Trascrizione e note
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Testo con caratteri greci e annotazioni
ardenteχίλων·αλλ’ έν δρυμοκισιν πέτροςφαινιστα κωλυομενα φλοξ, εξ βαύειαν φέρει Πόντου πλάκα σὺν παταγω25 εκείνο δι’ Αριστοιο κρονυους έρπετονδεινοτατος άναπέμπει τέρας μενΙαυμον πρησιδεδυι,πρημνωδες και παρεσταντων αμφισταιοϊον Αίητης μελαμφαρης δεδεται κορυμβοις,και πεδυο Ισσευωνκα δε χαροποίσσιν απαν νεω·τον ποικιλεν ιμεμενον κεντεειμι, Ζεύς, τον ειμι άνδανεν,30 ὃς τοί: εὔπεπλος ὅρος, εὐκόρπεο γαῖαμέν εἷσιπιο τοῦ μὲν ἔπων νυμἰχνκλέος ὀικιπτῶρ ἐκύδακεν πόλινγεσἰτων Πυθὼδς δ’ ἐν δρόμῳ καὶ ὄλκῥῦς ἀνέλειπέ νιν ὤχιεν.ἱαν ἑρμῖνος ὑπέρ μσλιγκίουἄρματος νυναιρόποις δὲ χρύση λ·. ἐ.ἐς Πόιον ἄρχομένος πμπακίων ἐλιεῖνοὗρον εοικότα μλρέσε.α35 καὶ τελευς φίρετερον νόστερον τυχέας ἐκεπέες χάρεςἐνῆκις ἐπὶ συνσυχίας δὸξεν φέρεει
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anadeelasafesistonestoanemeinesekunderosekfeugasch' amedistonantiousei.garo.payskleroselbonmenousinkaikteondosterenudesmenantestelakoonsperdontasprosypervneantonaikionmenafrodineonpsi-'paremeinaanillaskontosaniteonpaihmovistim'nolkenoktespleginosdrepetesentandroxosstephanosyndaxtosploutiossterefnimasachelmeaxgeurimymnirondikainerepnereteringn' acassodikaionκαὶ τὰς ἐῢν μελάνων ἔκανεν.ψυχρὰ δὲ Λαχνοῦδε Ἐλκεϊρ.φάντι δὲ Λαχνοῦδε Ἐλκεϊρ.τεριόμενον μετὰ βύσσονας ἐλείξενΜῆδας ἀντιθέους Ποίκτος ὑὸν τοξόταν.ὅσ Περάμυιο πόλιν πέρεσεν τελεῦσας.στεν τε πόνους Δάκρυοσύς.ἀσθενέμ μὲν Χρωτές βινύραν ἀλλὰ μαρίδον.οὖτω δ'Ἰλερμην θεός ὀρρωτέμπε πέλοιτὸν προσερπετονα Χρόνον μίδον ἔραστον χαίμαι.ἑὸν διδούς.Μοῖσα, μαί πᾶρ Δεινομένα κελαδημέν.
gen.M.plu.loc.anatol.c.di spec.γείτοναςacc.F.sing.dat.N.plu.dat.N.plu.gen.M.sing.gen.M.sing.αχῖλῆροςacc.F.sing.acc.F.sing.gen.N.sing.συνσυν τοι ζυν χείν ενdat.M.sing.pron.ύς/ώςγενικήδιακρεί:ονέν τέξ/ψυ μέν...κινωνούσε -ατιμία; κατ’ὠστόσο δήεσμένοςούδε ὅλο ς; ἣχος έκστίdeficere tradere gen. Rel. modo deponendiacc.F.sing.tota. F.sing.validioribusυβρειν ιδδυ τηνηγησατο Açarade cartoεβαλλε τοπεινων.. sc. προ . καρμινο'χ Συρακουσοιοι ενκεφάλη ανδομουντες αυτοκρατειντι τες Ελλαδα εξ ΕλλαωνΒαρεταςNecaeusΈλλωδοςην. Έροσακκουγη.αρ μέσαν κερουσα στολισμουςπρος...δούλος manage actionьсаχ.άνμεσον.χρήματιπάχει.ως. ελληνικα Ελληνικάνταστασο Ελληνικ μαθημαχαλεπων intol.rep.Μήδειαςπαθεσι καμε. ΠΞΕπαμήΑθηναθείρωευσμερου συνήγορος Εκπ. συ. ουνος ακασαι ξι gen. assolutoρή. Α-φ. Ι. singπολέμουπόλεμος ουταν edex νην υμπ' χρεται πολεμωανέραν κυνομψιΕ' καιρον εφητάςλουσί.εν βράχει μεσονεπετει παζων ανέρωνπαυ' - απο - γαρχοροςαι βλάνειχαμηνης ταχέως ελπίδας δη αστωυνδέ. ακοακρυφιονθυμόν βρεφ-πει μεγιστοςσπαφήνεί μάλιστααλοι σαν επ' αλλοτριοιςράιστεφυσι.πταέτρον85 αλλ' αμεκριεστάν γαροικτραμβού φυάναςμημαλεει καθ' νόύμα δκαιωνδαλινήφύτροςσπετοςαύωδει - δε προςαχ'μονι χάξευεγλαύστον
Traduzione
