Introduzione alla psicologia dinamica
Oggetto di studio di questa disciplina è il funzionamento della mente intesa come un sistema conoscibile attraverso ipotesi e osservazioni relative al suo sviluppo infantile, al cambiamento da adulti, alle sue trame familiari e socio-culturali. Lo studio della mente non è fatto nel suo funzionamento esplicito, ma, al contrario, nelle sue pre-figurazioni e pre-concezioni. I processi mentali scatenano dei conflitti interni, poiché la maggior parte di questi processi sono inconsci. Secondo questo filone le esperienze infantili determineranno molto la personalità. Un altro presupposto è che le persone sono guidate dalle rappresentazioni che hanno di loro stessi e delle relazioni.
Il pensiero freudiano
Le opere complete freudiane sono 11 e abbiamo anche molti scambi epistolari. Lui nasce in un contesto socio-culturale positivista. La sua più importante rivoluzione concettuale si deve ricercare nell’attenzione metodologica e scientifica verso tutto ciò che non si presentava come direttamente osservabile. Iniziò i suoi studi con la medicina (soprattutto per far contento il padre), ma appariva molto più come un ricercatore che come un clinico.
Nel 1885 si trasferì a Parigi, collaborando con Charcot. Quest’ultimo individuava nell’isteria un disturbo psichico e non una simulazione (come si era ritenuto fino a quel momento). Ipotizzò infatti che di fondo poteva esserci un trauma, un’idea rimasta latente (nascosta dalla coscienza). Si pensava che le pazienti non sviluppavano sintomi a causa delle conseguenze fisiche portate dal trauma, ma come una conseguenza dell’idea che avevano sviluppato intorno ad esso. Breuer riuscì ad eliminare i sintomi isterici attraverso l’ipnosi. Nasce da qui la talking cure ossia la cura della parola (l’analista attribuiva un senso alle manifestazioni sintomatiche del paziente e poi ricostruiva i nessi psicologici causali). Questa terapia fu definita metodo catartico e si rivelò efficace con diverse patologie.
La sofferenza della paziente era ricondotta al fatto che si vietava l’esternare sentimenti e desideri aggressivi o sessuali che erano inconciliabili con la morale. Freud successivamente dirà che l’isterico soffre di ricordi a prima vista dimenticati, ma che in realtà sono ancora “vivi” nell’inconscio. Da qui si notò che il metodo ipnotico era molto valido per trattare le nevrosi. Freud scoprì che l’essenza delle nevrosi erano le resistenze che i pazienti avevano e queste divennero uno dei perni centrali del trattamento psicoanalitico, definibile anche come analisi delle resistenze. La risoluzione delle resistenze coinciderà con la risoluzione del disturbo. Freud si rese conto che quando le persone collegavano i loro sintomi ad esperienze passate, questi sintomi sparivano. Da qui le basi del concetto di determinismo psichico. Il determinismo è il costrutto fondamentale a cui va associato il fatto originario (trauma). Il sintomo serve per esprimere il fatto traumatico che ha provocato l’isteria (teoria della nevrosi).
Teoria della seduzione infantile
Nel libro Studi sull’Isteria, Freud ipotizza la teoria della seduzione infantile secondo la quale alla base della nevrosi ci sia un trauma sessuale tra i 2 e i 10 anni che rimane inconscio inizialmente, mentre da adolescenti diventerà un vissuto patologico. Freud poi sosterrà che le pazienti in realtà non avessero vissuto realmente l’evento, ma che le loro fantasie sessuali si sarebbero trasformate in nevrosi. Abbandona quindi la teoria della seduzione infantile. Il sintomo isterico era qui inteso come espressione di un conflitto sessuale scaricato sul corpo. Da qui il conflitto psichico passa ad essere inteso da un fatto originario ad una serie di desideri persistenti repressi.
Autoanalisi e interpretazione dei sogni
Nel 1896 a Freud morì il padre e questo provocò in lui delle inquietudini interiori e sogni angosciosi. Infatti nel 1905 iniziò l’autoanalisi: questo fece capire che la mente studiata da Freud era la sua. Freud qui si rese conto che il sogno fosse la via regia per raggiungere l’inconscio. Nel 1899 pubblicherà L’interpretazione dei sogni dove sosterrà che il sogno è l’appagamento di un desiderio non accettato dalla coscienza. Nel sogno è utilizzato un linguaggio simbolico.
