Indice

  1. Introduzione
  2. Renzo ritrova l’amico d’infanzia – La solidarietà
  3. Renzo e il cugino Bortolo
  4. Il sarto
  5. Padre Cristoforo, Renzo e Lucia - La guida spirituale
  6. Il Cardinale Borromeo e l’Innominato
  7. La falsa amicizia
  8. Conclusione

Introduzione

Il sentimento di amicizia è presente negli umili mentre nei personaggi altolocati, l’amicizia è legata ad interesse personale e all’ipocrisia. Nelle persone semplici, acquista anche la connotazione di solidarietà e di carità evangelica, quasi come espressione concreta della Provvidenza divina. IN alcuni casi l’amicizia assume la connotazione di guida spirituale

Renzo ritrova l’amico d’infanzia – La solidarietà

Dopo tante vicissitudini, Renzo ritorna nel suo paese di origine. Tutto fradicio e infangato, si reca a casa di un suo amico che resta anonimo. L’atmosfera è intrisa di desolazione e di morte perché porta i segni evidenti della carestia, della guerra e della peste. L’amico è rimasto solo e non gli resta che la possibilità di dialogare con tempo: infatti è rappresentato sull’uscio di casa ad osservare il tempo. L’incontro è ricco di battute scherzose: “da tanto che è bagnato, Renzo potrebbe utilizzare gli indumenti dalla vita in su per lavare quelli dalla vita in gi, sporchi come sono di fango”, “…avrai anche appetito: capisco che da bere, per strada, non te ne sarà mancato…” dice l’amico a Renzo riferendosi al temporale. I due amici consumano un frugale insieme e Renzo racconta tutto quello che gli è successo aiutando l’amico anche a fare dei piccoli lavori di manutenzione, in preparazione della vendemmia. Il contatto con l’amico crea in Renzo un momento di serenità e gli permette inoltre di ritrovare le proprie radici.

Renzo e il cugino Bortolo

Sfuggito agli sbirri, dopo un lungo viaggio, Renzo ripara in casa del cugino Bortolo che lo accoglie in modo affettuoso, come fosse un amico di lunga data e non solo un semplice parente. Appena vede il cugino. Bortolo alza le braccia e di due si abbracciano. Dopo essersi informato su Lucia e don Rodrigo, Bortolo si mette a completa disposizione del cugino, rassicurandolo che farà tutto per lui. Il suo attaccamento fraterno va ben oltre il legame di segue che unisce i due giovani. Renzo, per tutta risposta gli stringe forte forte la mano e pensa alla Provvidenza che interviene sempre nei momenti difficili. Anche quando Renzo sarà costretto a cambiare nome, il cugino interverrà per sostenerlo.

Il sarto

Il sentimento che lega il sarto e la sua famiglia con Lucia ed Agnese è l’amicizia ideale che consiste nell’applicazione concreta dell’insegnamento evangelico. Ai suoi ospiti egli offre rifugio, ospitalità e sostegno morale. Si tratta di un’amicizia semplice e profonda che si oppone alle relazioni opprimenti esistenti all’interno della famiglia di Gertrude e ai rapporti aristocratici, pedanti e soffocanti che caratterizzano il rapporto don Ferre/donna Prassede.

Padre Cristoforo, Renzo e Lucia - La guida spirituale

Nei confronti dei due fidanzati, Padre Cristoforo svolge il ruolo di guida spirituale, ma anche da amico protettore che interviene ogni volta che sia necessario proteggerli. Per loro non esiste ad affrontare a quattr’occhi don Rodrigo, li aiuta ad attraversare l’Adda e ad arrivare a Monza e fa in modo che, nel lazzaretto Renzo plachi il suo odio verso don Rodrigo morente.

Il Cardinale Borromeo e l’Innominato

Dopo la conversione fra i due personaggi si instaura un legame di profonda stima e affetto. Per il prelato, l’Innominato non è soltanto un peccatore pentito, ma lo accoglie a braccia tempo, come un amico che vede da lungo tempo. Pertanto fra i due viene a crearsi una profonda comunione spirituale, necessaria all’uomo per compiere tutta la carità, collegata alla conversione.

La falsa amicizia

1. Don Rodrigo e il conte Attilio
Il conte Attilio e don Rodrigo, sono legati da un sentimento che non è amicizia, bensì, prepotenza e orgoglio di casta nonché accordo per fare il male
2. Il Padre Provinciale dei Cappuccini e il conte zio
Il Padre provinciale e il conte zio instaurano un rapporto di falsa amicizia, basato sul tornaconto e soprattutto sull’ipocrisia poiché il loro unico e vero scopo è quello di privilegiare il tornaconto del gruppo sociale di cui fanno parte (la nobiltà e l’ordine dei cappuccini)

Conclusione

Nel rappresentare tutta questa casistica, Manzoni vuole dimostrare che la vera amicizia esiste soltanto fra coloro, spesso più umili, che sono puri di cuore. L’amicizia è il mezzo con il quale si può attuare la solidarietà e la carità cristiana.

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