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Classe Sezione

Anno scolastico 2013 - 2014

Fra ‘800 e il ‘900

Argomenti

Letteratura:

L’800

I poeti dell’800

Il verismo

L’Africa di Karen

Musica:

Verismo e Mascagni

Francese:

La Bella époque

Arte: L’impressionismo

Paul Cezanne

Vincent Van Gogh

Paul Gauguin

Storia:

Il Risorgimento

Età giolittiana

Geografia:

L’Africa – profilo fisico e climatico

Corno d’Africa

Etiopia

Eritrea

Somalia

Sviluppo e sottosviluppo Nord-Sud

La Rift Valley e gli uomini primitivi

Stati a confronto: Kenya e Libia

Scienze:

Vulcani e terremoti

Tecnologia:

Il petrolio

Inglese:

South Africa and India

Educazione della cittadinanza:

Dichiarazione Universale dei diritti umani

Educazione fisica:

Il corpo umano – ossa

Il sistema muscolare

La pallavolo

Musica

Italiano Cavalleria Rusticana

Poeti 800 musicata da Mascagni

Verismo

Verga,

Novelle, Cavalleria

Rusticana

Storia

Risorgimento

Età giolittiana: Riforme

Fra

Francese sociali - Riforme elettorali -

Sviluppo dell’industria

La Bella ‘800 e

Epoque ‘900

Arte

L’impressionismo

Cezanne, Van Gogh, Gauguin

Geografia

L’Africa profilo fisico e climatico

Aspetto fisico politico ed economico:

Eritrea – Etiopia – Somalia

Sviluppo, sottosviluppo Nord-Sud, Rift Valley,

uomini primitivi

Scienze

Vulcani e terremoti

Tecnica

Il petrolio

Inglese

South Africa

India

Educazione alla cittadinanza

Dichiarazione universale dei diritti umani: art. 13 e art. 5

Ed. motoria

Il corpo umano: muscoli e ossa

Pallavolo

L’800

Dal Congresso di Vienna ci furono notevoli cambiamenti e rinnovamenti ma comunque non si potevano cancellare l’esperienze della rivoluzione francese con Napoleone, quindi i governatori che vennero in successione si trovarono ad affrontare nuove rivoluzioni guidate dalla borghesia che con le regole del capitalismo sostituì la classe dirigente settecentesca con quella dell’Ottocento.

Tutto questo l’Italia lo subì più tardi perché impegnata nell’unità d’Italia.

Si formò un nuovo ceto sociale, quello degli operai che lasciavano le campagne per andare a vivere nelle città, dove nelle fabbriche offrivano nuove opportunità di lavoro, così nacquero le prime associazioni a difesa dei diritti dei lavoratori.

La cultura

Nei primi anni del secolo ci fu un movimento culturale detto neoclassicismo, che si ispirava agli ideali di equilibrio e di armonia. Il neoclassicismo ebbe fortuna presso la corte imperiale napoleonica e, in Italia, trovò interpreti come lo scultore Canova e i poeti Monti e Foscolo.

Nei primi decenni dell’800 si sviluppò anche il romanticismo, un nuovo movimento culturale che nacque con l’obiettivo di rivalutare il ruolo del sentimento e della fantasia e dell’unicità individuale. L’artista romantico inoltre si fece interprete delle nuove istanze libertarie e del diffuso bisogno di trovare nella storia passata le radici dell’identità nazionale.

Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni sono i massimi esponenti del Romanticismo italiano.

Poeti dell’800

Ugo Foscolo

Nasce a Zacinto nel 1778, studiò a Venezia che considerò la sua patria adottiva; in conseguenza appoggiò Napoleone per liberare le regioni settentrionali dalla dominazione austriaca. Rimase deluso da Napoleone quando cedette Venezia all’Austria mettendo fine alla sua indipendenza. Si trasferì a Milano sempre interessato alla politica.

Caduto Napoleone rifiutò varie proposte del restaurato governo austriaco. Fuggì prima in Svizzera e poi in Gran Bretagna, fino a quando morì a Londra nel 1827.

