Estratto del documento

Riassunti esame di: Storia della musica III - ‘800 Surian – Storia della musica Vol. III e IV

Cap. 23 – Ludwig van Beethoven (1770-1827) e il suo tempo

La Rivoluzione francese e la musica

L'epoca della Rivoluzione francese e dell'impero napoleonico (1789-1815) fu segnata da rivolgimenti politici, sociali e civili di notevole portata che ebbero importanti ripercussioni sul pensiero filosofico, sulle lettere e sulle arti in Europa. Sul linguaggio musicale però, questo impatto si fece sentire poco: la musica prodotta nell'ultimo decennio del Settecento non presenta caratteristiche rivoluzionarie particolari, legata ancora com'era all'Ancien Régime.

La Rivoluzione piuttosto portò dei mutamenti nella modalità di fruizione musicale, nel rapporto tra il compositore, esecutore e pubblico: la musica era considerata parte essenziale di decorazione delle feste e cerimonie pubbliche che avevano come scopo l'esaltazione dell'entusiasmo patriottico. I capi della rivoluzione inserirono in queste musiche un'esplicita funzione ideologica e morale: il messaggio politico poteva essere trasmesso tramite la musica alle masse.

Tra i componimenti scritti appositamente per questi eventi rivoluzionari vi erano le marce, musica militare e canti di ogni genere (inni, odi, cantate funebri per celebrare gli eroi caduti, inni alla libertà o alla natura). I compositori adottarono perciò grandi masse sonore, motivi semplici ed orecchiabili, tessiture vocali elementari, coro all'unisono. Fecero largo uso di strumenti a fiato e percussioni; nelle composizioni predominano gli accordi di tonica e dominante, con rare modulazioni nelle tonalità più vicine.

La composizione più celebre è forse il Chant de guerre pour l'armée du Rhin, noto come La Marsigliese, che divenne inno nazionale francese dal 1879. Molto vasto fu il repertorio dei canti rivoluzionari: tra il 1789 e il 1800 ne furono composti più di 3000, diffusi attraverso un'iniziativa editoriale senza precedenti, ovvero la pubblicazione mensile dal titolo “Rivista nazionale di musica”, fondata nel 1794 e distribuita con il sostegno finanziario governativo da un'associazione di 51 musicisti. È il primo esempio di associazione di artisti-editori che distribuiscono il proprio prodotto artistico, garantendosi i giusti proventi.

Notevole impatto ebbe la Rivoluzione francese anche sull'istruzione musicale: nel giugno del 1792 fu fondata la Scuola di musica della Guardia Nazionale, aperta gratuitamente a 120 allievi destinati a dare servizio per la Guardia Nazionale alle feste pubbliche. La formazione non si concentrò come in passato solo sulla musica sacra o la musica teatrale ma era incentrata sugli strumenti a fiato.

Negli anni successivi, questa struttura fu potenziata, dando vita al primo Conservatorio nazionale di musica, sul cui modello saranno istituiti i primi conservatori di musica in Italia, quelli di Milano, Bologna e Napoli. Anche Beethoven si appropriò di elementi linguistici di ascendenza francese: non mostrò mai alcuna simpatia per la Rivoluzione ma nel corso della sua vita si mostrò sempre fedele agli ideali di libertà, fratellanza e rispetto dei diritti umani.

In lavori come la Terza e la Quinta Sinfonia, le Overtures dell'Egmont o della Lenore, Beethoven adotta il tono monumentale tipico della musica francese, da cui nacque lo stile che i critici hanno definito “Eroico”.

La biografia, la personalità, il metodo creativo di Beethoven

Il culto di Beethoven nacque con la nuova posizione privilegiata che i filosofi del romanticismo tedesco attribuirono alla musica nella gerarchia delle arti: la sua musica strumentale, soprattutto quella sinfonica, fu ritenuta la più appropriata ad esprimere in suoni l'ineffabile, l'inesprimibile, l'essenza della musica stessa. Già dal 1804 le sue opere apparvero nei programmi dei concerti con la stessa frequenza di quelle di Haydn e Mozart.

