Concetti Chiave
- Il regime nazista promuoveva una relazione diretta tra il leader e il popolo, senza mediazioni parlamentari, attraverso organismi di partito come il fronte del lavoro e la gioventù hitleriana.
- La propaganda, sotto la guida di Ghebels, giocava un ruolo fondamentale nel nazismo, essendo il primo regime a istituire un ministero della propaganda in tempo di pace, utilizzando radio e cinema per influenzare l'opinione pubblica.
- Gli organismi di partito miravano a creare un'unica comunità nazionale con una sola volontà, escludendo gli elementi considerati anti nazionali, come stranieri ed ebrei.
- Nonostante gli ebrei fossero una minoranza integrata in Germania, il regime li perseguitò alimentando pregiudizi razziali che già esistevano, trasformando l'ostilità religiosa in razzismo sistematico.
- I pregiudizi anti-ebraici, originati da elementi religiosi medievali, furono amplificati dal fanatismo nazista, che aggiunse una componente razziale a tali sentimenti di ostilità.
Qual è la relazione tra leader e popolo?
Che rapporto ci doveva essere tra leader e popolo? Naturalmente diretto, senza mediazione del parlamento. Gli unici organismi di mediazione erano gli organismi di partito (fronte del lavoro o hitlerjugend, la gioventù hitleriana) attraverso cui la società viene sottoposta a un rigido inquadramento.
Propaganda e controllo sociale
C’è l’uso della propaganda come radio, cinema e il personaggio fondamentale da questo punto di vista fu Ghebels, il Ministro della propaganda. Non a caso il nazismo è il primo regime che istituisce il ministero della propaganda in tempo di pace.
Esclusione e pregiudizi razziali
La funzione di questi organismi era di trasformare l’insieme dei cittadini in un unico corpo dotato di una sola mente e di una sola volontà, quella incarnata nel fuhrer. Esclusi da questo popolo erano tutti gli elementi anti nazionali, ossia gli stranieri e in particolare gli ebrei. Da questa comunità di popolo erano esclusi i non corrispondenti all'ideologia tedesca.
Per quanto riguarda la Germania gli ebrei erano una minoranza rispetto a quelli dell’Europa orientale. Una minoranza (500 mila di 60 milioni) però che era concentrata nelle città e occupava i gradi medio alti della scala sociale (commercianti, liberi professionisti).
Questa minoranza si sentiva assolutamente integrata nella Germania, sembrava loro impossibile che la patria tedesca li perseguitasse. Tuttavia nei confronti di questa minoranza Hitler non creò sentimenti di ostilità, ma li rinfocolò perché erano già presenti anche nel senso antigiudaico del termine cioè un pregiudizio anche religioso oltre che per lo stereotipo dell’ebreo usuraio. Quindi questi pregiudizi erano già largamente diffusi in Germania e in tutta l’Europa e arrivavano da elementi religiosi del Medioevo (ricorda la peste). Su questo il fanatismo nazista innestò la componente razziale che non c’era prima, trasformandolo in ostilità basata sulla razza.
Domande da interrogazione
- Qual era il rapporto ideale tra leader e popolo nel regime nazista?
- Quale ruolo ha avuto la propaganda nel regime nazista?
- Come venivano percepiti e trattati gli ebrei nel contesto tedesco del nazismo?
Il regime nazista prevedeva un rapporto diretto tra leader e popolo, senza mediazione parlamentare, con gli organismi di partito come unici intermediari, per garantire un rigido inquadramento sociale.
La propaganda, gestita dal Ministro Ghebels, ha avuto un ruolo cruciale nel nazismo, essendo il primo regime a istituire un ministero della propaganda in tempo di pace, utilizzando mezzi come radio e cinema per influenzare la società.
Gli ebrei, pur essendo una minoranza integrata nella società tedesca, furono esclusi dalla comunità nazionale e perseguitati, poiché il regime alimentò pregiudizi già esistenti, trasformandoli in ostilità razziale.