Indice

  1. L'abbigliamento nei Promessi Sposi
  2. I bravi di don Rodrigo
  3. Renzo, il giorno del matrimonio
  4. Lucia, il giorno del matrimonio
  5. L’azzecca-garbugli
  6. L’Innominato

L'abbigliamento nei Promessi Sposi

L’abbigliamento è ovviamente da porre in relazione con la classe sociale a cui appartiene il personaggio, oppure può anche riflettere il carattere o la funzione che esso riveste nella società.

I bravi di don Rodrigo

I primi personaggi che incontriamo nel romanzo e di cui lo scrittore ci presenta una descrizione dettagliata dell’abbigliamento sono i due bravi di don Rodrigo.
L’abito e il portamento non ci lasciano dubbi sulla loro condizione. Intorno al capo portano una reticella verde che cadendo sulla spalla sinistra, porta all’estremità una nappa. Da tale reticella, sulla fronte, esce un ciuffo, utile per nascondere l’identità dell’uomo in caso di atti di violenza. Lo scrittore passa poi a descrivere con ricchezza di particolari le armi che i due portano indosso: due pistole sospese alla cintura, un piccolo corno attaccato al collo e ripieno di polvere da sparo, dei calzoni ampi e sbuffanti dalla cui tasca spunta il manico di un coltellaccio e infine una spada dall’impugnatura traforata e di ottone lucente che sembra ricordare un monogramma. Da tutti questi dettagli si capisce di trovarci di fronte ad uomini pronti ad attaccare, a ferire e a uccidere e che il loro ruolo è quello di incutere paura e di commettere soprusi o atti di violenza, su ordine del padrone.

Renzo, il giorno del matrimonio

Per l’occasione, quando Renzo si reca da don Abbondio per accordarsi sugli ultimi dettagli della cerimonia da celebrarsi l’indomani, indossa l’abito delle grandi occasioni. Il cappello è decorato con piume variopinte e dalla tasca dei pantaloni spunta il manico di un bel pugnale, secondo le usanze del tempo, anche se le intenzioni della persona sono pacifiche. Nell’insieme, il giovanotto ha un’aria di festa e trasmette una certa impressione di spavalderia, ossia di sicurezza di se stesso che gli deriva dall’età. Il suo abbigliamento è dignitoso, non troppo vistoso, ma elegante rispecchia l’immagine di una persona laboriosa, che sta al passo con la moda dei tempi

Lucia, il giorno del matrimonio

Per l’occasione è stata Agnese ad occuparsi dell’abbigliamento della ragazza, che riprende quello tradizionale delle contadine del Seicento lombardo.
Il suo aspetto complessivo dimostra semplicità e nell’insieme anche una certa cura dei dettagli.
Innanzitutto, lo scrittore si sofferma ha descrivere l’acconciatura: i capelli sono raccolti in trecce (Renzo, in fuga per il bergamasco, durante la notte pensa a Lucia, rivedendo la sua treccia nera), fermate da una serie di spilli che formano una raggiera. Il busto è di broccato a fiori da cui partono le maniche bianche legate con dei fiocchi e la gonna a pieghe, corta, è di tessuto misto seta (all’ epoca la zona era famosa per la produzione del baco da seta e per la fabbricazione della seta e la stessa Lucia lavorava in una filanda, come filatrice di seta). Al collo porta una collana di granati che si alternano a bottoni d’oro. Completa il vestito da cerimonia un paio di calze color vermiglio e delle pianelle di seta ricamate e variopinte.

L’azzecca-garbugli

L’Azzecca-garbugli riceve Renzo in vestaglia da camera, che in realtà non è altro che una toga, ormai lisa, che gli serviva un tempo quando doveva recarsi a Milano per discutere una causa. Il fatto che questo capo di abbigliamento sia consunto si accorda molto bene con l’arredamento dello studio, in cui tutto è trascurato e marcato dai segni del tempo. Questo dettaglio evidenzia anche il decadimento professionale del personaggio il quale non si occupa più di cause importanti (la toga si è trasformata in una vestaglia da camera sdrucita), ma vive di raggiri, sotterfugi varie, come dimostra nel colloquio con Renzo.

L’Innominato

Un cenno all’abbigliamenti si ha anche a proposito dell’Innominato, quando, dopo la notte insonne, decide di scendere al villaggio per incontrare il Cardinale Federigo. Indossa, senza farci troppo caso, una casacca di taglio militare e soprattutto un armamentario (due pistole da cintura – con cui di queste aveva meditato di suicidarsi, un pugnale, una carabina che lo aveva seguito in tutte le sue violenze ) che fa parte evidentemente del suo abbigliamento quando esce. Risulta abbastanza curioso che egli decida di recarsi ad una visita, quasi penitenziale, così armato di tutto punto. Questo potrebbe evidenziare in modo piuttosto goffo il sopravvivere in lui del “vecchio uomo” quale era stato fino ad allora e che quindi male si accorda con il proposito di redenzione e la ricerca della misericordia divina.

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