Biografia di Pirandello
Infanzia e famiglia
1867: Nasce nelle campagne attorno a Girgenti nella tenuta chiamata "Cavusu", per cui l'autore si definisce figlio del caos nel dettato del 1893 all'amico Pio Spezi. Il padre Stefano, di origini liguri, è il diciottesimo di 23 fratelli, perciò ha un carattere esuberante, contrario a quello del figlio. Si occupa principalmente di miniere di zolfo. Sposa nel 1863 Caterina Ricci Gramitto per il suo carattere forte: la conosce tramite il fratello di lei, Rocco. Entrambi i Gramitto erano garibaldini, e il padre, Giovanni, era stato esiliato a Malta per aver preso parte alla Rivoluzione del 1848. È chiaro come i genitori di Luigi diano il nome ai personaggi de I vecchi e i giovani, Stefano e Caterina Auriti.
In generale, Pirandello ha una relazione morbosa con la madre, da cui chiede spesso aiuto nei suoi conflitti con la figura paterna. Nell’infanzia è molto legato anche a una domestica, Maria Stella, grazie a cui Luigi entra in contatto con il locale patrimonio di superstizioni e leggende. Luigi aveva due sorelle, Rosalina detta Lina e Anna.
Formazione e primi amori
1878-1881: Viene iscritto dal padre a una scuola tecnica, ma grazie alla complicità della madre e dello zio materno riesce a preparare l’esame integrativo di latino e a passare così alla seconda classe del ginnasio, nonostante l’ira paterna.
1882-1891: In seguito al rovescio economico del padre, la famiglia si trasferisce a Palermo, dove Luigi continua gli studi liceali e dove si innamora di una cugina di qualche anno più grande, Paolina. A Palermo si iscrive alla facoltà di Legge, dove entra in contatto con i fasci siciliani. Tuttavia, nel 1887 si sposta a Roma nella facoltà di Lettere. Sebbene qui sia aiutato dal professore di filologia romanzo Ernesto Monaci, entra in contrasto con il professore di latino, Onorato Occioni, per cui nel novembre 1889 si iscrive all’università di Bonn, dove nel 1891 si laurea in filologia romanza con una tesi sul dialetto di Girgenti.
Oh, il teatro drammatico! Io lo conquisterò. Io non posso penetrarvi senza provare una viva emozione, senza provare una sensazione strana, un eccitamento del sangue per tutte le vene. Quell'aria pesante chi vi si respira, m'ubriaca: e sempre a metà della rappresentazione io mi sento preso dalla febbre, e brucio. È la vecchia passione chi mi vi trascina, e non vi entro mai solo, ma sempre accompagnato dai fantasmi della mia mente, persone che si agitano in un centro d'azione, non ancora fermato, uomini e donne da dramma e da commedia, viventi nel mio cervello, e che vorrebbero d'un subito saltare sul palcoscenico. Spesso mi accade di non vedere e di non ascoltare quello che veramente si rappresenta, ma di vedere e ascoltare le scene che sono nella mia mente: è una strana allucinazione che svanisce ad ogni scoppio di applausi, e che potrebbe farmi ammattire dietro uno scoppio di fischi!
(Luigi Pirandello, da una lettera ai familiari del 4 dicembre 1887)
Prime opere e carriera letteraria
1889: Pubblica la sua prima raccolta poetica dal titolo Giocondo, un ossimoro che intendeva omaggiare Angelo Poliziano; l’espressione è contenuta nel primo canto della sua opera più importante, Le stanze (1478), che recita: "Sì bel titolo d'Amore ha dato il mondo/ a una cieca peste, a un mal giocondo" (Pasqua di Gea, ottava 13, versi 7/8). Nel 1891 pubblica la sua seconda raccolta, che dedica a una ragazza tedesca di cui si era innamorato. È da tenere presente come Pirandello, in poesia, si attenga alla tradizione, non sperimenta nuove forme e sembra non badare alle innovazioni degli stessi anni, come il simbolismo.
