Concetti Chiave
- Il verismo italiano, influenzato da Zola, non costituisce un movimento organizzato come il Romanticismo e presenta esperienze letterarie diversificate.
- Giovanni Verga e Luigi Capuana sono i principali esponenti del verismo, con Verga che sviluppa una tecnica narrativa innovativa e pessimistica.
- Le opere di Verga si caratterizzano per tecniche come lo straniamento, l'artificio della regressione e la paratassi, che creano un'opera impersonale.
- Il verismo nega l'idea di progresso, evidenziando che la situazione sociale italiana rimarrà invariata, come mostrato nei romanzi di Verga.
- La rappresentazione dei personaggi avviene attraverso le voci del popolo, senza descrizioni dirette, permettendo ai lettori di apprendere le loro caratteristiche attraverso il dialogo.
redir: https://www.skuola.net/ottocento-letteratura/800-contesto-storico/verismo.html
Verismo: L’idea di Zola si diffuse anche in Italia con il nome di verismo,tuttavia non si può affermare che esista un verismo come scuola o movimento organizzato ciò che era stato il Romanticismo, inoltre non fa riferimento ad una concezione omogenea della letteratura e dell’intellettuale. Il verismo racchiude esperienze che sono tra di loro diverse, ad eccezione per l’interesse per figure e ambienti popolari, il colore regionale e la rappresentazione della misera, e soprattutto hanno ben poco in comune con la scuola naturalista francese.
Una teoria coerente e un nuovo linguaggio furono invece elaborati da due intellettuali meridionali che operavano in ambiente milanese,dove assorbirono le istanze del naturalismo francese e di Zola e esposero le loro diverse prospettive: Verga e Capuana.
Capuana come critico letterario del “corriere della sera” diffuse la conoscenza di Zola con la recensione delle sue opere (in particolare l’Assomoir) ma nei suoi articoli,s’intravede chiaramente un diverso modo di intendere la letteratura e in particolare sull’accezione “sperimentale” e scientifica del romanzo. La sua visione concorda perfettamente con quella di Verga che non collabora pubblicamente al dibattito letterario ma manifesta il dissenso nelle sue opere,dove sono concretati i principi delle loro teorie . Nella recensione delle opere dell’amico, ad esempio i Malavoglia nel 1881,afferma che l’elemento scientifico senza dubbio può appartiene al romanzo ma la novità dell’assimilazione all’arte del concetto scientifico sta nella forma,questa influenza si traduce nella perfetta impersonalità dell’opera. La “scientificità” non consiste nel trasformare la narrazione in un esperimento per dimostrare tesi scientifiche ma si manifesta nella tecnica e nella forma artistica che si riassume nell’impersonalità ovvero l’eclissi dell’autore che scompare dal testo.
Accanto a questo si hanno gli sperimenti di Verga che oltre a studiare i meccanismi sociali imposta una rivoluzionaria tecnica narrativa come espressione di una forte visione pessimistica e materialistica. Tuttavia , verga non avendo a disposizione un movimento culturale alle spalle,resta tutto sommato isolato. Inoltre non esercitò mai larga influenza sulla cultura contemporanea,non creò una scuola e non costituì un modello a lungo imitato come Manzoni, se non per la sua particolare tecnica narrativa svincolate dalle loro motivazioni e ridotte a pura riproduzione esteriore di una maniera. Anzi con gli anni Novanta il romanzo veristico (o realistico) che rappresenta squarci di quadri sociali viene radicalmente soppiantato dal romanzo puramente psicologico che si concentra non più sull’ambiente sociale ma direttamente sulla sola ed esclusiva psicologia dei personaggi (vedi D’annunzio).
Differenza naturalismo francese e verismo italiano:
Il positivismo rappresenta un nuovo illuminismo,razionale e logico. Nasce in Francia e crede nel progressoin ogni campo.
Nel Verismo italiano non c’è l’ idea di progresso che invece ritroviamo nel Naturalismo! Verga afferma che la situazione italiana quella è e tale rimarrà (vedi paragone formiche). Pure se nel caso un contadino, o un qualsiasi personaggio italiano provasse a modificare il suo status e magari ad elevare la propria condizione si ritroverebbe come un outcast a vestire panni che non gli vestono e se gli dovesse andar bene ritornerebbe allo stato da cui è partito. Testimonianza di ciò sono le opere di Verga come Mastro Don Gesualdo o i Malavoglia! (vedi ideale dell’ostrica)
Il naturalismo deriva dal positivismo che seguiva gli insegnamenti di Darwin: ricordiamo che La selezione della specie di Darwin negli anni del positivismo si lega al socialismo di rivendicazione e fece nascere il cosiddetto “darwinismo sociale”: noi siamo un mondo di eletti perché solo i migliori sono andati avanti, coloro che non erano in grado a vivere i questo mondo si sono estinti. In quest’ottica anche la stratificazione sociale è vista come processo evolutivo e i deboli sono il frutto della selezione naturale.
Nel positivismo nasce anche quella che oggi noi chiamiamo sociologia ossia lo studio della società! Da ciò possiamo dedurne che il Marxismo è alla base del positivismo! Iniziano i primi studi sulla società, sulla popolazione. La società è oggetto della ricerca e infatti Comte afferma che la società si può studiare con dati scientifici dai quali si possono trarre le leggi e grazie a lui che nel 900 nacque la Sociologia.
