Paniere con risposte aperte didattica generale scienze pedagogiche
Docente: Mancini Riccardo
Lezione 001
08. Si distinguano l’apprendimento formale-informale e non formale
L’apprendimento è un cambiamento permanente che deriva da una nuova esperienza o praticando comportamenti nuovi; ovvero una modificazione di un comportamento complesso, stabile nel tempo, derivante dalle esperienze di vita e/o dalle attività del soggetto. È un processo definito esperienziale, perché sono proprio le nostre esperienze, infatti, che influenzano le strutture cerebrali.
L’apprendimento può essere formale, informale e non formale. Il primo avviene in un contesto organizzato e strutturato ed è esplicitamente pensato e progettato come apprendimento. L’apprendimento formale è riconosciuto istituzionalmente, avviene in aula e conduce a qualche forma di certificazione.
Il secondo comprende le molteplici forme dell’apprendimento, che avvengono in contesti destrutturati, esperienziali e non istituzionali; derivano dalle attività della vita quotidiana legate al lavoro, al tempo libero, alla famiglia, e in generale attraverso le relazioni sociali. Si tratta di un apprendimento non intenzionale.
Infine, l’apprendimento non formale fa riferimento all’apprendimento che avviene in setting organizzati al di fuori del sistema educativo formale.
09. Quali traduzioni educative possiede l’apprendimento formale?
L’apprendimento formale contiene in sé alcune attività educative, quali ad esempio, le tradizionali lezioni scolastiche, che consentono, attraverso un percorso determinato, la formazione dei discenti. È una tipologia di apprendimento, che non si limita a formare i giovani, ma si occupa anche della formazione dell’età adulta.
Le principali traduzioni educative nell’apprendimento formale riguardano le strategie, che vengono applicate in ambito scolastico, affinché il singolo studente apprenda, nel miglior modo possibile, le nozioni fornitegli dal docente.
Un’ulteriore traduzione educativa riguarda l’organizzazione generale dell’istituzione.
Si intende per traduzioni educative tutte quelle strategie didattiche, che consentono e facilitano l’apprendimento stesso.
10. L’espressione apprendimento non formale indica le opportunità di apprendimento che avvengono in setting organizzati al di fuori del sistema educativo formale. Si determini la relazione che intercorre tra i due tipi di apprendimento
L’apprendimento formale e non formale possono risultare distaccati tra loro, in realtà, presentano delle similitudini, entrambi infatti, si riferiscono ad attività educative, che rilasciano titoli, qualifiche e certificazioni riconosciute. Entrambi sono intenzionali e predispongono dei percorsi educativi, che hanno come obiettivo principale, quello di formare l’individuo.
Nonostante queste due tipologie di apprendimento avvengano in ambienti differenti, vengono considerati entrambi intenzionalmente strutturati, in quanto avvengono in setting definiti.
11. Cosa si intende con apprendimento formale?
L’apprendimento formale avviene in un contesto strutturato e organizzato ed è esplicitamente pensato e progettato come apprendimento. È riconosciuto istituzionalmente, avviene in aula e conduce a qualche forma di certificazione.
12. In quante tipologie si suddivide l'apprendimento esperienziale?
L’apprendimento esperienziale si suddivide in tre categorie: i modelli di apprendimento esperienziale, le pratiche riflessive e l’apprendimento situato.
13. L’apprendimento incidentale rappresenta un effetto collaterale di qualche altra attività e accade in modo del tutto inaspettato al di là della consapevolezza dei soggetti. Si argomenti quanto espresso
L’apprendimento incidentale rappresenta la conseguenza negativa di attività, che possono derivare dalla realizzazione di un compito, le interazioni personali, la percezione e la graduale comprensione di una cultura organizzativa o familiare e le esperienze di apprendimento per prove ed errori, che sono importanti strumenti di apprendimento. Tutto accade in maniera inaspettata, senza la consapevolezza dei soggetti.
14. In quante tipologie si suddivide l'apprendimento informale?
L’apprendimento informale comprende: l’apprendimento incidentale, che rappresenta la conseguenza negativa di attività, che possono derivare dalla realizzazione di un compito, le interazioni personali, la percezione, la graduale comprensione di una cultura organizzativa o familiare e le esperienze di apprendimento per prove ed errori. Tutto accade in maniera inaspettata, senza la consapevolezza dei soggetti; apprendimento esperienziale e apprendimento trasformativo.
