L’Ottocento letterario
In questo secolo si sviluppano le seguenti correnti letterarie:
- Neoclassicismo
- Romanticismo
- Realismo
- Verismo
- Decadentismo (che continuerà nel Novecento)
Prima metà dell’Ottocento
Il Neoclassicismo nasce nel 1800 e finisce nel 1815. È caratterizzato dal ritorno della classicità, perché la lettura degli antichi autori greci e latini ispirò gli autori dell’800 ad ammirare la perfezione stilistica, l’equilibrio, il rigore, la semplicità. Gli autori di questa corrente letteraria erano Monti, Pindemonte e Foscolo.
Il Romanticismo esaltava il valore dei singoli popoli, l’orgoglio nazionale, dando l’impulso alle ricerche sulle tradizioni popolari, alle raccolte di canti e di fiabe.
Si sviluppa verso la fine del Settecento in Inghilterra con il nome romantic. Si espande anche in Germania per mezzo della rivista “Athenaeum”, in Francia per merito di Madame de Staël. In Italia si diffonde per mezzo de “Il Conciliatore”, fondato da Silvio Pellico e Giovanni Berchet nel 1818, che furono poi costretti nel 1819 a chiuderlo per motivi politici.
Tra gli autori più celebri ricordiamo Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni che scrisse I Promessi Sposi, Francesco Guerrazzi, con L’assedio di Firenze, Massimo D’Azeglio, con Ettore Fieramosca, Tommaso Grossi, con Marco Visconti, Silvio Pellico, con Le mie prigioni, Luigi Settembrini, con Le ricordanze della mia vita, Massimo D’Azeglio, con I Miei ricordi, Giuseppe Mazzini e Vincenzo Gioberti.
Seconda metà dell’Ottocento
In seguito al vertiginoso sviluppo dei commerci e al progresso tecnologico, nasce una nuova corrente di pensiero, il Positivismo, che basa la comprensione della realtà sul metodo scientifico, applicato sia all’analisi dei fenomeni naturali sia alla realtà umana e sociale.
Fra il 1860 e il 1885 gli scrittori manifestano il bisogno di un’arte più aderente alla vita, allo studio dell’ambiente reale della società presente; tale tendenza nella poesia assume il nome di Realismo e ha il suo maggior rappresentante in Giosuè Carducci, nella prosa assume il nome di Verismo, rappresentato da Giovanni Verga, Luigi Capuana, Matilde Serao e Grazia Deledda.
La prosa del Verismo italiano si ispira al Naturalismo francese di Emile Zola e Guy de Maupassant.
Il Verismo italiano rappresenta società tipiche di alcune regioni italiane: Sicilia, Campania e Sardegna, terre da cui provengono gli scrittori.
Tra l’Ottocento e il Novecento, si viene invece delineando una corrente artistica chiamata Decadentismo, che reagisce al Verismo, al Positivismo scientifico e alla poetica del Carducci.
