Concetti Chiave

  • Durante il 1800, l'Europa vive profondi cambiamenti politici e sociali, con eventi come la fine del Risorgimento in Italia e la seconda rivoluzione industriale in Gran Bretagna.
  • Il Naturalismo francese e il Verismo italiano emergono come movimenti letterari influenzati dal Positivismo, che promuove la selezione naturale e la dominanza delle classi più forti.
  • Emile Zola, esponente del Naturalismo, propone un romanzo scientifico che analizza la vita delle classi umili, mentre Giovanni Verga rappresenta il Verismo, focalizzandosi sulle condizioni quotidiane delle classi contadine.
  • I romanzi di Verga, come I malavoglia e Mastro don Gesualdo, evidenziano l'assenza di provvidenza e il tema del possesso, utilizzando un linguaggio ricco di dialetto e proverbi.
  • Nonostante la qualità dei suoi lavori, Verga non ottiene immediato successo, poiché il suo pubblico è spesso analfabeta, mentre contemporaneamente Antonio Fogazzaro raggiunge rapidamente il successo con la Malombra.

redir: https://www.skuola.net/ottocento-letteratura/800-contesto-storico/verismo.html

Il Naturalismo e il Verismo

Durante il 1800, il mondo cambia completamente aspetto:
- in Francia ci sono le due Repubbliche (1848/1871);
- in Italia c’è la conclusione del Risorgimento e la proclamazione del Regno d’Italia (1861);
- la Germania si unifica;
- in Gran Bretagna vi è la seconda rivoluzione industriale, e si sviluppa il colonialismo;
- in Russia viene abolita la servitù della gleba;
- in Usa c’è la guerra di secessione tra Nord e Sud.
Contemporaneamente, vari cambiamenti sociali, economici, e politici, hanno conseguenze positive e negative; con la rivoluzione industriale si ha un innalzamento del tenore di vita, consente ad una forte urbanizzazione, all’accrescimento della popolazione, allo sviluppo dei mezzi di trasporto, ma allo stesso tempo, la trasformazione è squilibrata, la popolazione urbana raddoppia, i contadini lasciano le città, si hanno le prime forme di emigrazione.
Le condizioni dei lavoratori sono pessime. Essi sono costretti a sopportare orari massacranti ed inaccessibili, non hanno assistenza medica, pensione, hanno case con scarse condizioni igieniche, e inoltre salari bassissimi. Nascono allora le Trade Unions, il primo tipo di sindacato, formato dalle casse di mutuo soccorso.
Una delle situazioni peggiori, però, si ha in Francia. Alla fine del XIX secolo, c’è un’enorme differenza tra le classi sociali; anche a causa del rapido ed enorme sviluppo industriale; i contadini erano costretti a vivere ai margini della società, emigravano verso le città, vendendo il loro pezzo di terreno ai latifondisti, vi era una selvaggia speculazione dell’edilizia. I borghesi, invece, si sentivano sempre più sicuri del loro prestigio, così coltivavano l’idea di avere costruito un nuovo mondo, migliore.
La borghesia, già da alcuni decenni, assecondava una nuova corrente di pensiero: il Positivismo.
Questa filosofia aveva abbracciato la teoria evoluzionistica di Charles Darwin, secondo la quale, vi era una selezione naturale, per cui gli esseri più forti erano destinati a dominare, quelli più deboli ad essere schiacciati.
La borghesia fa sua questa teoria perché, applicata alla società, faceva credere ai borghesi di essere la classe sociale destinata a comandare e ad avere il sopravvento su tutte le altre.
In letteratura, il Positivismo, si snoda in due rami: il Naturalismo francese e il Verismo italiano.
Questi due movimenti hanno diversi esponenti, nel naturalismo, ad esempio vi sono Flaubert, Victor Hugo ed Emile Zola. Proprio quest’ultimo, nel suo modo di scrivere, esprime dei princìpi, che si notano soprattutto nel suo romanzo sperimentale.
Questi princìpi sono:
- il romanzo deve basarsi innanzitutto sullo studio della natura;
- la trama deve procedere con il metodo scientifico;
- bisogna studiare tutti gli affetti e amori della persona umana;
- bisogna usare l’impersonlità.
