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Concetti Chiave

  • La crisi agricola del 1927 segna il fallimento della NEP, con contadini riluttanti a conferire i raccolti e il ripristino delle requisizioni di cereali.
  • Il regime di Stalin implementò piani quinquennali per la pianificazione economica, la collettivizzazione forzata e l'industrializzazione accelerata, modificando drasticamente l'agricoltura e l'industria sovietica.
  • La resistenza contadina alla collettivizzazione fu violenta, portando il governo a utilizzare il terrore per reprimerla e perseguire i kulaki come nemici del socialismo.
  • L'industrializzazione portò a una rapida crescita economica, ma anche a gravi costi sociali, tra cui la militarizzazione del lavoro e danni ambientali significativi.
  • Il Grande Terrore tra il 1937 e il 1938 portò a purghe massicce nel partito, consolidando il potere di Stalin attraverso la repressione e il culto della personalità.

Che cos'è la crisi agricola del 1927?

L'annata agricola del 1927 fu buona, ma la raccolta di grano risultò molto scarsa e i contadini rifiutavano di conferire all'US i raccolti. Questa crisi degli ammassi segnò il fallimento

della politica agricola della NEP. Per fronteggiare la crisi furono ripristinate le tradizionali misure delle requisizioni di cereali accompagnate da una campagna contro i kulaki, nemici del socialismo e del paese.

Pianificazione e collettivizzazione

Vennero prese tre decisioni per il futuro del Paese:

• La pianificazione integrale dell'economia, cioè la subordinazione di tutte le attività economiche a piani quinquennali elaborati da un apposito organismo il Gosplan. Il primo piano quinquennale fu attuato tra i 1928 e 1932 il secondo tra il 1933 e 1937 mentre il terzo viene interrotto della seconda guerra mondiale.

• La collettivizzazione forzata dell'agricoltura cioè la trasformazione delle aziende private contadine in fattorie cooperative (kolchoz) o di proprietà dello Stato (sovchoz).

• L'industrializzazione accelerata che aveva l'obiettivo di creare grandi complessi industriali di proprietà statale.

Resistenza contadina e repressione

Di conseguenza queste decisioni modificarono il rapporto tra il potere sovietico e le campagne. Stalin era consapevole che tutto ciò avrebbe scatenato uno scontro sociale con i contadini, e infatti lo scontrò vi fu: la resistenza contadina fu fortissima perché si opposero in ogni modo. Il potere sovietico condusse questa guerra impiegando il terrore per ragioni politiche e ideologiche. Stalin dipinse l'URSS come un paese accerchiato da nemico capitalista. Nell'ideologia totalitaria di Stalin la collettivizzazione doveva distruggere uno stile di vita “vecchio” basato sulla comunità di villaggio e le proprietà conduzione familiare.

Come in ogni totalitarismo la costruzione di un uomo e di una società nuova veniva fatta coincidere con la lotta contro qualche nemico in questo caso i contadini ma soprattutto i kulaki.

Alla fine del 1929 Stalin annunciò il passaggio dalla limitazione delle tendenze dei kulaki, alla liquidazione in quanto classe, dando il via all'eliminazione di molti di loro. Un decreto del 1930 divise i kulaki in tre categorie: quelli impegnati in attività contro rivoluzionarie e i sfruttatori, erano previste la confisca dei beni, la deportazione e la fucilazione; ei kulaki leali nei confronti del regime prevedeva il trasferimento in un altro luogo della regione di residenza.

Collettivizzazione e carestia

Dal punto di vista economico la collettivizzazione dell'agricoltura ebbe un esito disastroso, la produzione del grano diminuisce a causa della resistenza del lavoro dei contadini ma anche a causa dei ritardi e sprechi. Si avviò un meccanismo di depredazione delle risorse agricole che condusse nel 1932 e il 1933 alla più grande carestia della storia europea con milioni di morti per fame.

Industrializzazione e costi sociali

Venne intrapresa la strada dell'industrializzazione accelerata, si trattava di industrializzare un paese arretrato, facendogli compiere in pochi anni il percorso che altrove aveva richiesto secoli. Ci fu uno sforzo economico gigantesco che trasformò in pochi anni l'Unione Sovietica in una grande potenza industriale. I costi umani sociali di questa modernizzazione furono altissimi, infatti i capitali furono reperiti attraverso il trasferimento forzato di ricchezza dall'agricoltura all'industria ma anche mantenendo un basso livello di salari. Fu attuata una sorta di militarizzazione del lavoro, con la legge del 1932 che puniva qualsiasi infrazione sul luogo di lavoro oltre al divieto per gli operai di cambiarlo. Un vero e proprio regime totalitario che entra nei diritti degli uomini. Questa industrializzazione portò anche a gravi danni ambientali.

