Estratto del documento

Progettazione urbanistica I

Parigi: da città storica a Ecocité a Ville Durable (3 novembre).......................2

Ecoquartiere Clichy Batignolles.........................................................................4

Ecoquartiere di Sant Ouen.................................................................................... 4

Ecoquartiere Boucicat........................................................................................... 5

Ecoquartiere Tolbiac-Chevaleret.......................................................................6

Legge 1150 del 1942 (5 novembre)...........................................................................7

Piano territoriale provinciale generale (PTPG)...................................................8

Caratteristiche essenziali ai fini delle analisi territoriali.........................11

Spiegazione prof....................................................................................................... 13

Lezione 17 novembre urbanistica.........................................................................16

La scala grafica del disegno............................................................................. 18

Evoluzione della pianificazione paesistica in relazione all’evoluzione dei concetti Paese-Ambiente-Paesaggio......................................................................22

Evoluzione della pianificazione per la tutela del paesaggio (con riferimenti alla Regione Lazio)..........................................................................24

- Pianificazione paesistica vigente nella Regione Lazio..............................25

Piano territoriale paesistico regionale (PTPR) Regione Lazio........................26

Elaborati................................................................................................................. 29

PRG Roma (17 dicembre)........................................................................................... 30

Piano Viviani............................................................................................................ 32

Lezione 22 dicembre prog urbanistica.................................................................40

Roma............................................................................................................................ 40

Strutture del piano e strategie metropolitane PRG Roma...........................40

La dimensione metropolitana..........................................................................40

Roma e il recupero urbanistico.........................................................................41

Parigi: da città storica a Ecocité a Ville Durable (3 novembre)

Con la parola durable si intende sostenibilità intesa come città durabile nel tempo.

La trasformazione in termini urbanistici nasce a partire dagli anni ’90 del ‘900 a Parigi, come in molte città d’Europa, si assiste al processo di de-industrializzazione che vede la dismissione di molte aree industriali e ferroviarie ad esse connesse all’interno delle città. Di conseguenza nascono dei vuoti che andavano a separare il tessuto urbano, perché le dimensioni di queste aree industriali sono notevoli.

Sin da subito, a partire dagli anni 2000, si fa avanti la necessità di recuperare e rigenerare quelle parti di città. Le criticità sono diverse e legate a problematiche di respiro metropolitano:

  • Aree in stato di abbandono.
  • Riconnettere il tessuto urbano.
  • Richiesta di alloggi sociali.
  • Adattamento climatico.
  • Richiesta di aumentare le aree verdi.
  • Richiesta di una città sostenibile.

Per rispondere a queste problematiche e richieste Parigi ha messo in atto una serie di politiche e trasformazioni urbane a livello comunale e metropolitano che nel corso del tempo hanno saputo modificarsi e adattarsi anche alle più recenti questioni ambientali, attuando così una pianificazione che mira alla coesione territoriale e alla sostenibilità ambientale anche in un’ottica di flessibilità procedurale.

Per fare questo Parigi non ha attuato direttamente dei progetti ma è riuscita a trasformare la città con varie politiche. Si è partito dal livello comunale, con il PRG si sono individuate le aree in stato di abbandono.

L’individuazione delle aree però non era lo strumento per attuare queste politiche, essendo politiche a grande scala vi era bisogno di soldi e permessi.

Dal 2008 in poi le politiche che sono state attuate sono:

  1. Politiche per gli alloggi.
  2. Politiche pubbliche per trasformazioni urbane sostenibili.
  3. Piano clima e energia, rinnovato nel 2007 e nel 2019. Questo pone tutte le basi per ripensare tutte le basi dei progetti in chiave di sostenibilità energetica e climatica.

Tra le politiche pubbliche per trasformazioni urbane sostenibili troviamo:

  • Plan Ville Durable.
  • Démarche ecoquartier.
  • Démarche ecocité.

Il “Plan Ville Durable” fu lo strumento principale applicato, le due Démarche erano degli obiettivi e delle definizioni che vengono inserite all’interno del linguaggio urbanistico.

