Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il neopositivismo, corrente filosofica del Novecento, si basa sul positivismo ottocentesco e privilegia la razionalità scientifica e l'osservazione.
  • Solo le proposizioni verificabili empiricamente hanno significato conoscitivo, mentre la metafisica è considerata priva di senso.
  • La filosofia è vista come un’attività chiarificatrice del linguaggio scientifico, non come una scienza in sé.
  • Il principio di verificazione distingue tra verificabilità di fatto e di principio, richiedendo un riferimento osservativo per validare un enunciato.
  • Il linguaggio della scienza è esclusivamente logico e formale, unificando le diverse discipline scientifiche.

Il neopositivismo è una corrente filosofica del Novecento, basata sul positivismo ottocentesco, di cui condivide la predilezione per la razionalità scientifica, il richiamo all’osservazione e il rifiuto della metafisica, e sulla cultura scientifica di fine Ottocento e primo Novecento.

Caratteristiche fondamentali del neopositivismo

Esso propone una riflessione sulla scienza di carattere metodologico, con la tendenza alla formalizzazione logica (identificazione di tratti oggettivi fuori da ogni interpretazione). Il neopositivismo presenta alcune caratteristiche di fondo:

-Uniche proposizioni con significato conoscitivo sono quelle verificabili empiricamente

-Proposizioni della metafisica = senza senso nell’ambito della conoscenza , poiché non possono essere verificabili empiricamente (metafisica, etica e religione non forniscono conoscenze)

-Gli enunciati di tipo conoscitivo possono concernere relazioni tra idee, che contengono in se stesse la verità (matematica), e relazioni tra fatti, che sono vere solo se testimoniate empiricamente (fisica).

-La filosofia è un’attività chiarificatrice (metodologia), non una scienza, che deve analizzare il linguaggio sensato della scienza e denunciare quello insensato della metafisica

-La scienza, al di là della differenziazione delle singole discipline, è una sola, e il suo linguaggio è esclusivamente logico e formale.

Principio di verificazione e significanza

Un concetto importante del Neopositivismo, innovativo rispetto al Positivismo, è il principio di verificazione, enunciato da Moritz Schlick. Il principio di verificazione è un procedimento di accertamento empirico di un enunciato. In esso si distingue tra verificabilità di fatto (accertamento fatto) e verificabilità di principio, nella quale si afferma che un enunciato risulta sensato quando esistono procedure empiriche atte a verificarne o falsificarne la validità (esiste almeno sul piano logico un riferimento osservativo per esso). Il principio di verificazione coincide con il principio di significanza, che indica il valore di verità in una teoria in relazione al suo contributo in favore della conoscenza (solo proposizioni dichiarative). Poiché la metafisica non offre un metodo di verifica empirica dei propri enunciati, risulta senza senso.

Con-Filosofare

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principio fondamentale del neopositivismo riguardo alle proposizioni conoscitive?
  2. Il neopositivismo afferma che le uniche proposizioni con significato conoscitivo sono quelle verificabili empiricamente, escludendo quindi la metafisica, l'etica e la religione, poiché non forniscono conoscenze verificabili (testo).

  3. Come si distingue il principio di verificazione nel neopositivismo?
  4. Il principio di verificazione, enunciato da Moritz Schlick, distingue tra verificabilità di fatto e verificabilità di principio, affermando che un enunciato è sensato se esistono procedure empiriche per verificarne o falsificarne la validità (testo).

  5. Qual è il ruolo della filosofia secondo il neopositivismo?
  6. Secondo il neopositivismo, la filosofia è un'attività chiarificatrice che analizza il linguaggio sensato della scienza e denuncia quello insensato della metafisica, non essendo essa stessa una scienza (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community