Questo concetto passa al Romanzo Sperimentale, proprio del naturalismo francese, che è un Romanzo che analizza la folla e la società in modo asettico ossia in modo oggettivo, il narratore non da delle proprie considerazioni al riguardo(l’impersonalità ovvero l’ eclissi del narratore è la caratteristica fondamentale).
E bene questo realismo oggettivo del romanzo sperimentale è proprio del verismo e come il verismo è una Tecnica di scrittura! Il Verismo di Verga si avvale fondamentalmente di 3 tecniche:
→lo straniamento: il lettore delle opere di Verga è catapultato dall’autore nell’opera senza la fornitura di coordinate spazio temporali. Il lettore nel caso dei Malavoglia ad esempio si ritrova all’improvviso nella piazza di Acitrezza, circondato da decine di personaggi ,di cui l’autore non ci da descrizioni ,che parlano e dalle parole di questi personaggi, che non conosce e conoscerà man mano che la storia si evolverà, dovrà ricavare autonomamente le coordinate per ambientarsi nel racconto.
Dal momento che i personaggi non sono descritti da Verga, il lettore dovrà imparare a conoscerli e modo per conoscerli è senza dubbio seguendo le voci del popolo: infatti come nel caso di Rosso Malpelo, il lettore non ha una descrizione da parte dell’autore di Malpelo, ma x voce di popolo sa che quel personaggio è cattivo e malvagio solo perché i suoi concittadini lo reputano così, e se il popolo lo reputa così allora è veramente così!
→Questa tecnica di far parlare il popolo e di non esporre il proprio pensiero su un personaggio è definita artificio della regressione.
→Un'altra tecnica importante che caratterizza il Verismo è la paratassi ossia il continuo utilizzo da parte dello scrittore di coordinate al posto di subordinate. Ciò è evidente in quanto la trama dei romanzi di Verga è caratterizzata sempre da personaggi che appartengono al ceto basso della popolazione e quindi a quello meno colto e quindi si sa che i personaggi poco colti non possono utilizzare un lessico molto complesso ricco di subordinate ma si esprimono spesso con coordinate e periodi molto brevi, spesso utilizzando dialettismi e proverbi.
→Questa tecnica della paratassi è retta dal discorso indiretto libero : “diceva che prendeva ora il treno”
L’uso dei dialettismi e del discorso indiretto libero (ciò che è in 3° persona va in 1°) saltano i deittici (tutto ciò che ci da la dimensione di spazio-tempo,modo,persone) attualizza e rende di più il parlato basso e del volgo, così come la paratassi e la regressione.
La coralità in Verga è affidata ai personaggi attraverso i quali emergono i loro pensieri. C’è una doppia coralità neo malavoglia quella degli abitanti ci Acitrezza e della famiglia.
Tramite queste tecniche verga ottiene l’impersonalita’ della scrittura. (forse un verga decadente?)
Si nota nelle sue opere il carattere che come abbiamo detto prima distingue il naturalismo francese dal verismo: Verga nega il progresso in Italia!. Gli abitanti italiani sono così perché sono sempre stati così e resteranno così! Il progresso non c’è tanto e vero che ne I malavoglia i protagonisti che tentano di innalzare il proprio status esportando lupini, la nave “provvidenza” dei malavoglia affonda e dopo ciò essi sono costretti a vivere mille peripezie mille disagi decadendo sempre di più. → non c’è sviluppo o progresso, al massimo si ritorna al punto di partenza!
Afferma Verga: “chi cerca un vita nuova e’ destinato al fallimento”.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra il verismo italiano e il naturalismo francese?
- Chi sono i principali esponenti del verismo italiano e quale ruolo hanno avuto?
- Quali tecniche narrative caratterizzano il verismo di Verga?
- In che modo Verga rappresenta i personaggi delle sue opere?
- Qual è la visione di Verga riguardo al tentativo di miglioramento sociale?
La principale differenza risiede nell'assenza di un'idea di progresso nel verismo italiano, a differenza del naturalismo francese, che si basa sul positivismo e crede nel progresso in ogni campo. Verga sostiene che la situazione italiana rimarrà invariata, come evidenziato nelle sue opere (ad esempio, "I Malavoglia").
I principali esponenti del verismo italiano sono Giovanni Verga e Luigi Capuana. Capuana, come critico, ha diffuso le idee di Zola, mentre Verga ha sviluppato una tecnica narrativa innovativa, esprimendo una visione pessimistica e materialistica della società, pur rimanendo isolato senza creare una scuola.
Il verismo di Verga si caratterizza per tre tecniche principali: lo straniamento, l'artificio della regressione e la paratassi. Queste tecniche contribuiscono all'impersonalità della scrittura, permettendo al lettore di immergersi nella narrazione senza descrizioni esplicite dei personaggi.
Verga rappresenta i personaggi attraverso le voci del popolo, senza fornire descrizioni dirette. I lettori apprendono le caratteristiche dei personaggi tramite il giudizio della comunità, come nel caso di Rosso Malpelo, dove la percezione collettiva definisce il personaggio.
Verga esprime una visione pessimistica riguardo al miglioramento sociale, affermando che chi cerca una vita nuova è destinato al fallimento. Le sue opere, come "Mastro Don Gesualdo" e "I Malavoglia", mostrano come i tentativi di elevare il proprio status portino a disastri e a un ritorno alla condizione iniziale.