Attività di simbolizzazione
Ci sarà un contenuto manifesto (ciò che si racconta al risveglio) e uno latente (desideri inconsapevoli). L’attività di simbolizzazione è il lavoro onirico, ed è fondato su quattro meccanismi:
- Condensazione: più contenuti latenti si uniscono in un solo elemento manifesto.
- Spostamento: elementi rilevanti dei pensieri onirici latenti vengono rappresentati nei sogni.
- Rappresentazione Plastica: caratteristica immaginaria del sogno costituita da immagini e pensieri.
- Elaborazione secondaria: processo attraverso il quale il sogno assume forma e senso.
Si devono distinguere le “rappresentazioni di cose” dalle “rappresentazioni di parola”. Quelle di cosa corrispondono a del materiale sensoriale grezzo, le seconde invece sono i contenitori delle rappresentazioni di cose. Attraverso i meccanismi di spostamento e condensazione, i materiali grezzi dell’esperienza vengono trasformati dal lavoro onirico e, oltre ad assumere la forma dei sogni, possono assumere anche quella di pensieri, immagini o lapsus.
Sviluppo psicosessuale
Nel 1905 Freud scrive I tre saggi sulla teoria sessuale in cui presenta una teoria dello sviluppo psicosessuale. Nel saggio vengono anche sviluppati e sistematizzati i concetti di pulsione e libido.
- Pulsione: carica energetica la cui fonte è uno stato di eccitamento del corpo che è indirizzata ad un oggetto.
- Libido: è l’energia corrispondente all’aspetto psichico della pulsione sessuale. La libido è l’aspetto psicologico.
Lo sviluppo psicosessuale è un processo di passaggi evolutivi o momenti di arresto (fissazioni). Il mancato spostamento della libido è causa della fissazione che apre il soggetto alla via della regressione dove c’è una ricaduta in fasi precedenti. Le fasi sono: Orale, Anale, Fallica, di Latenza (inizia l’attività cognitiva e le pulsioni vengono deviate dalle mete sessuali e si rivolgono a mete alternative attraverso la sublimazione), Genitale. La sublimazione è quel processo attraverso il quale l’energia pulsionale libidica e aggressiva viene soddisfatta attraverso scopi o oggetti socialmente più accettabili. Lo sviluppo psicosessuale si conclude con la fase genitale dove c’è il complesso edipico dove c’è attrazione per il genitore di sesso opposto e avversione per quello dello stesso sesso. La risoluzione adattiva dei conflitti edipici si traduce nella rinuncia dei desideri incestuosi verso il genitore di sesso opposto e nell’identificazione nel genitore del proprio sesso.
Identificazione e amore
Nel 1914 Freud svilupperà il concetto di identificazione nel quale ci sarà un investimento affettivo verso qualcuno e non soltanto la scarica dei bisogni. Vengono descritte poi due modalità di amore: una narcisistica e una anaclitica (rivolta verso l’oggetto esterno).
Metapsicologia
Coincide con “psicologia dell’inconscio” o con “psicologia del profondo”. Nel 1915 Freud la descriverà come un insieme di processi psichici nei suoi rapporti dinamici (conflittuale, ossia i sintomi), topici (3 topiche) ed economici (idraulico o energetico). I modelli scientifici cui si è basata la metapsicologia sono la neuroanatomia (basi topiche), la psicologia della dinamiche delle rappresentazioni (base della prospettiva dinamica) e l’energismo (punto di vista economico).
Punto di vista economico
La pulsione ha quattro caratteristiche:
- Fonte: la sua origine specifica o zona erogena.
- Meta: azione verso la quale la pulsione spinge e ne costituisce la sua soddisfazione.
- Intensità: quantità di carica energetica.
- Oggetto: luogo di scarica.
Il concetto di pulsione è psico-biologico, nel senso che energia libidica e aggressiva sono innate e sono presenti nell’individuo sin dalla nascita. In relazione a ciò Freud distingue le pulsioni sessuali e quelle di autoconservazione dell’Io. L’oggetto della riflessione freudiana è distinguere l’istintualità (esperienza del piacere) e pulsionalità (soddisfacimento del bisogno). Freud postulerà la presenza di due forze: libido e aggressività (teoria duale delle pulsioni) nell’opera Al di là del principio del piacere. Nella stessa opera verranno trattati l’Eros e il Thanatos, ossia la pulsione di vita e quella di morte. Ulteriori importanti concetti sono il principio di piacere (realizzazione di tutti i nostri desideri e impulsi) e il principio di realtà (i desideri del principio di piacere che non possono essere espressi perché la realtà e la società li bloccano). Per Freud la sanità mentale è l’adattamento alla realtà.