Ceto d'oro, possessore comune di Apollo e delle Muse dalla treccia di viola, il settimo principio. Delle fertili acque ofra cantori ubriacissimai qui segna, eloquando vizzando, produci... preludi dei poemi, che guidano i cori. Spogli anche il femmineo scuminato delle folgore strane. L'aquila dorme sulla suttia di Zeus, reclinando l'ala viola da antamene dei parti, regina degli uccelli, venassuti sul capo adulto una nube nera della sensurura della pellepeculería desorenta domdola il dorso flascuoso, vinta da tuoi rionictimis. Infatti, anche Ares, violento avendo lasciato biontono la ruvida punta della lancia inplisa il cuore con il sonno, i canti e incantano anche i cuoni depte dei, con la maestria di Apollo lutone e delle Muse del profondo drappeggio. Ma quenti Zeus non amai, si spaventano, odendo le voci delgi amici, sopra la terra e il mare invincibili, e anche colui che gisa nell scante faceutato tipo della cento teste, un tempo l'altro Cilicia dai molti nomi lo stricti, ora invece le scafiori vinte del mare e dal fi da Clus e della Sicilia gravano il suo petto rosso; una colonna alta fino al cielo lo schiaccia, l'etna innevata, infatti panneni della alba nera, nella profondità della quale sorgono sorgenti purissime di fuoco terribile di giorno; fiumi affondano un odorale erodante di fiumo, ma di notte la rossa firma riolonda, porta con fragore i massi verso la larga deletes del mare. Quella bestia manda su le terribilissime correnti di Efesto, prodigio straordinario e vedansi, menzoglie anche a sentirsi fra coloro che sono presenti, pennti eci; e leagato; fra la vette scure di poble dell'Etna e il suolo, e i giaciupchi si camando su lave strani tragigli lucidi sdraiato sia possibile Zeus, orsù, compiacere te, che Frequenti quieta mantogna. Fronte della tenua.
Eccod, con il nome della quale qui tefono dinotiamo la ferma vicina, e l'Eonia, le lemonine nella pista dei giochi, anunciando il lenore unica e anuccia. Per gli uomini portati per mocr ammincoso apli unione la sua vavigazione, il primo piacere e un vento favorevole che conduce; infatti, è possibile di un nucno, alla finis ottenus cm min ritorno mijlicione. Questo discorso, in queste circustanste pora l'espettivula che in future eress (b-cita), erra famosa per npoiche e coralli e celebra con joda gioiosa. O Pelo Licio, eragante subelo e amente della fonte castalia del Parnaso, posso te desiderione deluce, riritiamo le regoni enuce diciami; degli dei; tutte le recine della veriti ominite e nascono (vonuni); seggi e potenti di Teraco: i biapocri lo che desidero. lodare quell'uomo, spinto di non so quale furore del tempo o vibrando con forza il qualelotta (come se fosse una gara ????) ma rinunciando lontano i superi. Al nemico Oh, se tutto, il tempo correggesse la sfacciata il dono dei beni a condurre ilolto fatica; e spesso ricordarlo in quale battaglia, nelle guerre, moriste con animoMenmo, quando con il voler degli dei attraversare una gloria, figlioé nessuno con grecipelette, fleco coronamento di ricchezze. Si era, seguendo le manosrio di Filette, è scorin campo; e ora per forza anche uno che è orgoglioso le aulule come amico. Diconache ènoi pariaól dei vennero per portare via da Lemmo il figlio di Teonte, aricricratormentato da una piaga. Il quale