Beethoven è quindi considerato il musicista più influente del XIX sec. e intorno alla sua figura si andò formando una letteratura tendente a tracciare un'immagine mitica della sua vita e personalità: un artista-eroe, colpito dalla sordità, isolato dall'umanità, in lotta contro il destino.

Alla sua morte, lasciò una grande quantità di materiale documentario, partiture manoscritte di opere pubblicate e ancora inedite, circa 350 fogli di schizzi musicali e i famosi 400 quaderni di conversazione (redatti tra il 1818 ed il 1827, quando era affetto da sordità quasi completa, su cui registrava le domande e risposte dei visitatori, che comunicavano con lui per iscritto mentre lui rispondeva a voce), oltre che il famoso “Testamento di Heiligenstadt” del 1802.

Ad un'asta pubblica, questi reperti furono smembrati e venduti al pezzo: dei suoi 400 quaderni, affidati a Schindler, ne rimasero solo 137, gli altri furono distrutti perché da lui considerati di scarso interesse. Gli schizzi musicali sono documenti di grande importanza: su di essi, Beethoven riportava qualsiasi idea gli venisse.

Egli non componeva in fretta: spesso lavorava contemporaneamente a più opere (Es. Quinta e Sesta Sinfonia) e abbozzava la sua musica con grande anticipo rispetto alla stesura finale dell'opera ed in modo molto particolareggiato: faceva tentativi su tentativi, sottoponendo l'opera ad una profonda selezione dei materiali tematici.

Ciò che interessava a Beethoven era la creazione di complessi motivici che offrissero possibilità di ulteriori sviluppi, al fine di enfatizzare in ogni opera quei tratti caratteristici ed originali che la distanziassero al massimo da altre opere o dai modelli precedenti. Es. ognuna delle Nove sinfonie richiese un lungo periodo di gestazione: per la Nona addirittura dieci anni.

Il desiderio di affermarsi come compositore, essendo molto consapevole delle sue capacità e del suo genio, fu sempre fortemente radicato in Beethoven per tutto l'arco della sua carriera. La sua vita fu costellata di grandi conflitti interiori che lo conducevano all'isolamento e addirittura ad istinti suicidi.

Beethoven nacque e passò gli anni della giovinezza a Bonn, città in cui le attività culturali erano molto fiorenti, specialmente per quanto riguarda il campo teatrale ed operistico. Proveniva da una famiglia di musicisti: il nonno Ludwig era maestro di cappella alla corte del principe, il padre Johann era tenore di corte ed insegnante di violino e di pianoforte.

A quattro o cinque anni, fu avviato proprio dal padre agli studi musicali con una certa violenza: a volte veniva picchiato e chiuso in cantina per costringerlo a sedersi al pianoforte. Manifestò da subito un grande talento verso l'improvvisazione. In questo periodo scrisse più di 50 composizioni in cui però non emergeva alcuno stile personale.

A 22 anni, si trasferì a Vienna ed iniziò a studiare composizione sotto la guida di Haydn, il quale probabilmente lo consigliò e lo aiutò anche nei problemi del mestiere, come le relazioni con gli editori. Sembra che però il maestro si fosse curato poco degli insegnamenti del contrappunto, in cui Beethoven si specializzò con Johann Georg Albrechtsberger.

Appena giunto a Vienna, si inserì immediatamente nei saloni e nei palazzi aristocratici e venne da subito stimato per le sue doti di virtuoso esecutore nella libera improvvisazione al pianoforte.

Il suo principale mecenate e finanziatore fu Karl von Lichnowsky, che dal 1800 al 1806 gli concesse un assegno fisso mensile e altri doni personali e a cui Beethoven dedicherà numerose delle sue prime opere. La sua fama crebbe e la vendita delle sue opere agli aristocratici e agli editori, spesso sei o sette editori alla volta, gli garantirono una buona stabilità economica, tanto che negli ultimi anni della sua vita poté abbandonare l'insegnamento privato. Le spese che doveva sostenere erano comunque piuttosto alte e per questo accumulò anche numerosi debiti.

