta la vita dell’uomo regolata dalle leggi della fisica, non a caso fisica sociale. Riduzione della storia a natura.
  • Tra coloro che si sono ispirati alla sua opera non sono mancate critiche, si pensi a Durkheim secondo il quale Comte non ha ristretto l’ambito di ricerca, metodo essenziale per la ricerca empirica, cercando di fondare una grande filosofia della storia dell’umanità.
  • Critica filosofico-politica da parte di Marcuse, scuola di Francoforte: secondo lui la filosofia positiva è una contraddizione in termini perché la filosofia non può essere che critica e negativa. In fondo Comte non voleva mutare l’ordine esistente. La difficoltà di condividere questa critica è che Comte parlava di un ordine non ancora stabilito, di un’utopia.
  • La contraddizione più grande della filosofia di Comte è un desiderio di progresso contemporaneo ad una immutabilità dell’ordine prestabilito.
  • Comte non dava importanza al soggetto nella ricerca, per lui erano importanti i dati e le leggi.
  • Esplicitamente eurocentrico: superiorità della razza bianca.
  • La grandezza di Comte risiede nell’aver intuito l’importanza sociale della scienza.
  • Considerare gli elementi residuali oltre a quelli economici, in fondo lo scopo della sociologia positiva era quello di completare la cultura del tempo e non di rovesciarla.
  • Importanza dei valori condivisi e ha dato origine alla sociologia intesa come studio dell’integrazione sociale.

11 Tocqueville, il problema della democrazia

Fu inviato negli USA per studiare il sistema penitenziario. Pensava che il regime prerivoluzionario ormai era morto e superato per sempre. La società muove inevitabilmente verso la democrazia. Si recò negli USA per studiare da vicino la democrazia, vantaggi e svantaggi. Fu influenzato da Montesquieu: un eccesso di disuguaglianza corrompeva l’aristocrazia e un eccesso di uguaglianza corrompeva la democrazia, per lo studio dell’uguaglianza.

Tocqueville coglie nell’uguaglianza un miglioramento per le condizioni economiche e un venir meno delle espressioni più alte dello spirito aristocratico. Analizza la maggioranza e in particolar modo la sua forza che è quella di poter escludere colui che non si conforma ad essa. Un aspetto della società democratica è l’individualismo, il bisogno del denaro e l’attaccamento ad esso per far fronte alla mancanza di legami che in precedenza erano assicurati dall’aristocrazia, tradizione.

Timore della centralizzazione del potere, secondo lui è stata la massima centralizzazione del potere nella monarchia a scatenare la rivoluzione francese, per risolvere questo problema indica come rimedio le libere associazioni, poteri locali decentrati. La religione è un importante fattore di integrazione sociale.

Cap. 3 - Il pensiero sociologico e la libera concorrenza: Herbert Spencer

01 Il contesto storico

La sociologia positivista francese va studiata alla luce del periodo rivoluzionario e della restaurazione, mentre la situazione in GB era differente: non vi erano caste chiuse, tutti i cittadini vivevano in situazione di uguaglianza. Vi era però il problema del proletariato urbano che cominciava ad organizzarsi per imporre i suoi diritti. Però l’ideologia del tempo preferiva una lenta evoluzione dei fatti piuttosto che una rivoluzione. La GB era un paese tra i più industrializzati d’Europa.

Spencer è un fedele portavoce dell’ideologia borghese del periodo. Risente dell’influenza di Saint Simon, di Comte e dell’evoluzionismo. La società è una realtà superorganica, un tutto discreto. E vuole il bene del singolo, animale sociale.

02 La legge dell’evoluzione

Per Spencer la legge dell’evoluzione è universale, mondo organico e superorganico. Evoluzione nella società: finché essa è rudimentale, tutti sono guerrieri; con la divisione fisiologica del lavoro che si ha con la società più complessa, fa della società un corpo vivente.

03 Società militare e società industriale

La società industriale basata sulla libera concorrenza rappresenta il superamento della società militare, fondata sulla similarità delle funzioni, che è coercitiva. Collega il passaggio dalla società militare a quella industriale con quella della sopravvivenza del più forte. Non dimentica, comunque, lo sfruttamento minorile e delle donne nelle fabbriche; comunque, per lui si tratta anche del sacrificio dei meno idonei a vantaggio della società.