15. Cosa si intende con il termine apprendimento?
L’apprendimento è un processo che produce una modificazione momentanea o permanente del comportamento (Treccani). La funzione primaria è quella di rendere l’individuo maggiormente adattato all’ambiente.
Dal punto di vista psicologico, apprendimento è una funzione dell’adattamento di un soggetto risultante dall’esperienza di un problema o di contesti nuovi (o cambiamenti del contesto stesso). Apprendere significa acquisire nuove modalità di agire o reagire, per adattarsi alle modificazioni dei contesti ambientali e relazionali.
16. Su quali assunti pedagogici e didattici si erigono l’apprendimento formale e informale?
Apprendimento formale ed informale sono stati i principali oggetti di studio in diversi approcci. In letteratura scientifica, infatti, si ritrovano molteplici riferimenti in merito alla struttura e alla gestione dell’apprendimento. Si ricorda la presenza di programmi formalmente ed istituzionalmente riconosciuti, in quanto attuati all’interno di strutture riconosciute.
L’apprendimento formale viene, dunque, concepito come un insieme coerente di obiettivi da raggiungere e contenuti da trasmettere. Ciò che differenzia l’apprendimento formale da quello informale è l’aspetto del contesto in cui ciascuno di essi avviene, entrambe le tipologie si fondano sulle cosiddette soft skill, ovvero competenze personali che permettono all’individuo di mettersi in relazione e lavorare insieme agli altri; tali capacità si acquisiscono all’interno e all’esterno del sistema d’istruzione.
Un altro elemento fondamentale è certamente il ricorso alle capacità di problem solving, importanti sia per l’apprendimento formale che per quello informale.
Lezione 002
03. Si definisca l'apprendimento informale
L’apprendimento informale è definibile come un processo che avviene in contesti destrutturati, esperienziali e non istituzionali, accade ovunque gli individui avvertano la necessità, la motivazione e l’opportunità di apprendimento.
Questo tipo di apprendimento si caratterizza come un processo:
- Integrato con la routine quotidiana;
- Attivato da uno stimolo interno o esterno;
- Non si muove necessariamente a livello consapevole, fortuito perché può verificarsi per caso, induttivo di riflessione e azione, connesso all’apprendimento di altri.
È articolato in tre strutture interne: apprendimento autodiretto, apprendimento incidentale e la conoscenza tacita.
Queste forme differiscono per il loro livello di consapevolezza e l’intenzionalità caratterizzanti il momento in cui si verificano.
04. Su quali assunti si basa l’apprendimento autodiretto?
L’apprendimento autodiretto si basa su sei assunti:
- Il concetto di sé dell’adulto muove da forme di dipendenza a un concetto indipendente del sé in grado di orientare e dirigere l’apprendimento del soggetto;
- L’adulto accumula un patrimonio di esperienze di vita, che costituisce la risorsa di apprendimento più ricca a cui attingere;
- La disponibilità di un adulto ad apprendere è strettamente connessa ai compiti evolutivi, che il proprio ruolo sociale richiede di assumere;
- L’adulto è orientato alla soluzione di problemi ed è interessato all’acquisizione di conoscenze che ritiene spendibili;
- La motivazione ad apprendere più potente è di natura interna e non esterna;
- Gli adulti hanno bisogno di conoscere perché è rilevante impiegarsi in qualche apprendimento.
05. L'apprendimento informale è caratterizzato da quante strutture interne?
L’apprendimento informale si articola in strutture interne, che differiscono tra loro per il livello di consapevolezza e intenzionalità caratterizzanti il momento in cui si verificano, e sono: apprendimento autodiretto, avviene per lo più in modo consapevole e intenzionale; apprendimento incidentale, è descritto come conseguenza secondaria e accidentale di qualche altra attività, che diventa cosciente all’adulto solo dopo che si è verificata; conoscenza tacita, non è né intenzionale né consapevole e richiede all’adulto di svolgere una riflessione retrospettiva qualora avverta il bisogno di acquisirne consapevolezza.