Tra il 1798 ed il 1804, probabilmente a causa di una malattia all'orecchio, Beethoven entrò in una crisi profonda che ebbe grandi ripercussioni anche sulla sua personalità. La malattia gli causava fastidio e alle volte dolore, oltre che una parziale perdita dell'udito che peggiorò nei successivi 20 anni, fino a farsi totale nel 1822. I timori per la sua salute e la sua carriera lo portarono all'infelicità e all'isolamento.

Nell'ottobre del 1802 scrisse il “Testamento di Heiligenstadt”, dal nome della cittadina in cui si era ritirato per quell'estate, indirizzato ai fratelli Carl e Johann, nel quale Beethoven cercò di spiegare il suo stato di turbamento e la lotta, prima di rassegnarsi al suo triste destino. In questo scritto afferma che l'arte è l'unico motivo per cui non si è tolto la vita.

L'angoscia di Beethoven diminuì con gli anni successivi: egli riuscì ad accettare la propria sordità immergendosi nel lavoro. Anche nel suo aspetto fisico si rispecchiava la sua angoscia ed irrequietezza: curava poco la sua igiene e la sua immagine ed aveva il vizio di bere molto. Nonostante ciò, accoglieva i suoi visitatori con cordialità e coloro che lo conobbero, provavano per lui affetto e simpatia.

Aspetto caratteristico della personalità di Beethoven era la grande integrità morale, la correttezza dei sentimenti, la repulsione per i compromessi, la devozione per ragione e libertà, l'amore per la natura. Ebbe però da sempre difficoltà nell'intrecciare relazioni amorose: si innamorava di donne che non poteva avere, o perché legate ad un altro uomo o perché non lo corrispondevano, atteggiamento sicuramente legato al suo timore di condurre una vita familiare stabile: per un uomo completamente preso dalla sua arte, il celibato era apparentemente una condizione necessaria.

L'unica donna che lo corrispose fu la donna oggi conosciuta come “l'immortale amata”, quasi sicuramente Antonie Brentano, donna viennese sposata e con 4 figli, a cui indirizzò l'unica lettera d'amore della sua vita.

Dopo il 1815 la salute di Beethoven cominciò a deteriorarsi: oltre al disturbo all'udito, cominciarono a manifestarsi i primi problemi epatici dovuti alla sua notevole assunzione di alcolici. Morì di cirrosi epatica il 26 marzo 1827.

Caratteri stilistici della musica di Beethoven

L'opera di Beethoven è da considerarsi come il prolungamento dello stile classico viennese, di cui egli adottò il lessico musicale, le strutture ed i procedimenti compositivi, cercando comunque di infondere all'interno di esse fantasia e qualità espressiva. Non si può tuttavia affermare che Beethoven abbia introdotto nuove forme.

Sulla base di effettive differenze stilistiche, si suole suddividere la sua produzione in tre periodi creativi, come proposta avanzata da Wilhelm von Lenz nel suo “Beethoven e i suoi tre stili” del 1852.

Il primo periodo

Costituito dagli anni di Bonn e dai primi anni a Vienna (1782-1802).

Tra le opere più significative composte figurano: le prime due Sinfonie, Venti Sonate per pianoforte (dall'Op. 2 all'Op. 31, oltre alle due Sonate facili dell'Op. 49), i sei Quartetti per archi dell'Op. 18, i tre Trii per pianoforte, violino e violoncello dell'Op. 1, otto Sonate per violino e pianoforte, i primi tre concerti per pianoforte ed orchestra.

Beethoven operò sin dall'inizio della sua carriera con l'intento di espandere le strutture formali ereditate dai suoi predecessori, introducendo effetti e procedimenti nuovi.

I Tre Trii per pianoforte, violino e violoncello del 1795, sono tutti in 4 movimenti di lunga durata, più di 1000 battute per movimento, con lunghe code. La parte del violoncello è molto elaborata.

