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Concetti Chiave

  • La politica economica dell'UE si basa su un coordinamento degli obiettivi tra Stati membri, con sistemi di vigilanza e assistenza, e divieti sul disavanzo pubblico e intese anti-concorrenziali.
  • La politica economica è regolata da articoli del TFUE che definiscono obiettivi comuni e prevedono una moneta unica per garantire prezzi stabili e una libera concorrenza.
  • La Commissione europea emette raccomandazioni e esercita vigilanza sui bilanci nazionali per prevenire disavanzi pubblici eccessivi, con sanzioni per gli Stati non conformi.
  • Il MES e il Fiscal Compact sono strumenti recenti per sostenere la stabilità economica dell'Eurozona, imponendo regole severe sui bilanci e il deficit.
  • La gestione della politica monetaria è affidata a organi come la BCE e il SEBC, responsabili della stabilità dei prezzi e delle politiche economiche in Europa.

Politica economica dell'UE

La politica economica e monetaria dell’UE è uno strumento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi generali dell’Unione Europea.

1) Politica economica
Nei confronti degli Stati membri, essa è caratterizzata da :

• un sistema di coordinamento degli obiettivi comuni

• un sistema di vigilanza (che prevede anche sanzioni)

• un sistema di assistenza

• alcuni divieti (fra cui il divieto di un disavanzo pubblico eccessivo, divieto di intese tra le imprese recanti pregiudizio alla concorrenza)

1.1 Oggetto della politica economica

Oggetto della politica economica

L’impostazione della politica economica dell’UE è data dall’art. 1109 del TFUE che, dopo aver richiamato l’art.13 del Trattato dell’UE, prevede una politica economica fondata su di uno stretto coordinamento delle politiche economiche dei vari Stati e sulla definizione di obiettivi comuni. Tale azione prevede anche una moneta unica ed una politica monetaria e di cambio con lo scopo di mantenere i prezzi stabili, all’interno di un’economia di mercato aperto e in libera concorrenza.

Esiste tuttavia una sorta di asimmetria fra la politica di bilancio nazionale e la politica monetaria europea. Infatti, la politica economica è di fatto governata dagli Stati membri che sono tenuti a coordinare le proprie scelte in base agli indirizzi di massima dettati dal Consiglio (dei ministri) mentre in fatto di politica monetaria, la competenza esclusiva è riconosciuta all’UE.

1.2 Strumenti per attuare la politica economica

Strumenti di attuazione

Il coordinamento delle politiche economiche dei singoli stati avviene tramite due strumenti:

a) Raccomandazioni

La Commissione europea predispone delle raccomandazioni che contengono degli indirizzi di massima; una volta approvati dal Consiglio, essi sono resi noti agli Stati membri i quali sono tenute a rispettarli e per questo essi sono soggetti ad una sorveglianza multilaterale.

Da parte loro, gli Stati membri trasmettono alla Commissione tutte le informazioni di rilievo adottate nell’ambito della loro politica economica

b) Vigilanza

L’ UE controlla i bilanci degli Stati membri, per evitare disavanzi pubblici eccessivi (disavanzo = differenza negativa fra entrate ed uscite del settore pubblico in un determinato esercizio finanziario). Il disavanzo pubblico è considerato eccessivo se:

• il rapporto fra disavanzo pubblico ed il prodotto interno lordo (PIL = il valore dei prodotti e dei servizi realizzati all’interno di uno stato in un determinato arco di tempo) supera i 3%

• il rapporto fra il debito pubblico e il PIL è superiore al 60%

1.3 Se lo Stato membro attua politiche economiche non coerenti con gli indirizzi di massima

Qualora venga accertato che le politiche economiche di uno Stato membro non sono coerenti con gli indirizzi predisposti dalla Commissione europea e approvati dal Consiglio oppure rischiano di compromettere il buon funzionamento dell’unione economica e monetaria, la Commissione può indirizzare un avvertimento scritto (= Early Warning) direttamente allo Stato interessato.

1.4 Quando il disavanzo di bilancio è eccessivo – Il sistema delle sanzioni

Sanzioni per disavanzo eccessivo

La Commissione ha il compito di sorvegliare l’evoluzione del bilancio degli Stati membri per individuarne gli errori più rilevanti; in questo caso, essa invia loro un avvertimento se ritiene che nello Stato in questione esista (o possa determinarsi per il futuro) un notevole disavanzo.

Il Trattato prevede anche delle sanzioni per lo Stato che, nonostante l’intimazione del Consiglio, continui a non adottare misure per ridurre il disavanzo eccessivo (es: pubblicazione prima dell’emissione di obbligazioni o altri titoli da parte dello Stato membro di informazioni specificate dal Consiglio, invito alla Banca europea per gli investimenti a riconsiderare la sua politica di prestiti nei confronti dello Stato membro in questione).

Fra le sanzioni di maggior rilievo, previste dal TFUE, nel caso in cui il deficit non rientri, abbiamo l’obbligo di un deposito infruttifero c/o l’UE, il cui importo è stato stabilito dal Patto di stabilità e di crescita.

