Concetti Chiave
- Reza Khan assume il potere in Persia nel 1923, depone lo shah e fonda la dinastia Pahlavi, governando in modo dittatoriale con l'appoggio dell'esercito.
- Le sue riforme mirano a modernizzare l'Iran, ispirandosi alla Turchia di Mustafà Kemal, con misure come la coscrizione obbligatoria e la laicizzazione del sistema giuridico.
- Tra le riforme, il nuovo sistema educativo sottrae scuole e università al controllo religioso, mentre nuove leggi giuridiche non seguono la Sharia.
- Il regime di Reza Khan affronta forti critiche per la sua politica di occidentalizzazione e la dipendenza economica da compagnie straniere, in particolare nel settore petrolifero.
- La popolazione rurale, insoddisfatta delle riforme, si unisce a proteste religiose antioccidentali contro il regime e l'influenza straniera in Iran.
Qual è la salita al potere di Reza Khan?
In Persia, dopo un periodo di semianarchia iniziato nel 1911, il paese sembra sul punto di diventare una colonia sotto il completo controllo russo-britannico. Ma nel 1923 Reza Khan (1877-1944), un comandante militare persiano, depone lo shah, assume il potere e nel 1925 si proclama nuovo shah di Persia, fondando la dinastia Pahlavi e controllando lo Stato persiano (che dal 1935 assume il nome di Iran) in forma dittatoriale con il determinante sostegno dell'esercito.
Riforme e modernizzazione di Reza Khan
Il modello di Reza Khan è la Turchia di Mustafà Kemal. Anche egli procede attuando un piano di centralizzazione e modernizzazione del paese riformando l'esercito con l'introduzione della coscrizione obbligatoria e soprattutto riducendo drasticamente il potere dei mujtahid sciiti, cioè delle massime autorità religiose islamiche dell'area. Nel 1928 introduce nuovi codici giuridici che non si uniformano alla Sharia (il codice etico islamico). Tra il 1932 e il 1936 viene riorganizzato il sistema dei tribunali, nei quali devono operare solo giudici laici dotati di una laurea in giurisprudenza rilasciata dall'Università di Teheran; quindi dai tribunali sono estromessi del tutto i mujtahid che invece in precedenza vi svolgevano un ruolo cruciale. Tra il 1934 e il 1935 una riforma del sistema educativo sottrae scuole e università al controllo delle autorità religiose. Altre norme, modellate su quelle turche proibiscono fra l'altro l'uso del velo femminile nel 1936.
Critiche e opposizione al regime
La laicizzazione e l'occidentalizzazione provocano molte critiche specie tra i mujtahid, queste critiche si uniscono a quelle relative alla politica economica attuata da Reza Khan. In effetti il punto debole del suo regime è il settore economico che continua a essere dominato da compagnia imprenditoriali occidentali. La questione è particolarmente evidente nel settore petrolifero. I primi giacimenti sono scoperti nel 1908; nel 1915 vengono costruite le raffinerie di Abadan che sono controllate da compagnie straniere soprattutto britanniche. Curiosamente si ripropone una situazione che si è già presentata nella Persia del tardo Ottocento. Contro il regime autocratico del nuovo shah l'opposizione di chi critica la subalternità economica di occidentali si salda con l'opposizione dei mujtahid sciiti che considerano la legislazione laicizzante come un vero e proprio sacrilegio. Poiché gran parte della popolazione, specie di quella che abita nelle aree rurali, ricava scarsi benefici dalle riforme introdotte dal nuovo shah, il senso di insoddisfazione che ne deriva tende a esprimersi con la voce della protesta religiosa antioccidentale che si indirizza sia contro gli imperialisti stranieri i quali, secondo quanto sostenuto da intellettuali e mujtahid, sfruttano senza alcuna contropartita le risorse dell'Iran, sia contro il potere di uno shah che non vuole rispettare i precetti coranici.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il contesto storico che ha portato alla salita al potere di Reza Khan?
- Quali riforme significative ha attuato Reza Khan per modernizzare l'Iran?
- Quali sono state le principali critiche al regime di Reza Khan?
- Come ha reagito la popolazione alle riforme di Reza Khan?
Dopo un periodo di semianarchia e il rischio di diventare una colonia sotto controllo russo-britannico, nel 1923 Reza Khan depone lo shah e si proclama nuovo shah di Persia, fondando la dinastia Pahlavi e instaurando un regime dittatoriale con il supporto dell'esercito.
Reza Khan ha introdotto una serie di riforme ispirate al modello turco di Mustafà Kemal, tra cui la coscrizione obbligatoria, la riforma del sistema giuridico con giudici laici e la laicizzazione dell'educazione, culminando nel divieto del velo femminile nel 1936.
Le critiche al regime di Reza Khan si sono concentrate sulla sua politica economica, che ha mantenuto il dominio delle compagnie occidentali, in particolare nel settore petrolifero, e sulla sua laicizzazione, che ha suscitato l'opposizione dei mujtahid sciiti e di una parte della popolazione.
La popolazione, specialmente nelle aree rurali, ha espresso insoddisfazione per le riforme di Reza Khan, percependo scarsi benefici e manifestando una protesta religiosa antioccidentale contro gli imperialisti e il regime che non rispettava i precetti coranici.