Comte e Spencer

Comte: convinto della necessità dell’autorità fondata sulla certezza della scienza. La religione stessa indica la necessità della sottomissione dell’individuo alla società. La religione positiva fa sì che si abbia fede nelle certezze verificate empiricamente dalla scienza.

Spencer: la scienza non potrà mai esaurire la conoscenza della realtà, anzi l’uomo si fa sempre più consapevole di una entità inconoscibile.

04 Critiche a Spencer

  • Determinismo – per Spencer la sociologia è retta dalle stesse leggi che regolano lo sviluppo dell’universo, così la storia dell’uomo è ridotta a evoluzione naturale, senza autonomia rispetto alla natura. Tale visione negherebbe anche l’autonomia dell’individuo pur sostenendo un individualismo.
  • La storia non ha dato ragione a Spencer, il passaggio dalla società militare a quella industriale non ha messo fine ai conflitti, anzi la belligeranza è aumentata.
  • Per contro, ai giorni nostri l’evoluzionismo è stato rivalutato, infatti c’è la sociobiologia.

Cap. 4 – Dall’idealismo alla concezione materialistica della storia. Germania organizzazione feudale

01 Contesto storico

GB sviluppo industriale, Francia rivoluzione, in Germania suddivisione in piccoli stati, principi spinti da interessi individuali. Gli intellettuali tedeschi guardavano dunque alla rivoluzione francese. In Francia la rivoluzione si era occupata della realtà di libertà, la Germania si limitava all’idea di libertà collegata a quella di ragione.

02 Hegel, la dialettica

Il suo pensiero, nonostante non sia stato un sociologo, ha influenzato Marx. Il tratto caratteristico della sua filosofia è:

  1. Tensione tra ideale e reale: per Comte la ragione si identifica con la rivelazione di ciò che è dato, filosofia positiva. Per Hegel si tratta di filosofia negativa, in quanto: compito della ragione è di trasformare la realtà che gli si oppone, dunque di negarlo. Il pensiero vuole andare oltre la realtà e diventare razionalità. Questo continuo processo è il processo dialettico.
  2. Il soggetto trova dinanzi a sé l’oggetto e gli si oppone perché non risponde alle sue esigenze.
  3. Tesi, antitesi e sintesi.

Tesi, antitesi e sintesi

TESI: il pensiero nega un determinato stato di cose, storico, in quanto costruito dall’uomo.

ANTITESI: trasforma in antitesi la tesi.

SINTESI: crea una sintesi che si oppone al pensiero come una nuova tesi.

L’oggetto è solo apparentemente estraneo al soggetto, è sempre riconducibile all’oggetto. Esiste un rapporto dialettico tra soggetto e oggetto. Ciò che è reale è razionale. Hegel parla con entusiasmo della rivoluzione, la monarchia era l’irrazionale e la rivoluzione il reale.

4. Alienazione: in specifiche situazioni storico sociali l’uomo non si può riconoscere nell’oggetto che produce. Denuncia la negatività del lavoro nelle fabbriche. In senso filosofico, Hegel considera l’alienazione come momento necessario in cui lo spirito si estrania da sé nell’oggetto per poi riconoscersi in esso. Per i positivisti la realtà umana sociale va spiegata secondo le leggi della natura, è conoscibile solo storicamente secondo l’interpretazione che ne dà una particolare epoca. Ogni conoscenza è conoscenza mediata storicamente. Ciò che noi sappiamo ora è il risultato di tante mediazioni. Hegel vede il pensiero in correlazione dialettica con il contesto storico sociale, anticipa Marx e Mannheim!

03 Filosofia della storia

Nella fase più matura, Hegel fa coincidere ragione, libertà e realtà, nella realtà dello Stato prussiano.

04 Il socialismo di Proudhon

Nasce in Francia da famiglia povera, 1809/1865. Scrisse “Filosofia della miseria” duramente attaccata da Marx. Dopo un periodo di collaborazione Marx e Proudhon divennero nemici. Comunque, entrambi muovono dall’esigenza comune al socialismo di quel periodo di realizzare sul terreno dei concreti rapporti economici la libertà. Nonostante questa posizione critica nei confronti degli idealisti, entrambi accettano l’idea di progresso secondo cui l’uomo nella storia muove contin

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Giovene Luca.
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