06. Su quali principi educativi e didattici si determina l'apprendimento autodiretto?
Con apprendimento autodiretto si intende quell’apprendimento che è ricercato in modo attivo dall’adulto ed avviene in modo consapevole ed intenzionale. Si basa, dunque sul concetto di persona che apprende in modo attivo e la sua capacità di assumersi delle responsabilità, di dirigere il proprio apprendimento.
L’esperienza di vita poi diventa centrale poiché rappresenta la risorsa di apprendimento più ricca a cui attingere. Si basa poi sulla disponibilità dell’adulto di apprendere, ovvero la capacità di riconoscere il bisogno di cambiamento. Il concetto di motivazione appare di fondamentale importanza, la motivazione più potente ad apprendere è di natura interna e non esterna.
Si sottolinea dunque l’aspetto attivo del soggetto la sua capacità di rendersi attore principale dell’apprendimento è il soggetto stesso che definisce i suoi bisogni educativi, la scelta degli strumenti e la sua capacità di valutazione dei risultati ottenuti.
07. Cosa è l’apprendimento autodiretto?
L’apprendimento autodiretto è un tipo di apprendimento che avviene in modo volontario, intenzionale e consapevole. Nell’adulto, in grado di definire e dirigere il proprio percorso di apprendimento, l’esperienza rappresenta una risorsa ricca da cui attingere.
L’adulto è orientato ad acquisire competenze spendibili e la motivazione più potente è sicuramente di natura interna. Tale processo di apprendimento permette agli individui di individuare i propri bisogni di apprendimento, articolare gli obiettivi e adottare strategie di apprendimento e infine valutarne i risultati. Questo processo richiede spesso il supporto di altri soggetti, come i docenti, tutor, colleghi e gruppi di riferimento.
Lezione 003
03. In quali termini e chi ha studiato l'andragogia?
L'andragogia è una teoria dell'apprendimento ed educazione degli adulti nata nel 1980. Il termine è stato coniato in analogia a quello di pedagogia. Si tratta di un modello incentrato sui bisogni e gli interessi di apprendimento degli adulti (i quali in generale sono diversi da quelli dei bambini), che ha trovato in Malcolm Knowles il suo massimo esponente.
Nonostante le critiche mosse contro tale teorizzazione, l'andragogia diventa una nuova pratica di educazione degli adulti che si basa sulla spiegazione di come l'adulto apprende e fornisce indicazioni sulla pratica da seguire per realizzare l'apprendimento. È inoltre riconosciuta come la prima Teacher and Learning Theory che fornisce un profilo ideale dell'adulto che apprende.
La teoria andragogica si basa su sei assunti:
- Il concetto di sé dell’adulto muove da forme di dipendenza a un concetto indipendente del sé in grado di orientare e dirigere l’apprendimento del soggetto;
- L’adulto accumula un patrimonio di esperienze di vita, che costituisce la risorsa di apprendimento più ricca a cui attingere;
- La disponibilità di un adulto ad apprendere è strettamente connessa ai compiti evolutivi, che il proprio ruolo sociale richiede di assumere;
- L’adulto è orientato alla soluzione di problemi ed è interessato all’acquisizione di conoscenze che ritiene spendibili;
- La motivazione ad apprendere più potente è di natura interna e non esterna;
- Gli adulti hanno bisogno di conoscere perché è rilevante impiegarsi in qualche apprendimento.
04. Cosa studia e su quali principi si fonda l’andragogia?
L’andragogia è stata definita da Knowles come, scienza e arte che si occupa del modo in cui aiutare gli adulti ad apprendere. Ciò ha permesso di approfondire il concetto di apprendimento autodiretto, identificando con ciò un processo che permette all’adulto, visto come un learner di:
- Diagnosticare i propri bisogni di apprendimento;
- Articolare obiettivi;
- Scegliere e attuare delle strategie di apprendimento appropriate;
- Valutare i risultati.
Questo si basa su diversi assunti dell’adulto come learner tra cui l’idea che nell’adulto, in grado di definire il proprio percorso di apprendimento, l’esperienza rappresenta una risorsa ricca da cui attingere. L’adulto è orientato ad acquisire competenze spendibili e la motivazione più potente è di natura interna.