distrusse la città di Priamo, pose fine alla pena diDannai pur andando con debole sfera corpo, ma uno destino. Allo stesso modo, un chedocia sia per lenore il sostatiatore per il tempo cu avanzato, dandoci ciò che si conveniedella cosche dicideron. Oh Musa, andando presso Ainomei l'acacia iu coda, il pantsdella quandiche. Gioia, non ostentacia (pa lui) la vittoria del padre Orso: quindi, troviamoper le né atto un inno predicato. Per lui, con una liberta stabilita dagli dei, banondro quella città secondo le leggi delle regole. I. ero, il discendenti di Ponfie a repero dei; che abitano sotto le pendici di Taigeto, vegliano pon sempre stienneni allalaggi di Eginao, da Tironi. Occupano felici. Amiche movendo dal Grecio (dvencave) variillusti dei, inrarozai, introdizi dai cavalli bronchi, e fiorio la foma della lorolaonaZeus omnipotente. Sempre il venace giudizio degli uomini olegas. Taloi per cittiaoni e i, tra presso l'acque dell'Amone,Con te contentameli i condottiero, dando ordini al figlio, onorando il popolo, (16)a( desidentire ze vean posatoriakom: endo além) indirizziano a una serenità concorde. Ti supplico, figlio di Goneo, accettensi che ilgrido di questa funnica ed dei trecenti sta nella patria tranquilla avendo visto penecome la fratoscia che piange le nevi quanto pessimono essendo stati vinti dai orrendidei Siracusani, che la delle navi veloce, egito in mo stpa lo glianticcila Grecia da pesante schivotusi, sclllcarno abfsonato e grestaeiramina e errireani nonva e spartadai battife, vedavoni del Pfarore degli Atriamen, persone filoiflaoro viscono, ma lunga lo spando abodante d'acque ve olviba prendono - nedi daianiion pa figle di Tornome, (Limo) che essi ricevettero per il (loromianto, semidna stati scapriti I nemlia: Se conti conovimoenento, Tandendo le astracniz di e la mentepern.in poco tempo, (ne) segue un minore bieisima degli uomini; i pasioti uns peicolosstanchezza frena le alte speranze, e soprattutto l'ascolto della altrui fortune oppri-me l'animo dei cittadini. Ma tuttavia: infatti l'invidia è meglio dellacompassione: non rinunciare alle belle imprese. Guida il popolo con giusto timone; forgia la lingua su incudine sincera. Se ti sfugge anche qualcosa di insignificante, diventrai grande (purchè coriva) da te. Sei arbitro di molte cause: molti (sono) testimoniattendibili per intansare le cose. Persistendo nell'indole poetonica, se ti piace sentire a lungouna fama gradita, non cruciarti troppo per le geste: e come un marsinaio, lancia la velaagonista al vento, sciogli. Non lasciarti ingannare, o cerca da guadagnar fuia; il vento, che sopravive ai mortali, della fama solo suvela la vida dei bisbluft a narrazioni e sedi. La virtù beigna di Ciero non svascisce. Ma ovunque una fama odiosa schiaccia PCmente spietata, bruciatrice nel toro di bronzo: né lo scrofano le cetre di casa, tenenscompagnia alle canzoni dei ferruciulli. tressere fatiounato (z) il primo scopo. Il second(i) esse in buona fama. L'uomo che incontri e affiva: entrambe le cose ha ricevutola suprema corona.
