Obbligazioni
Rapporto in forza del quale un soggetto, debitore, è tenuto a un determinato comportamento, una certa prestazione, nei confronti di un altro soggetto, creditore.
- Debitori e creditori sono già individuati nel momento in cui l'obbligazione sorge → eccezione: promessa al pubblico.
Es. smarrito gattino, 500 euro di ricompensa → il debitore, proprietario del gatto, è individuato, il creditore è colui che riporterà il gatto.
Art. 1174 c.c. → Carattere patrimoniale della prestazione
“La prestazione che forma oggetto dell'obbligazione deve essere suscettibile di valutazione economica e deve corrispondere a un interesse, anche non patrimoniale, del creditore.”
- La prestazione deve poter essere tradotta in termini economici.
- Soddisfa un interesse del creditore.
- Interesse che soddisfa la prestazione può essere patrimoniale o non patrimoniale.
Art. 1173 c.c. Fonti delle obbligazioni
→ “Le obbligazioni derivano da contratto, da fatto illecito, o da ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell'ordinamento giuridico”.
Fonti:
- Altre promesse unilaterali, promessa al pubblico, ripetizione dell’indebito, gestione d’affari altrui, arricchimento senza causa.
- A seconda dell’oggetto, prestazione, si usa adottare una tripartizione, si suddividono in:
a) Obbligazioni di dare: vendita.
b) Obbligazioni di fare: appalto.
c) Obbligazioni di non fare: non fare concorrenza.
Prestazioni fungibili, infungibili, di mezzi e di risultato
Fungibili:
1) Prestazioni quando per il creditore è indifferente il soggetto che la esegue, es. riparazioni.
Infungibili:
2) Prestazioni: è rilevante/essenziale la figura del soggetto che esegue la prestazione, es. prestazione artistica → deve essere eseguita dal debitore in persona.
Di mezzi:
1) Obbligazioni: la prestazione consiste in un’attività diligente che tuttavia non garantisce al creditore il raggiungimento di un risultato.
Es. medico che cura il paziente non può garantire la guarigione, ma farà di tutto affinché ciò avvenga.
Di risultato:
2) Obbligazioni: la prestazione consiste nel raggiungimento di un determinato risultato.
Es. appalto d’opera → chi deve eseguire il servizio lo fa così come previsto nel contratto.
Responsabilità da fatto illecito
Art. 2043
Art. 2043 → “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.”
a) Qualunque fatto: principio della atipicità.
- Principio della tipicità, per enti, ≠ → qualunque fatto, non c’è un elenco.
Es. → illeciti tipici: art. 2598 atti di concorrenza sleale.
Es. → tipizzazione avviene per mano della giurisprudenza → privacy: nuova figura di illecito, la giurisprudenza inventa nuovi elenchi, del fatto illecito.
b) Doloso o colposo: elementi soggettivi.
- Dolo: volontà di compiere l’illecito → coscienza, previsione, volontà.
- Colpa: negligenza, imperizia, imprudenza o inosservanza di leggi, regolamenti o ordini dell’autorità.
- ≠ diligenza → fare le cose in modo superficiale: negligenza.
- Imperizia → il non saper fare.
- Imprudenza → viene utilizzato nel linguaggio comune.
→ Se ho osservato la legge sono automaticamente esente dalla colpa? No: se osservo la parte rigida, 2° parte della definizione, non significa che io abbia automaticamente osservato la parte elastica, 1° parte.
Es. se vado a 45 km/h in un giorno normale → ok.
Es. se vado a 45 km/h in un giorno di nebbia in occasione di un mercato → no: osservo la legge ma non con negligenza.
c) Che cagiona ad altri un danno ingiusto → ingiustizia del danno:
- Ci sono dei danni giusti: valutazione comparativa degli interessi in conflitto → per capire se un danno sia ingiusto o giusto.
- Se ingiusto → risarcimento.
Es. mettere su una bilancia gli interessi di Tizio; sull’altra gli interessi della collettività.
Es. bilancia tra cronaca e diritto alla reputazione:
- Se prevale la cronaca: il danno è giusto.
- Se prevale il diritto: lesione → danno ingiusto.
d) Obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.
Chi rompe paga → però:
a) Danno emergente, se esistono vanno prese in considerazione entrambe.
b) Lucro cessante, mancato guadagno che deriva dal fatto, considerazione entrambe.
Es. pianista con dito rotto → risarcimento più alto in base al prestigio, al suo reddito.
