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1. Le origini della psicologia: dal pensiero greco fino all’Ottocento

1. Quando e come può nascere la psicologia

Le condizioni.

Perché possa esserci una scienza occorre che l’uomo possa essere oggetto di studio scientifico.

Impossibilità di studiare l’uomo, tipica del pensiero cristiano medievale con conseguenze fino alla metà del XVIII secolo.

2.1. La psicologia nel pensiero greco

Non era chiaro il rapporto tra S.N. e attività psichica, che veniva spesso collocata nel cuore: egizi: rapporto tra i danni cerebrali – midollo spinale e quelli agli arti periferici; cinesi pongono nel cuore lo spirito vitale; gli ebrei fanno derivare dal cuore pensiero e azione.

Greci: il cuore è la fonte della vita psichica (Omero). Anche il cervello. Pitagora distingueva 3 facoltà psichiche: intelligenza, passione (uomini e animali: cervello) e ragione (uomo: cuore).

Alcmeone colloca le facoltà psichiche nel cervello.

Empedocle: la guida delle attività psichiche è nel sangue.

Poi ripreso da Ippocrate (469 – 361 A.C.), medico filosofo. Nel trattato “Delle Epidemie”: il medico deve studiare i costumi, il regime, il modo di vita, i sogni, i gesti involontari.

Nel trattato “Delle arie, delle acque, dei luoghi”: “E’ compito del medico studiare i costumi e le istituzioni sociali”. E’ importante per la sua dottrina caratteriologica.

4 umori corrispondenti ai 4 elementi di Empedocle: a seconda del prevalere di uno la persona svilupperà un certo temperamento.

  • Aria: stabile ed estroverso, sangue umido e caldo, sanguigno.
  • Terra: labile ed introverso, bile nera fredda e secca, malinconico.
  • Fuoco: labile ed estroverso, bile gialla calda e secca, collerico.
  • Acqua: stabile ed introverso, flegma umido e freddo, flemmatico.

Ripresa da Pavlov e da Eysenck.

Studi neurologici di Ippocrate: “Delle ferite del capo”: cervello organo più importante del corpo; apoplessia, deliri, allucinazioni dipendenti da traumi cranici. “Del male sacro” – epilessia come malattia cerebrale.

Per la prima volta afferma che l’uomo è parte della natura e può essere studiato con i metodi delle scienze della natura, ripreso da Aristotele: “l’uomo è un animale”.

Aristotele: trattato “Dell’anima”, primo testo di psicologia. Psicologia animale e infantile (Darwin). Il cervello ha la funzione di raffreddare il cuore.

Erofilo e Erasistrato: vivisezione, teoria pneumatica del comportamento: pneuma vitale con sede nel cuore, pneuma fisico con sede nel cervello, ripreso da Galeno.

2.2. Dal Medioevo al Rinascimento

Il pensiero romano non sviluppò questi temi.

Plinio il vecchio: casi mostruosi, sede della mente nel cuore, ma la mente veniva portata fino al cervello.

Galeno (131-200 d.C.) aggiunge un terzo tipo di pneuma, derivante dai vapori del sangue e regolatore delle funzioni corporee, il pneuma fisico, accettato fino al XVII secolo, alle ricerche di Harvey sulla circolazione del sangue.

E’ con il Medioevo e la cultura cristiana che si ha un completo rivolgimento di prospettiva: nega la possibilità dello studio dell’uomo. Il mondo è una struttura gerarchica, con alla testa Dio e sotto l’uomo che però non fa parte della natura.

Solo studio descrittivo: “I lapidari”, “i bestiari”. Riscoperta di Aristotele, solo per la metafisica. Mondo di alchimia e maghi. Vietati gli studi anatomici. Studio dell’anima impossibile perché discende direttamente da Dio.

Dalla fine del XIV inizia il Rinascimento, con un processo che si concluderà nel XVIII. Interesse per l’uomo come membro della natura, non più visto in un’ottica trascendente, anzi gli vengono attribuite caratteristiche proprie della divinità.

Alla natura si attribuisce una sua energia, non divina. Alla magia bianca o nera succede la magia naturale.

Concezione strettamente deterministica: nella natura esistono delle forze prodigiose che determinano tutto quanto avviene. Nulla si muove che non abbia una diretta conseguenza sulle altre parti dell’universo. Pico della Mirandola: le leggi che regolano queste influenze reciproche sono leggi matematiche.

Enorme importanza dell’astrologia: gli astri esercitano la loro influenza sugli eventi del mondo. L’astrologo può prevedere gli eventi terreni, ma in modo naturale.

