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Riassunto esame Geografia BC, prof. Pappalardo

Libro consigliato Geografia umana, un approccio visuale, di Alyson L. Greiner, Carla Lanza e Giuseppe Dematteis.

Capitolo 1: Introduzione alla geografia umana

La globalizzazione dà più importanza alla geografia, che si serve delle innovazioni tecnologiche (dialogo tra paesi distanti, ricevitori GPS più precisi, immagini ad alta risoluzione).

Geografia, dal greco geo + graphia, scrittura della terra.

Discorso su ciò che è osservabile sulla superficie terrestre, interpretazione e riflessione.

Si distingue in fisica e umana, in stretto dialogo tra loro.

Geografia fisica: si serve dei metodi delle materie scientifiche, studia ambienti e componenti naturali.

Geografia umana: studia popolazione, culture, società ed economie con le loro manifestazioni materiali, in relazione alla geografia fisica per il variare delle condizioni ambientali e storiche che influenzano l’uomo.

1.1.1, Natura e cultura

Natura: tutto ciò che è estraneo alla creatività umana.

Cultura: comprende le espressioni della spiritualità (arte, musica, teologia…) e oggetti di uso comune (vestiti, cibo, abitazioni, strumenti di lavoro…).

Luca Cavalli Sforza: è l’accumulo di conoscenze, capacità, innovazioni nella somma dei contributi individuali trasmessi attraverso le generazioni e diffusi nella società.

La società può essere globale con cultura globale, o suddivisa in società con altre culture diverse.

La cultura si fonda su 3 argomenti:

  1. È una costruzione sociale, che riflette su fattori economici, storici, politici, sociali e ambientali.
  2. Non è un concetto fisso, si modifica nel tempo.
  3. È un sistema dinamico e complesso. Le persone creano una cultura che a sua volta le influenza.

Definizione di cultura: Costruzione sociale fatta di pratiche e credenze condivise, sistema dinamico e complesso, plasmato dalle persone e dalla collettività e viceversa.

Le culture nella storia si sono differenziate su base geografica (locali, regionali, nazionali, sovranazionali).

Oggi esistono delle differenze culturali, ma crescono le ibridazioni tra culture, dovute alla globalizzazione che tende a imporre caratteri comuni.

In Occidente nella storia moderna natura e cultura erano differenti e opposte, la cultura era ciò che permetteva all’uomo di porsi al di sopra della natura e dominarla, da cui derivano poi le gerarchie sociali ed il colonialismo.

Determinismo ambientale: idea per cui i fattori naturali terrestri incidano sulla fisicità e sull’intellettualità dell’essere umano.

I primi a pensarlo furono i Greci, secondo cui le menti più acute risiedevano in luoghi temperati.

Friedrich Ratzel ne diffuse l’idea nel XIX-XX secolo.

Confutazioni:

  1. Non è dimostrabile scientificamente la relazione causa-effetto che sta alla base.
  2. Fattori ambientali uguali non per forza danno risultati uguali (comportamenti simili).
  3. Fu usata come ideologia travestita da teoria per giustificare il colonialismo di quegli anni.

Possibilismo: XX secolo, ad opera del geografo francese Vidal de la Blanche.

Gli uomini e le società possono ingegnarsi per reagire alle condizioni o costrizioni dovute all’ambiente in cui vivono. L’ambiente è visto come limitazione delle scelte e delle possibilità, non è l’unica forza che plasma società e culture.

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Terra, come sistema dinamico e complesso

  1. È un sistema composto da elementi naturali e culturali, non riducibili a rapporti di causa-effetto e poco prevedibili.
  2. È in continuo cambiamento a causa di eventi naturali e umani.
  3. Il sistema culturale umano è un sottosistema di quello naturale-terrestre, esistono delle leggi naturali che l’uomo non può ancora modificare.

1.1.2, Paesaggi culturali e regioni

Paesaggio geografico: introdotto nel XIX secolo dal geografo e naturalista tedesco Alessandro di Humboldt.

Nel 2000 è stato aggiunto alla Convenzione europea del Paesaggio.

Art. 1: il paesaggio è una parte di territorio così come viene percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di eventi naturali e umani, e dalle loro interazioni.

Secondo il positivismo il paesaggio è puramente oggettivo.

Il Paesaggio terrestre, Biasutti. Il Paesaggio (italiano), Sestini.

Questo pensiero è criticato da L. Gambi, che sostenne che per capire i paesaggi occorre ricostruire la storia delle loro formazioni e trasformazioni.