1.5 Le tendenze attuali

Tendenze attuali

Nel 2012, è entrato in vigore il MES (detto anche fondo “salva stati” o “firewall) il cui scopo è di sostenere la stabilità della zona euro attraverso strumenti di assistenza finanziaria a favore degli Stati (concessione di prestiti e acquisto titoli di Stato dei paesi dell’Eurozona) colpiti da problemi di finanziamento

Con il 1° gennaio 2013 è entrato in vigore il Fiscal Compact o patto di bilancio, il cui obiettivo è di rafforzare il pilastro economico dell’UE e con cui viene adottata tutta una serie di regole, volte a rinsaldare il coordinamento delle politiche economiche:

• gli Stati si impegnano a fare in modo che i propri bilanci non presentino un deficit (= disavanzo) superiore allo 0,5% del PIL

• il rapporto fra deficit e PIL non deve superare il 3%

• in caso di deviazione, devono essere applicati dei meccanismi di correzione

• le norme del Trattato sulla stabilità devono essere inserite a cura degli Stati membri all’interno degli ordinamenti, preferibilmente con una legge costituzionale

• in tale ottica, i capi di Stato o di governo della zona euro si devono incontrare almeno due volte all’anno con il presidente della Commissione, alla presenza facoltativa del presidente della BCE

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2) Politica monetaria

Politica monetaria dell'UE

La politica monetaria trova la sua espressione nell’introduzione dell’euro, avvenuta il 1° gennaio 2002. La Gran Bretagna e la Danimarca ottennero di non parteciparvi, nonostante avessero i requisiti, in base ad una deroga contenuta nel Trattato di Maastricht.

2.1 Obiettivi

• mantenimento della stabilità dei prezzi

• sostegno delle politiche economiche dell’ UE

2.2 Criteri per adottare l’euro

Obiettivi e criteri dell'euro

I criteri che devono essere rispettati per adottare l’euro sono:

• stabilità dei prezzi. I tasso d’inflazione non deve superare dello 1,5% quello dei tre stati membri che hanno conseguito i risultati migliori

• il rapporto fra disavanzo pubblico e PIL non deve superare il 3% e il debito totale non deve superare il 60% del PIL

• le monete nazionali non devono aver subito svalutazioni; la massima oscillazione consentita è dell’1,5% rispetto alla parità centrale

• i tassi d’interesse a lungo termine del singolo Stato non devono essere superiori del 2% a quello dei tre stati membri che hanno conseguito i risultati migliori

2.3 Gestione politica monetaria

Gestione della politica monetaria

La gestione monetaria è affidata ai seguenti organi:

SEBC (= Sistema europeo delle Banche Centrali): comprende la BCE + le Banche centrali dei singoli stati. Lo scopo è quello di mantenere la stabilità dei prezzi e del sistema finanziario

• BCE: con il Trattato di Lisbona ha visto rafforzato il suo ruolo istituzionale

Consiglio dei ministri economici e finanziari che formula e adotta indirizzi di massima per le politiche economiche europee all’interno del quale funziona un apposito comitati che serve da trait-d’union con le istituzioni europee

Consiglio dell’Eurogruppo: è costituito soltanto dai Ministri delle Finanze dei paesi della zona euro

Troika: comprende rappresentanti della Commissione europea, della BCE e del Fondo Monetario Internazionale si occupa del piano di salvataggio dei paesi all’interno della zona euro, il cui debito pubblico è in crisi. Concede prestiti in cambio di severe politiche di austerità.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali strumenti della politica economica dell'UE?
  2. La politica economica dell'UE si attua attraverso raccomandazioni e vigilanza, con la Commissione europea che fornisce indirizzi di massima e controlla i bilanci degli Stati membri per evitare disavanzi eccessivi.

  3. Come viene gestita la politica monetaria nell'Unione Europea?
  4. La gestione della politica monetaria è affidata al Sistema europeo delle Banche Centrali (SEBC) e alla Banca Centrale Europea (BCE), con l'obiettivo di mantenere la stabilità dei prezzi e del sistema finanziario.

  5. Quali sanzioni possono essere imposte agli Stati membri con disavanzi eccessivi?
  6. Gli Stati membri che non adottano misure per ridurre il disavanzo eccessivo possono ricevere sanzioni, come l'obbligo di un deposito infruttifero presso l'UE, secondo quanto previsto dal Trattato.

  7. Quali sono i criteri per l'adozione dell'euro da parte degli Stati membri?
  8. Per adottare l'euro, gli Stati devono rispettare criteri come la stabilità dei prezzi, un disavanzo pubblico non superiore al 3% del PIL e un debito pubblico non oltre il 60% del PIL.

  9. Qual è l'obiettivo del Fiscal Compact introdotto nel 2013?
  10. Il Fiscal Compact mira a rafforzare il pilastro economico dell'UE, imponendo regole per garantire che i bilanci degli Stati membri non presentino un deficit superiore allo 0,5% del PIL e stabilendo meccanismi di correzione in caso di deviazioni.

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