Bacone (1620): maghi, formiche, ragni, dottori… filosofo dovrebbe essere ape.

2.3. La rivoluzione scientifica e il dualismo cartesiano

XVI e XVII secolo: legame tra teoria ed esperienza empirica.

1) Galileo, Keplero, Bacone: Cartesio: res cogitans, anima pensante priva di estensione, interagisce con il corpo tramite la ghiandola pineale; e res extensa, corpo inteso come macchina, idraulica, meccanismo perfetto, in grado di funzionare autonomamente. Dualismo.

Evita di parlare di anima. Via le ipotesi metafisiche nello studio del corpo umano, i problemi restano relativi alla res cogitans. Possibilità di studiare l’uomo come meccanismo costituisce una enorme rottura epistemologica.

2) Idee innate. Le idee sono il contenuto della mente, 3 tipi: idee derivanti dai sensi, dalla memoria, dall’immaginazione. Non si vede con gli occhi ma con la mente e non è detto che le idee si conformino alla realtà.

Le idee innate sorgono direttamente dalla mente come principi basilari: Dio, di sé, assiomi matematici. L’uomo le deve scoprire in se stesso, tramite l’esperienza sensoriale, sia positiva che negativa. E’ sempre la res cogitans a formulare idee.

Così Cartesio postula una totale indipendenza tra corpo e mente. Alla mente infatti non è più necessario il corpo, perché in essa sono innati i principi che le consentono di funzionare.

3) Il mondo in cui viviamo potrebbe essere un mondo di apparenze, costruito da un demone che ci voglia ingannare. Se è quindi indispensabile dubitare di tutto, vi sono però delle idee delle quali non si può dubitare, in quanto siamo consapevoli della loro esistenza. Cavallo – evidenze indubitabili: se penso non posso dubitare di esistere: cogito ergo sum.

3. La fondazione delle scienze dell’uomo

I passi da compiere sono:

  • Il passaggio da un’indagine sull’essenza della mente ad una indagine sui suoi processi, indipendentemente dalla sostanza che la compone: sarà compiuto dagli empiristi inglesi, Locke e Hume, poi dagli associazionisti, da Hartley a Mill fino a Bain.
  • Il passaggio da una concezione del corpo da macchina a organismo animale, in modo da poter ricostituire l’unità mente-corpo: si svolgerà in Francia con La Mettrie, Condillac e Buffon e poi con gli ideologues – Cabanis.

Alla fine del Settecento si ha una fondazione della scienza dell’uomo.

3.1. Dagli empiristi agli associazionisti

Cartesio: filone razionalista che prende origine da Cartesio. Ad esso si contrappone il movimento empirista con Locke, Berkeley e Hume. Distinzione: avversione ad ogni forma di idee innate.

In realtà se per idee si intendono anche le passioni, Hume, allora amor proprio, risentimento, passioni sessuali sono legate alla costituzione della mente umana e quindi sono innate. Diverso se per idee si intendono i pensieri.

Secondo Hume tutti i pensieri possono essere fatti risalire a qualcosa di precedentemente sentito. In tal senso idee innate non esistono.

L’intelletto umano è determinato unicamente da fattori ambientali. La mente all’inizio è una tabula rasa, poi l’ambiente scrive sopra.

Locke utilizza per primo il termine intelletto, anziché mente o anima, e si riferisce ad una facoltà e non più ad una sostanza. In tal modo ogni discussione metafisica veniva bandita e si indagava empiricamente sui processi dell’anima, indipendentemente da quale fosse la sua essenza.

Gli empiristi studiano scientificamente i processi dell’anima: psicologia empirica contrapposta a psicologia razionale con Wolff.

Si aprono due vie di indagine:

  • Processi che si svolgono nell’intelletto in quanto tale. Hume individuò nelle associazioni i processi fondamentali che regolano l’intelletto. Aristotele: associazioni per contiguità, somiglianza e contrasto.
  • Studio dei rapporti mente-corpo, processi mentali e processi corporei.

Tra le idee si stabiliscono dei segreti legami in modo che la mente li congiunga più frequentemente. Hume distingueva associazioni per: somiglianza, ritratto; contiguità, chiesa-città; e per causazione, figlio-padre.

Brown introdusse il metodo dell’introspezione, cioè dell’auto-osservazione sistematica di una persona di quanto avviene nella sua mente.

Hartley, medico, segue le teorie di Locke, esistenza di un’interazione tra corpo e intelletto, ed enuncia un programma scientifico fondato sui “fatti” e non sulle congetture.