Berque: geografo e antropologo francese, paesaggio come mediazione generatrice di legame sociale, ci fa capire il senso del mondo ed il fatto che la società non riuscirebbe a vivere in un mondo privo di senso.

Il paesaggio è parte del patrimonio di beni comuni naturali e culturali di libero accesso di un pianeta.

A. Magnaghi: principale esponente scuola territorialista italiana, paesaggio come componente viva del territorio, si evolve insieme ad ogni organismo.

Tipi di regioni: ne esistono vari, in base ai criteri che si tengono in considerazione, e sono una costruzione mentale basata su fatti esistenti.

La principale divisione è tra regioni formali e funzionali.

  • Regione formale: ha caratteristiche fisiche o culturali omogenee. Di esse hanno importanza le regioni storiche, con omogeneità socio-culturale. (Alpi)
  • Regione funzionale: luoghi connessi da relazioni più intense rispetto a quelle che essi stessi hanno con l’esterno.

Lo sono le ecoregioni (stesso ecosistema), le regioni funzionali urbane (centro città e periferia contigua), i distretti economici e le regioni istituzionali/politiche.

1.2, Pensare come un geografo

1.2.1, Luogo

Luogo: località con specifiche caratteristiche fisiche, culturali, sociali. Viene identificato tramite la sua ubicazione assoluta o posizione geometrica (latitudine, longitudine, altitudine), o tramite ciò che gli sta intorno: il suo sito, la sua situazione/posizione geografica.

Sito: caratteristiche fisiche di un luogo (forma del suolo, vegetazione…).

Posizione geografica/situazione: posizione di un luogo in un contesto più ampio, riferita alle reti di comunicazione e alle relazioni di esso con il contesto.

Il senso del luogo è l’attaccamento emozionale ad esso, da esso deriva il senso di appartenenza, sviluppabile in relazione a diversi luoghi.

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1.2.2, Spazio

Spazio: estensione della superficie terrestre di dimensioni non definite.

Esistono 3 tipi di spazio:

  1. Spazio assoluto: geometrico, le cui dimensioni si misurano matematicamente (cartine).
  2. Spazio relativo: spazio-tempo. Definito dalle relazioni, percezioni, interazioni umane o degli eventi.
  3. Spazio geografico: relativo e relazionale, le sue proprietà dipendono dalle azioni e dalle interazioni tra soggetti ed oggetti.

Lo spazio è una costruzione mentale, ne esistono di diversi tipi a seconda delle caratteristiche considerate (dimostrato da Kant, Einstein, Piaget…).

Distribuzione spaziale: disposizione dei fenomeni sulla superficie.

Variazione spaziale: cambiamenti nella distribuzione di un fenomeno da un luogo all’altro.

Correlazione spaziale: grado in cui due fenomeni condividono una stessa distribuzione o variazione sp.

1.2.3, Diffusione spaziale

Diffusione spaziale: il movimento è una dimensione essenziale. Movimento di persone, idee, mode, malattie… da un luogo all’altro con tempi e modalità differenti, a seconda del fenomeno considerato.

Ne esistono 4 tipi:

  1. Per rilocalizzazione: migrazioni.
  2. Per contagio: tra persone a contatto tra loro, raffreddore.
  3. Gerarchica: dall’alto verso il basso, ordinata per rango. Mode di personaggi famosi fino al popolo.
  4. Per stimolo: diffusione di idee, pratiche ecc. che contribuiscono a generare una nuova idea. La commercializzazione e produzione dei beni (automobili, fast food).

1.2.4, Interazione globale e globalizzazione

Globalizzazione: crescente interconnessione e interdipendenza tra persone e luoghi in tutto il mondo, dovuto al dilatarsi dell’interazione spaziale. Quando fenomeni umani o naturali coprono l’intero globo.

Interazione spaziale: relazione tra soggetti in cui si scambiano idee, merci… e cambiando la loro relazione in base alle reciproche idee e azioni.

È influenzata da 3 fattori:

  1. Complementarietà: quando un luogo trova altrove la risposta alle sue esigenze (beni o servizi). Questa è la base del commercio, su grande o piccola distanza.
  2. Trasferibilità: con internet il bene più trasferibile e meno costoso da trasferire è l’informazione (anche il denaro online, i titoli di credito). È influenzata dall’attrito della distanza, il modo in cui la distanza può ostacolare la trasferibilità.
  3. Opportunità alternativa: un luogo che a parità di costi di trasferimento può offrire un servizio più vantaggioso. Definisce i flussi e le relazioni tra i luoghi.

