Concetti Chiave

  • L'esame di prima scelta per lo studio delle vie biliari deve essere il meno invasivo e costoso, con l'ptc riservato ai casi in cui le metodiche non invasive non sono sufficienti.
  • L'ecografia è la metodica più semplice ed efficace per visualizzare le vie biliari, evidenziando la dilatazione in caso di ostruzione.
  • La risonanza magnetica (rm) è la principale metodica per studiare le vie biliari, consentendo di osservare sia la dilatazione senza ostruzione sia in presenza di ostruzione.
  • La rm utilizza radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti per creare immagini dettagliate delle vie biliari, con le sequenze T1 e T2 che evidenziano diverse caratteristiche dei tessuti.
  • Una storica metodica per studiare le vie biliari consiste nella punzione del fegato e iniezione di mezzo di contrasto, ora utilizzata solo per scopi terapeutici, senza indicazioni diagnostiche.

Indice

  1. Esame di prima scelta
  2. Anatomia delle vie biliari
  3. Metodica ecografica
  4. Metodica rm
  5. Funzionamento della rm
  6. Metodica storica

Esame di prima scelta

Concetto imprescindibile per la professione medica: l'esame di prima scelta deve essere sempre il meno invasivo e il meno costoso. In rosso nella tabella è presente infatti solo l'ptc, esame molto informativo ma invasivo, a cui si ricorre solo quando le metodiche non invasive non si sono dimostrate sufficientemente dirimenti.

Anatomia delle vie biliari

Per quanto concerne l’anatomia, se le vie biliari non sono malate con questa metodica non vediamo nulla perché le loro dimensioni a livello dei lobuli è nell'ordine dei mm. L'aerobilia è visibile, ma essendo l'rc un immagine di sommazione, l'aria deve essere molta per essere visibile. La dilatazione senza ostruzione non si vede. La dilatazione con ostruzione delle vie biliari si vede solo in alcuni casi (ad esempio se abbiamo un calcolo calcifico, condizione presente solo nel 20% delle litiasi biliari, a differenza della calcolosi renale dove i calcoli calcifici sono l’80% di quelli totali).

Metodica ecografica

Sono la metodica più semplice e completa per lo studio delle vie biliari, anche quando non c’è nessuna patologia. La dilatazione delle vie biliari si vede perfettamente. Questo perché l'architettura epatica del fegato normale è armonica (spazi portali con al centro la vena centro lobulare), quindi quando gli ultrasuoni attraversano il fegato hanno degli echi che sono regolari e la struttura risulta tutta isoecogena. Se l'ostruzione dilata le vie biliari, nel parenchima vediamo degli spazi o delle lacune anecogene (nere). Se c'è l’ostruzione la bile non può defluire in duodeno e il paziente sarà verosimilmente itterico e con steatorrea.

Facendo un’ecografia ci si aspetta in questo caso di trovare le vie biliari dilatate (ittero chirurgico o ostruttivo). Se non fosse così si potrebbe avere il sospetto di emolisi o insufficienza epatica acuta (ittero medico).

Metodica rm

La metodica principe per studiare le vie biliari è la rm. E' possibile infatti vedere sia la dilatazione delle vie biliari senza ostruzione sia in presenza di ostruzione (endoluminale o extra-luminale).La metodica principe per studiare le vie biliari è la rm. E' possibile infatti vedere sia la dilatazione delle vie biliari senza ostruzione sia in presenza di ostruzione (endoluminale o extra-luminale).

Funzionamento della rm

Mentre l'ecografia utilizza onde meccaniche e l'Rx onde elettromagnetiche ionizzanti, la Rm utilizza radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti e il campo magnetico, per questo è pressoché innocua. Nel momento in cui il corpo viene posizionato all’interno del magnete, il campo magnetico agisce su tutti gli atomi del corpo orientandoli secondo l'asse del campo magnetico stesso. Quando gli atomi sono tutti allineati, la macchina utilizza onde elettromagnetiche che perturbano tale allineamento agendo soprattutto sull'idrogeno. Al termine dello stimolo, riallineandosi, “si rilassano” ed emettono una radiazione, captata dalla macchina e tradotta in toni di grigio. Ci sono molte sequenze, ma le più importanti sono T1 e T2.

L'acqua in T1 è nera, mentre in T2 è bianca; il grasso in T1 è chiaro, viceversa in T2 volge verso il bianco.

Metodica storica

È stata la prima metodica nata per studiare le vie biliari (messa a punto a Padova). In questa metodica si punge il fegato, si incannula la via biliare, si inietta il mezzo di contrasto e si esegue una radiografia della zona interessata. Non ha più alcuna indicazione diagnostica, ma è utilizzata solo a scopo terapeutico per piccoli interventi.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'esame di prima scelta per lo studio delle vie biliari?
  2. L'esame di prima scelta deve essere il meno invasivo e costoso, e si ricorre all'ecografia, che è la metodica più semplice e completa per lo studio delle vie biliari, mentre l'ptc è riservato a casi specifici (come indicato nel testo).

  3. Come si presenta la dilatazione delle vie biliari in caso di ostruzione?
  4. In caso di ostruzione, la dilatazione delle vie biliari è visibile all'ecografia, dove si possono osservare spazi o lacune anecogene nel parenchima epatico, segno che la bile non può defluire nel duodeno (come descritto nel testo).

  5. Qual è la differenza tra l'ecografia e la risonanza magnetica (rm) nello studio delle vie biliari?
  6. Mentre l'ecografia è utile per visualizzare la dilatazione delle vie biliari, la rm è la metodica principale che permette di vedere sia la dilatazione con che senza ostruzione, utilizzando radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti (come spiegato nel testo).

  7. Quali sono le caratteristiche del funzionamento della risonanza magnetica?
  8. La rm utilizza un campo magnetico per allineare gli atomi del corpo e onde elettromagnetiche per perturbare tale allineamento, producendo immagini in toni di grigio, con l'acqua che appare nera in T1 e bianca in T2 (come evidenziato nel testo).

  9. Qual è la storia della metodica storica per lo studio delle vie biliari?
  10. La metodica storica, sviluppata a Padova, consisteva nel pungere il fegato e iniettare un mezzo di contrasto per eseguire una radiografia, ma oggi non ha più indicazioni diagnostiche e viene utilizzata solo per scopi terapeutici (come menzionato nel testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community