Le Sonate per violino e pianoforte testimoniano la sua perfetta padronanza nella scrittura violinistica e a questo strumento sono affidati passaggi brillanti, a volte a doppie e triple corde, bruschi cambiamenti dinamici e di registro. Violino e pianoforte sono trattati con parità: i materiali tematici sono equamente distribuiti.

“La Sonata in Fa Maggiore, Op. 24, Primavera” è famosa per la sua vena lirico-sentimentale, il Rondò finale dimostra tratti stilistici innovativi e sperimentali, e la Sonata in Do Min., Op. 30, per il tono cupo ed eroico e per lo sfruttamento di una sonorità orchestrale nei generi cameristici.

Il pianoforte è lo strumento centrale dell'opera di Beethoven: le 32 Sonate per pianoforte sono distribuite su tutto l'arco della sua produzione. Ogni composizione fu stampata non appena finita e oltre la metà furono composte durante il suo soggiorno a Vienna, in cui Beethoven si rese conto che l'elevato numero di pianisti e studenti costituiva un mercato fertile di vendite.

Dedicò molto tempo al perfezionamento dello strumento, in costante contatto con i costruttori principali: nelle sue sonate, forzò le potenzialità tecniche fino ai limiti estremi. Le venti sonate composte prima del 1803, hanno un'estensione di 5 ottave mentre le restanti dodici aumentano gradatamente l'estensione verso i suoni acuti e i suoni gravi.

Dal punto di vista formale, le prime sonate di Beethoven hanno come modelli quelle di Haydn, Mozart e Clementi, soprattutto nel trattamento della forma sonata: le prime 4 sonate sono lunghe una volta e mezza quelle dei suoi predecessori, adottano lo schema di quattro movimenti. I primi movimenti in forma-sonata sono di ampie dimensioni, con esposizioni ricche di materiali tematici contrastanti, repentini effetti dinamici, ritmi sincopati e passi modulanti inaspettati. Nei movimenti lenti, predominano le sonorità cupe, le atmosfere fortemente espressive.

Sonata in Do min, op. 13 Grande” (Vd. Analisi Brano).

Alle Sonate dell'Op. 27, Beethoven diede il titolo di “Sonata, quasi una fantasia”, poiché si aprono con un movimento introduttivo lento, di carattere improvvisativo: la Sonata-Fantasia, gli consentiva un'espressione più libera di idee, derivante dall'improvvisazione.

Il più ambizioso progetto degli anni viennesi fu la composizione dei Sei Quartetti per archi op. 18 del 1801, con dedica al Principe Lobkowitz, suo protettore: sono opere che rivelano il grande influsso di Haydn, alcuni studiosi affermano che Beethoven abbia studiato con il maestro la composizione dei Quartetti.

Sono tutti articolati nei tradizionali quattro tempi, con cui Beethoven sperimenta relativamente alla distribuzione di essi: alcuni movimenti finali sono in forma-sonata (n. 2-3-5), altri in forma sonata-Rondò (1-4-6) anziché nella caratteristica forma Rondò. Nel Quartetto in Sol Maggiore n. 2, “l'Adagio Cantabile” ha una sezione centrale in tempo Allegro, basata sul motivo cadenzale dell'Adagio; nel Quartetto in Sib Maggiore n. 6, il tempo lento di 44 battute denominato “La Malinconia”, che introduce il finale è sorprendente.

La Prima Sinfonia in Do Maggiore Op. 21, del 1800, completata a trent'anni fu la più eseguita nel corso della sua vita. L'organico è conforme a quello di Mozart e Haydn. Fino alla Nona Sinfonia, Beethoven non adotterà cambiamenti a riguardo.

Il suo talento per quanto riguarda l'orchestrazione non risiede nell'introduzione di nuovi strumenti ma nel geniale sfruttamento delle risorse tecniche ed espressive di tutti gli strumenti, in particolare dei legni. Ogni strumento partecipa in egual misura allo sviluppo del discorso musicale.