Punto di vista dinamico
L’essenza di questo punto di vista consiste nell’aspetto conflittuale interno dovuto a desideri inaccettabili dalla coscienza. L’esito di un conflitto è il compromesso.
Punto di vista topico
Qui Freud descrive due topiche (che comprendono dei luoghi psichici) in comunicazione tra loro. Nella prima topica distingue:
- Sistema UCS (inconscio): qui avviene il processo primario dove si esprime l’energia libera nel modo più diretto possibile. Sono pulsioni atemporali.
- Sistema PCS (preconscio): c’è più che altro materiale inconscio ma anche parzialmente accessibile. Qui predomina il principio di realtà e si svolge il processo secondario.
- Sistema CS (conscio): ci sono i contenuti consapevoli. Anche qui si svolge il processo secondario.
Qui il concetto di inconscio è molto legato a quello di rimozione ossia un’operazione psichica mediante la quale un contenuto mentale non può essere espresso e viene tenuto fuori dalla coscienza. Nella seconda topica o Teoria Strutturale sono presenti 3 istanze: ES, IO, SUPER-IO (legato alle fasi dello sviluppo, specialmente quella fallica). Freud postula che il conflitto abbia luogo da una parte tra le tre istanze e poi dalle richieste del mondo esterno. Il conflitto si genera tra le pulsioni dell’Es, le difese che stanno nella porzione inconscia dell’Io e il Super-Io. Mentre l’aggressione dell’Es alimenta la componente autopunitiva del Super-Io, l’Es e il Super-Io fanno pressione sull’Io da entrambi i lati. Nel modello strutturale troveremo anche i meccanismi di difesa (4):
- Regressione: ritorno a un livello di sviluppo e di funzionamento mentale più antico.
- Identificazione: configurare il proprio Io alla stregua della persona assunta come modello.
- Introiezione: interiorizzazione di oggetto perduto o abbandonato, il quale diventerà parte di sé.
- Idealizzazione: rivalutazione in chiave molto positiva degli oggetti esterni.
Successivamente (1903) vengono ridefiniti anche:
- Rimozione: mantiene fuori dalla coscienza desideri, fantasie o sentimenti inaccettabili.
- Isolamento: separare le ideazioni dall’affetto originariamente associato.
- Negazione: comporta aspetti di rimozione e isolamento, permette al rimosso di giungere alla consapevolezza ma in forma negativa.
Nel 1925 Freud affronterà il tema dell’angoscia, infatti l’Io opera nei confronti dell’Es generando angoscia. Freud poi distinguerà un’angoscia proveniente dall’esterno (angoscia oggettiva), una causata dall’Es (angoscia pulsionale) e una morale legata al super-io (angoscia del Super-io).
Il metodo psicoanalitico
Oggetto della psicoanalisi è la mente nei suoi processi sani e patologici. Freud poi considererà la psicoanalisi anche come uno strumento di lettura della società, nelle sue manifestazioni artistiche e letterarie. Quando Freud, nel 1896, parlerà per la prima volta di psicoanalisi, lo farà parlandone sia come metodo di indagine sui fenomeni mentali che come teoria del funzionamento della mente e del suo sviluppo, ma anche come prassi terapeutica per alleviare le sofferenze nevrotiche. Il metodo caratterizzante della psicoanalisi è quello delle libere associazioni. Attraverso questo metodo il paziente riferisce all’analista tutti i pensieri che gli vengono in mente, per trovare poi un significato nuovo. L’attenzione dell’analista deve essere liberamente fluttuante, ossia un ascolto attivo, deve esserci un’adeguata fiducia.
Nell’ambito psicoanalitico ha preso campo l’ipotesi delle narrazioni, che tiene conto della presenza nel setting dell’analista. Abbiamo detto che l’analista dovrà interpretare le parole del paziente. Questa interpretazione dovrà rendere consapevole il soggetto del senso latente dei contenuti manifesti che produce. L’interpretazione è terapeutica in quanto promotrice di un insight ossia una presa di coscienza e una ristrutturazione del campo esperienziale che porta al cambiamento. Freud affermerà poi che l’analista deve essere come uno specchio e riflettere che è necessario stabilire una profonda relazione. Più tardi Little dirà che l’idea dell’analista specchio è semplicemente un mito che non trova riscontri nella realtà. Altro elemento importante del setting terapeutico è la distanza da mantenere rispetto al paziente. Ulteriore elemento è l’astinenza ossia la sospensione dell’agito.