Cause di giustificazione del fatto illecito
1) Legittima difesa: art. 2044
1) Legittima difesa: art. 2044 → “Non è responsabile chi cagiona il danno per legittima difesa di sé o di altri. Nei casi di cui all'articolo 52, commi secondo, terzo e quarto, del codice penale, la responsabilità di chi ha compiuto il fatto è esclusa. Nel caso di cui all'articolo 55, secondo comma, del codice penale, al danneggiato è dovuta una indennità la cui misura è rimessa all'equo apprezzamento del giudice, tenuto altresì conto della gravità, delle modalità realizzative e del contributo causale della condotta posta in essere dal danneggiato.”
- Reazione ad una minaccia attuale di ledere un diritto proprio o altrui.
- Per essere causa di giustificazione deve essere proporzionata all’offesa.
Es.
a) Tizio torna a casa e trova sull’uscio un ladro → posso intervenire se strappandogli la sacca, strappo il suo giacchetto, anche se di grande valore, o gli slogo un dito → non devo risarcire il danno.
b) Se invece Tizio ferisce gravemente il ladro → lesione dell’integrità fisica è maggiore rispetto alla lesione della proprietà.
2) Stato di necessità: art. 2045
2) Stato di necessità: art. 2045 → “Quando chi ha compiuto il fatto dannoso vi è stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, e il pericolo non è stato da lui volontariamente causato né era altrimenti evitabile, al danneggiato è dovuta un'indennità, la cui misura è rimessa all'equo apprezzamento del giudice.”
- Pericolo attuale riferito alla propria vita, vita altrui, lesione seria dell’integrità fisica.
Es. Tizio sterza per evitare di investire un pedone svenuto e finisce addosso ad una macchina parcheggiata: indennità.
- Non vi è risarcimento, riparazione integrale di qualsiasi danno subito dalla vittima, ma → valore minore rispetto al risarcimento: si suddivide il danno tra i soggetti coinvolti, anche se nessuno di loro è colpevole.
- È una facoltà del giudice non un obbligo.
- Il pedone svenuto è considerato ai fini dell’indennizzo.
3) Imputabilità: art. 2046
3) Imputabilità: art. 2046 → “Non risponde delle conseguenze dal fatto dannoso chi non aveva la capacità d'intendere o di volere al momento in cui lo ha commesso, a meno che lo stato d'incapacità derivi da sua colpa.”
→ Risponde del fatto illecito chi nel momento del fatto era imputabile.
- In diritto civile ≠ dal diritto penale naturale.
- Non risponde del fatto chi non aveva capacità di intendere e di volere, capacità → rendersi conto che si sta facendo una cosa sbagliata = disvalore sociale di una certa condotta.
Es.
- Non conta se l’incapacità deriva da propria colpa → soggetto sotto effetto di alcolici.
Art. 2047 → “In caso di danno cagionato da persona incapace di intendere o di volere, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell'incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto. Nel caso in cui il danneggiato non abbia potuto ottenere il risarcimento da chi è tenuto alla sorveglianza, il giudice, in considerazione delle condizioni economiche delle parti, può condannare l'autore del danno a un'equa indennità.”
- Del danno salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto, molto raramente, → risponde il sorvegliante se il fatto è stato cagionato, il sorvegliante non ha fatto tutto il possibile per evitare il fatto.
- Risarcimento nel caso in cui non vi sia sorvegliante.
Es. Tizio perde i sensi mentre è alla guida → il soggetto è incapace.
→ Il giudice può prevedere un’indennità, anche se il soggetto non si trova in una condizione economica tale da poter risarcire il danno.
Prescrizione:
- 5 anni → del fatto illecito.
- 2 anni → per sinistro stradale.
4) Nesso causale o di causalità
a) Causalità di fatto: ricostituita secondo le regole delle leggi fisiche.
- Rapporto causa-effetto → serve ad individuare chi è il responsabile.
- Conditio sine qua non = "condizione senza la quale non si può verificare un evento" → se provo ad eliminare quell’evento, si elimina anche il danno.
b) Causalità giuridica: identifica quali danni l’autore deve risarcire.
→ Risarcire quei danni che sono conseguenza immediata e diretta del danno illecito.
→ Non deve risarcire quei danni che sono realizzazione di un rischio al quale la vittima sarebbe comunque esposta.