Gli ecoquartieri sono 4:

  1. Les Dock – St. Ouen (ex-area industriale), zona che non ricade all’interno del comune di Parigi, è un comune a parte ma è inserito all’interno degli ecoquartieri perché il comune, vista la vicinanza alla città, voleva intraprendere la strada per la sostenibilità.
  2. Clichy-Batignolles (ex scalo merci).
  3. Boucicaut (ex ospedale).
  4. Tolbiac – Chevaleret (ex area ferroviaria).

Per realizzare questi progetti i vari soggetti coinvolti si sono raccolti in una società che ha stabilito nel corso del tempo tutti i passi da eseguire nel corso del tempo.

Per fare questi progetti in Francia vi è lo ZAC, soggetti pubblici come lo Stato si mettono a tavolino per discutere con le società private che possiedono un’area per rigenerare lo spazio.

Ecoquartiere Clichy Batignolles

Il progetto di Clichy Batignolles ha come protagonista un’ex area industriale composta da grandi capannoni e grandi aree per le merci, una volta dismessa quest’area tutti gli edifici erano capannoni vuoti e soprattutto tutta l’area in cui prima viaggiavano i treni era un grande vuoto urbano.

Le richieste erano quelle di:

  • Recuperare queste aree.
  • Realizzare nuove aree verdi.
  • Realizzare nuovi alloggi sociali.

In questo caso il progetto comincia per la richiesta di un villaggio olimpico per la candidatura ad ospitare i giochi olimpici del 2008, la candidatura non fu accettata e di conseguenza il piano venne modificato per realizzare un parco.

Il progetto comincia con l’analisi dell’intera città con l’individuazione delle aree verdi, delle infrastrutture e del percorso della Senna susseguita dall’individuazione dell’area rispetto all’intero contesto urbano.

Successivamente si realizza un mini-concept che riproduce l’idea di progetto a grandi linee in cui si pone al centro di tutto l’obiettivo finale dell’intervento, in questo caso riconnettere l’area al tessuto urbano. Per questo motivi nel mini concept vengono realizzate delle frecce con le quali si intende dire che la popolazione può attraversare la città da una parte all’altra dell’area da recuperare senza fare tutto il giro.

Il quartiere si trova a 4-5 metri al di sopra del territorio circostante, vi era anche la difficoltà di ricollegare il tessuto anche sotto il livello dell’andamento territoriale. Il problema viene risolto con la realizzazione di una grande scalinata.

Altro obiettivo importante del progetto era quello di realizzare un parco verde, in questo caso tutto aperto, circondato da ringhiere e recinti, con ingressi posizionati ogni tot metri e in ogni angolo e lato, non si entra solo da un punto ma vi è un’impermeabilità lungo tutto la larghezza e la lunghezza.

Come per ogni progetto urbanistico il progetto non venne realizzato tutto insieme ma in diverse 4 fasi, dal 2007 al 2020. Questo perché i fondi da utilizzare sono molti e non recuperabili tutti insieme, perciò solitamente si realizza una prima parte del progetto e poi successivamente altre aree.

Tutti gli edifici che circondano il parco sono edifici popolari, alloggi sociali. In questi progetti gli edifici popolari sono finanziati da fondi pubblici, destinati alla popolazione.

Ecoquartiere di Sant Ouen

L’area di questo progetto è un’area molto simile a quella di Clichy Batignolles, con richieste simili.

Le richieste erano:

  • Trasformazione e riassetto del sito ex petrolifero.
  • Disinquinamento del sito per secoli deturpato.
  • Necessità di riconnettere il fiume alla città e alla regione.
  • Creare nuove relazioni con la natura.
  • Creare un modello di sviluppo urbano sostenibile per il 2030.
  • Lotta contro l’espansione urbana.
  • Riduzione delle disuguaglianze spaziali.
  • Riduzione delle negatività legate all’utilizzo dei trasporti esterni inquinanti.
  • Riqualificazione delle strade.
  • Creare nuovi posti di lavori.
  • Inclusione sociale.

Gli obiettivi erano:

  • Creazione di un quartiere socialmente diverso.
  • Forte incremento della biodiversità con corridoi ecologici.
  • Integrazione di un elemento di paesaggio, il fiume, nella città.
  • Realizzazione di un parco pubblico e di spazi pubblici verdi.
  • Creazione di impianti sostenibili pubblici.
  • Progettazione di nuovi spostamenti interni al quartiere.
  • Riqualificazione delle strade.
  • Riequilibro economico a livello regionale.
  • Costruzione del quartiere con i suoi abitanti.