Tale processo permette di diagnosticare i propri bisogni di apprendimento, definire gli obiettivi sulla base dei bisogni, scegliere attivamente delle strategie appropriate e valutarne i risultati. Ciò richiede spesso il supporto di altri soggetti quali: docenti, tutor, colleghi e gruppi di riferimento.
05. Quanti sono gli assunti dell'apprendimento autodiretto?
L’apprendimento autodiretto si basa su sei assunti:
- Il concetto di sé dell’adulto muove da forme di dipendenza a un concetto indipendente del sé in grado di orientare e dirigere l’apprendimento del soggetto;
- L’adulto accumula un patrimonio di esperienze di vita, che costituisce la risorsa di apprendimento più ricca a cui attingere;
- La disponibilità di un adulto ad apprendere è strettamente connessa ai compiti evolutivi, che il proprio ruolo sociale richiede di assumere;
- L’adulto è orientato alla soluzione di problemi ed è interessato all’acquisizione di conoscenze che ritiene spendibili;
- La motivazione ad apprendere più potente è di natura interna e non esterna;
- Gli adulti hanno bisogno di conoscere perché è rilevante impiegarsi in qualche apprendimento.
Lezione 004
04. Si definisca l’apprendimento per prove ed errori
L’apprendimento per prove ed errori è un tipo di apprendimento incidentale; gli errori sono potenti strumenti di apprendimento, sbagliare comporta, infatti, il riflettere sugli errori compiuti per individuare la causa e evitarne la ripetizione.
Sono stati individuate 4 tipologie di errori che l’adulto può commettere, nel ricoprire differenti ruoli sociali: errori di omissione, avrei dovuto fare qualcosa; errori sostanziali di commissione, ciò che ho fatto è sbagliato; errori di processo nella commissione, il modo in cui ho agito è sbagliato; errori di azione nella commissione, non avrei dovuto fare niente.
05. L’apprendimento incidentale può avvenire dappertutto e in qualsiasi momento, ciò rende difficoltosa la progettazione di percorsi di apprendimento che, almeno in parte, dipendono da incontri fortuiti, eventi inediti e circostanze inaspettate. Su quali elementi e principi si erige, quindi, l’apprendimento incidentale?
L’apprendimento incidentale è stato descritto come un effetto collaterale di qualche altra attività, che diventa consapevole nell’adulto solo dopo che si è verificato. Può avvenire, in qualsiasi momento, in seguito alla realizzazione di un compito, interazioni personali, percezione e la graduale comprensione di una cultura organizzativa o familiare, oppure attraverso le esperienze di apprendimento per prove ed errori.
Gli apprendimenti che avvengono incidentalmente si muovono ad un livello per lo più dato per scontato, tacito, spontaneo ed inconscio. Le sue caratteristiche sono: intenzionalità, è un effetto collaterale di altre attività e outcome non necessariamente comprensibile.
06. Su quali assunti si erige l’apprendimento per prove ed errori?
Quando si parla di apprendimento per prove ed errori, occorre riflettere sull’importante ruolo rivestito dagli errori, essi diventano, infatti, potenti strumenti di apprendimento: la percezione di aver sbagliato suscita solitamente sentimenti di fragilità e sollecita a riflettere sugli errori compiuti nel tentativo di determinarne la causa e di evitarne la ripetizione.
In particolare, l’apprendimento per prove ed errori si basa principalmente su quattro assunti; ciascuno di essi si fonda su dei quesiti che permettano di comprendere l’errore commesso e come potervi porre rimedio. Le quattro diverse tipologie di errori in cui un adulto può incorrere, sono:
- Errori di omissione, avrei dovuto fare qualcosa;
- Errori di processo nella commissione, il modo in cui ho agito è sbagliato;
- Errori sostanziali di commissione, ciò che ho fatto è sbagliato;
- Errori di azione nella commissione, non avrei dovuto fare niente.
07. In quale rapporto stanno l'apprendimento informale e quello incidentale?
Gli studiosi che si sono cimentati con l’idea di apprendimento informale e incidentale ne hanno formulato una definizione che si struttura attraverso il contrasto con l’apprendimento formale e si caratterizza per un’attenzione rivolta all’apprendimento da e attraverso l’esperienza. L’apprendimento informale è una
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