Es. Tizio ha un appuntamento di lavoro importante. Fa un incidente perché Caio passa con il rosso e la macchina si distrugge, cerca un taxi ma non c’è perché è la settimana della moda a Milano. Purtroppo piove ed è senza ombrello → si presenta all’appuntamento un po' in maniera impresentabile. → l’appuntamento non va bene e il capo decide di licenziare Tizio dopo un anno. Tizio fatica a trovare lavoro quindi inizia a bere a tal punto che la moglie lo lascia. Quali danni dovrà risarcire Caio? → solo quelli derivanti dall’incidente.
Art. 2048 Responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d’arte
Art. 2048 Responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d’arte →
- Si applica al minore imputabile capace di intendere e di volere ≠ artt. 2046-2047.
- Non esclude la responsabilità del minore, ma la presuppone.
- Minore non ha un patrimonio tale da riuscire a risarcire autonomamente il danno → il minore è responsabile insieme ai genitori, sono più solvibili.
Es. se il minore ha un patrimonio da 10 milioni → non chiamo neanche in causa i genitori.
- Se il figlio era nelle cure dell’insegnante, ne risponde anche lui.
- Genitori, tutori e insegnanti → sono aggiunti per garantire il risarcimento.
- La colpa dei genitori/insegnanti è una colpa → è un po' una finzione.
- In vigilando → ma se il figlio è a lezione come si fa a vigilarlo?
- In educando → non è educato abbastanza bene? Sbagliato: chiunque può sbagliare.
Responsabilità oggettiva
Es. forno a microonde scoppia, di chi è la colpa?
- È quasi impossibile risalire al colpevole.
1) Soluzione: il proprietario si compra un nuovo forno.
2) Si pensa ad una forma diversa di responsabilità civile → si aiuta la vittima invece di punire il colpevole → Responsabilità oggettiva = attività o bene → rischio → responsabilità.
- Abbiamo un responsabile ma non un colpevole.
- Criterio diverso da dolo e colpa.
Es. compagnia aerea mette in volo 100 aerei al giorno che comportano un rischio.
- La compagnia deve pagare un risarcimento nel caso uno di quelli cada.
- Se si ha un'utilità da un bene che introduce un rischio, se il rischio si produce devo pagare il danno.
→ Nel caso del forno a microonde, è il produttore a pagare.
→ Funzione virtuosa perché il produttore traslerà il rischio sulla compagnia di assicurazione → porta ad un aumento del prezzo del forno.
→ Ciò spinge verso una produzione di prodotti più sicuri.
→ Spesso è legata all'attività di impresa ma non sempre.
Codice del consumo → presente nel codice civile ma anche nel codice del consumo, produttore.
Art. 2049 c.c.
Art. 2049 c.c.
- Padrone = datore di lavoro.
- Si riferisce solo ai lavoratori subordinati.
- Il datore di lavoro risponde dei danni causati dal lavoratore quando costui è nell’esercizio delle sue mansioni.
Art. 2043, responsabilità soggettiva, + 2049, responsabilità oggettiva.
→ Ci si rivolge al datore di lavoro per il risarcimento dei danni poiché il suo stipendio è maggiormente solvibile.
Non è una forma di responsabilità a colpa presunta → culpa in vigilando = il datore di lavoro non può vigilare costantemente i lavoratori.
→ È in eligendo? Scelto un lavoratore non competente? No, perché potrebbe fare errori.
→ Non vale solo se sono imprenditore, ma chiunque abbia un lavoratore subordinato.
Es. Colf → dei danni causati paga comunque il datore.
Artt. 2051-2052 c.c.
Artt. 2051-2052 c.c.
Custode: termine = proprietario o colui chi se ne serve per il tempo in cui ha in uso quel bene, non il proprietario.
→ Danno da cose senza il concorso dell'attività umana.
Es. la caldaia che scoppia e causa un danno al vicino.
→ Salvo caso fortuito o forza maggiore = acts of god, common law.
Vis cui resisti non potest = forza alla quale non si può porre resistenza.
- Per il vettore aereo → non esiste tale limite.
→ Per danno cagionato da animali, art. 2052.
- Non ne risponde chi sta svolgendo un servizio per me, es. dog sitter.
Es. di cancelli con scritta “non si risponde di danni causati a persone e cose” → valore giuridico pari a zero = il proprietario ne risponde.
Art. 2053 c.c. → Rovina di edificio
Art. 2053 c.c. → Rovina di edificio.
- Il crollo di qualsiasi parte di un edificio.
