Concetti Chiave

  • Interventi angiografici sono indicati per pseudo-aneurismi, a meno che non si verifichi una trombizzazione autonoma.
  • In caso di pseudo-aneurismi di dimensioni crescenti, si può iniettare trombina per favorire la coagulazione e il collasso dell'aneurisma.
  • Le complicazioni nel sistema portale possono portare a fistole che richiedono drenaggio o interventi chirurgici, a seconda della gravità.
  • Le fistole pancreatiche sono classificate in tre gradi, con trattamenti che variano da interventi minimi a pancreatectomia totale per i casi più gravi.
  • Il monitoraggio delle emorragie arteriose tramite TC è cruciale per identificare la gravità e la necessità di intervento.

Indice

  1. Interventi angiografici e aneurismi
  2. Procedure per pseudo-aneurismi
  3. Complicazioni e soluzioni endoscopiche
  4. Gestione delle fistole pancreatiche

Interventi angiografici e aneurismi

La sua presenza da sempre indicazione all’intervento, a meno che non trombizzi autonomamente. in angiografia si vede il catetere in mesenterica. Un filo guida rifornisce lo pseudo- aneurisma.

Un filo guida risale verso la pancreatica duodenale inferiore, prosegue poi in gastroepiploica e in gastroduodenale. Viene poi chiusa l’arteria rotta.

Una volta chiusa l’afferenza si nota che dopo un mese l’aneurisma collabisce. Ciò accade perché il sangue ha coagulato, il trombo così formatosi va incontro a retrazione perchè si lisa.

Procedure per pseudo-aneurismi

in t1 Risulta piccola ma aumenterà di dimensioni. in angiografia si intravede, ma non si riesce ad entrarvi. Altro controllo, si nota un aumento di dimensioni dello pseudo- aneurisma. A questo punto, anche se è una raccolta, si pratica una puntura con ago sottile, si inietta trombina e si favorisce la coagulazione.

Alla TC quando un pz ha un’emorragia a livello arterioso:

- se è di cospicue dimensioni, si vede;

- se è di esigue dimensioni ma sta perdendo:

    - Si vede il contrasto che esce, in venosa e tardiva aumenta;

    - Se non si vede vuol dire che è diminuita la pressione e non sta sanguinando.

Complicazioni e soluzioni endoscopiche

In addome, in particolare nel sistema portale, le vene non sanguinano a meno che non ci sia ipertensione polmonare. Il manubrio gli ha spaccato in due il pancreas e rompendo di conseguenza il Wirsung. Si interviene con l’inserimento di un tubicino che porta il secreto dalla coda del pancreas al duodeno. Così facendo si salta Il tratto lacerato e la pseudocisti collabisce.

In endoscopia si posiziona una protesi. Dopo poche ore, la pz sta male e si esegue la tc. A livello della vena porta si nota la presenza di aria. La protesi è entrata nella papilla e ha preso la vena splenica. Si rende necessario togliere lo stent in modo tale che il buco si chiuda. Se la pseudocisti rompe la splenica, il liquido della pseudocisti va dentro la

porta:

    - Se la pseudocisti non è infetta non succede nulla: la porta si trombizza, il sangue mesenterico di ritorno forma un cavernoma portale e va al fegato. Clinicamente il Pz avrà quindi dolore e ascite.

    - Se la pseudocisti è infetta abbiamo una fistola pancreatico portale con tromboflebite (si può notare che nella lacuna della vena porta c’è iperdensità). Bisogna drenare la vena porta.

    Una volta pulita dal liquido pancreatico purulento, questa si trombizza e si forma il cavernoma portale.

Gestione delle fistole pancreatiche

Le fistole sono classificate in tre gradi in base all’impatto clinico.

    - Le fistole di grado A non comportano alcun particolare intervento e non modificano significativamente la degenza postoperatoria.

    - Le fistole di grado B richiedono un allungamento della degenza postoperatoria, la permanenza in sede dei drenaggi chirurgici, l’eventuale posizionamento di ulteriori drenaggi sotto guida radiologica, una terapia antibiotica e il ricorso a nutrizione artificiale (enterale o parenterale).

    - Nelle fistole di grado C è necessario un nuovo intervento chirurgico per risolvere la complicanza.

La soluzione per il grado C è la pacreasectomia totale.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza dell'intervento in caso di aneurismi?
  2. La presenza di un aneurisma indica sempre la necessità di un intervento, a meno che non si trombizzi autonomamente, come descritto nel testo.

  3. Come si gestisce un pseudo-aneurisma in crescita?
  4. Se un pseudo-aneurisma aumenta di dimensioni, si pratica una puntura con ago sottile per iniettare trombina e favorire la coagulazione, come indicato nel testo.

  5. Quali sono i segni di emorragia arteriosa visibili alla TC?
  6. Alla TC, un'emorragia arteriosa di cospicue dimensioni è visibile, mentre se è di esigue dimensioni si nota il contrasto che esce in venosa e aumenta nel tempo, come spiegato nel testo.

  7. Quali complicazioni possono sorgere in caso di interventi endoscopici?
  8. In caso di complicazioni, come l'ingresso della protesi nella vena splenica, è necessario rimuovere lo stent per chiudere il buco, evitando ulteriori complicazioni come la trombosi della vena porta, come descritto nel testo.

  9. Come vengono classificate le fistole pancreatiche e quali sono le loro implicazioni?
  10. Le fistole pancreatiche sono classificate in tre gradi: A (senza intervento necessario), B (richiedono drenaggi e terapia antibiotica) e C (necessitano di un nuovo intervento chirurgico, come la pancreasectomia totale).

Domande e risposte

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