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Concetti Chiave

  • L'impero persiano, sotto Dario, era composto da diverse popolazioni, richiedendo una robusta organizzazione statale e un sistema di leggi scritte.
  • Dario suddivise l'impero in 20 satrapie, ognuna governata da un satrapo con ampia autonomia e supportato da un comando militare e funzionari fiscali.
  • Ogni satrapo doveva fornire guerrieri all'imperatore per le campagne militari, mentre ispettori controllavano l'operato dei governatori per garantire il rispetto delle leggi.
  • La capitale fu trasferita a Susa, con Persepoli come sede della corte, simbolizzando la centralità del potere e l'autorità del re, considerato rappresentante di Dio sulla terra.
  • I persiani si dimostrarono tolleranti verso i popoli sottomessi per ridurre le rivolte e mantenere un esercito numeroso e pronto alla battaglia.

Qual è l'organizzazione dell'impero persiano?

L'impero persiano comprendeva al suo interno popolazioni differenti per lingua, cultura e religione: era pertanto necessario dare una solida organizzazione a una compagine statale tanto ampia. Di conseguenza Dario cercò di conferire un assetto più solido al governo centrale, ponendo sotto un controllo forte anche territori più periferici del suo vasto stato. Prima di tutto venne elaborato un complesso e rigoroso sistema di leggi scritte.

Struttura delle satrapie

Dario divise poi l'impero in 20 province amministrative, le satrapie, guidate dai satrapi, governatori scelti tra l'aristocrazia militare, che avevano ampia autonomia amministrativa e rispondevano del loro agire direttamente al sovrano. Essi erano coadiuvati dell'azione di governo da un comandante militare, da un funzionario responsabile della riscossione delle tasse e da un segretario, una figura di collegamento tra potere centrale e circoscrizioni provinciali. Ogni satrapo, in cambio dei grandi privilegi di cui godeva, doveva garantire all'imperatore guerrieri per le annuali campagne militari, oltre alle entrate fiscali dovute. Ispettori reale, detti occhi e orecchie del re, erano incaricati di controllare l'operato dei satrapi e renderne conto direttamente all'imperatore.

Ruolo del re e capitale

Dario infine trasferì la capitale da Pasargade a Susa, Meno decentrata rispetto all'estensione dell'impero, tuttavia scelse come sede della corte Persepoli, una splendida città fatta edificare ex novo dal sovrano stesso. Il re era considerato il rappresentante di Dio sulla terra e il suo potere era assoluto e indiscutibile. Davanti a lui ogni individuo doveva compiere un profondo inchino, giungendo a toccare la terra con la fronte. Nei confronti dei popoli sottomessi persiani si dimostrarono sempre tolleranti e rispettosi, allo scopo di limitare il più possibile le rivolte e poter rinfoltire di truppe fresche l'enorme esercito.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'importanza della riorganizzazione dell'impero persiano da parte di Dario?
  2. Dario ha conferito un assetto più solido al governo centrale dell'impero persiano, creando un complesso sistema di leggi scritte e ponendo sotto controllo forte anche i territori periferici, per garantire una gestione efficace di una compagine statale così ampia.

  3. Come erano strutturate le satrapie nell'impero persiano?
  4. L'impero era diviso in 20 province amministrative, le satrapie, governate da satrapi scelti tra l'aristocrazia militare, che godevano di ampia autonomia e rispondevano direttamente al sovrano, supportati da un comandante militare, un funzionario fiscale e un segretario.

  5. Qual era il ruolo del re nell'impero persiano e come si manifestava il suo potere?
  6. Il re, considerato il rappresentante di Dio sulla terra, deteneva un potere assoluto e indiscutibile, e ogni individuo doveva compiere un profondo inchino davanti a lui, evidenziando la sua autorità e il rispetto che ispirava tra i popoli sottomessi.

Domande e risposte

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