Concetti Chiave
- Il testo esprime un profondo dolore per la perdita della donna amata, evidenziando il cordoglio e la tristezza del poeta.
- Il desiderio di ricongiungimento con la figura amata è un tema centrale, riflettendo la sofferenza causata dalla separazione.
- Giacomino Pugliese utilizza tecniche retoriche come stanze collegate da rime, termini aulici e frequenti enjambement per arricchire il testo.
- La struttura della canzone, con la divisione in fronte e sirma, contribuisce a creare un contrasto tra dolore presente e ricordi felici.
- I critici offrono visioni contrastanti, evidenziando sia la frammentarietà del testo che l'unità tematica legata al dolore e alla memoria.
Morte, perchè m’ài fatta sì gran guerra,
che m’ài tolta madonna, ond’io mi doglio?
La fior de le belleze mort’ài in terra,
per che lo mondo non amo, nè voglio.
Villana morte, che non à pietanza,
disparti amore e togli l’allegranza
e dài cordoglio.
Indice
Dolore e perdita
La mia alegranza post’ài in gran tristanza,
chè m’ài tolto la gioia e l’alegranza,
c’avere soglio.
Solea aver sollazo e gioco e riso
più che null’altro cavalier che sia;
or n’è gita madonna in paradiso,
portòne la dolze speranza mia,
lasciòmi in pene e con sospiri e planti,
levòmi de [sollazo], gioco e canti
e compagnia;
or no la vegio, nè le sto davanti
e non mi mostra li dolze sembianti
che [far] solia.
Oi Deo, perchè m’ai posto in tale iranza?
ch’io son smaruto, non so ove mi sia,
chè m’ài levata la dolze speranza,
partit’ài la più dolze compagnia,
che sia i[n] nulla parte, ciò m’è aviso.
Madonna, [ chi lo tene ] lo tuo viso
in sua balia?
lo vostro insegnamento e dond’è miso?
e lo tuo franco cor chi mi l’à priso
[ma]don[n]a mia?
Ov’è madonna e lo suo insegnamento,
la sua belleza e la gran canoscianza,
lo dolze riso e lo bel portamento,
gli oc[c]hi e la boc[c]a e la bella sembianza,
suo adornamento e sua cortesia?
Madonna, per cui stava tut[t]avia
in alegranza,
or no la vegio nè notte nè dia,
non m’abella, sì come far solia
in sua sembianza.
Desiderio di ricongiungimento
Se fosse mio ’l reame d’Ungaria,
con Greza e Lamagna infino in Franza,
lo gran tesoro di Santa Sofia,
non por[r]ia ristorar sì gran perdanza
come fu in quella dia che si n’andao.
Madonna de sta vita trapassao,
con gran tristanza
sospiri e pene e pianti mi lasciao,
e già mai nulla gioia mi mandao
per confortanza.
Se fosse al meo voler, donna, di voi,
dicesse a Dio sovran, che tut[t]o face,
che giorno e notte istessimo ambonduoi.
Or sia il voler di Dio, da c’a Lui piace.
Membro e ricordo quand’era co mico,
sovente m’appellava «dolze amico»,
ed or no ’l face,
poi Dio la prese e menolla con sico.
La Sua vertute sia, bella, con tico
e la Sua pace.
Tecniche retoriche nella canzone
Per elaborare il commento alla canzone di Giacomino pugliese, occorre prima spiegare il significato di alcuni termini in uso nella retorica.
Una canzone è divisa in stanze e ogni stanza è divisa in due parti: la fronte e il sirma collegate fra di loro da una concatenazione, chiamata anche chiave, costituita dalla rima dell’ultimo verso della fronte con il primo verso del sirma. Il termine “sirma” è derivato dal greco e, in origine, indicava lo strascico della veste indossata dall’attore durante la rappresentazione. Mentre è sempre possibile dividere la fronte in due piedi, il sirma, di solito è indivisibile.
Questo artificio tecnico, unito alla scelta lessicale che si orienta verso termini aulici, di provenienza provenzale sta a dimostrare lo stile alto della canzone di Giacomino Pugliese.
• v. 3: “La fior….” Per indicare la bellezza della donna che sovrasta quella di tutte le altre. Il termine è al femminile, come in provenzale e come è rimasto nel francese moderno (= la fleur)
• v. 21: “iranza” col significato di lutto, cordoglio, dolore per una persona morta.