Alcune opere tra le più importanti: le due odi, I sepolcri, il romanzo Le ultime lettere di Iacopo Ortis, poesia “Alla Sera”.

Giacomo Leopardi

Nasce nel 1798 a Recanati, nelle Marche, da una famiglia nobile ma decaduta, reagì alla solitudine con lo studio ma così peggiorò le sue condizioni di salute. Passò la sua vita a desiderare di trasferirsi a Roma o in altra città dove potersi confrontare con altri intellettuali. Nel 1822 va a Roma ma ne rimase deluso da un ambiente così chiuso. Quindi tornò inizialmente a Recanati e poi si spostò in varie città d’Italia, Milano, Bologna e Firenze, fino a quando si trasferì a Napoli da un amico dove morì nel 1837.

Alcune opere tra le più importanti: “Infinito”, “Sabato del Villaggio”, “Passero Solitario”.

Alessandro Manzoni

Nacque nel 1875 a Milano, figlio del conte Pietro Manzoni e Giulia Beccaria che in seguito andrà a vivere a Parigi.

Aveva un carattere schivo e introverso, si dedicò agli studi e alla letteratura.

Fondamentale per lui il matrimonio con Enrichetta Blondel perché lo riavvicinò dopo un periodo di crisi alla fede e quindi appoggiò gli ideali cristiani. Negli ultimi tempi Manzoni stava un po’ a Parigi dalla madre e un po’ a Milano. A Parigi conosce la cultura illuminista e la cultura romantica, si confrontò con altri intellettuali.

Morì a Milano nel 1873.

Alcune opere tra le più importanti: “5 Maggio” e “I Promessi Sposi”.

Giosuè Carducci

Nato a Val di Castello, Lucca, nel 1835, seguì gli studi classici e maturò presto idee liberali e patriottiche. Nel 1860 venne nominato professore di letteratura italiana all’Università di Bologna fino al 1904, quando dovette abbandonare per problemi di salute.

Dopo che si avvicinò agli ambienti monarchici, nel 1890 fu nominato salvatore del regno. L’attività di poeta si aggiunse a quella di insegnante e di critico procurandogli grande fama.

Nel 1906 ricevette il premio Nobel per la letteratura e nel 1907 morì a Bologna.

Alcune opere tra le più importanti: “San Martino”.

Il verismo

Si sviluppa negli anni successivi all’Unità e prosegue fino al primo decennio del Novecento, raggiungendo la piena maturità nell’ultimo trentennio dell’Ottocento con Capuana, Verga, Serao, Deledda.

Esso deriva direttamente dal Naturalismo francese, una nuova corrente artistica e letteraria sviluppatasi in tutta Europa verso la metà dell’Ottocento e che ebbe tra i maggiori esponenti Honoré de Balzac, Guy de Maupassant ed Émile Zola.

Lo scopo dei naturalisti è scoprire e descrivere la vera natura dell’uomo studiata negli ambienti sociali più poveri ed umili. Questo nuovo pensiero, soprattutto in letteratura poco dopo, intorno al 1870 arriva anche in Italia, per mezzo di Luigi Capuana che ne è l’iniziatore, ma soprattutto grazie a Giovanni Verga che ne è il massimo esponente e da noi si afferma col nome di Verismo.

Oltre che al nome e al luogo dove sono nati, il Naturalismo e il Verismo sono differenti in alcuni punti:

  • Nei romanzi francesi è forte la denuncia delle ingiustizie sociali accompagnata da una forte speranza di miglioramento;
  • Nei romanzi italiani è presente la pietà per le persone costrette a vivere nella miseria e anche se questi concetti sono ben identificati nei romanzi veristi, non ci sono vere e proprie denunce per un futuro migliore e non si intravede una possibilità di riscatto per gli umili.