Una delle caratteristiche di questo intervento era la problematica dell’acqua, spesso il quartiere veniva inondato da vari fiumiciattoli che lo attraversavano.

L’aspetto più interessante è il parco perché è un parco che punta alla depurazione del suolo ed inoltre cambia in base alle piene del fiume, non è un fiume che esonda ma spesso e volentieri il terreno si allaga, è paludoso. Nel progetto hanno cercato di realizzare una condizione per cui una parte del parco è naturale mentre una parte ha una caratteristica più urbana.

Ecoquartiere Boucicat

In questo caso l’intervento non è un intervento a scala urbana perché prevedeva la riqualificazione di un in edificio singolo ma tramite la riqualificazione di questo edificio e il ripensamento delle funzioni all’interno di esso è stata riqualificata una parte del quartiere. Gli ospedali, in generale, sono edifici molto estesi, e questo conferma la regola. Si è pensato di recuperare l’ospedale, di suddividerlo e riqualificare ogni blocco e a destinarlo a nuove funzioni come alloggi, uffici, hotel e imprese.

Anche qui vi è tutto un progetto per la riqualificazione energetica e climatica per rispondere al Piano Clima e Energia fatto nel 2007 e rinnovato nel 2019.

A confronto dei due quartieri precedenti il tessuto è molto più compatto, negli interventi precedenti avevano demolito gli edifici già presenti per riprogettare le aree, qui invece si è cercato di recuperare e riqualificare ciò che già c’era, si è cercato di ridare una funzione ad una parte di città già esistente, modificandone forme e sagome.

Le richieste erano:

  • Recupero e riqualificazione dell’ex Ospedale Bauricaut, apertura di spazi comuni ad uso pubblico.
  • Dotare il quartiere di un nuovo polo scolastico, una sede municipale, un centro per adulti disabili e un certo per la ricerca medica.
  • Creare un polo di inserimento nel mondo del lavoro per immigrati.
  • Dotare il quartiere di nuovi alloggi sociali, ma anche per edilizia privata o partecipata.
  • Ripensare il verde urbano.
  • Gestione virtuosa dell’uso e consumo dell’acqua con riuso delle acque reflue e dell’acqua piovana.
  • Concezione bioclimatica per la costruzione dei lotti.
  • Utilizzo dei materiali riciclati.

Anche qui si è deciso di inserire all’interno dell’area un piccolo parco e, nonostante non sia un intervento a grande scala, si è messo in atto un processo lungo più di 10 anni sviluppato in più fasi.

Ecoquartiere Tolbiac-Chevaleret

Questo è il più completo di tutti i progetti. Sostanzialmente questo quartiere fa parte di un progetto più grande, la Z.A.C Rive Gauche, quella che ha portato alla realizzazione della Biblioteca Nazionale.

L’area era un’area ferroviaria il cui problema principale era rigenerare l’aria senza eliminare il collegamento regionale nazionale, bisognava rigenerare l’intorno mantenendo la rete infrastrutturale.

Altre richieste ed obiettivi erano:

  1. Contenimento del consumo di suolo.
  2. Mantenimento delle proprietà pubblica sulle aree.
  3. Realizzazione di nuovi alloggi.
  4. Creazione di percorsi pedonali diretti tra i tessuti urbani esistenti e il fronte fluviale.
  5. Rifunzionalizzazione di un manufatto di valore storico-architettonico.
  6. Inserimento di funzioni pregiate e innovative.
  7. Integrazione tra spazi pubblici e aree verdi di valore paesaggistico.
  8. Sfruttamenti dei dislivelli per la sovrapposizione di funzioni.

A livello di realizzazione è un progetto più complesso rispetto agli altri, gli studi effettivi risalgono al 1988.

La caratteristica a livello architettonico del progetto è linearità.

Legge 1150 del 1942 (5 novembre)

La legge 1150 del 1942 è la Legge Urbanistica Italiana vigente.

