Concetti Chiave
- Lo sviluppo è visto come un processo sistematico e progressivo, in cui le conoscenze si modificano e crescono nel tempo, secondo Berti e Bombi.
- Bonfenbrenner descrive lo sviluppo come un adattamento che deriva dall'interazione tra il bambino e il suo contesto sociale, evidenziando l'importanza delle relazioni.
- Le teorie di Locke e Rousseau offrono visioni contrastanti sullo sviluppo, con Locke che considera il bambino una "tabula rasa" e Rousseau che enfatizza l'innocenza innata del bambino.
- Lo studio sui gemelli di Bouchard ha dimostrato che natura e cultura interagiscono nel determinare lo sviluppo, evidenziando l'importanza dei fattori genetici.
- Le teorie stadiali descrivono lo sviluppo come un processo lineare, ma sono criticate per la loro rigidità e per non tenere conto delle variabilità individuali.
Definizioni di sviluppo
Per definire il concetto di “sviluppo” bisogna far fronte a diverse definizioni:
1) Berti e Bombi (2001) affermano che lo sviluppo è caratterizzato dalla permanenza delle modificazioni, del loro tratto sistematico, in quanto prevedibile e regolare, e progressivo, in quanto il cambiamento non è qualcosa di occasionale. Per far si che si parli di sviluppo le conoscenze rimangono e si modificano in crescita. Quindi è una visione che riguarda l’individuo.
2) Bonfenbrenner(1986) vede lo sviluppo in un’ottica sistemica, è visto in termini di adattamento, come risultato di interazione tra bambino e contesto, relazione che porta allo sviluppo e al cambiamento.
3)Hendry e Kloep (2002) vedono lo sviluppo come la capacità di rapportarsi alle sfide che affrontiamo quotidianamente o eccezionalmente nel corso della vita, e di apprendere da esse abilità sempre più complesse (se avviene questo allora la sfida si ritiene superata). Nel mettersi a confronto con il contesto mi metto in rapporto con delle sfide. Questi cambiamenti avvengono per l’intero arco della vita (lifespan). La stagnazione, ovvero quello stato in cui ci troviamo quando non abbiamo abbastanza risorse per superare la sfida e decido di fermarmi, di non scegliere, non porta alla crescita.
Psicologia dello sviluppo
La psicologia dello sviluppo è una branca della psicologia che studia la crescita e lo sviluppo dei bambini, e le condizioni che lo influenzano. I temi chiave della psicologia dello sviluppo sono:
La natura è il bagaglio genetico che costituisce la base del comportamento, della personalità, o di qualsiasi altro aspetto di noi stessi.
La cultura è l’insieme degli elementi ambientali che condizionano il nostro comportamento, la nostra personalità…
Lo sviluppo psicologico umano si fonda su una mescolanza inestricabile di natura e cultura, abbiamo delle predisposizioni innate e non sopravviviamo senza l’ambiente sociale (Ericson).
Prospettive storiche sull'infanzia
Non sempre il bambino è stato messo al centro di tutto come adesso: nel Medioevo(476-1492), i bambini venivano considerati come adulti in miniatura, non esisteva una periodicizzazione delle varie fasi di vita, frequentavano gli stessi luoghi degli adulti, indossavano gli stessi abiti, la pubertà intorno ai 10 anni; Riforma e Controriforma (1500-1600), il bambino veniva considerato come una creatura fragile, nata da un peccato originale e quindi predisposta alla malvagità, vengono suggerite pratiche educative severe e dure; Illuminismo (XVIII secolo) intellettuali come John Locke e Rousseau sono stati delle figure chiave nel modificare la prospettiva da cui guardare ai processi di apprendimento e acquisizione della conoscenza. In particolare, gli scritti di Locke hanno gettato le basi per il nostro moderno sistema giudiziario (europeo).