Zola, come molti naturalisti, nei loro romanzi, fanno riferimento soprattutto alle classi più umili, al proletariato urbano e ai bassifondi che vivono ai margini delle vie cittadine (manovali, minatori, contadini…).
In Italia la situazione era diversa da quella della Francia, anche se era a tratti uguale. Vi era, infatti, la borghesia, ma i problemi erano ben diversi.
Uno di questi, e forse anche il più importante, visto che da questo scaturivano gli altri, era la questione meridionale. Tanto è vero che questo problema, portò all’immigrazione e al brigantaggio.
I letterati italiani, perciò, si trovarono in una situazione differente di quella dei naturalisti francesi, e, anche per questo motivo, tra i due movimenti letterari, vi furono delle differenze. Tra cui il fatto che nel naturalismo si dava molta più importanza al sezionamento della natura nei minimi particolari (i miserabili di Victor Hugo), mentre nel Verismo i problemi erano relativi soprattutto alle classi contadine nella vita di tutti i giorni, e, inoltre, il romanzo naturalistico è di tipo psicologico, mentre quello verista, di tipo d’ambiente.
Il maggiore esponente della cultura verista è Giovanni Verga. Il suo modo di scrivere, si differenzia in due sezioni:
- la produzione giovanile, che risente ancora l’influsso della letteratura ottocentesca;
- la produzione più matura.
Dopo essersi accostato al Verismo, Verga scrisse due romanzi, che facevano parte di un ciclo: i Vinti.
In questo ciclo dovevano essere compresi cinque romanzi, ma il catanese ne portò a termine solo due: I malavoglia e Mastro don Gesualdo.
Nel primo romanzo, Verga, dà ai lettori che la provvidenza non esiste, perché è quello che pensa, ed, inoltre, non crede nel progresso.
Lo scrittore avvale i suoi personaggi di una grande autenticità, ma questo, accade, anche perché, nel romanzo o anche più semplicemente nelle sue novelle, cita molte espressioni dialettali, detti popolari, proverbi, ed anche dei paragoni (piangono i soli, asciugano i fiumi).
In Mastro don Gesualdo, tutto il racconto si aggira tutto intorno ad un nucleo centrale che è il possesso della roba. Inoltre in questo racconto, si fa evidente la morale dell’ostrica.
I romanzi di Verga, non riscorsero un immediato successo, perché le persone a cui erano riferite, erano analfabete per leggerli.
Nello stesso anno in cui furono pubblicati i Malavoglia, Antonio Fogazzaro scrisse e fece stampare la Malombra, che ebbe subito un gran successo.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali eventi storici che hanno caratterizzato il 1800 in Europa?
  2. Durante il 1800, l'Europa ha vissuto eventi significativi come la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861, l'unificazione della Germania, la seconda rivoluzione industriale in Gran Bretagna e l'abolizione della servitù della gleba in Russia.

  3. Quali erano le condizioni di vita dei lavoratori durante il periodo del Naturalismo e del Verismo?
  4. I lavoratori vivevano in condizioni pessime, con orari massacranti, mancanza di assistenza medica e salari bassissimi, portando alla nascita delle Trade Unions per difendere i loro diritti.

  5. Come si differenziano il Naturalismo francese e il Verismo italiano?
  6. Il Naturalismo si concentra sul sezionamento della natura e sulla psicologia dei personaggi, mentre il Verismo si focalizza sulla vita quotidiana delle classi contadine e sull'ambiente sociale, come evidenziato nelle opere di Giovanni Verga.

  7. Chi è il principale esponente del Verismo e quali sono le sue opere più significative?
  8. Giovanni Verga è il principale esponente del Verismo, noto per i romanzi "I malavoglia" e "Mastro don Gesualdo", che esplorano temi come la provvidenza e il possesso materiale.

  9. Perché i romanzi di Verga non ebbero immediato successo?
  10. I romanzi di Verga non riscossero immediato successo perché erano destinati a un pubblico analfabeta, mentre opere come "Malombra" di Antonio Fogazzaro ottennero un'accoglienza più favorevole.

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