Concetti Chiave

  • Il dialogo tra l'uomo vivo e il cadavere esplora la vanità delle apparenze e l'orgoglio umano, evidenziando la transitorietà della vita.
  • Le battute sono speculari, con l'uomo vivo che interroga il morto sulla sua vita passata, mettendo in luce la caducità delle cose terrene.
  • Il tono sarcastico dell'uomo vivo sottolinea l'ossimoro tra la bellezza della vita e la decadenza inevitabile del corpo umano.
  • Elementi fisici come abiti, capelli e occhi simboleggiano l'orgoglio e la vanità, che svaniscono con la morte.
  • Il messaggio finale ammonisce a non attaccarsi alle cose vane, poiché la morte è inevitabile e comporta sofferenza se non si è preparati spiritualmente.

Il testo presenta, sotto forma di dialogo o contrasto fra un uomo ancora in vita e un cadavere, il tema della vanità di ogni apparenza e di ogni forma di orgoglio (= contemptus mundi). Le battute sono speculari nel senso che ad una quartina dell’uno corrisponde quella dell’altro, riprendendone anche l’argomento. I primi sei versi costituiscono una sorta di introduzione e gli ultimi quattro la conclusione con il precetto moralistico.

Indice

  1. Dialogo tra uomo e cadavere
  2. Decadenza fisica e morale
  3. Perdita degli occhi e del naso
  4. Lingua e denti perduti
  5. Braccia e orgoglio svaniti
  6. Conclusione moralistica

Dialogo tra uomo e cadavere

Quando tu, uomo altezzoso, sei tutto contento,

va a meditare sulla morte:

e poni lì la tua meditazione,

e rifletti bene che tu devi ritornare

sotto quella forma nelle quali vedi stare

l’uomo che giace nella fossa senza luce [il sepolcro].
“Ora rispondimi o uomo sepolto,

che sei uscito da questa terra così rapidamente:

dove sono gli abiti sontuosi di cui eri vestito?

ti vedo adornato di molta bruttezza [tono sarcastico – ossimoro]

O fratello mio, non mi redarguire aspramente,

perché la mia vicenda ti può essere utile!

I miei genitori mi fecero spogliare, poi

mi coprirono con un rozzo panno [il cicilio, usato anche dai frati dell’ordine francescano]”.

Decadenza fisica e morale

“Ora dov’è la testa così ben pettinata?

Con cui ti azzuffasti a tal punto da lasciarti senza capelli?

È stata l’acqua bollita che ti ha reso calvo?

Non c’è più bisogno della discriminatura!”

“A questa mia testa che era bionda,

è caduta la carne tutta intorno e i capelli che l’attorniavano:

non pensavo queste cose quando ero nel mondo,

mi davo delle arie partecipando al ballo tondo.”

Perdita degli occhi e del naso

“Dove sono ora gli occhi così luminosi?

Sono stati gettati lontano dalle loro orbite.

Credo che i vermi se li siano mangiati,

e non ebbero paura della tua altezzosità“.

“Ho perduto gli occhi con i quali commettevo peccati,

guardando la gente e manifestando con lo sguardo la mia cupidigia.

Povero me, ora mi trovo nel danno totale,

perché il corpo è divorato [dai vermi] e l’anima dal fuoco [dell’inferno]”.

“Ora dov’è il naso che avevi per sentire i profumi

Quale infermità te lo ha fatto scomparire?

Non ti sei potuto difendere dai vermi,

la tua sporgenza si è abbassata notevolmente” [in senso metaforico “la tua superbia”].

“Questo mio naso che avevo per sentire i profumi,

è caduto [si è putrefatto] , emettendo un grande fetore:

non ci pensavo, quando ero attratto

dalle cose [ignobili] di cui era pieno il mondo”.

Lingua e denti perduti

“Dov’è la lingua, così tagliente

Apri la bocca per vedere se tu ne possiedi ancora un po’.

Fu tagliata o furono piuttosto i denti

a rendertela in tal modo.”

“Ho perso la lingua con cui parlavo,

tramite essa ordivo molte discordie [fra i miei simili]:

non ci pensavo quando mangiavo

il cibo e bevevo oltre misura”.

“Ora chiudi le labbra per nascondere i denti.

Sembra che tu non voglia schernire chi ti guarda.

Mi metti paura solo a guardarti:

ti cadono i denti senza alcuna estrazione”.

“Come faccio a chiudere la bocca, se non l’ho più?

Pensavo poco al passaggio dalla vita alla morte.

Ahimè misero, come farò

Quando io [il corpo] e la mia anima saremo nel fuoco infernale?”

