Concetti Chiave
- Il romanzo "Uno, nessuno e centomila" di Pirandello esplora la crisi di identità di Vitangelo Moscarda, che si rende conto della differenza tra la sua percezione di sé e quella degli altri.
- Vitangelo decide di rinunciare alla sua vita di usuraio per cercare la propria autenticità, affrontando la rovina economica e la separazione dalla moglie.
- La percezione degli altri gioca un ruolo cruciale nella formazione dell'identità, rivelando come la nostra comprensione di noi stessi sia influenzata dagli sguardi altrui.
- La relazione tra Vitangelo e Anna Rosa evidenzia temi di attrazione e angoscia, culminando in un drammatico tentativo di omicidio-suicidio.
- Il romanzo si conclude con Vitangelo in un ospizio, dove trova libertà e realizza che la vita deve essere vissuta attimo per attimo, rinascendo continuamente.
Questo passo è tratto dall'ottavo capitolo del settimo libro Uno Nessuno Centomila chr uscì solo nel 1926. Questo romanzo, l'ultimo di Pirandello, riesce a sintetizzare il pensiero dell'autore nel modo più completo. L'autore stesso,in una lettera autobiografica, lo definisce come il romanzo "più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita". Il protagonista, attraverso vari monologhi, rivolge al lettore domande in modo da coinvolgerlo sempre di più nella vicenda ponendolo di fronte a un problema universale. È considerato come l’ apice della carriera artistica dell’autore.
Crisi di identità di Vitangelo
Il romanzo racconta la storia di Vitangelo Moscarda una persona che ha ereditato da giovane la banca del padre e vive di rendita. Un giorno, in seguito all'osservazione da parte della moglie che il suo naso è leggermente storto, inizia ad avere una crisi di identità, a rendersi conto che le persone intorno a lui hanno un'immagine della sua persona completamente diversa dalla sua. Da quel momento l'obiettivo di Vitangelo sarà quello di scoprire chi è veramente. Decide quindi di cambiare vita, rinunciando ad essere un usuraio, anche a costo della propria rovina economica e contro il volere della moglie che nel frattempo è andata via di casa. In questo suo gesto c'è il desiderio di un'opera di carità, ma anche quello di non essere considerato più dalla moglie come la marionetta Gengè. Anche Anna Rosa, un'amica di sua moglie che lui conosce poco, gli racconta di aver fatto di tutto per far capire a sua moglie che il marito non era lo sciocco che lei immaginava e che non c'era in lui il male.
Il protagonista arriverà alla follia in un ospizio, dove però si sentirà libero da ogni regola, in quanto le sue sensazioni lo porteranno a vedere il mondo con altri occhi. Vitangelo Moscarda conclude che, per uscire dalla prigione in cui la vita ci rinchiude, non basta cambiare nome, proprio perché se la vita è una continua evoluzione, il nome rappresenta la morte. Dunque, l'unico modo per vivere in ogni istante è vivere attimo per attimo la vita, rinascendo continuamente in modo diverso.
Citazioni :
“..che non potendo vedermi vivere,restavo estraneo a me stesso,cioè uno che gli altri potevano vedere e conoscere,ciascuno a suo modo;e io no..”
Riflessioni sulla percezione
Ognuno percepisce l’altro in modo diverso a seconda di ciò che vediamo o che conosciamo dell’altro,ognuno di noi affida all’altro una maschera che dipende dal ruolo che ha o da ciò che noi sentiamo per l’altro. Questo è ciò che accade a Moscarda che a seconda di chi lo guarda cambia aspetto e personalità lasciandosi così vivere dagli altri perché è l’altro che determina la sua identità non lui.
“..nei miei occhi non c’era veramente una vista per me,da poter dire in qualche modo come mi vedevo senza la vista degli altri,per il mio stesso corpo e per ogni altra cosa come potevo figurarmi che dovessero vederli,e che dunque i miei occhi per sé fuori di questa vista degli altri,non avrebbero più saputo veramente quello che vedevano..”
La vista degli altri
Solo attraverso lo sguardo degli altri possiamo conoscerci perché l’altro può vedere ciò che noi non possiamo o non vogliamo vedere.
“..l’orrore di qualche cosa che da un momento all’altro potesse scoprirsi a me solo,fuori della vista degli altri..”
A volte ciò che ci spaventa dell’altro non è ciò che l’atro ci nasconde ma ciò che noi nascondiamo che potrebbe venire fuori nel momento in cui l’altro scopra ciò che vogliamo tenere nascosto a lui e a noi.
“..ove la vista degli altri non ci soccorra a costituire comunque in noi la realtà di ciò che vediamo,i nostri occhi non sanno più quello che vedono,la nostra coscienza si smarrisce,perché questa che crediamo la cosa più intima nostra,la coscienza,vuol dire gli altri in noi,e non possiamo sentirci soli.”