Due concetti di fondamentale importanza sono il transfert e il controtransfert. Per transfert intendiamo uno spostamento di energia libidica. Questo si manifesta tutti i giorni spontaneamente ed è un processo nel quale esperienze inconsce come desideri o conflitti infantili vengono riattualizzate nella relazione analitica. Per esempio: anche se l’analista è attento, il paziente può non vederlo attento. Questo porta la sensazione al paziente di non essere ascoltato attentamente, come faceva, per esempio, il padre. Il transfert può essere positivo (di tipo affettuoso e di tipo erotico) o negativo (riguarda i sentimenti di ostilità nei confronti dell’analista). Per controtransfert intendiamo invece il punto di vista dell’analista. Se l’analista non ha fatto una corretta terapia potrà vedere il paziente come se fosse la figura del figlio, o del marito etc… il controtransfert si deve curare molto bene perché può essere pericoloso. Il campo transfert contro transfert è la somma dei due.
Nel 1925 Freud diede il suo ultimo contributo al concetto di trauma. Dirà che le situazioni traumatiche sono legate ad esperienze di perdita. Bisognerà poi presentare la sistematizzazione freudiana della psicopatologia. La teoria della nevrosi poggia su due postulati fondamentali:
- Il fatto che concorrano più fattori causali in un primo momento definibile come disposizione costituzionale e una causa specifica durante lo sviluppo sessuale della prima infanzia (trauma o nevrosi traumatica). Esistono poi della cause accessorie (emozioni traumatiche recenti o situazioni di stress) e una causa scatenante (fatto o evento scatenante della psicopatologia).
- L’esistenza di un principio quantitativo che regola i conflitti tra motivazioni contrapposte e che determina la capacità di resistenza del sistema nervoso: il superamento della soglia di questa difesa provocherà l’insorgenza del sintomo.
Sulla base di questo Freud distinguerà tra psiconevrosi e nevrosi semplici (o attuali).
- Psiconevrosi: sono delle nevrosi di difesa e sono delle repressioni di affetti patogeni come l’isteria oppure fobie e nevrosi ossessive. C’è un arresto in una fase dello sviluppo. Le psiconevrosi sono identificabili nelle psicosi come la schizofrenia e la paranoia. La loro carica libidica è indirizzata ad oggetti esterni.
- Nevrosi semplici o attuali: sono la nevrastenia, nevrosi d’angoscia e ipocondria e i sintomi possono essere dovuti allo stress dovuto a malfunzionamenti presenti dell’attività sessuale, come la masturbazione o il coito interrotto. Non ci sarà una rielaborazione psichica di questa eccitazione e la libido si trasformerà in angoscia.
Primi sviluppi del pensiero freudiano
Abraham, Ferenczi, Reich, Rank, Adler sono le persone che per prime hanno sviluppato le teorie freudiane, animando un fecondo dibattito.
Karl Abraham
Era una persona docile e sensibile e fu fondatore dell’Istituto Psicoanalitico di Berlino (1904, 1907). Nelle teorizzazioni di Abraham si dà grande importanza alle prime relazioni, in quanto ripetute esperienze negative nella relazione possono danneggiare l’Io in formazione causando patologie anche molto gravi. Sviluppò dei contributi decisivi sulla psicodinamica degli stati di profonda depressione maniacale, studiando anche quella che era chiamata dementia praecox. Dice che nella dementia praecox c’è l’eliminazione dell’amore oggettuale e della sublimazione, con una regressione all’autoerotismo, fase che per Freud era precedente a quella orale. Lui offrì un ulteriore contributo allo studio delle prime fasi dello sviluppo concentrandosi per lo più su quella orale e propose un nuovo modello di sviluppo definendo una maggiore articolazione delle fasi di sviluppo libidico. Completò anche la teoria psicosessuale freudiana definendone alcune sottofasi: la libido viene considerata come comportamento cruciale dei diversi comportamenti umani. Lui presuppone sempre la possibilità di un’evoluzione, di una regressione o di una fissazione, in funzione del contesto in cui si trova.
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