Compressione spazio-temporale: definita da David Harvey, riduzione dell’attrito della distanza assoluta.

1.2.5, Territorio

Territorio: spazio di interazioni tra soggetti, con le interazioni tra loro e l’ambiente. Si concretizzano nello spazio geografico antropizzato e nei suoi paesaggi.

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1.2.6, Scala cartografica / geografica

La scala ci permette di rappresentare la Terra in relazione allo spazio.

  • Scala cartografica: esprime il rapporto tra distanze sulla carta e reali. (grande scala e piccola scala)
  • Scala geografica: o d’osservazione. Indica il livello di analisi utilizzato per un determinato studio o progetto (casa, quartiere, mondo…). Se è variabile s’intende che può essere di piccola scala o grande.

1.3, Gli strumenti della geografia

Tecniche: prodotto delle conoscenze e capacità operative.

Strumenti: attrezzi per migliorare delle procedure o metodologie.

1.3.1, Carte geografiche

Carte geografiche: rappresentazioni ridotte, simboliche, approssimate. Hanno una legenda e una scala.

Sono realizzate per mezzo di proiezioni cartografiche.

Equidistanti: carte stradali.

Equivalenti: carte politiche ed economiche.

Isogone: carte nautiche.

Mappamondi/planisferi: tutto il globo.

Carte geografiche: regione, stato o continente. Carte turistiche o stradali.

Carte topografiche: paese, dettagliato.

Mappa: la più piccola e dettagliata. Catastali, piante di città.

Fisiche: elementi naturali.

Politiche: elementi opera dell’uomo (confini, vie di comunicazione, città…).

1.3.2, Telerilevamento

Telerilevamento: acquisizione di informazioni di un fenomeno relativo alla superficie terrestre, al fine di raccogliere informazioni su esso, tramite sensori posti ad una certa distanza dal soggetto. Spesso i geografi si affidano ai satelliti.

1.3.3, GPS (Global Positioning System)

GPS: utilizza i satelliti ed i segnali radio per determinare la posizione di persone, luoghi, oggetti. Funziona come un ricevitore. Inizialmente si appoggiava ad un sistema sviluppato dal Dipartimento della Difesa degli USA, da cui deriva il nome.

Il primo satellite GPS fu lanciato in orbita nel 1970.

La copertura totale della terra è stata raggiunta nel 1995.

1.3.4, Il GIS (Geographic Information System)

GIS: è una combinazione di hardware e software che permette di inserire, gestire, analizzare e visualizzare dati georeferenziati. In Italia è anche detto SIT o SIG. Viene utilizzato per migliorare la localizzazione delle cartine.

La georeferenziazione può avvenire in modo diretto o indiretto.

Diretto: fa riferimento a latitudine e longitudine.

Indiretto: deriva le coordinate geografiche da altre informazioni di tipo spaziale (indirizzi, vie…).

Il GIS ottiene dati da carte, immagini satellitari, fotografie aeree, strumenti GPS e li mette in relazione tra loro.

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È utile alla risoluzione e al monitoraggio dei problemi (deforestazione, surriscaldamento…).

Due debolezze:

  • È necessario possedere un software del programma ed un adeguato hardware, quindi il costo.
  • È fortemente incentrato sull’Occidente, rende possibile creare carte senza visitare mai un luogo personalmente.

Capitolo 2

2.1, Gli ecosistemi

Ambiente: tutto ciò che circonda un soggetto, i fattori biotici (viventi) e abiotici (non viventi), con i quali persone, animali e altri organismi coesistono e interagiscono.

Ecosistema: insieme degli organismi viventi, delle loro interazioni tra essi e l’ambiente. Comprende anche i flussi di energia e i nutrienti che li attraversano.

Biodiversità: quantità di specie presenti in un ecosistema.

Biosfera: insieme degli ecosistemi terrestri che interagiscono su diverse scale. È la zona terrestre che permette la vita di piante ed animali, dalla crosta alle zone più basse dell’atmosfera.

2.1.1, Concetti chiave dell’ecologia

Capitale naturale: comprende beni e servizi offerti dalla natura, composto da 4 elementi fondamentali:

  • Risorse rinnovabili;
  • Risorse non rinnovabili;
  • Biodiversità terrestre;
  • Servizi resi dagli ecosistemi.