• v. 28: “lo vostro insegnamento, e dond’è miso?” Il termine “insegnamento” ha l’accezione di comportamento, derivato dal provenzale “ensenhamen”
• v. 33: “parlamento” inteso come modo di parlare
• v. 39: “e non m’abella, sì com’ far solia”. E non mi diletta coil suo aspetto. Il termine “m’abella” è un francesismo derivato dal verbo abelir (cfr. francese moderno “embellir”)
Analisi delle rime e stile
Eccettuata l’ultima stanza che costituisce una sorta di congedo, le altre cinque stanze sono collegate secondo la tecnica sopra spiegata. le prime quattro sono collregate a coppia, cioè la prima con la seconda (soglio/solea), la terza con la quarta (donna mia/madonna) Tra la quarta e la quinta manca il collegamento che però è compensato da due rime al mezzo (quando la parola finale di un verso fa rima con un termine che è posto nella parte centrale di un altro verso, che può essere successivo o non). Esempio:
• verso 28, stanza III: “insegnamento” rima al mezzo
• verso 31, stanza IV “insegnamento”, rima finale
• verso 33, stanza IV “parlamento, rima finale
• verso 35, stanza IV “adornamento”, rima al mezzo. Inoltre al verso 45 “dìa”, rima al mezzo, corrisponde a “Ungaria” e “Sofia” dei versi precedenti.
• Per raggiungere uno stile aulico, il poeta ricorre frequentemente a rime ricche, cioè a rime che non solo coinvolgono la vocale tonica, ma anche fonemi precedenti: esempi:
• vv. 5/8: pietanza, tristanza
• vv. 21/23: iranza/speranza
• vv. 25/26: aviso/viso
• vv. 31/33: insegnamento/parlamento
• vv.32/34: conoscianza/sembianza
• vv. 45/49: andao/mandao
• vv. 47/50: tristanza/confortanza
Da notare l’uso frequente dell’enjambement, soprattutto fra la fronte e il sirma che contribuisce a dare al periodo un’impressione di fluidità e di ampiezza.
Esempi:
vv. 24/25: compagnia/che sia in nulla parte
vv. 34/35: bella sembianza/e lo adornamento
vv. 44/45: perdanza/come fu in quella dìa
Critiche e valutazioni
I critici non sono sempre stati uniformi nel valutare la canzone. C’è chi ha sottolineato la frammentarietà e la staticità. Altri, hanno notato che il lessico è generico, l’insieme è monotono (presenza eccessiva di interrogativi). Alcuni hanno, invece tralasciato questi aspetti tecnici sottolineando, invece, il valore dell’unità tematica della canzona, cioè il contrasto fra la realtà presente e la memoria del passato
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della canzone di Giacomino Pugliese?
- Come si esprime il desiderio di ricongiungimento nel testo?
- Quali tecniche retoriche utilizza il poeta nella sua canzone?
- In che modo le rime influenzano lo stile della canzone?
- Qual è la valutazione critica della canzone?
Il tema centrale è il dolore e la perdita causati dalla morte della donna amata, che ha portato il poeta a una profonda tristezza e a un desiderio di ricongiungimento (cfr. "Dolore e perdita").
Il desiderio di ricongiungimento si manifesta nel desiderio del poeta di essere nuovamente con la sua amata, esprimendo che nessun tesoro potrebbe compensare la sua perdita (cfr. "Desiderio di ricongiungimento").
Il poeta utilizza tecniche come la rima, l'enjambement e un lessico aulico, che contribuiscono a creare uno stile elevato e fluido nella sua composizione (cfr. "Tecniche retoriche nella canzone").
Le rime ricche e l'uso di rime al mezzo conferiscono un'armonia sonora al testo, mentre l'enjambement contribuisce a una fluidità espressiva, rendendo il poema più coinvolgente (cfr. "Analisi delle rime e stile").
I critici hanno avuto opinioni diverse, alcuni evidenziando la frammentarietà e la staticità, mentre altri hanno apprezzato l'unità tematica e il contrasto tra la realtà presente e la memoria del passato (cfr. "Critiche e valutazioni").