Responsabilità a colpa presunta = il proprietario può liberarsi provando che il crollo non è dovuto a vizio di costruzione o a difetto di manutenzione → per caso fortuito → quindi è responsabilità oggettiva.
→ Motivo per il quale molto spesso non vengono accettate le donazioni.
→ Assicurazione del capo famiglia: raccoglie varie assicurazioni.
Art. 2054 c.c. → Danno da veicoli
Art. 2054 c.c. → Danno da veicoli.
- Comma 1: responsabilità semi-oggettiva.
- Responsabile il conducente in caso di danni a pedone.
- Responsabilità presunta.
- Comma 2 → scontro tra veicoli → responsabili al 50% di solito.
- Comma 3.
Chi acquista a rate = acquirente con patto di riservato dominio.
Leasing, proprietario, usufruttuario → rispondono in solido, insieme e per l’intero, con il conducente.
Responsabilità oggettiva.
Es. salvo che provi che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà → auto rubata → però il proprietario deve aver adottato le cautele minime per evitare il furto, es. deve aver chiuso la macchina.
- Comma 4.
Non ci si libera dalla responsabilità affermando che il danno è stato causato da un vizio di costruzione o difetto di manutenzione, può dipendere da me che non faccio mai controllare la macchina, o dal meccanico che ha riparato male.
Art. 2050 Danni cagionati per attività pericolose
Art. 2050 Danni cagionati per attività pericolose →
- Attività pericolosa: trasporto di materiale infiammabile.
- Si considera anche il nuoto e l’equitazione.
- Prova liberatoria: bisogna dimostrare di aver adottato le cautele più moderne e forti disponibili.
- Se il danno si è verificato non hai fatto tutto il possibile per evitarlo.
Art. 2056 Valutazione dei danni
Art. 2056 Valutazione dei danni →
Danno emergente + lucro cessante.
Concorso di colpa del danneggiato: il giudice ravvisa una colpa non esclusiva di un soggetto ma da ripartire tra l’autore del danno e la vittima → dividerà la responsabilità percentualmente.
Qualora il danneggiato non abbia contribuito a non aggravare il danno, di questo non debba rispondere il danneggiante, danno evitabile → il danneggiato deve utilizzare l’ordinaria diligenza per non aggravare il danno → interruzione del nesso causale.
Risarcimento del danno
Il risarcimento del danno può avvenire in due forme:
1) In forma specifica: consente di ristabilire lo status quo ante → spesso non è possibile ristabilirlo.
Es. danni fisici.
2) Per equivalente: si traduce quel danno, che non è possibile ristabilire status quo ante, in una somma di denaro → liquidazione del danno.
Pluralità di soggetti che hanno causato un danno
Pluralità di soggetti che hanno causato un danno.
Es. Tizio viene investito da Caio e va in ospedale ma il dottore non riconosce la frattura del braccio e lo cura in maniera errata → danno attribuibile a Caio e al medico.
→ Costoro rispondono in solido del danno.
- All’interno dei rapporti tra i danneggianti si può chiedere al giudice la ripartizione della responsabilità sulla base della rispettiva colpa.
Es. 60% Caio e 40% il medico.
- Nel dubbio le colpe si presumono pari.
Il danno si suddivide in
Il danno si suddivide in:
1) Danno patrimoniale:
Es.
- Danno emergente → costo delle cure, parcella esami, medicazioni ecc…
- Lucro cessante → il danneggiato non è riuscito a lavorare o ha lavorato in quantità minore.
2) Danno non patrimoniale: art. 2059 → la corte di cassazione nel 2003 delibera che questo articolo è inoperante nei casi protetti dalla costituzione.
→ Più importante: lesione all'integrità fisica.
a) Danno biologico: lesione dell'integrità fisica in sé e per sé → risarcimento indipendentemente dal fatto che la vittima produca o non produca reddito → va tradotto in termini monetari.
Es. perdita di un braccio va risarcito a chiunque.
b) Danno morale: sofferenze psico-fisiche che la vittima patisce soprattutto nella fase acuta.
c) Ogni danno esistenziale → altro danno di natura non patrimoniale, cambia per sempre, diversa dal danno morale, prima o poi si supera.
Es. una stessa lesione fatta a due soggetti diversi.
- Entrambi danno al ginocchio e non possono più fare sport.
- Tizio non concepisce fine settimana senza sci → il danno ha sconvolto la sua vita.
- Caio non era appassionato di sport → il danno non ha cambiato la sua vita.
Il cont
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