Paura e solitudine
Quando gli altri scoprono ciò che stiamo tentando di nascondere ci sentiamo persi,scoperti,e ciò porta paura e angoscia anche nella consapevolezza che non siamo più soli nel nostro problema per questo ci sentiamo vulnerabili e attaccabili.
“..lei impenetrabile io stavo lì,naufrago nella sua solitudine..”
Incontro con Anna Rosa
Il protagonista guardando negli occhi di Anna Rosa,l’amica più fidata della moglie,vede la sua solitudine e in questa condizione e in quel pensiero si perde e lo stesso avviene ad Anna Rosa guardando negli occhi Moscarda.
“..occhi immobili e lontanissimi..”
Lo sguardo lontano e immobile indica lo stato d’animo dei due personaggi,infatti Moscarda vede Anna Rosa e Anna Rosa vede Moscarda e si scopre la paura e l’angoscia che entrambi provavano in quel momento.
“..sentiva verso tutto ciò che io le dicevo un’invincibile attrazione e insieme specie di ribrezzo..glielo vedevo lampeggiare negli occhi,mentre con la più avida attenzione ascoltava le mie parole..”
Attrazione e ribrezzo
Nelle parole di Moscarda Anna Rosa trovava un certo fascino per il modo con cui vengono espresse e per l’argomento che trattano, ma le stesse caratteristiche le rendono affascinanti allo stesso tempo le rendono terrificanti e angoscianti,ma ciò non spaventa anzi le rende interessanti al punto tale che si ascoltano con avida attenzione.
“..quest’incertezza, vaneggiandomi negli occhi, senza dubbio la attraeva,ma a volte,guardandola, avevo pure la strana impressione che le paresse un po’ divertente,una cosa infine un po’ anche da ridere..”
Incertezza e fascino
L’angoscia che Anna Rosa scopre negli occhi di Moscarda la attraeva incuriosendola. Moscarda guardando negli occhi Anna Rosa scopre che oltre ad attrarla la rendeva allegra e divertita senza capirne la ragione anche se in realtà di divertente, a detta di Moscarda, non aveva nulla anzi era una situazione piuttosto tragica.
“..io dovevo avere negli occhi,mentre la guardavo come dall’infinita lontananza d’un tempo che avesse perduto ogni età..”
Estraneazione dal tempo
La paura e l’angoscia che leggevano l’uno negli occhi dell’atro li estraniava dal mondo e dal tempo convenzionale.
“..fu spinta ad uccidermi dall’orrore istintivo,improvviso dell’atto a cui stava per sentirsi trascinata dal fascino strano di tutto quanto in quei giorni io le avevo detto.”
Tentativo di omicidio e suicidio
La scoperta dell’angoscia e della paura negli occhi di Moscarda rendono Anna Rosa ancora più inquieta e sconcertata così presa dall’angoscia e dalla paura tenta di uccidere Moscarda,ma il fascino di quelle parole e di quel momento e della persona stessa,Anna Rosa sebbene amica di Dida la moglie di Moscarda era innamorata di lui,non riesce nell’intento ma l’angoscia e il peso di quella scoperta è talmente grande che sente di non poter più vivere si punta la pistola al petto e si spara.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del romanzo "Uno, Nessuno e Centomila"?
- Come si manifesta la crisi di identità di Vitangelo?
- Qual è il significato della "vista degli altri" nel romanzo?
- In che modo la solitudine influisce sui personaggi?
- Qual è il messaggio finale di Vitangelo riguardo alla vita e all'identità?
Il romanzo esplora la crisi di identità del protagonista, Vitangelo Moscarda, che si rende conto che la sua percezione di sé è influenzata da come gli altri lo vedono, portandolo a una profonda riflessione sulla propria esistenza e identità.
La crisi di identità di Vitangelo inizia quando la moglie gli fa notare il suo naso storto, spingendolo a interrogarsi su chi sia realmente e a decidere di cambiare vita, anche a costo della propria rovina economica.
La "vista degli altri" è fondamentale per la conoscenza di sé; Vitangelo scopre che la sua identità è plasmata dalle percezioni altrui, evidenziando come ognuno di noi indossi maschere diverse a seconda delle relazioni.
La solitudine è un tema ricorrente, poiché sia Vitangelo che Anna Rosa si sentono estranei e vulnerabili, e la loro interazione rivela la paura di essere scoperti e la difficoltà di connettersi autenticamente con l'altro.
Vitangelo conclude che per liberarsi dalle costrizioni della vita non basta cambiare nome; è necessario vivere attimo per attimo, rinascendo continuamente, poiché l'identità è in costante evoluzione.