Molto importanti in un racconto verista sono:

  • La descrizione particolareggiata del luogo, dei personaggi e dei paesaggi, cercando di non tralasciare nessuna spiegazione importante;
  • L’uso di un linguaggio semplice, popolare e molto spesso vengono utilizzate espressioni tipiche di qualche dialetto del luogo in cui si svolge la vicenda.

Pur essendo il Verismo un movimento che si sviluppò in tutta Italia, i maggiori scrittori furono meridionali.

Tra gli esponenti di maggiore spicco, oltre ai siciliani Capuana e Verga non dobbiamo dimenticare altri scrittori che hanno arricchito questo movimento. A tal proposito ricordiamo la napoletana Matilde Serao e la sarda Grazia Deledda.

Ciò ha fatto in modo che questi scrittori molto legati alle proprie origini, abbiano con i loro romanzi, di fatto denunciato l’arretramento economico, culturale e istruzionale delle regioni meridionali. Infatti con l’Unità d’Italia, il Mezzogiorno aveva visto le sue condizioni economiche peggiorare perché i nuovi governanti favorivano in ogni modo le regioni settentrionali, più industrializzate, con un progressivo impoverimento del Sud a favore del Nord.

A seguito di tutto ciò nacque la cosiddetta “questione meridionale”, per molti aspetti ancora non risolta e fortemente descritta nei romanzi degli scrittori veristi.

I temi e le regole principali del verismo erano che:

  • L’artista doveva narrare il vero, cioè parlare di avvenimenti realmente accaduti ed i personaggi dovevano essere “contemporanei”;
  • L’artista doveva limitarsi a ricostruire i fatti ma con distacco in modo cioè che l’opera doveva essere impersonale;
  • Lo scrittore doveva utilizzare un linguaggio tipico dei personaggi dell’opera e con ricorso ai dialetti locali.

Giovanni Verga

Giovanni Verga è nato a Catania nel 1840, da una famiglia benestante. Visse una bella infanzia tra i bei paesaggi siciliani e tra le bellezze della natura. Già ad undici anni fu sotto l’insegnamento di Antonio Abate, un suo lontano parente, giovane narratore e poeta.

Grazie al suo insegnamento, scrisse il suo primo romanzo, Amore e patria, esperienza che gli permise di avere i primi contatti con il mondo della letteratura. Si iscrisse poi all’Università di Catania che abbandonò senza condurre a termine gli studi perché decise di concentrarsi maggiormente a scrivere romanzi patriottici sull’onda dell’entusiasmo suscitato in Sicilia dall’impresa garibaldina.

Nel 1869 andò a Firenze, dove conobbe Giselda Foianesi con la quale strinse una relazione d’amore. Inoltre fece conoscenza con due grandi autori, Dall’Ongaro e Capuana, con i quali strinse una profonda amicizia che risultò essenziale ai futuri sviluppi della sua arte. Decise, poi, di andare a Milano, città in cui Verga scrisse molte opere, tra le quali Vita dei campi (1880) (Rosso Malpelo, Cavalleria rusticana, La lupa, Jeli il pastore) e Novelle Rusticane (1883) nelle quali sono presenti i paesaggi, i personaggi e i dialetti tipici siciliani. Poi scrisse il romanzo più importante di tutte le novelle che Verga abbia mai scritto: I Malavoglia (1881), un racconto ambientato ad Aci Trezza, molto ironico e simpatico che parla di una famiglia siciliana sfortunata in qualsiasi campo.

Con queste opere, Verga ebbe un grandissimo successo che arrivò al culmine con la pubblicazione della novella Mastro-don Gesualdo (1889) dove Verga quasi si immedesima nei personaggi e nella storia.

A completare l’esperienza letteraria, Verga tenta il successo anche nel mondo del teatro, con un attivo interesse per le scene di linguaggio scarno ed essenziale. Tornato a Catania, Verga visse con riservatezza gli ultimi anni della sua vita dedicandosi all’amministrazione dei suoi beni. Come molti artisti, a Verga è stato riconosciuto il valore delle sue opere solo pochi anni prima della morte e pertanto non ha potuto gioire delle ricchezze che questo riconoscimento gli portarono.