Tipico della scrittura orchestrale di Beethoven è lo stile “spezzato”, dove la melodia corre da uno strumento all'altro. L'uso abbondante degli strumenti a fiato in questa prima sinfonia fu censurato dal critico del giornale di Lipsia Allgemeine musikalische Zeitung: “Ci fu un uso esagerato dei legni, sì da sembrare più una composizione per una banda di fiati che un lavoro per grande orchestra”.

Il secondo periodo

(1803-1815)

Comprende le Sinfonie dalla Terza all'Ottava, l'Opera Fidelio, le Sette Sonate per pianoforte dall'Op. 53 all'Op. 90, i Quartetti per archi dell'Op. 59-74 e 95, le Sonate per violino e pianoforte Op. 47 e Op. 96, i concerti per pianoforte e orchestra n. 4 e 5, il Concerto per violino e orchestra Op. 61.

Nel 1802, Beethoven avrebbe detto al violinista Krumpholz di non essere soddisfatto dei lavori composti fino a quel momento e di voler intraprendere una Nuova Via. Nello stesso anno, comunicherà all'editore Breitkopf di Lipsia di aver creato una struttura più complessa e fantasiosa della tecnica della variazione, nei due cicli di variazioni dell'Op. 34, Sei Variazioni su un tema originale in Fa Maggiore, e Op. 35, Quindici Variazioni e Fuga su un tema originale in Mib Maggiore, conosciute come Variazioni sul tema dell'Eroica.

Alla base di questi ultimi, non sta un singolo tema ma tre elementi indipendenti l'uno dall'altro:

  • Un basso del tema che appare prima del tema stesso.
  • Una melodia tematica.
  • Un'impalcatura armonico-metrica comune a 1) e 2).

Nelle singole variazioni, questi elementi vengono citati parzialmente o per intero, in maniera sempre diversa.

La “Nuova Via” o la “Maniera interamente Nuova” poteva essere riferito al desiderio di inserire nelle composizioni elementi nuovi o di avviare un salto di qualità nel suo stile, rendendolo più personale: in tutte le composizioni del “secondo periodo”, le strutture e gli schemi compositivi tradizionali vengono visti come materiale da manipolare in forme sempre differenti, a seconda del

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 45
Riassunti esame Storia della Musica III 800 Prof Cuomo, Prof. Scalfaro, libro consigliato Manuale di Storia della Musica, Surian Vol III e Vol IV Pag. 1 Riassunti esame Storia della Musica III 800 Prof Cuomo, Prof. Scalfaro, libro consigliato Manuale di Storia della Musica, Surian Vol III e Vol IV Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 45.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti esame Storia della Musica III 800 Prof Cuomo, Prof. Scalfaro, libro consigliato Manuale di Storia della Musica, Surian Vol III e Vol IV Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 45.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti esame Storia della Musica III 800 Prof Cuomo, Prof. Scalfaro, libro consigliato Manuale di Storia della Musica, Surian Vol III e Vol IV Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 45.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti esame Storia della Musica III 800 Prof Cuomo, Prof. Scalfaro, libro consigliato Manuale di Storia della Musica, Surian Vol III e Vol IV Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 45.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti esame Storia della Musica III 800 Prof Cuomo, Prof. Scalfaro, libro consigliato Manuale di Storia della Musica, Surian Vol III e Vol IV Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 45.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti esame Storia della Musica III 800 Prof Cuomo, Prof. Scalfaro, libro consigliato Manuale di Storia della Musica, Surian Vol III e Vol IV Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 45.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti esame Storia della Musica III 800 Prof Cuomo, Prof. Scalfaro, libro consigliato Manuale di Storia della Musica, Surian Vol III e Vol IV Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 45.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti esame Storia della Musica III 800 Prof Cuomo, Prof. Scalfaro, libro consigliato Manuale di Storia della Musica, Surian Vol III e Vol IV Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 45.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti esame Storia della Musica III 800 Prof Cuomo, Prof. Scalfaro, libro consigliato Manuale di Storia della Musica, Surian Vol III e Vol IV Pag. 41
1 su 45
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mir.romano85 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica dell'Ottocento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Cuomo Carla.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community