L'obiettivo di industrializzazione rapida comportò la ripartizione di gran parte delle risorse disponibili nell'industria pesante e nella difesa, questo determinò una penalizzazione dei consumi e l’alfabetizzazione della popolazione quasi tutta analfabeta.

Stalin emarginò i cosiddetti specialisti borghesi cioè i tecnici e i lavoratori specializzati di estrazione non proletaria, che nel corso della NEP avevano avuto un ruolo di primo piano. Ad essi venne preferita una nuova leva di tecnici di provenienza contadina o popolare e di sicura lealtà politica, preparati attraverso istruzione tecnica.

Milioni di lavoratori passarono dall’agricoltura all’industria, ma l’urbanizzazione creò la mancanza di alloggi. Vi fu infatti una profonda trasformazione nella distribuzione territoriale, oltre 20 milioni di lavoratori passarono all’industria e cioè le città divennero affollatissime.

Sistema totalitario e terrore

Stalin istituì un sistema totalitario, basato sul Partito comunista e lo stato, sulla dittatura e sul terrore. Il partito era la principale istituzione e aveva tutti e tre i poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario).

Grande terrore e purghe

Tra il 1937 e il 1938 la dittatura staliniana sfociò in un vero e proprio terrore. Lo strumento operativo di questa fase, detta Grande terrore fu la polizia politica segreta. Organizzazione originariamente chiamata Ceka, poi Gpu e dal 1934 Nkvd, sotto la direzione di Ezov.

Il Grande Terrore si identificò con una serie di purghe, cioè di operazioni di ripulitura del partito attraverso processi politici che colpirono soprattutto ingegneri, tecnici, specialisti dell'industria, dirigenti storici bolscevichi e lo Stato Maggiore dell'Arma rossa, che venne decimato, privando il paese dei suoi migliori quadri militari. Questa repressione fu utilizzata a fini propagandistici, Stalin se ne servì per presentarsi come colui che colpiva in modo severo ma giusto.

Repressione e culto di Stalin

Ci furono delle operazioni terroristiche condotte dalla Nkvd, che colpivano i nemici del popolo e gli individui socialmente pericolosi, che venivano giustiziati, indotti al suicidio o deportati nei campi di concentramento, i cosiddetti “gulag”, intesi anche come campi di lavoro correttivo. In tutto il paese di diffuse un clima di sospetto e paura: i tribunali emettevano delle condanne sulla base di prove inconsistenti e di confessioni estorte con la forza.

Al centro di questo sistema totalitario che mescolava il terrore poliziesco e la mobilitazione delle masse vi era Stalin, venerato da molti per la sua grandezza storica. Il consenso al regime fu notevole presso gli esponenti di un vasto strato sociale che doveva a Stalin la propria ascesa ad un ruolo importante nella vita politica, in cambio di privilegi materiali. Si formò un vero e proprio culto del capo.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali decisioni economiche adottate da Stalin per il futuro dell'URSS?
  2. Stalin adottò tre decisioni fondamentali: la pianificazione integrale dell'economia tramite piani quinquennali, la collettivizzazione forzata dell'agricoltura e l'industrializzazione accelerata, mirante a creare grandi complessi industriali di proprietà statale.

  3. Come reagirono i contadini alla collettivizzazione forzata?
  4. I contadini opposero una forte resistenza alla collettivizzazione, rifiutando di conferire i raccolti e scatenando un conflitto sociale, che il regime affrontò con il terrore e la repressione, specialmente contro i kulaki, considerati nemici del socialismo.

  5. Quali furono le conseguenze economiche della collettivizzazione?
  6. La collettivizzazione portò a un disastro economico, con una drastica diminuzione della produzione di grano e culminò nella grande carestia del 1932-1933, che causò milioni di morti per fame.

  7. In che modo l'industrializzazione accelerata influenzò la società sovietica?
  8. L'industrializzazione trasformò l'URSS in una grande potenza industriale, ma comportò costi sociali elevati, tra cui la militarizzazione del lavoro, la repressione dei diritti dei lavoratori e gravi danni ambientali.

  9. Qual è stato il ruolo del culto di Stalin nel sistema totalitario sovietico?
  10. Il culto di Stalin si sviluppò in un clima di terrore e repressione, dove il leader era venerato e il consenso al regime era mantenuto attraverso privilegi materiali per alcuni strati sociali, contribuendo a consolidare il potere totalitario.

Domande e risposte

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