Teoria delle vibraziuncole, delle minime vibrazioni che gli oggetti esterni provocano attraverso gli organi di senso nel sistema nervoso. Alle vibraziuncole corrispondono le associazioni che sono la base delle operazioni dell’intelletto.

Associazionismo: Mill e Bain. Irrisolto il problema del pensiero complesso, infatti diventava difficile comprendere eventi di pensiero più complessi.

Cercò di risolverlo James Mill con il principio “dell’associazione sincrona”: un oggetto è costituito da una somma di sensazioni diverse, forma, colore, peso, durezza, che vengono associate simultaneamente e formano un percetto, da cui deriva un’idea. Ma a livelli bassi la teoria è poco maneggevole.

Fu risolta dal figlio di Mill, Stuart, con la teoria della “chimica mentale”. Le idee semplici, nel costituire le idee complesse, si comportano come gli elementi della chimica quando si uniscono fra loro per formare un composto. Acido solforico = idrogeno, ossigeno, zolfo, però una molecola di acido solforico si comporta come un’unità.

Bain, da molti considerato il vero padre della psicologia scientifica, ammette l’esistenza anche di fattori innati di organizzazione del comportamento. “La mente è completamente alla mercé delle condizioni corporee”.

In Bain si trova il primo accenno ai processi di apprendimento, ripresi da Thorndike e lo fa il più diretto precursore del comportamentismo. Il movimento precede la sensazione e questo a sua volta precede il pensiero.

Nella soluzione di un problema si opera dapprima con movimenti casuali, alcuni saranno premiati dalle conseguenze ottenendo risultati positivi: essi tenderanno a ripetersi diventando abitudini, “apprendimento per tentativi ed errori”, ripreso da Thorndike.

3.2. Gli ideologi

Condillac arriva a confrontare l’uomo con gli animali, però rimarrà in lui l’esistenza di un’anima conoscibile.

Buffon fa rientrare l’uomo nel regno animale pur occupando una posizione di vertice, dopo Linneo.

Riduzionismo meccanicista: La Mettrie. Polemica antimeccanicistica. “Il cervello ha i suoi muscoli per pensare come le gambe hanno i loro per camminare”, la mente è solo una proprietà della materia, ciò che distingue quella vivente da quella non vivente è che la prima è organizzata e ha un motore interno.

L’Anima è la molla principale di tutta la macchina, non si governa che per volontà del corpo che a sua volta non si governa che per volontà dell’anima. Se ciò vale per l’uomo, ne consegue che tra uomo e animale le uniche differenze sono solo quantitative, nel senso che la maggiore semplicità dell’animale farà di esso una macchina meno complessa.

Nasce la scienza dell’uomo, sia la psicologia che l’etnologia e l’antropologia.

In Cabanis il pensiero sta al cervello come il succo gastrico allo stomaco. Egli sostiene l’impossibilità di interpretare gli esseri viventi in puri termini fisici. Fisico e morale sono per lui profondamente interconnessi, ma poli opposti di un’unica direzione.

Il sistema nervoso raggiunge ogni parte del corpo, governandola, regolandola e rigenerandola, e, attraverso gli organi di senso, raccoglie le impressioni del mondo. Ma questa supremazia del sistema nervoso è soggetta anch’essa a tutte le leggi che regolano ogni altra parte del corpo.

Il morale è funzione del sistema nervoso, in primo luogo del cervello, ed è principio regolatore del fisico, ma cervello e sistema nervoso, di cui il morale è funzione, fanno a loro volta parte del fisico.

L’unità, anche ontologica, dell’uomo, è definitivamente affermata. Il suo però rimase solo un programma.

4. Il pensiero tedesco dopo Kant: Herbart e Fechner

La psicologia scientifica nacque in Germania nel XVIII secolo.

  • Ci fu il superamento kantiano della controversia tra razionalisti ed empiristi attraverso l’introduzione dei giudizi sintetici a priori.
  • Superamento della distinzione wolffiana tra psicologia razionale ed empirica.

4.1. Johann Friedrich Herbart

Successore di Kant all’università di Konigsberg. Può essere considerato filosofo della restaurazione, la sua concezione di psicologia è in antitesi con quella dell’Illuminismo.

La psicologia è scienza, ma metafisica e non sperimentale in quanto questa è analitica mentre la mente è unitaria. Negava ogni nesso fra psicologia e fisiologia.

Tuttavia afferma che è scienza autonoma, non subordinata a niente, ma non è scienza sperimentale, bensì metafisica fondata sull’esperienza e sulla matematica.