Braccia e orgoglio svaniti

“Dove sono ora le tue braccia [che] con tanta forza.

Minacciarono la gente, mostrando coraggio

Grattati la testa, se ti è possibile,

scrolla la chioma e datti delle arie da superbo”.

“Il mio corpo è già nella fossa:

la carne è caduta, sono rimaste soltanto le ossa

e da me se ne andata ogni forma di orgoglio

e ne ho a sazietà di ogni miseria”.

“Ora, alzati, che sei rimasto troppo in silenzio,

indossa le armi e prendi lo scudo.

Mi sembra che tu sia preso da tanta codardia

Non sopportare più questa prostrazione.”

“Mi è forse possibile alzarmi in piedi?

Chi te lo sente dire, lo potrebbe credere!”

Pazzo è colui che in vita

Non prevede la fine a cui è destinato”.

Conclusione moralistica

“Ora chiama i tuoi parenti affinché ti vengano ad aiutare,

che ti liberino dai vermi che ti stanno divorando.

Furono più solerti nel venire a spogliarti [dei tuoi beni]:

si divisero le tue priorità e le tue vesti”.

“Non li posso chiamare perché sono senza voce.

Ma falli tu venire per rendersi conto del mio guadagno:

che mi veda giacere [nella tomba] colui che si affanna

ad acquisire possedimenti e a fare recinzioni”

“Ora ascoltami, o uomo di mondo:

mentre sei in vita, non continuare ad essere interessato a ciò che è vano;

pensa, o pazzo, che ben presto

tu conoscerai una grande sofferenza”.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del dialogo tra l'uomo e il cadavere?
  2. Il tema centrale è la vanità delle apparenze e l'orgoglio, evidenziando il concetto di "contemptus mundi", ovvero il disprezzo per le cose terrene e materiali.

  3. Qual è il tema centrale del dialogo tra l'uomo e il cadavere?
  4. Il tema centrale è la vanità delle apparenze e l'orgoglio, evidenziando la transitorietà della vita e la inevitabilità della morte, come espresso nel concetto di "contemptus mundi".

  5. Come si sviluppa il contrasto tra l'uomo in vita e il cadavere?
  6. Il dialogo è strutturato in modo speculare, con l'uomo che si vanta delle sue qualità e il cadavere che lo rimanda alla realtà della morte e della decadenza fisica, sottolineando l'inevitabilità della fine.

  7. Come viene rappresentata la decadenza fisica del cadavere?
  8. La decadenza fisica è descritta attraverso domande retoriche che mettono in evidenza la perdita di bellezza e vitalità, come la caduta dei capelli e la scomparsa degli occhi, simboli di una vita spesa in superficialità.

  9. Qual è il messaggio moralistico finale del testo?
  10. Il messaggio finale invita l'uomo a riflettere sulla propria vita e a non essere attratto dalle cose vane, poiché la morte porterà inevitabilmente a una grande sofferenza.

  11. Qual è il messaggio moralistico finale del testo?
  12. Il messaggio moralistico invita l'uomo a riflettere sulla propria vita e a non lasciarsi attrarre dalle cose vane, poiché la morte e la sofferenza sono inevitabili, come sottolineato nel richiamo a non essere interessati a ciò che è effimero.

  13. In che modo il cadavere rappresenta la perdita di ciò che era in vita?
  14. Il cadavere elenca le parti del corpo perdute e la decadenza fisica, evidenziando come l'orgoglio e la bellezza siano svaniti, lasciando solo miseria e impotenza.

  15. In che modo il cadavere risponde alle domande dell'uomo?
  16. Il cadavere risponde con sarcasmo e rassegnazione, evidenziando la propria condizione di miseria e la perdita di ogni forma di orgoglio, sottolineando che la vita è stata spesa in modo superficiale e che ora non c'è più nulla da vantare.

  17. Qual è la reazione del cadavere riguardo ai suoi ex beni e ai suoi parenti?
  18. Il cadavere lamenta l'assenza di aiuto dai parenti, sottolineando che erano più solerti a prendersi i suoi beni in vita, mentre ora non può nemmeno chiamarli per aiutarlo nella sua condizione.

  19. Qual è il significato della richiesta finale del cadavere riguardo ai suoi parenti?
  20. La richiesta finale del cadavere di chiamare i parenti serve a mettere in evidenza l'indifferenza e l'egoismo degli altri, che si affrettano a spartire i beni materiali, mentre il cadavere è abbandonato e senza voce, simbolo della solitudine nella morte.

Domande e risposte

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