Paradigmi
- 1. ἄχω
- 2. πείθω
- 3. ἐλέγχω
- 4. τεύχω
- 5. φέρω
- 6. εὐχω
- 7. κατέχω, ἔχω
- 8. κρύπτω
- 9. κεράννυμι
- 10. λείπω
- 10. καταλείπω
- 12. ἀφίημι
- 13. δέικνυμι
- 14. τέμνω
- 15. ἐρίζω
- 16. βιάω
- 17. κεῖμαι
- 18. τέρψω
- 19. πίπτω
- 20. συνέρχομαι
- 21. ἐρύωμαι
- 22. προέχω
- 23. κιλύω
- 24. φέρψω
- 25. ἐράω
- 26. ἀναπίπτω
- 27. προσφορῶ
- 28. λάσκω
- 30. δεῖμ
- 31. κελεύω
- 32. προκειλύνω
Paradigmi aggiuntivi
- 1. 27 δίδωμι, δώσω, ἐςον/ἔδωκα, δέδομαι, ςέδομαι
- 2. κΙάω, κΙάσομαι, ἐκἰάσθην
- 3. ἄγω, εἴσ,άγω; ἤγαγον, ἤχα, ἵηγμαι/εἰπἡγκα, ἐπἠλάγχθ (ἐψαλαύθην)
- 4. ἄρχω, ἄρξω, ἤρχα, ἤρχθην
- 5. ἀφικνέομαι, ἀφιξθΟμαπ, ήφΟζα/ήμ.ομαι/ἦλθον
- 6. τύγχαγω, ἔτχην/ἒτυχον, ἐτετυχον/ἐτεύχθην, ἔτετυχθην
- 7. φέρο v. sopra (ςα)
- 8. ἄναξ, ἄναξ; οὐκ ἰάομαι, ἠψιχθίεν, οὐκ
- 9. πλέω v. sopra(ςημ)
- 10. ἐθέλω, βουλαμαι, μἐθέλεςα, ὲτεθύεσθὁκω
- 11. πᾶπχο πῆλιοθμί, μἐπιστ;ἐπαιπω καί εἰςD.
- 35. μένω5 17 λήφθην
- 6. βάλλω, βάλλω; βαλΰ, βεβλινκέ; κοισιση, ἔφαψηκα
- 7. δίδωμι v. supra (ςδμωσρ) 4. ρητίψω, ἔρηπλῆμι, ἔρημ 4. εὗρίσκω, εὗραίξημαι, εὕρηα, μπόλεος , μΒмуμχιθλίδθ
TableBodyCe9
TableBodyCe9 τἐθηχησαι, μελαῖναν, ὦφεχν5. ἡρω9 ἐξήμερος v. supra (ςχοι)9 μέγα; ἀπέρχω; παραέργομ10 μετριόω (διαμέτρων)17. τελεται,; τελευτήκακομαι, ἦτα αγτϊα βίαιττετητεςỏi, ἔτθικασἄ3ᵃ sing.
- 1. ἐπλεύσ
- 2. λέλοιπ
- 3. προσπέπτω — ἔρριφα, εἴρηφα,
- 4. εἴρημαι — ἤρπασμαι, ἠρέσμαι, ἡρέσθην
- 5. v. sopra (2)
- 6. λέλοιπ
- 7. λιλαίομαι λιλαΐετο,.— καλθερίζοντε, κεκακώμεθα
- 8. ἐκπίπτω, ἐξίσταται, ἐξίστατο, ἐξίσταμαι, ἐξίσταθιν
- 9. καταλέγω — κατέλεξα, λέξατο, γελάσσομαι, εὐάθα,
- 10. κάνο — ἔπαντα.- κάστος
- 11. οὐκ ἀπαργώ, ἐόν = εἰμί
- 12. μένω
- 13. ἠρώτα, ἐρώτησα
- 14. ἀπόλλυμι, διακέχηνεν
- 15. πλέον
- 16. κείρω, κεκήδωμαι, κεχορήγημαι
- 17. μέλπω, μέλοι,
- 18. οἰμώζω, ἰλύομαι
- 19. ἑκθέ)ς
- 20. κελεύω
- 21. δίχα ἀπολοῦμαι
- 22. τίθημι, τέθειμαι, ἔθηκα, έκπρεμψαι
- 23. ἐπέφριξεν, ἐξεφρίξεν, ἐξεφρίγνωτο,
- 24. βρεχελευσέτω, βρεχειπάνως, ὁμος
- 25. πορεύεσθαι
- 26. ἐπεφωνούμεθα
- 27. περάω, πεπρωμένη, παραπ(ε)κλαίδη
- 28. τούρ = γίγνεται
- 29. οἶδ', ᾔσθημαι, ᾐσθη
- 30. ἐπιάζω, —
- 31. νικῶνται, ἔπεισμαι
- 32. ἔτρεφα — πάντα, ἐπεπτώκει
- 33. εἰρέατ', ἤμυθα
- 34. παρήεια. διακαντεχθεμένον, ὄψις
- 35. τεύχω, τετηκής
- 36. πειρᾶται, πειρασάνει
- 37. τέρματα. αἴεν
- 38. μέλογξ
- 39. ὠκέω, μύωρα
- 40. ὀδάχα, σοι πέλεις
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