Concetti Chiave

  • Il poeta esprime il suo dolore per la perdita della donna amata attraverso un "compianto" in stile elevato e retorico, tipico della letteratura cortese.
  • La morte è ritratta come un'entità malvagia che porta via la gioia e la bellezza, trasformando l'allegria in profonda tristezza per il poeta.
  • La perdita della sua amata ha un impatto devastante sulla vita del poeta, portandolo a una solitudine profonda e privandolo di ogni forma di felicità.
  • Il poeta ricorda la sua signora con nostalgia, descrivendo dettagliatamente il suo aspetto e il suo comportamento cortese, evidenziando il desiderio di riunirsi a lei.
  • Il desiderio finale del poeta è di essere riunito alla sua amata, chiedendo a Dio la grazia di trascorrere insieme l'eternità.

Indice

  1. Il compianto del poeta
  2. La perdita della donna amata
  3. Il dolore e la solitudine
  4. Il ricordo della signora
  5. La grandezza della perdita
  6. Il desiderio di ricongiungimento

Il compianto del poeta

Il poeta esprime la sua sofferenza in occasione della donna amata: tecnicamente di tratta di un “compianto”, secondo la definizione in uso nella letteratura cortese, diffusa alle corti provenzali. Il testo è caratterizzato da uno stile elevato e da una forte struttura retorica. Lo stesso tema viene trattato anche da Pier della Vigna, nel compianto “Morte amara”.

Dal punto di vista metrico, la canzone si compone di sei stanze, la cui versificazione è piuttosto artificiosa, come richiedeva la poetica cortese.

La perdita della donna amata

Morte, perché sei stata così tanto ostile nei miei confronti,

perché mi hai tolto la donna, cosa della quale mi lamento?

Hai ucciso la più alta delle bellezze terrene,

per la qual cosa non desidero né voglio il mondo.

Malvagia Morte, che non hai pietà,

dividi l’amore e elimini l’allegria

e provochi lutti,

hai trasformato la mia allegria in tristezza,

perché mi hai tolto la gioia e l’allegria che solevo avere.

Il dolore e la solitudine

Ero solito divertirmi, giocare e ridere [da notare l’accostamento enumerativo di parecchi nomi con lo stesso significato]

più di ogni altro cavaliere:

ora la mia donna se n’è andata in Paradiso,

portò via con sé la mia dolce speranza;

mi lasciò sofferente, con sospiri e pianti,

mi allontanò dal divertimento, dalla felicità, dai canti [accostamento enumerativo]

e dalla compagnia:

ora non la vedo, né le sto davanti,

e non mi mostra il [suo] dolce aspetto

come [invece] era solita fare.

Il ricordo della signora

Oh Dio, perché mi ha riservato un tale lutto

da sentirmi smarrito e da non sapere dove mi trovo?

perché mi hai tolto la dolce speranza,

hai allontanato da me la compagnia più dolce

che essa non si trova in nessuna parte, io credo.

Mia signora, che ha il tuo viso

chi si è impossessato di esso?

dov’è ora il vostro comportamento [cortese]?

e il tuo gentile cuore che mi ha attratto,

o donna mia?

Dov’è la mia signora e il suo comportamento,

la sua bellezza e la sua squisita educazione,

il dolce sorriso e il suo gentile parlare,

gli occhi, la bocca e il bell’aspetto,

la sua grazia e la [sua] cortesia?

La mia signora, per quale io conoscevo sempre

la felicità.

ora non la vedo né di notte, né di giorno,

e non mi diletta col suo aspetto,

com’era solita fare.

La grandezza della perdita

Se mi appartenessero i regni di Ungheria

di Grecia, di Germania, fino in Francia,

il grande tesoro della chiesa di Santa Sofia [a Costantinopoli]

non potrebbe compensare una perdita così grande

quale quella del giorno in cui se ne andò

la mia signora, trapassò da questa vita

con grande tristezza

mi lasciò [fra]sospiri, dolore e pianti; [accostamento enumerativo]

e non mi fu mai riservato alcun momento di gioia

per portarmi conforto.

Il desiderio di ricongiungimento

Se io potessi disporre della vostra sorte, o donna,

direi a Dio, re di ogni cosa, onnipotente,

di poter stare insieme entrambi giorno e notte:

ora sia fatto il volere di Dio, ciò che a Lui piace,

Mi ricordo quando era [ancora] con me

che mi chiamava spesso “dolce amico”,

e ora non lo fa più,

poi Dio la fece morire e la condusse con sé.

La grazia di Dio, sia, oh bella [donna] con te,

insieme alla Sua pace.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del compianto del poeta?
  2. Il tema centrale è la sofferenza del poeta per la perdita della donna amata, espressa attraverso un linguaggio elevato e una struttura retorica tipica della letteratura cortese.

  3. Come viene descritta la morte nel testo?
  4. La morte è descritta come malvagia e ostile, capace di portare via la bellezza e la gioia, trasformando l'allegria in tristezza e causando lutti profondi.

  5. Qual è l'impatto della perdita sulla vita del poeta?
  6. La perdita della donna amata ha portato il poeta a una profonda solitudine e sofferenza, allontanandolo da ogni forma di divertimento e felicità, lasciandolo in uno stato di pianto e sospiri.

  7. In che modo il poeta ricorda la sua signora?
  8. Il poeta ricorda la sua signora con nostalgia, descrivendo la sua bellezza, il suo comportamento cortese e il dolce sorriso, esprimendo un forte desiderio di rivederla e di rivivere i momenti felici trascorsi insieme.

  9. Qual è il desiderio finale del poeta riguardo alla sua amata?
  10. Il poeta desidera ardentemente di essere riunito con la sua amata, chiedendo a Dio di poter stare insieme a lei giorno e notte, esprimendo così un profondo desiderio di ricongiungimento oltre la vita.

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