Concetti Chiave
- Dopo l'anno 1000, la corona passò a Arduino d'Ivrea, che tentò di creare un regno indipendente, ma abbandonò la lotta nel 1015.
- Con l'arrivo della dinastia di Franconia, Corrado II cercò di ristabilire l'autorità imperiale in Italia, affrontando sfide dai feudatari minori e nuovi ceti cittadini.
- La Constitutio de Feudis del 1037 garantì ai vassalli minori il diritto all'ereditarietà dei feudi, indebolendo i feudatari maggiori e i legami di dipendenza personale.
- Enrico III sostenne la riforma della Chiesa e il diritto imperiale alla designazione dei papi, ma subì sconfitte significative durante il suo regno.
- Dopo la morte di Enrico III, il potere passò ai vescovi di Germania, costringendo il giovane Enrico IV a combattere per ristabilire l'autorità regia.
La corona dopo l'anno 1000
Dopo l’anno 1000 la corona passò nelle mani del marchese Arduino d’Ivrea, esponente di quei feudatari minori che tentavano di dare vita a un regno indipendente, svincolato dalla tutela della corona di Germania. Il suo potere fu però effimero: ben presto dovette abbandonare la lotta e si ritirò in un convento, dove morì nel 1015. Nel frattempo, in Germania la carica imperiale era stata attribuita a Enrico II, imparentata con gli Ottoni; egli, però, condusse una politica opposta a quella di Ottone III, scegliendo di occuparsi innanzitutto del Regno di Germania, tanto che discese in Italia, per esservi incoronato imperatore, soltanto nel 1014. Con la sua morte, avvenuta nel 1024, si esaurì la dinastia di Sassonia.
La dinastia di Franconia
Una nuova dinastia, detta di Franconia, o “salica”, salì sul trono di Germania con Corrado II (detto appunto “il Salico”). Incoronato imperatore nel 1027, Corrado si dedicò a ristabilire l’autorità imperiale in Italia, ma tornò presto in Germania, per difenderne le frontiere contro i Polacchi e contro gli Ungari. Nel1037 Corrado II dovette scendere nuovamente in Italia, richiamato dalle difficoltà in cui il partito filo-imperiale (per lo più composto dall’alta aristocrazia) si trovava, sia per gli attacchi dei feudatari minori sia per lo sviluppo di nuovi ceti cittadini. Le lotte tra l’aristocrazia maggiore, quella minore e i ceti cittadini si collegavano ai primi albori delle formazioni comunali: è il caso dello scontro che, a Milano, vedeva larcivescovo e i feudatari maggiori (“capitanei”) contrapporsi ai feudatari minori (valvassori). Questo contro avrebbe determinato la genesi del comune lombardo.
La Constitutio de Feudis
Per garantirsi un partito che lo sostenesse in Italia, Corrado II, preso atto del prevalere dei valvassori, si schierò con questi ultimi e concesse loro la celebre Constitutio de Feudis (nel 1037): con questo importante documento si riconosceva anche ai vassalli minori il diritto ll’ereditarietà dei feudi che un secolo e mezzo prima era stato concesso soltanto ai vassalli maggiori (con il Capitolare di Quierzy); i feudi dei vassalli minori sarebbero spettati ai loro figli consanguinei più prossimi e non potevano essere ceduti o scambiati da parte del signore senza il loro consenso. In tal modo i feudatari maggiori si indebolivano, così come centocinquanta anni prima essi stessi avevano indebolito i sovrani carolingi, quando avevano ottenuto l’ereditarietà dei propri feudi; si spezzavano, poi quei legami di dipendenza personale che avevano costituito il tratto caratterizzante della società carlinga.
Enrico III e la Chiesa
A Corrado II successe il figlio, Enrico III (1039-1056) che sostenne la necessità di una riforma della Chiesa e il diritto dell’imperatore alla designazione dei papi. Sul finire del suo regno, però, egli fu costretto a subire una pesante serie di sconfitte sia lungo i confini sia in Italia meridionale, per la presenza dei Normanni. Inoltre, alla sua morte, Enrico lasciava un bimbo di quattro anni, Enrico IV; poiché l’imperatrice, Agnese di Poitou, non riuscì a tenere la reggenza, il potere passò nelle mani dei più eminenti vescovi di Germania. L’aristocrazia tedesca approfittò della reggenza per accrescere il proprio potere e la propria autonomia nei confronti della corona, al punto che, quando raggiunse la maggiore età, Enrico IV dovette impegnarsi in una lunga lotta per ristabilire l’autorità regia.
Domande da interrogazione
- Chi fu il primo a detenere la corona dopo l'anno 1000 e quale fu il suo destino?
- Quale dinastia salì al potere in Germania dopo la dinastia di Sassonia?
- Cosa rappresenta la Constitutio de Feudis e quale impatto ebbe sui feudatari?
- Quale fu la posizione di Enrico III riguardo alla Chiesa e quali difficoltà affrontò?
- Quale fu la conseguenza della reggenza di Agnese di Poitou per Enrico IV?
La corona passò nelle mani del marchese Arduino d’Ivrea, che tentò di creare un regno indipendente, ma dovette ritirarsi in un convento e morì nel 1015.
La dinastia di Franconia, o “salica”, salì al trono con Corrado II, incoronato imperatore nel 1027, e si dedicò a ristabilire l'autorità imperiale in Italia.
La Constitutio de Feudis, concessa da Corrado II nel 1037, riconobbe il diritto all'ereditarietà dei feudi anche ai vassalli minori, indebolendo così il potere dei feudatari maggiori.
Enrico III sostenne la necessità di una riforma della Chiesa e il diritto dell'imperatore di designare i papi, ma affrontò sconfitte significative e lasciò un regno instabile alla sua morte.
Durante la reggenza di Agnese, l'aristocrazia tedesca accrebbe il proprio potere, costringendo Enrico IV a una lunga lotta per ristabilire l'autorità regia al raggiungimento della maggiore età.