Indice
Introduzione
Per parlare del cibo e della convivialità ne “I Promessi Sposi”, occorre fare una distinzione: il banchetti dei personaggi altolocati e quello delle persone umili. A questi, si aggiunge il banchetto che segue, alla fine del romanzo, le nozze di Renzo e Lucia, a cui si può attribuire un valore tutto particolare.Il banchetto di don Rodrigo
La prima scena conviviale a cui assistiamo si svolge nel palazzotto di don Rodrigo. Non conosciamo il nome delle pietanze servite, tuttavia dal gran frastuono confuso di posate, di piatti e di bicchieri si può ragionevolmente suppore che il pranzo sia sfarzoso e finalizzato ad ostentare la magnificenza e la ricchezza del padrone di casa. Nell’insieme l’atmosfera è dominata dal caos e da discorsi vuoti, senza nessun spessore: infatti, si parla di questioni di onore cavalleresco e di questioni politiche assai futili e il vino serve ad ammansire padre Cristoforo Dobbiamo anche sottolineare che il banchetto si pone in contrasto con la carestia che sta avanzando di cui la nobiltà non si interessa minimamente. Questa forma di convivialità rappresenta il modo di essere dei personaggi altolocati del tempo caratterizzato dalla vanità, dall’arroganza dall’ostentazione e dalla vacuità morale.Il banchetto dal conte zio
La seconda scena conviviale fra aristocratici, si tiene nel palazzo del conte zio. Qui tutto è calcolato, soprattutto la tipologia degli invitati, mentre delle pietanze non sappiamo praticamente nulla. Organizzato per manovre politiche lo scopo del banchetto è allontanare padre Cristoforo per proteggere così il casato. Tutto è dominato dalla politica e dall’ipocrisia. I convitati appartengono tutti alla nobiltà milanese, legati in vario modo alla famiglia del conte zio, presenti al banchetto per confermare il potere e la vanagloria dell’uomo, annuendo in ogni momento come se non si ricordassero più come si deve fare a dire di no. Si tratta di parassiti, della stessa qualità di quelli presenti al banchetto di don Rodrigo o a tavola del padre di Ludovico la cui presenza dà prova della potenza della casata. Dopo il banchetto il conte zio e il padre provinciale dei cappuccini si accordano per allontanare padre Cristoforo da Pescarenico.I parassiti sono presenti anche ai banchetti che era solito dare il padre di Ludovico. Anche in questo caso il loro ruolo è quello di adulare e divertire il padrone di casa: il padre di Ludovico è un ricco mercante, ma si atteggia ad aristocratico.
La cena in casa di Tonio
Ben diversa è l’atmosfera che regna durante il banchetto degli umili.Quando Renzo pensa di organizzare il matrimonio a sorpresa si reca da Tonio per prendere accordi sul da farsi. La numerosa famiglia è sul punto di mettersi a tavola e l’atmosfera è dominata dall’attesa e dalla felicità di poter finalmente mettere qualcosa sotto i denti. Il cibo è scarso, perché la carestia comincia a far sentire gi effetti: un tombolo di polenta la cui quantità non pare sufficiente per saziare tutte le bocche. Nonostante questo, Renzo viene invitato a tavola (solidarietà e fratellanza delle persone semplici); Renzo rifiuta e invita Tonio e il fratello Gervasio all’osteria con la gioia di tutti che vedono in questo invito diminuito il numero dei commensali ed aumentata (seppur di poco), la quantità di cibo per ognuno. La cena della famiglia di Tonio fa da contraltare al banchetto di don Rodrigo.