Morì di vecchiaia a Catania nel 1922, quando aveva ottantadue anni.

Le novelle di Verga

Nelle novelle di Giovanni Verga, troviamo quasi sempre la presenza di paesaggi, personaggi e tradizioni tipiche della Sicilia, luogo a cui Verga è molto legato per il fatto che la Sicilia è la regione in cui è nato. Questo spiega come Verga avesse avuto questo grande debole per la sua Sicilia.

Verga è un poeta che scrive in prosa e per scrivere i suoi racconti, usa la novella, un metodo molto utilizzato nel periodo verista, con la quale si può descrivere tutto un mondo in poche pagine.

Verga rappresenta nei suoi capolavori la vita dei pastori, dei contadini e dei pescatori siciliani, gente povera e dimenticata, rimasta per secoli ai margini della Storia. I personaggi del Verga sono uomini semplici, dominati da passioni forti e autentiche, nel bene come nel male, e oppressi quasi sempre da un oscuro destino di dolore. Sono inoltre presenti i problemi di questa gente, il più grande dei quali è quello economico. Infatti i soldi erano sempre insufficienti, specialmente nelle famiglie composte da sette, otto e più persone perché le bocche da sfamare erano tante. Le opere di Verga non sono però una fredda riproduzione del reale, ma in esse si riflette la concezione dolorosa e pessimista che lo scrittore ha della vita.

Verga usa un linguaggio molto libero, ricchissimo di espressioni e costruzioni che ricalcano l’uso siciliano. Per questo motivo la prosa di Verga sembra aderire perfettamente alla realtà che rappresenta.

Cavalleria rusticana

La Cavalleria Rusticana è una novella della raccolta Vita dei Campi che scrisse nel 1883.

La novella racconta la storia di Turiddu Macca, un contadino siciliano.

Prima di partire per il servizio militare, era fidanzato con Lola ma durante la sua assenza, Lola si è fidanzata con Alfio, un ricco carrettiere: che “ha quattro muli in stalla”. La madre di Turiddu invece è stata costretta a vendere la loro unica mula.

Un giorno Turiddu rincasando incontra finalmente Lola la quale gli spiega che sta per sposare Alfio. Turiddu provava un grande amore per Lola ma quando incontra l’indifferenza di lei si sente ferito e umiliato. Turiddu allora, rosso dalla gelosia e dalla delusione, decide di vendicarsi seducendo Santa che abita di fronte alla casa di Lola.

Turiddu si avvicina alla casa di Santa, ogni sera, viene a chiacchierare alla sua finestra.

Mentre Santa si innamora di lui, la gelosia di Lola aumenta; quest’ultima, approfittando dell’assenza del marito, decide di invitare Turiddu a “salutarla”.

Santa sentendosi tradita, decide di raccontare tutto ciò che ha visto ad Alfio. Alfio, turbato dall’offesa, sfida a duello Turiddu; i due uomini si affrontano, armati di solo coltello, in un duello straziante e sanguinoso che si conclude con la morte di Turiddu.

Nel 1884, come i letterati facevano spesso a quel tempo, Verga utilizzò il soggetto di “Cavalleria rusticana” per comporre un’opera teatrale che, con lo stesso titolo, venne rappresentata, la sera del 14 gennaio, al Teatro “Carignano” di Torino. L’interprete femminile era d’eccezione, la grande attrice Eleonora Duse, e anche il successo fu eccezionale.

Nel trasformare la novella in un’opera teatrale, Verga non si limitò a sceneggiare il soggetto originale. La necessità di “riempire” con dialoghi il tempo opportuno per lo sviluppo del dramma, laddove la novella originaria non comprendeva più di una decina di pagine, lo indusse a sviluppare la trama mediante varie scene, quali quella, violenta, tra la innamorata Santuzza e Turiddu che l’accusa di essere una spia e quella del brindisi durante il quale viene fissato il duello tra Turiddu e compar Alfio.