Le prime 3 costituiscono beni o le riserve di risorse naturali.

La quarta è l’opera attiva dei processi naturali nell’offrire servizi (fotosintesi, impollinazione, ciclo nutritivo).

Risorse naturali rinnovabili: si generano in tempi ragionevoli, naturalmente e non.

Risorse non rinnovabili: considerate esaurite quando non ci sono le condizioni per la rigenerazione.

In realtà entrambe potrebbero esaurirsi. L’esaurimento di solito è preceduto e prevenuto dall’esaurimento economico, cioè quando il costo per l’estrazione supera il suo valore economico.

2.1.2, Degrado ambientale

Degrado ambientale: può essere diretto (rischio diretto per persone e natura-estrazione petrolio in mare) o indiretto (costruzione strade senza considerare l’impatto ambientale).

Accade quando si verifica una o più di queste 3 condizioni:

  1. Risorse sfruttate a ritmi maggiori della rigenerazione.
  2. Attività umane che danneggiano la biodiversità o la produttività a lungo termine.
  3. Inquinamento che supera i limiti della legge sulla salute.

2.1.3, Risorse di proprietà comune

Risorse di proprietà comune: o beni comuni naturali, sono risorse naturali, attrezzature o strutture condivise da una comunità identificabile. (foreste, pascoli, acque, zone di pesca)

Risorse di libero accesso: beni non esclusivi di un individuo, ma disponibili per chiunque. (aria, mari, energia solare, parchi nazionali)

The tragedy of commons (1968), Garrett Hardin: si chiede se l’interesse personale contribuisca al bene comune, e arriva alla conclusione che porti tutti alla rovina.

Elinor Ostrom (Nobel economia- Governare i beni collettivi 1990), dimostra che le proprietà comuni sono utilizzate e gestite con le leggi, ben distinte dalle risorse di libero accesso.

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2.2.1, Petrolio

Non è rinnovabile, ma è un’energia versatile per i prodotti in grado di estrarlo, raffinarlo, trasportarlo.

Utilizzo: elettricità, raffinato-benzina, cherosene, gasolio.

Dal 1998 le riserve globali stimabili sono aumentate del 4%, ma non sono certe.

Rapporto riserve/produzione (R/P): stima di quanto dureranno le riserve attuali, dividendo le riserve rimanenti per la percentuale annuale di produzione.

Hubbert: capisce l’importanza di prevedere una transizione di energia, usando differenti fonti prima che sia del tutto necessario.

I maggiori produttori sono nel Golfo Persico, appartengono all’OPEC (org. Paesi Esportatori Petrolio, 1960), e ne controlla la fornitura e il prezzo.

2.2.2, Carbone

Deriva da depositi legnosi di alberi e piante parzialmente decomposte 300-400 milioni di anni fa.

È il combustibile fossile più abbondante e diffuso del mondo, soprattutto in Russia, USA, Cina.

Durerà ancora 133 anni.

Utilizzo: riscaldare l’acqua per generare energia a vapore (Riv. Industriale XVIII-XIX secolo), energia elettrica e produzione d’acciaio.

Provoca problemi ambientali e sociali, a causa del metodo di estrazione delle “miniere a cielo aperto”, che prevedono disboscamento, roccia esportata ed estrazione con escavatori.

I combustibili fossili contribuiscono alla formazione delle piogge acide perché rilasciano mercurio, producono anidride solforosa e ossido d’azoto.

2.2.3, Uranio ed energia nucleare

È un elemento naturale radioattivo di alcuni minerali. Non è un combustibile fossile, ma comunque risorsa non rinnovabile.

Utilizzo: energia nucleare, armi atomiche. Durerà ancora un secolo.

Associazione Internazionale Energia Atomica (1957), per l’utilizzo pacifico dell’energia nucleare. È in tutto il 6% dell’energia consumata nel mondo ed è nei paesi più industrializzati.

Questo perché servono i soldi per le centrali, bisogna saperle controllare e gestire e servono infrastrutture.

Incidenti: causano la fusione del nocciolo. Chernobyl (1986), Fukushima (2011).

2.3, Risorse energetiche rinnovabili

Energia commerciale: prodotta da combustibili fossili, nucleari o impianti idroelettrici. I consumatori pagano le infrastrutture per usufruirne.

Energia non commerciale: soddisfa milioni di persone in aree rurali e nei paesi in via di sviluppo.

Energie rinnovabili (a

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.pasquali1996 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Pappalardo Maria.
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