Dalla legge si deduce un processo urbanistico articolato in 3 momenti:

  1. Livello sovracomunale di riferimento.
  • Previsto il Piano Territoriale di Coordinamento affidato nel 1972 alle Regioni e da esse approvato.
  • Scarsa applicazione pratica, anche per mancanza di livelli intermedi di governo per la politica di programmazione.
  • Con la Legge 142 del 90 questo livello viene affidato alla Provincia.
  1. Livello Comunale Generale.
  • Strumento di disciplina urbanistica del territorio è il PRG, obbligatorio per un certo numero di comuni, e il Piano di Fabbricazione con Regolamento edilizio.
  • L’articolo 7 del Decreto Ministeriale 1444 del 68 introduce le Zone Territoriali Omogenee e i Limiti di densità edilizia.
  1. Livello Comunale Attuativo.
  • Attuazione delle previsioni del PRG.

Quando la legge fu approvata non vi erano ancora le Provincie, tutto era in mano allo stato, a partire dagli anni 70 nascono le provincie e quindi il piano Territoriale di Coordinamento, che comunque la legge nazionale aveva già previsto, passa alle Regioni e poi alla provincia. Già nella mente dei legislatori nazionali i Piani territoriali di Coordinamento avevano la funzione di essere un indirizzo per le singole pianificazioni comunali, che in questo modo avevano un riferimento di pianificazione superiore, riferita ad un ambito territoriale più ampio rispetto a quello comunale. Questi piani, però, nei primi decenni hanno avuto una scarsa applicazione pratica, nel nostro panorama nazionale ha fatto da padrone la pianificazione comunale, con lo strumento del PRG, che comunque deve essere approvato dalla Regioni.

Il livello Comunale Generale si basa si basa sul principio di zone territoriali omogenee, ossia le aree A, B ecc ecc.

Il livello Comunale Attuativo ha come strumenti i piani attuativi. Alcuni strumenti attuativi sono:

  • P.P.E Piani Particolareggiati.
  • PPA Programmi Pluriennali di Attuazione.
  • Piano di recupero del Patrimonio Edilizio esistente.
  • PEEP Piani di zona per l’edilizia Economica e Popolare.
  • Piani di Lottizzazione Edilizia Convenzionata (privati).
  • P.I.P Piani per gli Insediamenti Produttivi.
  • Programmi integrati di intervento.
  • Contratti di quartiere.

Piano territoriale provinciale generale (PTPG)

La redazione del Piano Territoriale Provinciale Generale è finalizzata ad assicurare alla nuova Provincia metropolitana e capitale una prospettiva programmatica a tempi medio lunghi di sviluppo sostenibile e competitivo e costituisce il riferimento aggiornato per i molteplici compiti amministrativi, di promozione e d’intervento affidati alla Provincia dalle leggi regionali.

Il piano vuole costituire per la provincia occasione di crescita delle proprie strutture tecniche ed amministrative e di apertura di un rapporto collaborativo stabile finalizzato all’operatività con gli enti locali, con i soggetti sociali ed economici e con la Regione stessa per l’avvio delle nuove forme di programmazione consensuale e concertata.

Il PTPG, nella sua collocazione intermedia nel sistema di pianificazione e di prossimità ai problemi del territorio nella loro dimensione sovracomunale, assolve compiti complessi di programmazione di area vasta, di coordinamento dell’azione urbanistica degli enti locali per gli aspetti di interesse sovracomunale, di promozione di iniziative operative per la tutela, l’organizzazione e lo sviluppo del territorio provinciale.

Le caratteristiche prevalenti sono che il PTPG:

  • Riguarda il governo del territorio provinciale.
  • Definisce strategie e indirizzi programmatici.
  • Esalta il rapporto natura-storia come fondativo per la costruzione dell’identità del territorio provinciale.
  • Definisce gli obiettivi e gli elementi fondamentali dell’assetto del territorio.
  • Definisce gli obiettivi generali, la strategia di tutela e di trasformazione del territorio.
  • Individua i sistemi delle infrastrutture, le attrezzature, gli impianti e gli interventi complessi di interesse pubblico di rilevanza provinciale.

Quello di Roma è stato approvato dal Consiglio Provinciale in data 10.01.2010.

Può essere chiamato anche Piano Territoriale di Coordinamento.

L’area di competenza, mentre nel Piano Paesistico è a livello regionale, è a livello provinciale. I confini della Provincia di Roma segue quello amministrativo.

Mentre alla Regione spetta il compito di analizzare e di esporre norme e leggi riguardanti

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/21 Urbanistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiavarr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Progettazione urbanistica I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Cialdea Donatella.
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