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Corso di laurea specialistica in geologia applicata all’ingegneria e alla pianificazione territoriale

Analisi di stabilità del versante orientale della collina di Monte Mario (Roma)

Relatore: Antonini Francesco Anno Accademico 2009/2010

Indice

  • Introduzione..........................................................pag. 3
  • Inquadramento geologico…..........................pag. 4
  • Ubicazione dell’area .........................................pag. 9
  • Analisi di stabilità ...........................................pag. 10
  • Caratteri geotecnici del terreno interessato dal fenomeno franoso…………….....................pag. 10
  • Elaborazione dei dati…………………………..pag. 12
  • Conclusioni ...........................................................pag. 17
  • Bibliografia ..........................................................pag. 18
  • Allegato A – Relazione di calcolo relativa alla condizione post – operam…………………………pag. 19
  • Allegato B – Relazione di calcolo relativa alla condizione ante – operam…………………………pag. 44 2
  • Allegato C – Sezioni delle superfici di tentativo in scala 1:1000……………………………..pag. 51

Introduzione

Questo lavoro, che rientra nell’ambito del corso di “Modelli di stabilità dei versanti” ha come obiettivo la realizzazione di una relazione geologica al fine di verificare la stabilità del versante Est della collina di Monte Mario (Roma), quindi analizzare i possibili cinematismi di frana che caratterizzano tale pendio, e definire le condizioni di stabilità post e ante – operam, in quanto è stato effettuato un taglio a base versante per permettere la realizzazione di alcune opere.

Conseguentemente ai risultati del calcolo verranno esaminate eventuali possibilità di prevenzione e/o consolidamento del versante mediante interventi antropici.

Al fine di un’analisi accurata, fondamentale è valutare i caratteri geotecnici e ricostruire l’andamento stratigrafico del terreno in esame, per questo motivo è stata effettuata una giornata di rilevamento geologico e geomorfologico di dettaglio e sono stati acquisiti dati bibliografici tratti dagli studi effettuati da Bozzano F., Andreucci A., Gaeta M., Salucci R. nel 2000 e da Martino S., Bozzano F., Priori M. nel 2006. 3

Inquadramento geologico

4

I processi geologici che hanno nel tempo prodotto l’attuale assetto della città di Roma sono assai complessi. La città si è sviluppata su un substrato estremamente articolato dovuto ad intense dinamiche erosive che hanno interagito in modalità selettive su tipi litologici molto diversi tra loro.

A seguito delle fasi tettoniche distensive che causarono ad est lo sprofondamento di ampi settori della catena appenninica, l’area romana fu completamente sommersa da un mare piuttosto profondo che lasciò una sedimentazione di tipo argilloso, molto spessa e distribuita in modo uniforme (Pliocene p.p.). Poi, il lento ritiro del mare da est verso ovest, determinò il passaggio ad un regime di sedimentazione prevalentemente sabbioso, di ambiente marino litorale che, anche a seguito di un leggero sollevamento tettonico del fondale, portò ad una emersione generale dell’area (Pleistocene inferiore-medio). Qui, in un paesaggio ormai collinare, con ampie paludi e laghi costieri, iniziarono gli apporti continentali del Paleotevere, l’antico F. Tevere che però in quel momento scorreva più a sud della posizione attuale. I terreni continentali del Paleotevere, soggetti all’alternarsi di diversi cicli deposizionali, si caratterizzarono con frequenti variazioni litologiche (ghiaie, sabbie ed argille) e complessi rapporti stratigrafici.

Sempre in relazione alle fasi tettoniche distensive appenniniche, l’area fu in seguito interessata da un’intensa attività vulcanica prevalentemente di natura esplosiva, originatasi prima dal distretto dei Monti Sabatini e subito dopo da quello dei Colli Albani (tra 600.000 e 20.000 anni fa). I materiali eruttati, chimicamente ricchi in potassio, andarono pertanto a sovrapporsi ai terreni sedimentari calcareo-marnosi di epoca meso-cenozoica, nonché al di sopra dei già citati sedimenti terrigeni post-orogenici ed alluvionali (Paleotevere) di 5 natura arenaceo-pelitica. L’attività vulcanica, determinò in tempi piuttosto brevi la messa in posto di una notevole quantità di prodotti che nell’area romana si disposero in maniera geometricamente complessa dando luogo a sequenze stratigrafiche spesso diverse tra loro, di spessore complessivo dell’ordine del centinaio di metri.

In relazione alla tipologia dei materiali eruttati, si può oggi notare una differenza piuttosto netta tra i prodotti dei Colli Albani e quelli del Distretto Sabatino, cronologicamente quasi coevi. Nel primo caso i prodotti prevalenti furono “ignimbriti”, cioè colate piroclastiche fluido-plastiche, legate all’attività esplosiva, che, scorrendo su una morfologia già tabulare, giungevano ad arrestarsi ai piedi di ostacoli naturali; essi determinarono un assetto morfologico caratterizzato da ampi plateaux blandamente degradanti verso le zone periferiche, a partire dalle aree centrali, più acclivi, dove erano ubicati i centri eruttivi principali. I prodotti del distretto sabatino, i cui centri di emissione erano posti a distanze maggiori rispetto al distretto albano, interessarono come colate piroclastiche solo i settori settentrionali della Città, dove la valle del Paleotevere, costituiva per essi, una via preferenziale di scorrimento; i prodotti prevalenti furono invece di natura balistica, cioè “piroclastiti di ricaduta” che, sospinte verso est dai venti prevalenti dell’area romana, ricoprirono la morfologia in maniera uniforme, indipendentemente dai preesistenti dislivelli topografici.

In ogni caso le vulcaniti modificarono oltre alla morfologia anche l’idro

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cicciofra85 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geologia applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Martino Salvatore.
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