Dopo alcune settimane la tragedia fu messa in scena al Teatro “Manzoni” di Milano e anche qui gli applausi furono scroscianti. Nei mesi e negli anni successivi “Cavalleria rusticana” continuò ad essere rappresentata, sempre con successo, in vari altri teatri italiani.

In pratica, il dramma di Verga introdusse il “verismo” nel teatro italiano facendo apparire improvvisamente retoriche e vuote le opere ancora intrise di romanticismo.

Il verismo

Negli ultimi decenni dell’Ottocento, artisti e letterati si trovano a vivere in una società travolta dal progresso tecnico scientifico, che cambia modi di vivere e mentalità. E mentre ancora non si sono spenti del tutto gli echi del Romanticismo nuove correnti artistiche e di pensiero, contestando i valori tradizionali cercano la natura intima dell’uomo e delle cose in un rapporto più diretto con la realtà. In questo momento, praticità e concretezza si sostituiscono alla fantasia e all’irreale, crudezza e ironia si sostituiscono al sentimentalismo e alla tendenza all’esaltazione precedenti. Ciò vale anche per la musica e in particolar modo per il melodramma: ne è espressione la corrente detta del Verismo.

Il Verismo è inaugurato dall’opera Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, tratta da una novella di Giovanni Verga, il massimo esponente letterario del Verismo. L’opera mette in scena storie vere o situazioni realmente prevedibili, in cui non c’è posto per i sentimentalismi esagerati; predominano, invece, una realistica e sentita espressione drammatica.

Il termine “verismo” indica infatti che l’attenzione si è spostata sulla vita di tutti i giorni e sui problemi delle persone comuni; eroi e semidei non esistono più: esiste solo l’uomo con la sua fragilità. Altri artisti si cimentano nell’opera veristica, come Ruggero Leoncavallo, e soprattutto Giacomo Puccini, che conobbe il successo con l’opera Manon Lescaut, mentre il suo capolavoro è rappresentato dalla Bohème.

Pietro Mascagni

Ha rasato il viso come un seminarista e la statura alta e dinoccolata dà l’immagine di un ragazzo che non abbia ancora finito di crescere. La fisionomia per un osservatore disattento pare non dica nulla: ma guardando bene, ha ogni tanto, negli occhi chiari un po’ velati, un improvviso bagliore, come il balenare silenzioso in certe stellate notti di grande calura”.

(Eugenio Checchi 1890)

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Sintesi

Introduzione Ottocento Novecento, tesina

La seguente tesina di terza media tratta dell'Ottocento e il Novecento. Si descrive cosa succede in Italia dal punto di vista storico, letterario, artistico. La tesina abbraccia anche i seguenti argomenti nelle varie discipline scolastiche: il verismo in Letteratura; Verismo e Mascagni in Musica; la bella epoque in Francese; l'impressionismo in Arte; il risorgimento in Storia ecc.

Collegamenti

Ottocento Novecento, tesina

Letteratura

  • L’800
  • I poeti dell’800
  • Il Verismo
  • L’africa di Karen

Musica

  • Verismo e Mascagni

Francese

  • La bella epoque

Arte

  • L’impressionismo
  • Paul Cezanne
  • Vincent Van Gogh
  • Paul Gauguin

Storia

  • Il risorgimento
  • Età giolittiana

Geografia

  • L’africa – profilo fisico e climatico
  • Corno d’africa
  • Etiopia
  • Eritrea
  • Somalia
  • Sviluppo e sottosviluppo nord sud
  • La rift valley e gli uomini primitivi
  • Stati a confronto: Kenya e Libia

Scienze

  • Vulcani e terremoti

Tecnologia

  • Il petrolio

Inglese

  • South Africa and India

Educazione della cittadinanza

  • Dichiarazione Universale dei diritti umani

Educazione fisica

  • Il corpo umano – ossa
  • Il sistema muscolare
  • La pallavolo
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