Indice
Indicazioni geografiche
Il fiume Adda fa da tela di fondo alle vicissitudini dei protagonisti nei capitoli I , XVI e XVII. Nel Seicento, durante il dominio spagnolo, esso segnava il confine fra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Esso costituisce il fiume immissario del Lago di Como e ne esce a Lecco come fiume emissario.Descrizione dello scrittore
Nel capitolo I, esso è inserito nella dettagliata descrizione che lo scrittore fa del territorio di Lecco. Simbolicamente, esso rappresenta la linea di separazione fra la situazione di fuggiasco inseguito dagli sbirri e la libertà (e quindi la possibilità di ricostruirsi una vita)Renzo in fuga verso l’Adda
Dopo essere sfuggito all’arresto, aiutato dal popolo in rivolta, Renzo, seguendo l’istinto, decide di scappare verso est, sperando così di raggiungere il fiume, di trovare qualcuno che lo possa traghettare e quindi approdare nel bergamasco, dal cugino Bortolo. Il percorso è irto di difficoltà, anche perché la sopraggiunta notte rende l’ambiente più pericoloso. Tuttavia, ad un certo punto, nel buio, Renzo percepisce, in lontananza, il mormorio dell’acqua e questo rumore lo rassicura e lo guida. Stanco e infreddolito, il giovane trova riparo in una capanna abbandonata, non lontano dalla riva del fiume. Durante la notte il suo pensiero va alle persone care e la fede nella Provvidenza divina lo aiuta a superare un momento di così grande tensione emotiva.All’alba, si porta sulla riva del fiume dove un traghettatore lo trasporta nella terra della libertà.
Portata simbolica dell’Adda
I critici letterari attribuiscono all’Adda e all’attraversamento, un valore psicologico per Renzo.Prima di arrivare al fiume, Renzo, nel bel mezzo del bosco, è in preda alla paura; è preso da rimorsi e sta meditando di tornare indietro. Tocca il fondo della crisi personale.
Il passaggio del fiume, all’alba, è il simbolo di una rinascita. Renzo non è più il montanaro ingenuo che si lascia prendere dagli impulsi e dall’emotività. Ha acquisito responsabilità dei pericoli a cui può andare incontro, è più prudente e quindi pronto a ricominciare una vita nuova. Il fiume Adda diventa, così, il simbolo della fase finale, di una sorta di iniziazione che trasforma il protagonista in un uomo nuovo. Da ora in poi le sue decisioni saranno ponderate e non si farà più imbrogliare da nessuno.
Nel momento più nero, in mezzo al bosco, il rumore delle acque del fiume gli giungono come una voce amica, ma anche come voce della Provvidenza divina che non abbandona mai coloro che hanno fede. La Provvidenza gli fa trovare anche un traghettatore disposto ad aiutarlo, anche se contro pagamento di una modesta somma di denaro.