1892-1897: Inizia a frequentare i saloni letterari per farsi conoscere, e tramite l’amico Ugo Flores viene presentato a Luigi Capuana, che gli consiglia di passare alla prosa, che ritiene più adatta alle esigenze dei tempi. Nel 1884 scrive la sua prima novella, Capannetta, saldamente legata alla lezione verista. A Monte Cave compone il primo romanzo, che inizialmente intitola Marta Ajala, ma che nell’edizione 1901 passa ad avere il nome L'Esclusa. Nel 1894 quindi pubblica la sua prima raccolta di novelle, Amori senza amore. Nel gennaio dello stesso anno sposa Antonietta Portulano, la cui dote era servita a finanziare una miniera di zolfo del padre di Pirandello, in affari con il padre di Antonietta. L’anno seguente nasce il loro primo figlio, Stefano. Al 1895 risale la stesura del secondo romanzo, Il Turno, e la composizione delle Elegie renane, versi che si rifacevano alle Elegie romane di Goethe di un secolo prima, tradotte dallo stesso Pirandello.
Insegnamento e vita familiare
1896-1902: Nel 1897 inizia ad insegnare lingua italiana all’Istituto superiore di magistero di Roma. Nello stesso anno nasce la figlia Rosalia detta Lietta, mentre nel 1899 nasce Fausto. Alla fine del 1897 inizia a collaborare alla rivista “Ariel”, a cui partecipano anche Ugo Fleres e Luigi Capuana. Nel 1901 esce su "La Nuova Antologia" L'Esclusa; nel 1908 uscirà su “Treves”. Nel 1902 invece pubblica Il Turno composto sette anni prima. Sono questi anni felici della sua vita matrimoniale, prima del disastro economico del 1903 che porterà la moglie alla pazzia.
Disastro economico e conseguenze
1903: L’allagamento della miniera di zolfo del padre causa la rovina economica della famiglia e scatena la pazzia di Antonietta, dato che la sua dote era stata investita in quella miniera. Il tracollo nervoso le causerà una paresi alle gambe per sei mesi e una forma di paranoia che non le passerà mai. In genere comunque bisogna usare cautela nel parlare della sua figura in quanto non si hanno sue testimonianze, la sua malattia è sempre stata filtrata attraverso lo sguardo degli altri.
Opere di successo e riconoscimenti
1904-1909: Dietro un lauto anticipo da Giovanni Cena, direttore della “Nuova Antologia”, Pirandello pubblica a puntate Il fu Mattia Pascal, che ha subito successo. In vista del concorso a cattedra pubblica dell’Istituto superiore di Magistero di Roma (prima infatti sostituiva un altro insegnante), pubblica due saggi nel 1908: Arte e scienze e L'umorismo, che dedica a Mattia Pascal. Nel 1909 ne “La Rassegna Contemporanea” appare la prima parte de I vecchi e i giovani.
1910-1915: Nel 1911 esce Suo marito, la cui circolazione fu limitata per non offendere Grazia Deledda. Nel 1915 appare a puntate, su “La Nuova Antologia”, Si gira..., che dieci anni dopo prenderà il titolo di Quaderni di Serafino Gubbio operatore. Per quanto riguarda le vicende familiari, nel 1915 suo figlio Stefano viene fatto prigioniero di guerra; nello stesso anno muore la madre, Caterina Ricci Gramitto, e la malattia della moglie inizia ad aggravarsi.
Successo teatrale
1916-1919: Il 1917 è l’anno di svolta per il teatro pirandelliano in quanto viene rappresentato Così è (se vi pare), tratto dalla novella La signora Frola e il signor Ponza, suo genero; Il giuoco delle parti, l’anno seguente viene messo in scena dalla novella del 1913. Nel novembre del ’18 il figlio torna dalla prigionia. Nel 1919 Pirandello è costretto a internare Antonietta in una casa di cura.
1920-1922: Dal ’20 al ’29 “Bemporad” pubblicherà la raccolta Novelle per un anno, assieme a un corpus di opere teatrali, Maschere Nude. Il 10 maggio 1921 debutta al teatro Valle di Roma Sei personaggi in cerca di autore, opera che ha successo solo nella rappresentazione al Teatro Manzoni di Milano il 27 settembre. L’anno seguente sono rappresentati a Londra e a New York: inizia il successo di Pirandello all’estero.