Teorie di Locke e Rousseau
È un filosofo britannico che descrisse l’influenza che la società esercita sulla persona. Locke era un empirista e per stabilire qualsiasi verità si basava sull’osservazione e sull’esperienza. Secondo lui il bambino alla nascita è una TABULA RASA dove l’ambiente ci scrive quello che vuole. È solo attraverso il contatto con l’ambiente che il bambino impara a parlare, apprende emozioni e principi morali. Antesignano del comportamentismo.
Filosofo moralista svizzero, studiò Locke, e condivide con lui l’importanza della società nella formazione dell’individuo, ma non il fatto che il bambino è una tabula rasa alla nascita. Per il filosofo alla nascita il bambino presenta valori e dignità. Lo definisce “Buon selvaggio” per descrivere l’innocenza e la bontà iniziale che predisposto ad una crescita armoniosa se non distorta da un’educazione sbagliata (antesignano della teoria di Piaget). Per lui il bambino presenta forti implicazioni pedagogiche (educazione e formazione naturale) che curano la crescita spontanea e naturale. Per Rousseau la società è dannosa per i bambini da lui considerati quasi angelici alla nascita, in quanto disonesta e ipocrita.
Studio sui gemelli e genetica
Le teorie da loro sostenute vengono smentite da uno studio (MINNESOTA TWIN STUDY) condotto dal ricercatore Thomas Bouchard nel 1981, il quale si concentrò su un lavoro che poneva a confronto le esperienze di gemelli omozigoti cresciuti con genitori diversi. Teoricamente, seguendo quanto detto dai due intellettuali, essendo cresciuti in ambienti diversi avrebbero dovuto mostrare differenze notevoli. Invece quello che si nota è che i gemelli erano lievemente diversi e che erano di gran lunga superiori i tratti che li accumunavano, nel temperamento, nelle scelte scolastiche. Bouchard ha così dimostrato l’importanza dei fattori genetici. Tuttavia, questo studio fu molto criticato, in quanto accusato che le coppie sottoposte ad esame fossero state selezionate proprio in base alle similarità tra i due componenti. Bouchard accettò l’obiezione e poco dopo affermò che poteva essere la natura stessa del temperamento dei gemelli ad influenzare l’ambiente. Il suo lavoro servì a dimostrare che cultura e natura non possono essere considerate separatamente. Nel nostro secolo tale affermazione è confermata: né la natura, né la cultura prese singolarmente possono influenzare lo sviluppo fisico, cognitivo, emotivo, del bambino. Si parla di interazione fra le due forze, che può essere individuata in un punto situato lungo un continuum, con un ruolo diverso in base a diversi fattori, come l’età, la fase biologica o lo sviluppo fisico…
Importanza delle prime esperienze
Per la psicologia dello sviluppo le prime esperienze sono fondamentali per modellarci come individui e nell’aiutarci a capire chi saremo da adulti. Se lo sviluppo è continuo non avranno mai completezza, che invece dà lo sviluppo discontinuo. Tanto più si agisce precocemente tanto più si possono creare esperienze sostitutive, anche se i danni rimarranno.
La psicologia dello sviluppo ha molto a che fare con le teorie stadiali, secondo cui l’acquisizione di abilità avviene attraverso una serie di stadi, generalmente compresi in una certa fascia d’età e consecutivi: quando un bambino entra in uno stadio non è ancora in grado di completare l’esercizio tipico di quello stadio. In un determinato arco temporale il bambino imparerà a completare l’esercizio e potrà uscire dallo stadio, per entrare nel successivo. Molto spesso queste teorie vengono definite rigide e unidirezionali. La teoria di sviluppo cognitivo di Piaget suggerisce che i bambini progrediscono attraverso stadi di abilità cognitive di complessità crescente con una successione fissa, senza prendere in considerazione la possibilità di tornare ad uno stadio precedente o di saltarne uno.
