Concetti Chiave
- Il partito fascista si trasformò in una potente macchina propagandistica, controllando le alte gerarchie dello stato e imponendo l'iscrizione al PNF a funzionari pubblici e insegnanti.
- L'irregimentazione delle masse si concretizzò attraverso la creazione di reti associative in vari ambiti, mirate a controllare e "fascistizzare" la società, con particolare focus sui giovani.
- Il regime fascista esercitò un controllo rigoroso sull'istruzione, imponendo nomine governative e testi unici, e organizzando il tempo libero tramite l'Opera nazionale dopolavoro.
- I mezzi di comunicazione furono fascistizzati con la sostituzione dei direttori non allineati, l'imposizione di certificati di buona condotta per i giornalisti e una censura severa sulla stampa e il cinema.
- La repressione dell'antifascismo avvenne attraverso organi di polizia come l'Ovra, con molti oppositori perseguitati, incarcerati o costretti all'esilio tra il 1925 e il 1927.
Qual è il controllo del partito fascista?
Il partito fascista divenne una macchina propagandistica per diffondere il mito del Duce, ma anche uno strumento di controllo presente in tutti gli organi statali. Oggetto di tale controllo furono soprattutto le alte gerarchie dello stato e della burocrazia, per le quali l’iscrizione al partito era obbligatoria.
Magistrati, insegnanti e professori universitari, ufficiali, funzionari della pubblica amministrazione vennero assimilati al Pnf.
Irregimentazione delle masse
L’autoritarismo fascista prevedeva un progetto totalitario attraverso: l’irregimentazione delle masse, il dirigismo economico, lo statalismo e la politica di potenza.
L’irregimentazione delle masse fu attuata con la costruzione di capillari reti associative (nella scuola, nel lavoro, nel tempo libero), preposte a controllare la società e a “fascistizzarla”.
L’azione si diresse soprattutto ai giovani, con la creazione di organizzazioni che li inquadravano: i Figli della lupa, l’Opera nazionale Balilla, la Gioventù italiana del littorio, i gruppi universitari fascisti.
Fascistizzazione della scuola e del tempo libero
La pressione dei giovani coinvolse ovviamente la scuola: le autorità scolastiche divennero tutte di nomina governativa, i libri di testo delle scuole elementari vennero sostituiti con il testo unico di stato e i professori universitari furono sottoposti al giuramento di fedeltà del regime.
L’altro campo di intervento fu l’organizzazione del tempo libero: l’Opera nazionale dopolavoro si diffuse in ogni luogo di lavoro allo scopo di avvicinare gli italiani al fascismo e di farli aderire alla loro ideologia attraverso, ad esempio, iniziative di massa organizzate dal partito.
Controllo dei mezzi di comunicazione
Un ruolo decisivo fu giocato dai mezzi di comunicazione di massa. La fascistizzazione della stampa venne attuata in modo graduale e fu curata da Mussolini:
- I direttori delle testate non allineate furono sostituiti;
- L’iscrizione all’albo professionale dei giornalisti venne subordinata alla presentazione di un certificato di buona condotta politica;
- L’agenzia di stampa nazionale, la Stefani, forniva ai quotidiani le veline delle notizie sulla base di indicazioni provenienti dall’Ufficio stampa e propaganda del partito.
Una stretta censura si abbatté sulla produzione cinematografica e del 1925 fu statalizzato l’Istituto Luce, che deteneva il monopolio dell’informazione cinematografica.
Anche le trasmissioni radiofoniche erano monopolio di un’agenzia: l’Eiar.
Uno dei tratti salienti del progetto totalitario era la creazione del consenso attraverso la mobilitazione permanente della società, che configurava nella politicizzazione di massa.
Repressione e antifascismo
L’organizzazione del consenso non andò mai disgiunta alla repressione che faceva capo agli organi di polizia (es. Ovra, Tribunale speciale per la difesa dello stato). L’azione di questa repressione si diresse contro il nemico interno: l’antifascismo, formato da piccoli gruppi clandestini e singoli, oppositori.
Tra il 1925 e il 1927 espatriarono i dirigenti dei partiti politici antifascisti: Nitti, Turati, Togliatti, Pertini.
Altri finirono in carcere, come Gramsci, o al confino, come Rosselli.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del partito fascista nel controllo dello stato?
- Come avvenne l’irregimentazione delle masse sotto il fascismo?
- In che modo il fascismo influenzò la scuola e il tempo libero?
- Quali misure furono adottate per controllare i mezzi di comunicazione?
Il partito fascista si trasformò in una macchina propagandistica e di controllo, obbligando le alte gerarchie dello stato e della burocrazia all'iscrizione al PNF, assimilando magistrati, insegnanti e funzionari pubblici (testo).
L’irregimentazione delle masse fu realizzata attraverso reti associative che controllavano la società, con particolare attenzione ai giovani, creando organizzazioni come i Figli della lupa e l'Opera nazionale Balilla (testo).
La fascistizzazione della scuola avvenne con la nomina governativa delle autorità scolastiche e l'adozione di testi unici, mentre l'Opera nazionale dopolavoro organizzava attività per avvicinare gli italiani al fascismo (testo).
Il controllo dei mezzi di comunicazione fu attuato attraverso la sostituzione dei direttori non allineati, la censura della stampa e la statalizzazione dell'Istituto Luce, creando un monopolio informativo (testo).