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Concetti Chiave

  • Il regime fascista si caratterizza per la sua natura antidemocratica, gerarchica e repressiva, con un forte controllo sull'opposizione politica e tentativi di mobilitazione delle masse.
  • La repressione del dissenso colpì vari ambiti, dalla politica alla morale cattolica, attraverso leggi eccezionali e un controllo rigido del sistema scolastico e culturale.
  • La politica economica fascista, guidata da De Stefani, si concentrò su riduzione salariale, alta pressione fiscale e sostegno statale a imprese come l'IMI e l'IRI.
  • Il regime avviò una svolta protezionistica negli anni '30, con interventi statali che portarono a un aumento significativo del PIL e della produzione industriale.
  • Nonostante lo sviluppo economico, le condizioni di vita nel Mezzogiorno deteriorarono drasticamente a causa delle politiche fasciste.

Quali sono le caratteristiche del regime fascista?

Per comprendere le caratteristiche e limiti del consenso goduto dal fascismo, bisogna considerare la natura antidemocratica, gerarchica e repressiva del regime.

Repressione e consenso

La repressione si abbatté su l’opposizione politica antifascista(leggi eccezionali del ’26), e la proroga del Tribunale speciale fu prorogata fino al 43. La repressione del dissenso non si limitò ai militanti politici dichiarati, ma su vari livelli: nella conflittualità operaia, disciplina sindacale, ‘’manifestazioni sedizione’,e della morale cattolica. Collegato alla repressione del dissenso fu il tentativo di coinvolgere le masse nella vita pubblica, organizzandole e mobilitandole per ottenere il consenso, i contenuti furono quelli del’ ideologia totalitaria ispirata al nazionalismo, al militarismo, gerarchia e all’esaltazione del duce. L’adesione al regime fu crescente, con Achille Starace, segretario da ’31-’39 il PNF raggiunse 2.5 milioni di iscritti, svolgendo una funzione, propagandistica, clientelare e assistenziale. Il controllo del regime si ebbe sul sistema scolastico,sull’organizzazione della cultura(minculpop);su studenti universitari, donne e bambini. L’ideologia fascista si basava sul mito della patria,con i modelli di efficientismo, gerarchia e obbedienza. Alla stessa ideologia va ricondotta la politica antiebraica del regime, sviluppata dal ’36 culminata con le leggi ‘per la difesa della razza’’ del ’38, che esclusero gli ebrei dalla scuola e dagli impieghi pubblici, vietando i matrimoni ‘misti’.

Politica economica fascista

Il ministro dell’economia De Stefani impostò una politica economica di riduzione salariale, forte pressione fiscale, diminuzione delle spese statali e larghi favori alle imprese(ILVA e banca di Roma salvati dall’intervento statale).

Interventi economici e agricoltura

Nel ’27 si avviò una recessione, causata dal crollo delle esportazioni, dalla caduta della domanda interna per consumi privati; ciò portò ad una svolta protezionistica che negli anni ’30 fu accompagnata da un massiccio intervento dello stato nell’economia. Nel ’31 si costituì l’IMI (istituto mobiliare italiano) ente pubblico che concentrò nelle sue mani la concessione di finanziamenti a medio e lungo termine alle imprese. Nel ’33 fu la volta dell’IRI(Istituto per la ricostruzione industriale) e nel ’36 la Banca d’Italia venne trasformata da una riforma in ente di diritto pubblico. Una scelta per sviluppare la produzione agricola fu compiuta e propagandata nel ’26 con la ‘battaglia del grano’, vero tentativo di estendere la superficie coltivata e proteggere la produzione nazionale con tariffe doganali sulle importazioni. Le politiche interventiste degli anni trenta ebbero aspetti innovativi e lo sviluppo economico dell’Italia, fu rilevante(dal ’34 al ’37) il Pil aumentò del 4,5%, al produzione industriale del 7,5%. Le condizioni economiche e il tenore di vita del Mezzogiorno peggiorarono drasticamente a causa del regime.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali caratteristiche del regime fascista?
  2. Il regime fascista si caratterizzava per la sua natura antidemocratica, gerarchica e repressiva, con una forte repressione dell'opposizione politica e un tentativo di mobilitare le masse per ottenere consenso, come evidenziato dalla crescita degli iscritti al PNF e dal controllo su vari aspetti della vita pubblica.

  3. Come si manifestò la repressione del dissenso durante il regime fascista?
  4. La repressione si manifestò attraverso leggi eccezionali, il controllo della conflittualità operaia e la disciplina sindacale, colpendo non solo i militanti politici ma anche studenti, donne e bambini, come parte di un'ideologia totalitaria che esaltava il nazionalismo e il militarismo.

  5. Quali furono le principali misure economiche adottate dal regime fascista?
  6. La politica economica fascista, guidata dal ministro De Stefani, prevedeva riduzioni salariali, alta pressione fiscale e favori alle imprese, con un intervento statale crescente nell'economia, specialmente dopo la recessione del '27, culminando nella creazione di enti come l'IMI e l'IRI.

  7. Qual è stato l'impatto delle politiche agricole fasciste, in particolare la 'battaglia del grano'?
  8. La 'battaglia del grano' del '26 mirava ad aumentare la superficie coltivata e proteggere la produzione nazionale, portando a un incremento del PIL e della produzione industriale negli anni '30, ma le condizioni economiche del Mezzogiorno peggiorarono drasticamente a causa delle politiche del regime.

Domande e risposte

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