Afferma la necessità di una misurazione dei fatti psichici. Tolse così l’oggetto di studio della psicologia dal dominio del qualitativo e lo fece entrare nel quantitativo, come le scienze naturali.

Per la prima volta parlò dell’esigenza di misurare i fenomeni psichici. Le idee variano per tempo e intensità, l’anima però è unitaria e se due idee si presentano contemporaneamente o si integrano in un’unità più complessa o si inibiscono reciprocamente, ma non completamente.

Quella più debole si indebolirà e scomparirà dalla coscienza, ma non cesserà di esistere. Per rimanere a livello della coscienza deve avere un’intensità minima chiamata: soglia della coscienza, al di sotto della quale le idee entrano nel livello dell’inconscio. Precede Freud che fu influenzato dalla sua opera.

4.2. Gustav Theodor Fechner

Fisico – problema agli occhi – approccio filosofico orientale, però per dare una risposta materialista a problemi metafisici.

In Germania questione materialista: a difesa del vitalismo gli scienziati accademici, Muller – Liebig, e giovani fisiologi che considerano gli esseri viventi soggetti alle stesse leggi della natura, Helmholtz e Bois-Reymond.

Lo spirito è una proprietà della materia, composta di atomi, non solo gli uomini ma tutto, e quindi dotata di anima, tanto più complessa quanto più è complessa la materia a cui inerisce. Spirito e materia sono due facce della stessa medaglia.

Auto-osservandoci entriamo a diretto contatto con l’anima, che è effetto di processi che avvengono nella materia che compone il nostro sistema nervoso. Allo stesso modo possiamo vedere cosa avviene nel cervello a livello fisico, chimico, fisiologico.

Ma ci sfugge cosa avviene completamente nell’anima che è una proprietà dell’organizzazione atomica della materia.

Fechner per unire corpo e anima, spirito e materia, si avvale della psicofisica per determinare in modo unitario e attraverso una precisa relazione matematica: legge di Weber, la sensazione è proporzionale al log. dello stimolo: S = k log R + C. S = sensazione, R = stimolo, K = costante che dipende dalle modalità sensoriali.

Weber (1829-1834): se ad un soggetto venivano presentati due stimoli tattili di intensità diversa, ma tale per cui la differenza fosse appena percepibile, con l’aumentare del valore di intensità degli stimoli aumentava la differenza appena percepibile, mentre rimaneva costante il rapporto fra i due stimoli.

Peso di 30 gr distinto da uno di 31, ma non da uno di 30,5. Peso di 60 gr può essere distinto solo da uno di 62 e non 61. La differenza passa da 1 a 2 mentre il rapporto tra 30 e 31 è uguale a quello tra 60 e 62.

5. Gli apporti delle altre scienze

5.1. Dall’equazione personale ai tempi di reazione

Le osservazioni di Bessel sulle registrazioni astronomiche suscitano interesse, tanto da far iniziare una ricerca che determini l’equazione personale di ogni ricercatore.

Si pensa di poter conoscere l’errore sistematico dell’osservatore per poterlo poi correggere. Nasce la questione dei tempi di reazione, tempo necessario ad una persona per rispondere ad uno stimolo.

5.2. Donders e lo studio dei tempi di reazione

Escogita questo esperimento: indica tre condizioni in cui rilevare il tempo di reazione:

  • Stimolo a cui dare risposta.
  • A stimoli diversi devono corrispondere risposte differenti.
  • Presentazione di più stimoli, ma solo ad uno bisognava rispondere.

I tempi 1) sono i più brevi di tutti; i tempi 2) i più lunghi di tutti. La differenza 3)-1) indica il tempo occorrente per discriminare tra gli stimoli e scegliere quello a cui bisogna rispondere.

La differenza 2)-3) indica il tempo necessario per discriminare tra le risposte. Viene associato ad un processo fisico un indice di misurazione fisico: la sottrazione dei tempi di reazione, metodo sottrattivo.

5.3. Il contributo dei fisiologi

La fisiologia è stata la scienza che più ha contributo alla nascita della psicologia scientifica. Lo studio dell’arco riflesso sarà fondamentale per le ricerche di Pavlov sul condizionamento: stimolando determinati recettori sensoriali, si provocano automaticamente, senza intervento della volontà del soggetto, delle risposte.

Si parla di arco riflesso in quanto il substrato nervoso è composto di una parte afferente, il recettore sensoriale e il nervo

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Dazzi Nino.
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