Critiche alle teorie stadiali
Alcuni studiosi vedono lo sviluppo del bambino come un processo continuo, che non obbedisce a stadi specifici, ma è il frutto delle esperienze possibili grazie a competenze pre-acquisite, e mostra una crescita costante. Questi cambiamenti non sono solo quantitativi ma anche qualitativi. Altri studiosi pensano che lo sviluppo sia un processo discontinuo, in cui si alternano periodi di grandi risultati e periodi di consolidamento delle conoscenze (teorie stadiali). Il lavoro di Piaget fu importantissimo ma studi recenti confermano che lo sviluppo del bambino avviene attraverso un processo di cambiamento continuo. Linda Smith ha confermato che lo sviluppo avviene in modo metodico, abilità per abilità, e può essere più veloce in un’abilità che in un’altra, dando come risultato un processo asincrono.
Sistema organico di ipotesi
È un sistema organico di ipotesi, principi generali, leggi, che tendono a spiegare un fenomeno o una serie di fenomeni. È costituita da tre fasi:
1)Definizione dell'oggetto d'indagine
2)Spiegazione
3)Previsione del comportamento.
-stadi ben delineati, comportamenti specifici ben descritti;
-progressiva acquisizione del comportamento all’interno degli stadi;
-sequenza immutabile;
- età corrispondenti, ci permettono di separare diversi stadi;
Punto di forza: precisione nella descrizione del comportamento(=norma). Dal punto di vista psicologico è importante sapere quando un bambino si sta sviluppando in modo “normale”, ma è forse più utile sapere quando il bambino non si sta sviluppando al ritmo degli altri. Dal punto di vista educativo è importante sapere quando i bambini sono pronti ad imparare la matematica e così via.
Punto di debolezza: rigidità, in quanto non tiene conto delle caratteristiche dello sviluppo individualeritmi di sviluppo. Le teorie stadiali mettono a tema lo sviluppo come un processo lineare che va per tappe, tutta via spesso la realtà è meno netta.
Assunti dello sviluppo continuo
Si basa su quattro assunti: dura per tutta la vita, è multidimensionale (prevede acquisizione in tante linee diverse), è plastico (risente delle condizioni ambientali, di vita), è influenzabile (eventi normativi e non). Gli eventi non normativi sono quegli eventi che agiscono su un individuo o un piccolo gruppo ma che non possono essere previste, e il cui effetto non può essere stabilito in anticipo (es: l’esperienza in un luogo storico che va a stimolare per l’intero arco della vita un amore per la storia). L’approccio continuo suggerisce che le diverse influenze collaborino le une con le altre (es: pubertà, la raggiunge dopo chi vive un ambiente sereno, mangia sano, mentre prima chi vive in una situazione di stress).
Insieme di ipotesi sullo sviluppo e sul funzionamento mentale “normale” o “patologico”. Il cui massimo esponente fu Freud.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di sviluppo secondo Berti e Bombi?
- Come viene vista l'interazione tra bambino e contesto nella definizione di sviluppo di Bonfenbrenner?
- Qual è l'importanza delle prime esperienze secondo la psicologia dello sviluppo?
- Quali sono le critiche alle teorie stadiali di sviluppo?
- Quali sono gli assunti dello sviluppo continuo?
Secondo Berti e Bombi (2001), lo sviluppo è caratterizzato da modificazioni sistematiche e progressivo cambiamento, dove le conoscenze si modificano in crescita, evidenziando una visione centrata sull'individuo.
Bonfenbrenner (1986) considera lo sviluppo come un processo sistemico di adattamento, risultato dell'interazione tra il bambino e il suo contesto, che porta a cambiamenti e sviluppo.
Le prime esperienze sono fondamentali per modellare l'individuo e influenzare il suo sviluppo futuro; esperienze precoci possono creare opportunità sostitutive, anche se i danni possono persistere.
Alcuni studiosi criticano le teorie stadiali, sostenendo che lo sviluppo è un processo continuo e non rigido, con cambiamenti sia quantitativi che qualitativi, e che può avvenire in modo asincrono.
Gli assunti dello sviluppo continuo includono che esso dura per tutta la vita, è multidimensionale, plastico e influenzabile da eventi normativi e non, suggerendo un'interazione tra diverse influenze nel corso della vita.