Concetti Chiave

  • Identificare situazioni di rischio è cruciale per poter intervenire con strategie farmacologiche e terapeutiche adeguate.
  • Indagare eventi della vita, sintomatologia e anamnesi psicosociale è fondamentale per una corretta valutazione del paziente.
  • Il dialogo aperto con il paziente è essenziale per comprendere le sue difficoltà e promuovere una comunicazione senza vergogna.
  • La riduzione del tasso di suicidi è un obiettivo primario dell'OMS, attraverso campagne di sensibilizzazione e limitazione dei mezzi letali.
  • È importante sfatare miti sul suicidio, come l'idea che parlarne possa incoraggiare; discutere aiuta a riflettere e cercare supporto.

Indice

  1. Identificare e intervenire
  2. Aspetti da indagare
  3. Importanza del dialogo
  4. Riduzione del tasso di suicidi
  5. Miti e false credenze

Identificare e intervenire

È fondamentale identificare le situazioni di maggiore rischio per poi poter intervenire in termini farmacologici (es. laddove vi è un aspetto depressivo con un antidepressivo, con farmaci stabilizzanti se vi sono aspetti di impulsività) e/o programmando qualunque tipo di strategie che si considerano valide.

Aspetti da indagare

Gli aspetti fondamentali da indagare sono:

Eventi della vita, facendosi raccontare la storia del paziente.

Sintomatologia, facendo un esame obiettivo anche di tipo psichiatrico.

Anamnesi psicosociale: divorzio, solitudine, perdita del partner, malattie croniche, stress, paura di punizioni, problemi scolastici.

Personalità: impulsività, bassa autostima, non trovare il proprio posto nel mondo, aggressività, sentirsi senza supporto, negatività.

Anamnesi familiare: comportamenti suicidari, disturbi dell’umore, alcolismo.

Importanza del dialogo

Come medici è importante parlare con il paziente, chiedergli come sta ed eventualmente (con tatto) indagare un comportamento autolesivo. Dare al paziente la possibilità di poter comunicare a qualcuno liberamente e senza vergogna i propri pensieri, la propria difficile storia è una parte essenziale della terapia.

Riduzione del tasso di suicidi

La riduzione del tasso di suicidi è tra i principali obiettivi dell’OMS, per esempio limitando i mezzi. È il caso, ad esempio, del Paracetamolo che ora viene venduto in Inghilterra in blister contenenti un minor numero di compresse. Altre campagne sono volte alla riduzione del consumo di alcol ed altre sostanze d’abuso. Campagne e diffusione di opuscoli avvengono in tutte le lingue e sono rivolte non solo a medici ed operatori del settore ma anche ad insegnanti, persone che lavorano nei media e altre categorie.

Miti e false credenze

Per quanto riguarda miti e false credenze:

• Parlare di suicidio è una cattiva idea perché funge da incoraggiamento: discutere il problema con qualcuno, invece, è un modo con cui la persona può riflettere sulle sue decisioni e cambiare idea. C’è spesso stigma attorno all’argomento.

• Quando qualcuno è suicida, lo rimarrà per sempre: i pensieri possono ritornare ma non sono permanenti, il rischio aumenta in certe situazioni specifiche ed è spesso a breve termine.

• Solo persone con patologie psichiatriche sono suicide: l’istinto suicida indica una profonda tristezza ma non necessariamente un disordine mentale.

• La maggior parte dei suicidi sono imprevedibili: la maggior parte dei suicidi è preceduta da segnali di allarme verbali o comportamentali.

• Un suicida è convinto di morire: al contrario, un suicida è spesso ambivalente riguardo al vivere o morire. Una persona può commettere atti autolesivi e rammaricarsi di essere sopravvissuto. Il suicidio si previene con supporto emotivo al momento giusto.

• Le persone che parlano di suicidio non vogliono farlo: chi parla di suicidio può cercare aiuto o supporto. Molte persone che provano ansia, depressione, disperazione pensano che non ci siano altre opzioni all’uccidersi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza di identificare le situazioni di rischio per il paziente?
  2. Identificare le situazioni di maggiore rischio è fondamentale per poter intervenire con trattamenti farmacologici adeguati e strategie valide, come indicato nel testo.

  3. Quali aspetti devono essere indagati per comprendere il benessere del paziente?
  4. È importante indagare eventi della vita, sintomatologia, anamnesi psicosociale, personalità e anamnesi familiare per avere un quadro completo della situazione del paziente.

  5. Come può il dialogo influenzare la terapia del paziente?
  6. Parlare con il paziente e permettergli di esprimere liberamente i propri pensieri è essenziale per la terapia, poiché aiuta a costruire un rapporto di fiducia e a indagare eventuali comportamenti autolesivi.

  7. Quali sono alcuni miti comuni riguardo al suicidio?
  8. Tra i miti comuni ci sono l'idea che parlare di suicidio incoraggi l'atto, che i pensieri suicidi siano permanenti, e che solo le persone con patologie psichiatriche siano a rischio, mentre in realtà i segnali di allerta sono spesso presenti e il supporto emotivo è cruciale.

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